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sabato 03 gennaio 2009 |
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di Antonietta M. Gatti Si è ufficialmente riconosciuto che questi soldati sono stati esposti “all’Uranio impoverito ed alle nanoparticelle”. Il ministro della Difesa ha riconosciuto che i soldati si sono ammalati dopo aver subito un’esposizione a quello che io ho chiamato inquinamento bellico.
Il lavoro che ho svolto nelle Commissioni della XIV e XV legislatura insieme ad altri è stato riconosciuto come valido ed è stato accettato il concetto che le esplosioni di bombe ad alta tecnologia (Uranio impoverito ma anche al Tungsteno) creano temperature di combustione molto elevate (> 3.000°C) che aerosolizzano tutta la materia del bersaglio, creando poi polveri di dimensioni anche submicroniche (nano) che possono venire inalate o ingerite con cibo contaminato da questo inquinamento. Gli esperimenti che ho fatto a Baghdad hanno confermato la creazione di nanoparticelle anche dopo l’esplosione di ingenti accumuli di bombe tradizionali.
I soldati e/o le loro famiglie verranno quindi risarciti per queste patologie contratte sul luogo di lavoro. E’ stato poi riconosciuto che anche nei poligoni di tiro ci si può ammalare per le stesse ragioni.
A mio parere i giornali hanno riportato la notizia in maniera frettolosa. Nessun
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lunedì 29 dicembre 2008 |
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E così, ridendo e scherzando, stiamo archiviando anche il 2008. Lo stiamo archiviando certi, come umanità, di aver migliorato il record che già ci apparteneva: quello di Macchiette del Creato, e, per chi, a casa nostra, ambisce al gradino più alto del podio, il progetto è di celebrare l’evento in un tripudio crepitante di teste di lavezzi, il che, benché scritto con le lettere minuscole, non è un insulto in sé. Con una modica spesa a partire da qualche centinaio di Euro, cifre del tutto trascurabili in un’Italia prospera come quella in cui abbiamo la fortuna di vivere, chi ambisse a gareggiare nella nobile categoria Imbecilli Pericolosi del campionato regionale campano può assicurarsi una bomba degna erede di quella, ricordata con nostalgia, già dedicata a Diego Armando Maradona allorché quel
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giovedì 25 dicembre 2008 |
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Per ragioni che non capisco ma che accetto, è uso augurare al prossimo un buon 25 dicembre, l’ipotetico compleanno di Gesù, e al diavolo il resto dell’anno. Ligio alla tradizione, anch’io voglio mandare un po’ di auguri. Per diritto di precedenza, buon Natale a Silvio Berlusconi che, forse approfittando di un percorso di vita incontestabilmente più lungo, di miracoli ne ha fatti ben più di Cristo: dalla sparizione dei rifiuti di Napoli a quella, tuttora in corso, del cervello di molti connazionali. Per diritto onomastico, a seguire, buon Natale a Cristiano Di Pietro, rampollo di cotanto padre e miracolosamente veloce nell’apprendere i segreti del galateo politico italiano. E, naturalmente, buon Natale al babbo e alla sua squadretta di cementificatori, di vestali, di pontefici (nel senso etimologico di costruttori di ponti) e di emuli dei simpatici castori costruttori di dighe, in questo caso in versione lagunare. Buon Natale ad Antonio Bassolino, capitano coraggioso che ha saputo resistere alla tempesta senza che nessuno gli abbia fatto tirar fuori i miliardi di Euro (chi sa dire quanti?) scomparsi in un festoso gioco di prestigio di ecoballe e di aziende dai compiti misteriosi. Buon Natale ai giudici per i quali essere ubriachi ed
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lunedì 22 dicembre 2008 |
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Modena non è strettamente la mia città, ma a Modena abito da una vita. Padana com’è, la nebbia la incarta per giorni, a volte per settimane, e questa nebbia, dice la leggenda, la salvò dall’incursione di Attila che le passò accanto senza accorgersene. San Geminiano, l’allora vescovo, fu accreditato del merito. Oggi la nebbia resta e San Geminiano pare non sappia più usarla a vantaggio del suo gregge, forse perché dall’atmosfera questa si è insinuata nei cervelli e nei cuori senza possibilità di essere in qualche modo metabolizzata o nemmeno esorcizzata, fosse pure da un santo. Modena è ricca o, almeno, si trastulla nell’illusione di continuare ad esserlo e, chissà, forse ricca lo sarà ancora per qualche tempo sull’abbrivo di decenni germogliati da un dopoguerra a maniche rimboccate e da un’attitudine al lavoro a testa bassa. Ma basta sollevarsi un palmo sopra la nebbia, e leggere l’orizzonte futuro è esercizio alla portata di tutti. Essere ricchi ha tanti vantaggi, su questo non c’è dubbio, ma uno svantaggio ce l’ha: ti restringe il campo visivo e ti fa estrapolare in territori che con il denaro poco o nulla hanno a che vedere. Di questo posso portare un cumulo di esperienze personali vissute nell’incrocio con chi aveva voluto credere che, se disponi di quattrini e da questi ne vuoi far nascere altri, e se questa operazione prevede l’avvelenamento dell’ambiente in cui chiunque, senza eccezione possibile, è costretto a vivere, sei in qualche modo esente da guai. Modena non è diversa dal resto della Penisola e, forse, dal resto del mondo. Come si fa ormai dappertutto, qualche giorno fa, contro ogni logica di qualsiasi genere, l’inceneritore locale - “termovalorizzatore” per gl’imbecilli - è stato ampliato ed è stato trionfalmente inaugurato nell’indifferenza dei modenesi. Ora qui si potranno bruciare
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venerdì 19 dicembre 2008 |
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Ricevo la mail che segue da parte di Claudio Zimarino, candidato con la lista di Per il Bene Comune, e la pubblico perché mi pare giusto che almeno chi mi legge abbia un'ulteriore testimonianza riguardante la farsa tragica in cui tutti noi ci stiamo dibattendo. L'ultimo palcoscenico è stato quello delle elezioni abruzzesi con la follia delle astensioni, la vittoria di uno schieramento demenziale su un altro schieramento demenziale e la crescita a dismisura della lista del cugino di campagna Antonio Di Pietro, tragedia nella tragedia. Vittoria... Percentuali... Ma mi faccia il piacere! Leggete la mail di Zimarino e dite la vostra: Come ogni bravo candidato qualche giorno fa ho scaricato da un noto sito di informazione vastese il file contenente i voti di preferenza distinti per sezione elettorale (file che ora stranamente non si trova più neanche sul sito del Comune di Vasto) ed ho fatto un’amara scoperta: nella sezione numero 42 di Vasto in cui voto non mi sono votato neanche io! Sì è proprio vero, neanche un voto di preferenza, posso capire mia moglie, i miei vicini, ma aver perso anche il mio voto, è veramente incredibile, forse in me c’è una personalità con
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giovedì 18 dicembre 2008 |
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Chi ha letto il mio libro Il Girone delle Polveri Sottili conosce la storia della scoperta ed è anche al corrente di come, colpevoli di aver svelato cose che disturbavano certi business, ce ne successero di tutti i colori. E ancora ce ne succedono. Ormai esperti di mondo, mia moglie ed io non ci meravigliamo più di niente, compresi gli attacchi a dir poco grotteschi da parte di chi non ha che da ricavare vantaggi, se non altro in termini di salute, dal nostro lavoro. Eppure c’è ancora qualcosa che riesce a stupirci. In questi giorni Massimo Carlotto, arcinoto scrittore di noir, ha pubblicato insieme ad un gruppo di altri scrittori autobattezzatosi Mama Sabot un libro intitolato Perdas de Fogu (Edizioni e/o) basato con dichiarata onestà proprio su Il Girone delle Polveri Sottili e sull’altro libro, Nanopathology , che ho scritto insieme con mia moglie. Si tratta di un noir in piena regola che si legge d’un fiato perché non è sopportabile non sapere che cosa accadrà girata la pagina, e la protagonista è, mutatis mutandis, niente meno che mia moglie, trasformata in giovane veterinaria con una robusta propensione ai cocktail e al fumo di tabacco. Incidentalmente, rassicuro subito gli eventuali lettori: come me, mia moglie non fuma e una bottiglia di lambrusco ci dura tre giorni. Perdas de Fogu è una piccola località sarda
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mercoledì 17 dicembre 2008 |
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Non lo so perché, ma a Natale pare che dobbiamo essere tutti più buoni. Per 364 giorni ne facciamo di cotte e di crude e poi, per un giorno, magari rincretiniti dall’eccesso di proteine, grassi e carboidrati della notte precedente, il tutto sciolto in alcool etilico quanto basta, vediamo di non nuocere. Vabbè, meglio un giorno che niente. Il 25 dicembre, nello Sturm und Drang di bontà, per passeggero che sia, benefichiamo pure il prossimo con qualche regalo, e su questo punto ci sarebbe qualcosa da dire. Intanto, chi è il prossimo? La domanda non è certo nuova, tanto che una ventina di secoli fa, stando al Vangelo di Luca, uno scriba la pose a Gesù, e da lì la famosa parabola del buon samaritano. Tecnicamente il prossimo è chi ci sta accanto, ma in questo mondo nuovo che ci siamo costruiti intorno, un mondo improvvisamente troppo piccolo, pare non esserci soluzione di continuità tra noi, chi ci sta accanto, chi sta accanto a questo e così via in una catena di qualche miliardo d’individui. E questi individui generano altri individui destinati a vivere nel mondo che i primi hanno allestito per loro. In un palcoscenico di questo genere diventa difficile distinguere il bene di uno rispetto a quello di un altro, così come avviene in un organismo fatto di cellule: se una di queste è in sofferenza, è automatico che il malessere si trasferirà, prima o poi, alla cellula prossima, innescando una catena tutt’altro che virtuosa. Nel mondo complesso degli uomini accade che una cellula prosperi mentre le sue vicine se la passano maluccio, ma la cosa è del tutto occasionale e temporanea. Veniamo al concreto e facciamo un solo esempio: se io mi arricchisco (perché questo pare essere il criterio dello stare bene) facendo porcherie come si sta facendo ora un po’ dovunque con la costruzione d’impianti demenziali per (mal)trattare i rifiuti, è a dir poco ingenuo pensare che le conseguenze di questo mio atto criminale tocchino solo le altre cellule, le altre persone, di cui sto approfittando. Il mezzo di coltura il cui noi viviamo è, lo si voglia o no, uguale per tutti, e, se questo mezzo è avvelenato, lo è per tutti senza distinzione. E, allora,
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lunedì 15 dicembre 2008 |
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Numero di visite: 627 Domani (martedì 16) tra le 12 e le 13 sarò in diretta TV su SAT2000 alla trasmissione Formato Famiglia (visibile in diretta anche da http://www.sat2000.it/) Giovedì 18 alle 21 sarò a Bologna in Via Santo Stefano 119 per una conferenza su nanopatologie, inceneritori, biomasse e turbogas. Prego chi voglia assistere di arrivare presto perché, come sempre, gli amministratori emiliani faranno ressa e chissà se rimarrà un posto libero.
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venerdì 12 dicembre 2008 |
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Nell’italico scaffale dei rompiscatole ci stanno coloro che, per motivi che l’italiano medio non capisce né apprezza, non sono disponibili a farsi mettere i piedi in testa. La cosa buffa è che noi, vittime di una sorta di Sindrome di Stoccolma, dopo aver preso un po’ di botte passiamo automaticamente dalla parte di chi quelle botte ce le impartisce e guardiamo con insofferenza chi, invece, non si rassegna allegramente a quello che viene gabellato per destino. Non c’è niente da fare: è così dalla decadenza dell’Impero Romano e il nostro DNA è ormai irreversibilmente modificato. Ieri, dopo aver partecipato ad un congresso sulla nuova alimentazione , ho preso il treno alla Stazione Centrale di Milano per tornare a casa a Modena. Già all’andata c’era stato qualche problema: la carrozza 5 in cui il mio posto risultava prenotato era misteriosamente scomparsa (dalla 4 si passava alla 6), i gabinetti erano in condizioni indecenti (ma esistevano, al contrario di quanto era la condizione sul treno che avevo preso la settimana scorsa per Roma), l’arrivo è avvenuto in ritardo… Tutto italicamente normale, insomma.
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mercoledì 10 dicembre 2008 |
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Certo, chiunque può leggere questo post, ma la dedica è agl’imbecilli, una categoria feconda e prospera ad ogni latitudine. Mi scuso con tutti gli altri: non leggete oltre. Ieri sera mi trovavo presso la sede di Telecolor, una TV privata di Cremona, in veste di partecipante ad un dibattito sugli eccessi, o presunti eccessi, di leucemie nelle zone del Cremonese e del Mantovano. Dibattito ben orchestrato e sereno per la concordanza delle opinioni e, dunque, senza gli schiamazzi che tanto paiono eccitare i conduttori RAI e Mediaset. Ad un certo punto, a sorpresa, in un fuorionda, uno dei partecipanti vuol sapere da me del microscopio “comprato da Beppe Grillo”. Ora, se qualche decennio fa qualcuno mi avesse predetto che, invecchiando, sarei diventato un uomo paziente, gli avrei riso in faccia, in questo modo rendendone improbabile la previsione. Invece ieri, con la pazienza miracolosamente acquisita, ho cercato di spiegare come stanno le cose a questo signore il quale, con ogni evidenza, non solo non ha capito gran che delle nostre ricerche, ma non ne conosce i risultati né, d’altra parte, la cosa gl’interessa. Ciò che costui vuole è che noi la piantiamo con queste fastidiosissime ricerche. I motivi? Potrebbero essercene tanti, ma non riesco a trovarne nemmeno uno solo di qualche nobiltà o anche sorretto da un barlume di lungimirante intelligenza. Comunque sia, ripeto per l’ennesima volta: Beppe Grillo,
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martedì 09 dicembre 2008 |
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Con un'appendice aggiunta alle 17 e 10. Inutile illuderci: le isole felici non esistono più o, se ancora ce n’è qualcuna chissà dove, non ha una vita lunga pronosticabile. Io sono stato a più riprese in Irlanda. Una volta l’ho persino percorsa palmo a palmo, mai pernottando in alberghi ma sempre in case private dove ho incrociato persone gradevolissime e mi sono illuso di trovarmi in una sorta di paese delle fate. Bene, non è così. Il vecchio adagio secondo cui tutto il mondo è paese si rivela ancora una volta tristemente vero. Ora arriva la notizia delle 18 mila tonnellate di carne di maiale irlandese imbottita di diossina (100 volte il massimo consentito da una legge che nulla ha a che vedere con la scienza che impone, invece, diossina zero) ed esportata in 21 paesi, Italia compresa. La causa? Mangimi avvelenati con oli industriali. Perché nessuno abbia controllato resta un mistero. Perché nessuno ci dice che quei mangimi dovevano essere in giro da un po’ e, magari, non sono finiti solo in Irlanda è altrettanto avvolto nella nebbia. Va da sé che, come al solito, da noi in Italia non c’è problema: gli
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sabato 06 dicembre 2008 |
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Numero di visite: 947 Egregio Dott. Montanari, ho lavorato per anni per una ditta che fa installazioni e manutenzioni di analizzatori di gas comprese le nanoparticelle. Il lavoro è molto interessante ed a me piaceva molto ma il disgusto nel verificare che le priorità sono indirizzate al risparmio e non al corretto funzionamento delle macchine mi ha fatto desistere dal continuare questo lavoro. Quasi nessuno fa le tarature giornaliere degli strumenti tramite le bombole di gas noto, quasi nessuno ha il gas divider o si fa fare le curve di taratura degli strumenti. Spesso le analisi vengono falsate da diluizioni con azoto o altro gas equivalente a zero. Chi dovrebbe controllare che gli strumenti siano controllati? C'è un'azienda che immette in aria un gas che scioglie l'acciaio ma le centraline che inviano i dati alla ASL in tempo reale sono "taroccate"....è scandaloso So che lei non ne è responsabile di tutto ciò però vista la sensibilità e la cultura ho posto a lei queste domande. La ringrazio per l'attenzione Distinti Saluti Davide Ecco: questa è una mail che mi è arrivata oggi. Fa il paio con un’altra che mi racconta di come siano legalmente taroccati i contatori di fibre d’amianto. Queste non sono
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giovedì 04 dicembre 2008 |
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Numero di visite: 638 P.S. del 6 dicembre: Io non ho nulla contro Facebook. Semplicemente non ho tempo di seguirlo. Il motivo del brevissimo post era semplicemente dettato dalla segnalazione che ho ricevuto secondo cui qualcuno si presenterebbe con il mio nome tramite Facebook. Ripeto: se qualcuno riceve un messaggio firmato Stefano Montanari, quello non sono io. Tutto qui. Questa è un’informazione di servizio. Io non sono iscritto a Facebook o ad altri sistemi analoghi né intendo iscrivermi. Dunque, chiunque ricevesse messaggi tramite quei sistemi che appaiano provenire da me sappia che si tratta di un falso.
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martedì 02 dicembre 2008 |
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Numero di visite: 1272
Non ho il piacere di conoscere Sergio Chiamparino, il sindaco più amato dagl’italiani o, almeno, uno dei più amati, così come ci ha tenuto a far sapere urbi et orbi lui stesso via TV. Non lo conosco né posso ambire a conoscerlo. Io sono invitato dalla Camera dei Lord inglese, ma il sindaco di Torino, come, del resto, quello di quasi tutti i comuni italiani, è qualcosa di troppo augustamente distante. Amato o no, il signor sindaco di Torino è un ignorante di proporzioni preoccupanti, e, dicendo ciò, lo assolvo automaticamente dall’accusa di corruzione. Non sa e basta. Sia detto questo limitatamente ai problemi di ambiente e salute e salva restando l’indubbia sua cultura in tutti gli altri campi dello scibile umano. Quel non sapere, tuttavia, lo rende quanto meno inadatto a ricoprire la carica che un po’ sventatamente i suoi concittadini gli hanno attribuito e, di conseguenza, lo rende inadatto a sottoscrivere decisioni di cui non può capire la portata. Decisioni che, temo, offriranno argomento di perplessità alla generazione futura che s’interrogherà a proposito della nostra, nostra in quanto popolo, incapacità di sceglierci i timonieri. Torino, che già gode di un’aria di qualità peggiore di quella di New York, che ha problemi enormi di amianto, che ha i corsi d’acqua al di sotto di ogni sospetto, che ha un suolo sotto cui sono sepolte sostanze la cui natura meriterebbe un chiarimento, sta facendo di tutto per peggiorare ulteriormente la situazione con la costruzione di un inceneritore che ripeterà i trionfi bresciani. Purtroppo il suo sindaco, per legge la maggiore autorità sanitaria del comune, sta ubbidendo agli ordini del suo partito che, poi, sono identici a quelli del partito che, nel nostro improbabile palcoscenico, dovrebbe opporglisi. Intanto, ecco che cosa scrive il dott. Roberto Topino:
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lunedì 01 dicembre 2008 |
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Numero di visite: 586
Sabato sera mi trovavo per il terzo anno consecutivo alla cena di beneficenza di Cure2children (cure to children = cura per i bambini) (http://www.cure2children.org/italia/), una delle mille e mille organizzazioni attorno cui uomini di buona volontà si riuniscono e si danno da fare per lenire le sofferenze che questo mondo per sua stessa natura patisce. Come nelle altre due occasioni, anche stavolta la manifestazione è stata allegra, commovente, sobria e fattiva. Lo scopo? Il solito: fondamentalmente raccogliere quattrini, perché per curare malattie ematologiche e tumori nei bambini dei paesi più svantaggiati occorre anche e soprattutto questo. Qualche spunto di riflessione: Il mio professore di fisiologia diceva che esistono malattie inguaribili ma non malattie incurabili. La differenza è profonda:
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venerdì 28 novembre 2008 |
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Numero di visite: 999 Testo di Roberto Topino I termovalorizzatori sono responsabili della diffusione di idrocarburi aromatici policiclici, di policlorobifenili (PCB), di metalli pesanti, quali piombo, zinco, rame, cromo, cadmio, arsenico, mercurio e di furani; inoltre, come qualsiasi processo di combustione, rilasciano nell'aria polveri sottili, la cui quantità emessa aumenta al crescere della temperatura (specialmente il particolato ultrafine PM<2,5). A proposito di mercurio, la maggioranza degli studiosi sostiene che è pressoché impossibile escogitare sistemi efficaci per abbatterne con sicurezza l'emissione; ricordiamo che il mercurio provoca gravissimi danni al sistema nervoso centrale. Per quanto riguarda le polveri fini PM2,5 e quelle ultrafini (da PM2,5 a PM0,1) di tipo inorganico, va innanzitutto detto che non esistono filtri efficaci, per cui un limite alla loro emissione non sarebbe attuabile al momento, se non vietando il funzionamento degli impianti di incenerimento. Le nanopolveri o particolato ultrafine, cioè quelle a PM<2,5, sono responsabili, secondo dati OMS
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giovedì 27 novembre 2008 |
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Numero di visite: 1308
Credo che non potremo più aspettare. Se qualcuno ha voglia di leggere un breve pezzo tragicomico vada su http://www.minambiente.it/index.php?id_doc=1237&id_oggetto=2&sid=b0b258d6468c32d5b8de9caba3c6323e. Lì Stefania Prestigiacomo, ministro dell’ambiente(!) [ http://it.wikipedia.org/wiki/Stefania_Prestigiacomo ] si manifesta in tutto il suo splendore. Ormai qualunque impianto in cui si bruci qualcosa, comprese quelle assurdità che sono i cosiddetti impianti a biomasse, è autorizzato trionfalmente a fare falò di rifiuti, e le ceneri tossiche finiranno altrettanto trionfalmente nei cementi e negli asfalti (grazie ARPA!), così contribuendo a distribuirle capillarmente dovunque. Leggete che cosa dice al popolo la signora Prestigiacomo e valutate. Si tratta di un ministro della Repubblica. Si tratta di una persona che dovrebbe avere una competenza indiscutibile sull’ambiente tanto da sapersi prendere cura di quello in cui abitano quasi sessanta milioni di persone. Siamo di fronte al naufragio della politica e delle istituzioni oltre che alla resa incondizionata della scienza e del buon senso. Ma dobbiamo essere onesti fino in fondo: se
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martedì 25 novembre 2008 |
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Numero di visite: 957
Ragazzi, io non ci capisco più niente. Ieri il Corriere della Sera, che di certo non è un giornale rivoluzionario, se mai roba del genere esiste in questo dormitorio a forma di stivale, pubblica un articolo (http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_24/focus_smog_a1464478-ba08-11dd-9dc5-00144f02aabc.shtml) in cui dice che lo smog fa male, che accoppa i bambini e via discorrendo. Non è vero! Lo smog è del tutto indifferente alla salute, polveri grossolane, fini e ultrafini comprese. Di questo ci rende certi Umberto Veronesi con tutta la sua corte di seguaci: gli oncologi di plastica non biodegradabile. Al massimo, proprio per accontentare quei rompiscatole degli ecologisti, si regali un 3% di mortalità da sozzeria nell’ambiente, ma, al di là di questo, nessuna concessione. E al nuovo credo imbevuto di neofuturismo sono stato convertito a suon d’insulti, l’argomento scientificamente più convincente, dagli scienziati che hanno affollato il convegno mondiale di Venezia di cui riportavo qualche giorno fa su questo blog. A questo punto, viene da chiedersi perché diavolo si faccia tanto rumore sull’argomento se dai camini esce aria innocente. Perché ci sono tante società mediche che strepitano contro gl’inceneritori? Addirittura, tra loro, la federazione degli ordini dei medici francesi che è stata quanto mai esplicita in proposito, così come i 531 medici
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lunedì 24 novembre 2008 |
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(Ore 13) Ultima ora: Di Carlo si dimette, rimettendo la delega ai rifiuti. Curioso che Mario Di Carlo non entri nella sostanza ma si soffermi solo alla figuraccia mediatica che ha rimediato (vedi secondo commento al post). Come spiega, il Nostro, la sua ignoranza sugli effetti e sulle conseguenze dell’incenerimento? Come spiega il lampante conflitto d’interessi in cui naviga? Come spiega la sua incapacità di dotare Roma e il resto della regione che dovrebbe amministrare per il bene comune di un piano di raccolta porta a porta come si fa nelle città civili? Come mai si dimette solo ora e non dopo aver preso accordi con Cerroni come onestà comandava? Come mai nessuno è intervenuto, visto che questo accordo era tutt’altro che segreto? Come mai i laziali gli hanno dato il voto? E, infine, come mai nessuno si è accorto che lui di trattamento dei rifiuti non sa nulla? Chi si farebbe operare da un chirurgo che non conosce nemmeno l’anatomia elementare? Riesumando Cicerone e rivolgendomi a quelli che continuiamo a voler credere siano politici: fino a quando la vostra follia si prenderà gioco di noi? Attenzione, però: l’esserci tolti di torno Di Carlo che, se non altro, un sussulto di dignità l’ha avuto, non è affatto la soluzione del problema. Controllate che chi lo sostituirà non sia peggiore di lui. E, magari, tanto per curiosità antropologica, date un’occhiata a dove Di Carlo andrà a prestare la sua opera, sempre che la dignità arrivi fino in fondo e si scolli dalla poltrona. Ho già cominciato a ricevere le prime mail. Non disturbatevi a scriverne altre: io non sono stato interpellato per il servizio RAI sulla ormai famigerata discarica di Malagrotta e sulla gestione dei rifiuti romani per due motivi. Il primo è che, nel rispetto della libertà di ognuno, nessuno è obbligato ad interpellarmi, e il secondo è che io sono sgradito agli organi d’informazione, quelli di regime in primis. Ieri sera la trasmissione Report http://it.youtube.com/watch?v=JxNSQkCxvZI e http://it.youtube.com/watch?v=jV7oV6WFo6I del terzo canale RAI ha mostrato una minima parte della farsa romana a tema rifiuti. Tutte cose notissime a chi se ne interessa da tempo, ma indubbiamente ignote ai più. Va da sé che nessun accenno è stato fatto al problema cruciale che è quello legato alla salute, come se il tutto si risolvesse in un cumulo di leggi di cui le istituzioni si prendono tradizionalmente gioco, nel solito magna magna italico, o nell’altrettanto solito ed altrettanto italico affidare un aspetto così importante della conduzione di un territorio a qualcuno che mi limiterò a definire inadatto. Tralasciando commenti ormai ripetuti fino all’esasperazione, ho trovato particolarmente comica la comparsata dell’assessore regionale all’ambiente Mario Di Carlo e certo qualche telespettatore si sarà chiesto se si trattasse d’improvvisazione o se qualche genio gli avesse preparato il copione. Posso assicurare tutti che il genio è
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venerdì 21 novembre 2008 |
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Numero di visite: 544 22 novembre: Luca ha risolto il problema da par suo. Ricordo a tutti che Luca presta la sua opera del tutto volontariamente così come faccio io e come fanno tutti i ragazzi di qualunque età che cercano di non far affondare la barca. Grazie a tutti, Luca in testa. Luca Pedonese, mago informatico del blog, aiuto! Alcuni commenti risultano non più leggibili e tutta la seconda pagina dei commenti relativi al post di ieri è irraggiungile. Chiedo, almeno provvisoriamente, a chi vuol commentare il post di ieri di farlo qui. Intanto, ricordo che stasera sarò a Marzabotto (Bologna). Ore 21 alla Sala Polivalente (Teatro) in Via Matteotti, 3. La conferenza sarà un po' diversa dal solito: niente inceneritori ma centrali a turbogas.
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giovedì 20 novembre 2008 |
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Numero di visite: 2023
A seguito dei numerosi commenti ricevuti, alle 17 e 30 aggiungo: Il prof. Raffaello Cossu, organizzatore del congresso, si è comportato in maniera estremamente onesta e corretta nei miei riguardi. Anzi, si è anche dimostrato interessatissimo ai nostri studi ed è più che possibile una collaborazione futura. Sulla sua perfetta buona fede e sul suo buon senso non ho dubbi. Il resto è quello che ho scritto. Ci sono volte in cui non credo che ce la faremo. Ci sono volte in cui sento la solitudine. Ci sono volte in cui sento chiara e forte tutta la mia impotenza davanti allo spettacolo terrorizzante di un’umanità che corre al suicidio, e un suicidio dei più crudeli perché chi si prende la responsabilità di sparare il colpo non lo spara solo a se stesso ma coinvolge miliardi di suoi simili, nati e non ancora nati. E oggi è una di quelle volte. Ieri ero a Venezia, relatore ad un congresso internazionale il cui scopo era quello di santificare l’incenerimento dei rifiuti. Ero solo. Dall’altra parte, centinaia di personaggi, per lo più ingegneri, spesso i soliti tromboni universitari, che mangiano immondizia e di questa coprofagia vivono e prosperano. Ho tenuto la mia relazione. Ho mostrato che cosa esce da uno di quei camini. Erano immagini di campioni prese al microscopio elettronico del nostro laboratorio. Ho mostrato che cosa si trova nei tessuti malati, specie in quelli dei bambini. Non ho fatto chiacchiere: ho mostrato fatti inconfutabili. Discutiamone finché vogliamo, ma quella roba
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martedì 18 novembre 2008 |
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Numero di visite: 287 Venerdì 21 prossimo alle 21 sarò alla Sala Polivalente (Teatro) di Marzabotto (Bologna) per una conferenza sulle polveri sottili e il loro impatto sulla salute. In particolare, parlerò dei problemi legati agl'impianti a turbogas. Magari qualcuno verrà pure da Modena, visto che a Modena sanno tante cose. O no? Sarebbe tanto bello se venisse anche la professoressa Antonella, quella che non vuole che un ragazzo trovi lavoro come microscopista al Laboratorio dei Biomateriali.
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martedì 18 novembre 2008 |
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Numero di visite: 829
di Renato Bellofiore Anche su Gazzetta del Sud è uscito l'articolo sulle elezioni in Abruzzo con le dichiarazioni antidemocratiche e degne di un regime dittatoriale fatte da Di Pietro. E' vero che si sente minacciato politicamente in quanto l'elettorato del IDV e Pbc è simile (ma io ritengo solo sulle questioni di giustizia, legalità e lotta alla criminalità con i colletti bianchi) ma noi abbiamo dalla nostra la marcia in più della coerenza nella difesa delle salute, dell'ambiente e del rispetto della peculiarità dei territori che non ha e non avrà mai Idv ( basti citare il loro parlamentare Aurelio Misiti), ed ecco perchè ci attacca. Cmq di seguito e in allegato riporto il testo dell'articolo finalizzato a delegittimare le liste e soprattutto Pbc. Ciao a tutti Renato Bellofiore. Da Gazzetta del Sud del 18/11/2008: Il Tar ha concesso la pre-sospensiva dell'esclusione della lista «Per il bene comune» Regionali in Abruzzo, probabile rinvio di 15 giorni
PESCARA Le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale
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lunedì 17 novembre 2008 |
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Numero di visite: 909 Confesso che il motivo per cui guardo raramente la TV è il terrore di ritrovarmi comparire dentro la scatola magica Umberto Veronesi balzato fuori come un pupazzo a molla con il suo ormai famoso zero da pelle d’oca. O, magari, Vespa o Mentana o Angela che termovalorizzano i cervelli già pazientemente lavorati ai fianchi come fa un bravo pugile con l’avversario. Peggio, mille volte peggio dei pur non innocui reality show che - ancora una confessione - non solo non ho mai visto ma non ho neppure idea di come funzionino. Beh, ieri sera, non so come, mi sono ritrovato, quasi imprigionato in una sorta d’ipnosi del terrore, ad ascoltare Fantozzi. Non quello di Paolo Villaggio ma Augusto, il professore di diritto tributario e di tanto in tanto ministro vestito in ogni occasione di una casacca diversa. Stavolta gli è toccata la briga di sistemare la nostra compagnia di bandiera ormai decotta da tempo immemorabile. La prima cosa che mi è venuta in mente è che a noi, a noi laboratorio, dico, basterebbero i soldi che Alitalia incenerisce ogni dodici ore della sua esistenza da accanimento terapeutico per risolvere tutti i problemi di finanziamento alla ricerca. Sùbito, però, mi sono dato una botta in testa: un pensiero del genere è qualunquista, dove oggi l’attributo è usato per aggettivare in maniera dispregiativa chiunque non si vergogni di dire un’ovvietà che disturba quello spettacolo di arte varia di cui noi siamo fastidiosi figuranti e indispensabili spettatori paganti allo stesso tempo. Dunque, pensiero cancellato con tante scuse. Poi mi sono ricordato che il divino Silvio, quando si trattava di assicurarsi le crocette sulle schede, rassicurava tutti: “Se nessuno vorrà Alitalia, la compreranno i miei figli.” Se la cosa non è andata in porto è forse perché i giovani Berlusconi sono impegnati con i matrimoni, così come papà Silvio auspicava per le sartine spiantate e tutte le altre categorie di italiche femminucce che non arrivano a fine mese. Subito dopo mi è venuto in mente che ci sono nazioni come
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domenica 16 novembre 2008 |
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Numero di visite: 851 Io mi sono scelto una vita agra, una vita che mi mette tutti i giorni a contatto con gli schifi del mondo: malattie orrende, bambini che non riescono nemmeno a nascere, politici mascalzoni, professori che con i politici competono per disonestà e via discorrendo, ma forse l’aspetto che mi fa più male è quello dei ragazzi traviati da questo modello di mondo: di questi si trova ampia traccia in certi blog. A volte, però, mi si riaccende la speranza. Come ieri, quando sono stato a Fano,
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venerdì 14 novembre 2008 |
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Numero di visite: 904
Per motivi che restano avvolti nel mistero, chi ama vestire i panni di scena dello “scienziato” e si trova in difficoltà a dibattere di nanopatologie (accade spesso), arrivato all’esasperazione fa la grande rivelazione: Montanari è un farmacista! Ecco, da qui la mia squalifica. Certo, io non sarò uno scienziato come certi ottoni della nostra accademia, ma assicuro tutti che una laurea in farmacia, sempre che gl’insegnanti non siano i soliti figli, amanti, clienti, soci, ecc., prepara ottimamente ad una vita di ricerca. Io la ricerca la faccio dal 1972 e, a conti fatti, qualcosa credo di aver combinato, pur disponendo solo di quella “misera” laurea in farmacia. A parte ciò, il compito del farmacista è importantissimo, costituendo una sorta di ponte tra il medico e il paziente, come posso testimoniare io che l’ho visto fare per quarant’anni da mia madre, farmacista pure lei, ma farmacista dietro un banco di una farmacia di campagna dove la clientela non sempre era in grado di capire che diavolo gli avesse detto il medico. Ecco, allora (è l’assoluta verità) chi veniva a dire che le supposte avevano un saporaccio o chi diceva che infilarle con la stagnola intorno era un bel problema. Ed ecco che c’era chi chiedeva se era vero che il Digestivo Antonetto si poteva prendere in tram o chi non voleva il Valontan per il mal d’auto perché lui soffriva sì quando prendeva la corriera ma non andava lontan. Passato mezzo secolo, il problema di far
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venerdì 14 novembre 2008 |
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Numero di visite: 214 The following link is meant for those people who are kind enough to follow this blog from abroad (we have got a few) and for English speakers in general Marco Carlucci, the director of "Filthy to the core", or "Sporchi da morire" in the Italian version, hopes we will be ready with the film early next year.
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giovedì 13 novembre 2008 |
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Numero di visite: 974
Qualche settimana fa andai a Fermo, nelle Marche, per una delle mie solite conferenze. Uno dei problemi in zona era, e resta, la minaccia che venga costruita una fabbrica dove si lavora il silicio. Cosa meritoria, da un certo punto di vista, perché quel silicio servirà a fabbricare pannelli solari, ma un po’ critica perché la lavorazione avverrà in un territorio fortemente antropizzato. Nel corso della conferenza non toccai l’argomento, ma lo feci dopo, sollecitato dalle domande del pubblico di qualche centinaio di persone, dicendo quello che ho appena scritto qualche riga sopra, e dicendo pure che, senza la possibilità di fare rilievi nel territorio, non potevo affermare nulla. Tutto molto soft, dunque. A sorpresa, ora compare sulla stampa locale una serie di reazioni a dir poco scomposte e del tutto ingiustificate, stante quel pochissimo che avevo affermato nella circostanza. Un tale professor Pizzini
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giovedì 13 novembre 2008 |
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Numero di visite: 426 Guardate un po' qua: http://www.unonotizie.it/video.php?idscheda=84 Non è un vero peccato che i fatti smentiscano tutte le idiozie che i vari bloggisti sparano? Ancora una volta Beppe Grillo cita i nostri studi. Che cosa c'inventeremo adesso per divertirci ancora un po'?
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mercoledì 12 novembre 2008 |
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Numero di visite: 291 La conferenza di Viadana (venerdì 14 novembre alle 20:30 all'auditorium I.T.C.) sarà trasmessa in diretta su http://www.mogulus.com/perilbenecomune Aspetto tutti anche a Pesaro sabato 15 alle 17 presso la Sala Provinciale, Viale Gramsci,4. Poi, alle 21, ci sarà una cena per il finanziamento delle ricerche all'Hotel Regina, Via Bevano,4 - Carignano di Fano.
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martedì 11 novembre 2008 |
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Numero di visite: 850
di Marco Cedolin Ci sono note di colore che meglio di qualsiasi altro accadimento riescono a fotografare perfettamente lo stato di profondo degrado nel quale ormai giacciono sia l’informazione che la politica all’interno di questo disgraziato Paese. Note di colore che sembrerebbero rubate ai cartoni dei Simpson o a qualche commedia del filone demenziale, ed invece appartengono drammaticamente al lemmario dei nostri TG e dei mestieranti della politica che proprio davanti alle telecamere giorno dopo giorno costruiscono la propria immagine, cambiando opinione alla bisogna, così come fanno con gli abiti le modelle durante un defilè. Ormai da un paio d’anni, senza che nessun politico o giornalista abbia avuto a dolersene più di tanto, sul Monte Musinè, praticamente all’ingresso della Valle di Susa, campeggia un’enorme scritta “NO TAV ” non dipinta con la vernice, bensì realizzata pazientemente con teli e reti da cantiere da un nutrito gruppo di valsusini. Qualche giorno fa
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lunedì 10 novembre 2008 |
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Numero di visite: 741
È stato detto che “la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre forme che si sono sperimentate finora”. L’aforisma, notissimo, non è mio ma di Winston Churchill. Ormai la maggior parte di noi italiani ha passato la sua vita in un regime che mi piacerebbe definire democratico senza dover chiudere tra virgolette l’aggettivo, ma ho paura che, a furia di deviazioni dal significato filosofico del concetto, piccole o meno piccole, occhiute o involontarie, la parola democrazia si stia svuotando del significato che le è proprio. Sia come sia, in democrazia ognuno deve essere libero di esprimere le proprie opinioni senza altra censura che non sia quella del diritto alla pari libertà altrui e - ma questo non rientra nelle prescrizioni - magari del buon senso e della dignità. E tra le libertà che la democrazia, quella vergine, deve concedere c’è quella di azione, fatti salvi i limiti di cui sopra. Così, ognuno deve essere in diritto
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venerdì 07 novembre 2008 |
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Numero di visite: 670 Venerdì 14 alle 20:30 sarò a Viadana (Mantova) all’auditorium I.T.C. per una conferenza organizzata per i trent'anni di Radio Circuito 29, l'emittente che mi ospita tutti i mercoledì alle 12:30. Sabato 15 alle 17 sarò a Pesaro alla sala Provinciale di Viale Gramsci, 4 per un’altra conferenza. A seguire, la sera di sabato 15 sarò a Carignano di Fano all'Hotel Regina, in Via Bevano, dove ceneremo insieme e gl’introiti saranno devoluti alle ricerche sulle nanopatologie. Poiché continuo
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giovedì 06 novembre 2008 |
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Numero di visite: 1302
E adesso Barack Obama potrà tirare un sospirone di sollievo. Mica perché ha vinto le elezioni: che la cosa non avvenisse era quasi impossibile. E, infatti, è regolarmente avvenuta. Il sollievo sta nella rassicurazione che il nostro Silvio manda al suo più giovane collega: “ Tu sei un pivellino, ma non ti preoccupare, appena i miei impegni celesti e terreni mi consentiranno un attimo, faccio un salto da te e ti spiego come gira il mondo.” Questo, in buona sostanza, quanto il nostro divino premier mandato tra noi a miracol mostrare, come avrebbe cantato l’Alighieri, ha esternato stamattina alla radio di regime. Di contro, c’è una piccola preoccupazione: Gasparri, forse non divino ma terreno in modo autorevole, ha levato la sua voce e ha intimato all’intimidito Barack di dargli senza por tempo in mezzo spiegazioni: è vero o no che lui e Bin Laden sono pappa e ciccia? Diciamoci la verità, quando il nostro statista Maurizio ruggisce c’è di che tremare alle vene e ai polsi. Dall’altra parte dell’Olimpo, quella dove abitano gli sguatteri e i palafrenieri, il tenue Veltroni, in una breve licenza premio dal suo coma vigile, ci ha fatto sapere che in USA è come se avesse vinto lui, l’antico marxista che delle sue simpatie liberali americanofile non ha mai fatto mistero. Una po’ di qua e un po’ di là, pacatamente. Vabbè, il senso del ridicolo non abita lì. Insomma, Obama ha fatto felici tutti. E io? Io sono felice? Non lo so. Gli Stati Uniti d’America sono al momento
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martedì 04 novembre 2008 |
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 Numero di visite: 1609 L’uomo saggio non si stupisce mai. Evidentemente io saggio non sono perché continuo a stupirmi. Dopo settecento e passa conferenze in giro per l’Italia, libri, articoli, un blog, una rubrica fissa alla radio (Radio Circuito 29 è locale ma si sente su Internet anche al Polo Sud) più altre partecipazioni mediatiche assortite e quant’altro potesse diffondere il verbo, trovo persone che mi scrivono: devi darti da fare per far conoscere ciò che dici. È lì che mi sento mancare. Non è quando incontro certi tromboni accademici che eruttano vulcanicamente aria fritta (è appena successo per l’ennesima volta), né è quando incrocio “politici” come Gasparri o Di Pietro o loro modellini in scala, né è quando leggo certe enormità sui giornali o quando mi capita di accendere la TV per poi spegnerla dopo cinque minuti per tracimazione. E non è nemmeno quando leggo (invero raramente) le esternazioni di qualche psicopatico bloggista. È quando mi accorgo che dei 42 chilometri della maratona forse poco saggiamente intrapresa ne ho percorso sì e no uno e sono già mezzo morto di fatica che vedo chiaramente i miei limiti. Devi darti da fare per far conoscere ciò che dici. Ragazzi, che cosa posso fare di più? Beh, qualcosa di più sto facendo. Dopo il successo "clamoroso" del film
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domenica 02 novembre 2008 |
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Numero di visite: 777
Se, oltre al titolo di Principe del Creato, in realtà autoattribuito come quello all’inceneritore di Brescia, l’Uomo volesse competere per il primato universale della stupidità, non ci sono dubbi che vincerebbe a mani basse. Il fatto di aver preteso di uscire dalle regole della Natura ci sta portando a velocità crescente verso un muro, ahimé solidissimo, contro cui stiamo per sbattere dolorosamente il naso. Prelevare energia da un sistema chiuso per dare energia a quello stesso sistema vale parecchi punti nel concorso della stupidità, ed è quello che facciamo con il petrolio, con i gas naturali e con l’uranio. Tutta la corte pittoresca di “scienziati” che sarebbero stati uno splendido modello per le satire di Swift non ne sono che il necessario condimento. Ma il cosmo è composto da un mosaico pressoché infinito di microcosmi: più piccoli, sempre più piccoli, ma auto-simili, come si dice quando si parla di frattali. E uno di questi microcosmi è l’italica università. Alla maniera dell’Italia nella sua interezza, anche queste minuscole comunità hanno un reggitore il quale, almeno aderendo alla teoria, è lì solo per fare “il bene comune”. Nei fatti, temo che le cose non stiano proprio così. Senza voler fare d’ogni erba un fascio ma limitandoci alla stastica, chi nell’università ha il potere e, dunque, andreottianamente, non è logorato, quel potere lo gestisce a suo esclusivo beneficio: un satrapo orientale secondo il miglior copione. Così, chi, per i motivi più disparati, entra nelle grazie del princeps giungerà al premio; chi ne sta fuori sarà punito. Ecco, allora,
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sabato 01 novembre 2008 |
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Numero di visite: 549 I giovani non trovano lavoro. Il Laboratorio di Biomateriali dell'Università di Modena e Reggio Emilia ha bisogno urgentissimo di un microscopista elettronico che parli inglese. L'impegno è per il progetto europeo DIPNA coordinato dalla dottoressa Gatti.
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venerdì 31 ottobre 2008 |
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Numero di visite: 1365 Ragazzi, mi dispiace: così state facendo il gioco di chi credete di combattere. Con le manifestazioni di piazza non solo non si risolve niente se non, magari, ottenere che si metta qualche pezza cosmetica che poi sarà tolta non appena saranno riusciti a distrarre la nazione con uno dei soliti, vecchi, rozzi, efficacissimi espedienti, ma si dà fiato agli avversari e si allontanano gl’indecisi. Come è sempre accaduto, quando le proteste prendono una piega che ha probabilità di diventare violenta, qualcuno ci s’infila dentro e lo fa per i motivi più svariati, da quelli con una struttura più o meno politica fino a quelli di natura psichiatrica come è il caso dei “tifosi” del calcio. E anche per voi non si è fatta eccezione. Di come prendere vantaggio di questa vostra ingenuità Francesco Cossiga può dare lezione a chiunque, e partire già con le polveri bagnate significa andare al massacro. Per combattere una guerra bisogna andare preparati e non con le scarpe di cartone, e il pragmatismo lucido è la sola filosofia che abbia possibilità di successo. Intanto bisogna penetrare fino alla radice della questione. Ormai da molto tempo le persone cui abbiamo consegnato mandato di governarci - e qui non ha importanza quanto legittimamente questo sia stato fatto – hanno adottato una strategia a lungo termine che ha la certezza di dare i frutti sperati. Lo dice la storia. Per continuare a mantenere uno stato in cui l’unica linea guida è quella del ladrocinio, qualunque forma questo assuma, è indispensabile che le vittime diano il meno fastidio possibile e, allora, ecco i media ipnotici. Ma fondamentale è disporre di un popolo saldamente ignorante e di una classe tecnica che non sia da meno. Da qui l’assalto alla scuola di cui ciò che sta avvenendo ora non è che l’ennesimo atto. Il credere che l’obiettivo di questo governo sia quello di favorire l’istruzione privata è ingenuamente riduttivo. Sì, ci sarà anche quello, ma si tratta di un effetto minore. Ormai da parecchi anni le nostre scuole vanno via via degradando per ciò che riguarda la qualità dell’insegnamento, e questo a causa principalmente di una classe insegnante occhiutamente demotivata e, in qualche occasione, oggettivamente inadeguata. Già nei licei non è così raro imbattersi in professori il cui aggiornamento,
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giovedì 30 ottobre 2008 |
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Numero di visite: 1104
Il mondo è davvero strano e, magari, in un certo senso, è pure divertente se lo si sa leggere nella maniera giusta. Quando, nel lontano 1997, la dottoressa Gatti (mia moglie) scoprì che le nanoparticelle sono capaci di essere sequestrate un po’ dovunque nell’organismo provocando là dentro un po’ di sconquasso non proprio trascurabile e, grazie a quella scoperta, diede le dritte per guarire un paziente, lo fece sotto gli occhi del locale ateneo e fuori di ogni altra pubblicità. Quando osò chiedere all’università un contributo di venti milioni di Lire (!) per finanziare lo studio di quel tipo di malattie (le nanopatologie), si sentì rispondere che tutto quello che lei aveva visto era frutto di allucinazione: non era scritto nei libri, ergo, non era vero. C’era un bel da protestare che le scoperte non stanno scritte sui libri sennò non sarebbero scoperte: l’università aveva sentenziato. C’erano i figli (pezzi di cuore) da mettere a posto, i concorsi da sistemare… Chi ha tempo per sciocchezze come la ricerca? La scoperta, poi! Ma mi faccia il piacere! Di questo, nessun mezzo di comunicazione diede notizia. Ancora oggi, a distanza di undici anni dalla scoperta, con un curriculum internazionale ormai polposissimo, con due progetti europei di cui la dottoressa Gatti è stata a capo (ed è ancora del secondo, essendo il primo concluso con successo), politici, accademia nostrana e media s’interrogano: ma davvero faranno male queste polveri? Io, che alle ricerche ho sempre partecipato e che certi effetti li ho sotto gli occhi ogni giorno, mi affanno a spiegare in termini semplici qualcosa di assolutamente ovvio e dimostrato al di là di ogni possibile dubbio. Niente da fare: i fratelli d’Italia sono impenetrabili. Ancora oggi escono articoli sui nostri giornali, ahimé spesso adatti quasi solo a fare da incarto ad un mazzo di sedani, in cui qualche giornalista vagamente distratto racconta un po’ sgangheratamente di studi preliminari effettuati in America, la TV di stato intervista al proposito uno studioso giapponese, il tribunale archivia, nell’indifferenza dei media, un procedimento pesantissimo a causa dell’impreparazione del consulente cui il pubblico ministero si è misteriosamente affidato… A proposito delle scoperte, un vecchio fisico diceva: “Prima negheranno che sia vero, poi diranno che non è importante, poi attribuiranno la scoperta a qualcun altro.” Ora siamo a metà tra le prime due puntate e qualcuno più avanti della media comincia ad avvicinarsi a fase tre. Pazienza. A noi non interessa un fico secco che si riconosca l’evidenza storica: che la bandiera l’abbiamo piantata noi diversi anni prima di tutti e che il nostro vantaggio resti invariato se non, addirittura, aumentato. A noi interessa che si faccia qualcosa di serio per sventare l’olocausto che è già iniziato e non si continui a praticare l’anestesia al cervello della gente. Dall’altra parte della trincea ci sta la scienza “applicata”, quella che serve all’unico scopo per cui questa società si dia il diritto di esistere: far quattrini. L’ultima notizia, diligentemente strombazzata dai pazzarielli dei media, è la storia dei pomodori viola. A quanto è dato sapere, una ditta inglese a
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martedì 28 ottobre 2008 |
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Numero di visite: 1813
(In fondo c'è un post post scriptum aggiunto in serata) Lo so, è triste rinunciare a qualcosa cui si era affezionati. Se, poi, questo qualcosa era una specie di coperta di Linus sotto cui coccolare, caldi e protetti, i segni particolari un po’ meno presentabili della nostra anima, restare nudi e al freddo può fare addirittura male. Ricordate quando un Savonarola del XXI secolo mi vide dileguarmi con 3.000 Euro dopo una serata con Grillo a Salerno e salì sul pulpito puntando verso di me il dito accusatore? L | |
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