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Perché i vaccini non sono sperimentati?

Di 30 Novembre 2019 55 commenti

Qualche giorno fa ho presentato il libro “La Fumosa Storia dell’Uomo” e, quando è stato il momento delle domande (sì: a differenza di qualcuno io rispondo alle domande), si è cascati quasi inevitabilmente sui vaccini, un tema che non fa parte del libro ma che attrae irresistibilmente chi viene ad ascoltarmi.

Per l’ennesima volta mi è stato chiesto perché i vaccini non sono sperimentati e per l’ennesima volta ho risposto. Ora, ancora per l’ennesima volta, lo scrivo, sperando di non dover più perdere tempo con un’ovvietà, perché di ovvietà di tratta.

Prescindendo dagli occhi chiusi degli enti di controllo, dalla criminalità di certi sedicenti professori di università da burla, dall’abdicazione morale di una folla di medici e dalla complicità servile della cosiddetta informazione, è di fatto impossibile sperimentare un vaccino.

Iniettare un antimorbillo in qualche coniglio e aspettare una settimana per vedere di nascosto l’effetto che fa è un’irrispettosa presa per i fondelli, se non altro perché i conigli non si ammalano di morbillo. Iniettare un vaccino alla cavia costituita da un Homo sapiens neonato è criminalità pura e, comunque, non dice nulla. Ma la questione è perché sia praticamente impossibile sperimentare un vaccino.

Vedrò, allora, semplificando al massimo ma dicendo le cose come sono in realtà, di spiegare ancora una volta i fatti.

Quando si sperimenta un farmaco mirato a guarire o a mitigare una certa malattia, si prende un gruppo di persone che sia il più numeroso possibile. Condizione necessaria è che quelle persone siano malate della patologia in questione.

Il gruppo è diviso in modo casuale in due sottogruppi che chiameremo A e B. Ad A si somministra il farmaco in sperimentazione e a B un placebo, cioè un prodotto all’apparenza identico al farmaco ma privo del principio attivo. Nessuno deve essere a conoscenza del contenuto di ciò che si somministra ad A e a B.

A sperimentazione conclusa, si controlla quanti soggetti componenti di A siano guariti o migliorati e quanti di B e, a quel punto, si apre una busta sigillata in cui sta un documento che svela che cosa è stato effettivamente somministrato ai due gruppi. Se tutto è stato fatto in modo onesto (cosa sempre più rara perché anche qui l’imbroglio è diventato quasi la regola) l’efficacia e l’eventuale tossicità a breve termine del farmaco risultano abbastanza chiari. Uso l’avverbio abbastanza perché il tutto si basa su princìpi statistici e la statistica ha bisogno di numeri molto grandi per regalare errori accettabilmente piccoli. Ma le ditte farmaceutiche non sono entusiaste di spendere soldi su numeri grandi né di aspettare che gli effetti a lungo termine si manifestino. Comunque sia, questo è ciò che avviene con i farmaci terapeutici.

I vaccini sono altra cosa. I vaccini non curano nulla ma, almeno nelle intenzioni dichiarate, servono a prevenire l’insorgere di una determinata malattia infettiva. Se questo non è l’obiettivo, non si tratta di vaccini ma di altro. Dunque, per sperimentarne l’efficacia è indispensabile lavorare su persone sane, cioè soggetti che non soffrono di quella malattia ma che potrebbero soffrirne.

È però evidente che, vaccino o no, non tutti si ammaleranno di quella malattia e risulta di fatto impossibile stabilire se chi non si è ammalato lo debba alla sorte o al vaccino. Un altro problema è quello del tempo: quanto tempo dovremo aspettare per vedere se la malattia insorge o no? C’è chi si può ammalare entro pochi giorni, chi entro decenni e chi mai. Ciò che si deve fare è controllare in anticipo chi possiede già gli anticorpi, e quei potenziali partecipanti vanno scartati. In chi resta, poi, si dovrà controllare quanti tra i partecipanti quegli anticorpi li sviluppano, in quale quantità e per quanto tempo quegli anticorpi restano presenti. Questo perché, al contrario delle malattie infettive contratte naturalmente, i vaccini danno (quando la danno) un’immunità solo temporanea per un tempo impossibile da pronosticare individuo per individuo.

In poche parole, per avere qualche informazione sufficientemente accettabile sull’efficacia dei vaccini occorrerebbe lavorare su una popolazione enorme e per tempi lunghissimi, il che è economicamente inaccettabile per le ditte farmaceutiche ormai abituate a moltiplicare a dismisura e rapidissimamente il denaro investito.

E, allora, che si fa? Semplice: si ricorre al più antico, al più sicuro e al più efficace dei sistemi: la corruzione. Nessuna sperimentazione, nessuna responsabilità civile e penale da una parte e, dall’altra, bustarelle più o meno grasse giù fino alle mortificanti elemosine che tanti medici si abbassano ad intascare, e il gioco è fatto.

Tanto, ci sarà sempre un professore corroborato da un tuttologo televisivo e da un minorato che tiene un blog a giurare che non c’è nulla di più sperimentato e perfino di controllato (e qui siamo alla farsa) dei vaccini.

Tutto fuori dalla medicina? Tutto illegale? Come si dice nel mondo dello sport distorto, conta solo vincere e, in questo campo di gioco, la vittoria equivale ad intascare soldi. Tanti soldi. È il denaro a far girare il mondo e, se ci saranno dei morti (e ce ne sono tanti, bambini in primis), li seppelliremo come desaparecidos derubati anche della memoria.

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Gio_Marcuccio

Anche i medici vaccinanti sono in stato confusionale. La gente si informa sempre di più e quando giunge il momento di portare i figli al vaccino, propongono quesiti scomodi che mettono pressione ai medici stessi. Una dottoressa mi ha dato dell’idiota perchè facevo domande (se vogliamo magari poste in modo sbagliato, del resto non sono un medico io) e mi ha invitato a prendermi una laurea in medicina per poi tornare da lai e discutere in modo paritario. La situazione è abbastanza tesa dieri.

Edodes

Se non capisci la prevenzione è un problema tuo mica nostro

Paolo Z

Mi scusi la mia ignoranza. Chi sono i “noi” di cui il problema?

Gian Pilz

E’ alquanto divertente constatare come ci si preoccupi tanto di prevenire le malattie esantematiche tramite vaccinazioni di massa, prendendo a cuore la salute degli immunodepressi, per poi infischiandosene altamente di creare un ambiente di vita sano, tollerando il fumo, lo smog, l’elettrosmog, l’inquinamento delle falde acquifere, tollerando l’uso di pesticidi e prodotti chimici in agricoltura, tollerando la commercializzazione di merendine e compagnia bella, infischiandosene altamente di eradicare tutte le situazioni di povertà e di scarsa igiene che, da quanto mi hanno detto, non aiutano il sistema immunitario a rafforzarsi. Da ignorante quale sono, mi piacerebbe un giorno raffrontare il numero… Leggi il resto »

Gian Pilz

Sempre a proposito di prevenzione e di benessere alimentare:
https://www.chedonna.it/2019/12/03/stress-galline-allevate-terra/

Tranquilli, non sono un lettore assiduo di “chedonna”

Gian Pilz

https://www.leggo.it/italia/cronache/meningite_veronica_muore_19_anni_indagati_7_medici_oggi_ultime_notizie-4905447.html
Scusate, ma dolori al collo ed alla testa rientrano tra i sintomi di una gastroenterite acuta?

eugenio cassi

Naturalmente il tuffatore della riviera romagnola ci si è buttato a capofitto.
https://www.medicalfacts.it/2019/12/04/antivaccinsti-samoa/

Gian Pilz

Qualcuno sarebbe così gentile da tradurmi il seguente articolo nella parte iniziale? Meningite o non meningite?
Leggo.it: Veronica, sorpresa dall’autopsia a Brescia. «La ragazza non è morta per la meningite».
https://www.leggo.it/italia/cronache/veronica_morta_meningite_autopsia_oggi-4907600.html
Circolano voci che la povera ragazza sia stata vaccinata il giorno prima. Ma affermazione da prendere con cautela

eugenio cassi

Secondo tempo del film sulle isole Samoa, per le quali il tennista ha già tuonato la sua ira maledicendo i no vax. Vuoi vedere che un annetto fa hanno sparpagliato a manciate il vaccino MPR e che qualche virus saltellante di lorenziniana memoria è sfuggito al controllo ?
https://telegra.ph/Diffondiamo-lappello-di-Taylor-Winterstein-una-mamma-che-vive-a-Samoa-e-che-si-batte-per-la-libert%C3%A0-di-scelta-12-05?fbclid=IwAR1o7YZemsE1zra_TQ949302186z4TuX9Qa9alUXn_PIMTqakjXkBs6DxnA

eugenio cassi

Siamo già al terzo tempo del film di Natale. Nell’attesa del commento del potente nuotatore romagnolo che certo avrà visto cose come la seguente: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2575870279302431&set=a.1398374333718704&type=3&theater&ifg=1 Poi c’è l’altro film girato in alta montagna, a Copenaghen per l’esattezza, dove non ha osato nemmeno Messner ma solo il nostro responsabile, quello che dovrebbe destinare 20 miliardi europei per la ricerca contro il cancro. I danesi lo sapranno con chi hanno a che fare ? Mah ! Comunque pare che la poltrona non lo impegni troppo l’esperto di “termovalorizzatori”, visto che si è anche messo a fare politica attiva per Azione. A meno… Leggi il resto »