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Vizio o virtù?

La Storia è la più bizzarra tra le maestre di vita.

Uno dei requisiti essenziali di qualunque fede, religiosa, politica e giù fino a quella calcistica che la fede sia, è quello di non porsi domande, e su questo le varie fedi non solo sopravvivono ma arrivano occasionalmente a prosperare.

Accade, però, che di tanto in tanto gli archimandriti delle fedi esagerino un po’, contraddicendo i pilastri stessi del credo grazie al quale siedono in cattedra, dai troni agli strapuntini. Perché lo facciano è una domanda che il fedele di solito non si pone dal momento che, se lo facesse, si sottrarrebbe al dovere dell’obbedienza, ma il laico potrebbe anche farlo.

Ascoltando il notiziario radiofonico mattutino (come tutti i vecchi io mi sveglio presto), oggi vengo a sapere che attraverso una delibera del consiglio comunale la città di Verona si è dichiarata città contraria all’aborto. Ammetto che la cosa mi ha fatto un po’ ridere ricordandomi antiche lezioni liceali quando ci s’insegnava come il tal re avesse stabilito che da quel giorno il suo popolo credeva in una determinata religione o sua varietà. Detto tra parentesi, in qualche modo la cosa può risultare consolante, testimoniando che gl’imbecilli non appartengono solo alla contemporaneità.

Tornando alla pronuncia veronese e lasciando da parte lo scandalo intestino della post-comunista (?) che ha votato a favore di quella decisione, vengo informato che il comune sovvenzionerà le associazioni cattoliche impegnate nel contrasto all’aborto. Ancora una volta quattrini (credo quattro spiccioli) che in qualche modo girano e ingolosiscono.

Premettendo l’ovvietà secondo cui la gestione morale dell’aborto è una questione quanto mai privata e fuori di ogni dubbio appartenente all’opinione, chiarisco che non è assolutamente mia intenzione discuterne, ritenendo che ognuno sia libero di pensarla come più gli aggrada. Ciò di cui discuto è l’atteggiamento dei cattolici.

Quando si tratta di aborto, i cristiani, e i cattolici sono la loro varietà più numerosa, non ammettono equivoci: è un assassinio e, dunque, è un peccato mortale. Non ammettono equivoci… o li ammettono?

Come tutte le religioni organizzate, la chiesa cattolica è fatta di un esercito di fedeli e di una gerarchia che fa loro da guida. Un miliardo e trecento milioni, almeno secondo le stime ufficiali, dovrebbero essere i capi  contati nel gregge e questi sono volontariamente impegnati ad ubbidire a chi detta la via dei loro comportamenti. Stando, allora, alle parole dei pastori, chi abortisce è un assassino e come tale si macchia di un peccato che, se non emendato in qualche modo (confessione, pentimento e non reiterazione), conduce senza fallo ai tormenti oltremondani dell’inferno.

Ma è proprio così?

Se gli archimandriti (uso la parola secondo l’accezione dantesca) sono implacabili nel bollare a fuoco una donna che abortisce volontariamente un feto in qualche modo difettoso e, comunque, non voluto e, dunque, a rischio di una vita grama, tacciono benevolmente al cospetto di una bella squadra di professioniste che abortiscono a pagamento bambini perfettamente sani, stante il fatto che l’integrità della merce è condizione necessaria per renderla accettabile al compratore. È grazie a questa compravendita che si perpetua da decenni se noi oggi possiamo disporre di splendidi risultati da esperimenti di laboratorio, vaccini che hanno salvato da morte sicura miliardi di persone e cosmetici che hanno reso appetibili femmine altrimenti destinate ad un malinconico zitellaggio. “Dunque – forse pensano gli archimandriti – dobbiamo ringraziare queste donne che così generosamente cedono in cambio di una miseria il frutto del loro ventre come da vecchia Ave Maria.” Ma, molto discretamente, gli archimandriti tacciono, forse per non far cadere le eroine nel peccato di vanità. Così il miliardo e passa di pecorelle bela nella più innocente ignoranza e ignara complicità. E il sommo pontefice che porta l’impegnativo nome di Francesco? Che dice Francesco? Niente. Nada nella sua lingua d’origine. Già è indaffarato oltre misura con i dipendenti occupati ad interessarsi delle intimità dei minori e per gli aborti a scopo di lucro ci si penserà se e quando. Per ora il gregge si accontenti del gioco delle tre carte.

Ora ci si potrebbe interrogare sulla sorte post mortem dei pastori della chiesa: andranno all’inferno? O, approfittando di ciò che sta scritto nel Vangelo di Matteo, scioglieranno il loro peccato in terra e quello, automaticamente, sarà sciolto in cielo? Insomma, esiste una possibilità prodigiosa che farebbe invidia alla licenza di uccidere dell’agente 007 e questa garantirebbe la loro beatitudine eterna comunque abbiano pasticciato in vita.

Che cosa ci sia dietro questo apparentemente sconcertante atteggiamento dei pastori potrebbe trovare mille e una interpretazione. Che esista un giro vorticoso di denaro (ma non era lo sterco del demonio?) è fatto indiscutibile, e questo dai miliardi introitati a mo’ di fiume perennemente in piena dalle industrie passando alle mance del ricco Epulone elargite a medici, politici e giornalisti, fino ai livelli da seminterrato di elemosina alle associazioni cattoliche. Con quella minuscola ma insperata regalia magari gli attivisti associati stamperanno un volantino ed organizzeranno una serata in parrocchia per additare al pubblico ludibrio le peccatrici dopo essere tutti passati all’ambulatorio per le vaccinazioni di rito e, le signore, dopo essersi rese presentabili con un frullato di bambino. Bellezza e salute sono un binomio perfetto al cui cospetto tutto tace: ubi maior minor cessat.

Che cosa, dunque, ci ha insegnato la Storia? Ci ha insegnato che, se si vuole avere successo, dove il sostantivo ha il significato che correntemente gli si attribuisce, è indispensabile essere ipocriti.

I cristiani, però, non sono soli: ebrei e musulmani sono nell’identica situazione. Moltissimi vaccini contengono come stabilizzante termico gelatina di maiale (per inciso piena di glifosato) e il maiale è animale impuro che, se introdotto in qualunque modo nell’organismo, porta i musulmani dritto dritto all’inferno e gli ebrei non si sa bene dove, essendo la loro religione molto reticente sull’aldilà.

Mal comune mezzo gaudio? Ognuno trovi consolazione dove vuole. In fondo, l’ipocrisia è una virtù.

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28 Commenti on "Vizio o virtù?"

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Ah, come sarebbe bello che questo articolo fosse pubblicato come corsivo di prima pagina sul Corriere della Sera! E’ più probabile che domani mattina arrivino gli extraterrestri…

Negli anni ho potuto constatare, con estremo dispiacere, che le persone amano essere prese per i fondelli, direi che ne sentono la necessità, tutto è fasullo, dalle foto ritoccate agli “amici” su facebook, quando si toccano argomenti che fanno oscillare la loro fede, di qualsiasi natura sia, diventano ostili se non volgari. Mio marito dice sempre che siamo una brutta razza e che non serve che qualche evento catastrofico ci stermini perché lo stiamo già facendo da soli.

Conosco molte persone che fanno l’antinfluenzale regolarmente, probabilmente non sanno nemmeno cos’ è ma l’importante è assecondare la sindrome della copertina di Linus, sentirsi al sicuro, senza conoscenza di nessun tipo, solo perché qualcuno ha detto che è giusto così.

A proposito di virologi… Ieri sera su Rai 1 ci è stata impartita l’ennesima lectio magistralis dell’esimio Prof. Roberto Burioni che ci ha resi edotti sull’importanza dell’immunità di gregge e sull’innocuità dei vaccini multicomponenti se si fa un confronto con una puntura di zanzara…

Io mi domando sempre se questi monologhi buroniani abbiano un effetto favorevole sulla fiducia verso i vaccini.

Dott. Montanari, è un po’ di tempo che leggo notizie di questo genere: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/18_ottobre_07/usa-paralisi-simil-polio-fa-paura-colpiti-6-bambini-pochi-giorni-77d1588e-ca16-11e8-8417-701d201b7018.shtml Lei ha qualche conoscenza in proposito? Tempo fa ho letto anche questo articolo e oggi mi chiedo se questa non possa essere una spiegazione: http://www.informasalus.it/it/articoli/come-ammalarsi-polio.php Detto in breve: in questo secondo articolo si dice che una persona vaccinata contro la polio col vaccino Sabin anche diversi anni fa (tale vaccino è stato usato negli USA fino al 1999, poi sostituito dal Salk, ma è ancora usato in molte parti del mondo) può in alcuni casi continuare a diffondere nell’ambiente attraverso le feci un virus della polio… Leggi il resto »

Una buona notizia: a Parma i NAS stanno facendo il loro mestiere. Arrestato un cattedratico di ematologia, tal Franco Aversa, e alcuni suoi collaboratori. L’accusa è di corruzione da parte delle aziende farmaceutiche.

Già che siamo in argomento religione e peccato, mi permetto di far notare una cosa interessante che, se ben meditata e capita, sarebbe l’inizio della soluzione non solo alla questione aborto ma pure a molte moltissime altre questioni, ma occorre fare attenzione e mente libera; questi sono i primi tre versetti del capitolo 9 del Vangelo di Giovanni, la famosa guarigione del CIECO NATO: [1]Passando vide un uomo cieco dalla nascita [2]e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». [3]Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori,… Leggi il resto »

Mi perdoni, ma non ci ho capito niente. Sarà che è mezzanotte

A parte che il ragionamento si segue male e che Montanari non è un esegeta biblico, se le interessa posso condividere con lei una cosa che forse la può interessare: in un passo del Vangelo di Giovanni- non mi chieda quale- viene detto: “Per poter entrare nel Regno dei Cieli dovete rinascere molte volte!” Allo stupore dei discepoli la risposta fu “Vi stupite per questo? Queste sono cose della terra, cosa pensereste allora delle cose del cielo?” *Il dialogo potrebbe essere stato leggermente diverso, non ricordo bene. Cmq il punto è che al momento di tradurre questa espressione ‘molte volte’… Leggi il resto »