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Vaccini: la vogliamo piantare, da una parte e dall’altra, di raccontare balle?

Di 17 Febbraio 2014 3 commenti

Nell’ottobre scorso a Padova mi s’invitò ad un convegno nel corso del quale dissi che non esiste nessuna prova scientifica secondo cui la somministrazione dei vaccini come viene praticata ai militari possa indurre un cancro (http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2530-chiariamo-la-storia-dei-vaccini-una-volta-per-tutte.html). La mia dichiarazione, nei fatti un’ovvietà controllabile da chiunque, suscitò un polverone che mai mi sarei aspettato con tanto di reazioni isteriche fino all’immediata e totale distorsione di ciò che avevo detto e che, fortunatamente, è disponibile in video. Non ho detto “non è vero.” Ho detto “non ci sono prove,” il che è tutt’altra cosa. La tesi bizzarra fu che io sostenessi l’innocuità dei vaccini, cosa che chi conosce anche solo vagamente ciò che da anni facciamo nel nostro laboratorio sa essere l’esatto contrario di quanto noi abbiamo dimostrato.

Il 24 gennaio scorso il Tribunale civile di Ferrara sentenziò che la famiglia Finessi il cui figlio militare era deceduto per linfoma non-Hodgkin aveva diritto ad un assegno una tantum, e la notizia fatta passare da giornali e TV era che quella sentenza riconosceva la relazione causa-effetto tra vaccinazioni e cancro.

I fatti sono ben diversi.

La sentenza riporta verbatim ciò che segue:

In assenza di certezze scientifiche e in rispetto alle esigenze peritali che impongono risposta al Giudice, l’analisi dell’evento – utilizzando la consueta criteriologia medico legale – porta a elementi di valutazione sufficientemente attendibili e tali da:

– escludere che le vaccinazioni eseguite al signor Raffaele Finessi in ambito militare, siano da considerare “causa sufficiente”, ne- tantomeno – “causa necessaria” nel determinismo eziopatogenetico del linfoma, che lo ha portato all’exitus;

sostenere – invece – che l’ipotizzato ruolo concausale delle vaccinazioni eseguite in ambito militare (peraltro con modalità assolutamente inadeguate) al signor Raffaele Finessi, nel determinismo eziopatogenetico del linfoma, in una logica di “causalità probabilistica” è da ritenere – secondo l’attuale esegesi in ambito civilistico- “più probabile che non“, sentenza numero 581/2008 della corte di cassazione, Sezioni Unite”.

Insomma, il giudice afferma onestamente di non avere la più pallida idea, perché questo è lo stato dei fatti a qualunque livello ci si ponga, riguardo alla responsabilità dei vaccini nel caso (civile e non penale) che è stato chiamato a trattare. E pure il perito scelto dal Tribunale dichiara con correttezza di non saper rispondere, così come nessuno saprebbe fare, sull’esistenza di una relazione causa-effetto. Il testo indica pure chiaramente l’esclusione di un ruolo di causa sia necessaria sia sufficiente delle vaccinazioni nell’innesco della malattia. E allora, che c’entra la sentenza con quanto è stato ripetutamente pubblicato?

È necessario sapere che i processi civili sono essenzialmente diversi da quelli penali e, al proposito, si può leggere la frase che segue presa dalla sentenza in oggetto:” (…) ciò che muta sostanzialmente tra il processo penale e quello civile è la regola probatoria, in quanto nel primo vige la regola della prova “oltre il ragionevole dubbio” (cfr. Cass. Pen. S.U. 11 settembre 2002, n. 30328, Franzese), mentre nel secondo vige la regola della preponderanza dell’evidenza o “del più probabile che non”(…)” Credo che sia difficile essere più chiari.

Dunque, lo spirito stesso della sentenza è stato totalmente stravolto da chi se ne è appropriato, chi per ignoranza, chi per malafede, e questo non potrà che arrecare danni gravi a chi, come me e come chiunque sia dotato di serietà, pretende chiarezza. Ciò che dice il giudice è “io non lo posso sapere, ma posso escludere l’improbabilità più di quanto posso fare per la probabilità.” Insomma, una valutazione probabilistica e nient’altro. Nei fatti niente che abbia un qualunque valore scientifico o medico (e ci mancherebbe pure che i tribunali avessero competenza in questo!) ma solo un’applicazione della legge che questo impone.

Che i vaccini come sono somministrati ai militari (e anche ai bambini) sia pratica demenziale e del tutto ingiustificata se non dal punto di vista del business è un fatto incontrovertibile. Che la produzione, la sperimentazione e la reale attività dei vaccini siano argomenti tutti da sviscerare alla luce dell’onestà e non tenendo in alcun conto del fiume in piena di quattrini che circola nel settore è altrettanto incontrovertibile. Che i vaccini possano causare un linfoma non-Hodgkin non ha la minima base e, se qualcuno è capace di dimostrarlo, si faccia avanti con dati propri alla mano. In mancanza di questo  ci sono solo chiacchiere da panchina del parco.

La distorsione così pacchiana fatta da alcuni comitati contro-a-prescindere e da alcuni mezzi d’informazione del tutto incompetenti sarà fonte di guai. I produttori di vaccini hanno fatturati con guadagni immensi e, se con i soldi non si arriva proprio dovunque, molte porte precluse ai mortali sono invece spalancate per loro. Come accadde a suo tempo per l’amianto, i cloro-fluoro-carburi, il Piombo tetraetile, il tabacco, perfino le diossine e decine di altri prodotti, anche gl’industriali del farmaco non esiteranno ad assoldare “scienziati” compiacenti che firmeranno le ricerche fasulle manipolate quando non inventate di sana pianta dai ghost writer di cui tutte le grandi industrie farmaceutiche dispongono. Poi, con i quattrini e le entrature che una lunga consuetudine di “sistemi di convincimento ai quali non si può dire di no” consentono, quella roba sarà pubblicata dalle maggiori riviste mediche del mondo esattamente come è prassi annosa. In questo modo la posizione dei vaccini come sono fatti, sperimentati e somministrati ora si rafforzerà e tutte le conseguenze negative di cui ci lamentiamo oggi saranno moltiplicate mentre le possibilità di fare chiarezza si assottiglieranno.

Così, ancora una volta la distorsione della verità non sortirà ad altro che a farci sprofondare ancora di più. Questo con buona pace dei comitati che, incapaci di vedere oltre il loro naso e illusi da successi  inesistenti, manipolano ingenuamente la verità dei fatti documentati senza rendersi conto che la bugia non solo non paga ma spesso si paga cara.

Non so se chi mi ha letto fin qui abbia capito bene, ma mi auguro di sì, se non altro per il bene comune.

A questo punto non posso non chiedermi come la magistratura che ha giudicato in modo ineccepibile sul caso Finessi tenendo conto della posizione che le è propria e che nulla ha a che fare né con la Medicina né, ancor di più, con la Scienza, possa trascurare qualcosa di estremamente più concreto. Mi riferisco alla possibile induzione di malattie dichiarata persino dagli stessi produttori di vaccini. Giusto per fare un esempio, il foglietto illustrativo del vaccino Tripedia DTaP (antidifterite-tetano-pertosse) della Sanofi Pasteur Msd tradotto in Italiano recita : “Le reazioni avverse riportate durante l’uso post-approvazione del vaccino Tripedia includono porpora trombocitopenica idiopatica, SIDS (morte improvvisa del lattante), reazione anafilattica, infiammazioni del tessuto connettivo, autismo, convulsioni /convulsioni da grande male (epilessia), encefalopatia, ipotonia, neuropatia, sonnolenza e apnea.”  Davanti a questa evidenza indiscutibile che dimostra come chi fabbrica vaccini sia perfettamente conscio degli effetti collaterali possibili, è difficile da spiegare perché un magistrato non cominci ad indagare sulle cosiddette “autorità sanitarie” che non solo terrorizzano i genitori dubbiosi riguardo la prospettiva di vaccinare i figli raccontando loro assurdità, ma anche su quei medici che, incredibilmente, negano la possibile (ho scritto possibile) connessione tra vaccini e patologie come, ad esempio, l’autismo. Quarantuno anni abbondanti di lavoro e di convivenza con il sistema sanitario in genere, nessuno degli attori escluso, mi hanno abituato a tutto, ma non riesco a pensare che si tratti solo d’ignoranza. Qui siamo al cospetto d’illegalità pesantissime cui se ne aggiungono altre, alcune altrettanto gravi, la più nota delle quali è la somministrazione del famigerato vaccino esavalente ai lattanti in spregio dell’articolo 32 della Costituzione. Perché la pratica non sia bandita immediatamente, perché chi costringe con violenze psicologiche a sottostarvi non sia punito e non lo siano i medici che diffondono bugie tanto palesi da essere smentite addirittura da chi lucra per primo sulla pratica vaccinale mi resta misterioso.

Concludendo, il problema dei vaccini è quanto mai complesso e intricato e molto della sua complessità è artificialmente dovuto al sistema d’illegalità perfettamente funzionale al mantenimento del business che gli ruota attorno. Se a questo ginepraio andiamo ad aggiungere anche le sciocchezze suicide di qualche comitato e la disinformazione conseguente attuata dai cosiddetti mezzi d’informazione, non ne usciremo mai.

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