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Una scia di noia

Di 14 novembre 2018 21 commenti

Non so se io vivo in un’interminabile barzelletta o se, invece, quello sia un incubo. Se è una barzelletta, non fa ridere. Se è un incubo, è tutto regolare.

Annoiando prima di tutti me stesso, io continuo a ripetere, ormai viaggiando con il pilota automatico, sempre le stesse cose. Ne scrivo, ne parlo alla radio, ne parlo in TV, le ho illustrate alle conferenze che da poco ho interrotto. Tutto inutile.

Ora un personaggio che, occorre dirlo, rivela tristemente caratteristiche da minorato mentale, mi sfida: quali prove scientifiche ho che l’aria della Sila sia la migliore del mondo? Naturalmente, nessuna, ma non vedo per quale ragione io dovrei provare un assunto che mai nella vita ho sostenuto. Anni fa, per puro caso, capitò a mia moglie e a me di campionare per qualche decina di minuti l’aria di una località della Sila Piccola e la trovammo particolarmente pulita. Tutto lì. Vero è che qualche furbetto indigeno della Calabria s’impadronì della cosa raccontandola e distorcendola come faceva comodo a lui, ma io lo smentii immediatamente e, dunque, non mi si può attribuire qualcosa che mai mi è appartenuto. Non importa: il minorato che, sarà un caso, si qualifica come elettore a 5 stelle e m’invita a votare per quel “partito”, pretende che io gli dimostri qualcosa che mi è totalmente estraneo e non mi stupirei se ottenesse pure consensi da parte del gregge.

La settimana scorsa, nella mia rubrichetta di pochissimi minuti a Radio Circuito 29, ho parlato dei cambiamenti climatici che stanno diventando sempre più vistosi, violenti e dotati di caratteristiche territoriali inusitate. In modo molto succino (i tempi radiofonici!) ho spiegato il perché semplicemente in base ai dati meteorologici e di fisica dell’atmosfera disponibili. Apriti cielo! Io ho nascosto la vera ragione: le scie chimiche. Insomma, ha ragione il “giornalista d’inchiesta”, quello che riporta attentati a suo danno avvenuti solo nell’ambito della sua scatola cranica ma non per questo soggettivamente meno veri: io sono un agente della NATO e, pagato dai biechi militari, nascondo la verità sulle scie chimiche.

Non so quanto durerà ancora la mia pazienza. Per ora, raschiando il barile, ne raccatto qualche briciola residua e dico per l’ennesima volta la stesa cosa.

Come chiunque, le scie le vedo anch’io e solo un cieco può non rendersi conto che non si tratta di normale condensa. Io, però, di mestiere faccio lo scienziato e, come tutti gli scienziati, non solo non ho fantasia ma sono ottuso. Questa mia fallimentare caratteristica fa sì che, per parlare di qualcosa, io ne debba essere al corrente e, per esserne davvero al corrente, almeno quando si tratta di materia che mi compete, non ho scelta: la devo conoscere di prima mano.

E come faccio a conoscere le scie chimiche di prima mano? Semplice: le devo analizzare. Ma come faccio ad analizzarle se non ho mai avuto un campione disponibile? Desolato: qui non c’è risposta.

Ma non si creda che la cosa finisca qui, vale a dire nel dominio della logica e dell’ovvietà. Un genio mi ha messo all’angolo: “Gli astronomi riescono a dirci che cosa c’è nelle stelle e lei, scienziato dei miei stivali, vuol farci credere che non sa che cosa c’è nelle scie chimiche?” Insomma, grazie a un ardito salto mortale, sono stato scoperto:  io sono davvero un agente della NATO e il panfilo che tengo ormeggiato nel posto auto del laboratorio è stato pagato con il denaro che gli alleati atlantici mi passano a scadenze regolari e, sia chiaro, in nero ma con l’assenso della Guardia di Finanza.

Conclusione: ho perso. L’imbecille ha una potenza invincibile e, come mi è stato insegnato e come una lunga esperienza mi conferma, accettare le sue regole equivale sempre e comunque a perdere.

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21 Commenti on "Una scia di noia"

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Fa piu rumore una voce fuori dal coro che il silenzio di mille ammiratori

Vero, i ragli di un somaro sono molto più rumorosi.

Vorrei fare un’osservazione su quanto si sta vivendo di questi tempi, con la questione vaccini, ma anche con tutte quelle situazioni dove ci si trova disarmati di fronte a fenomeni di varia natura, che posso riguardare le scie chimiche, come l’uso di prodotti chimici in agricoltura, o come il problema dell’inquinamento in generale, dove le uniche persone che si devono impegnare nel risolvere il problema della “CIODDUE”, sono i poveri disgraziati che percorrendo pochi chilometri l’anno con vecchie auto diesel, non hanno ancora cambiato autovettura. Comprendo che molte volte la natura del complottismo in se, è quella di vedere alieni… Leggi il resto »
Oddio. Lei crede alle scie chimiche? E si reputa scienziato ? Se avesse solo il sentore di cosa quel termine significasse, adotterebbe il metodo scientifico (quello vero di Galileo e non quello che ha imparato male da libri) e capirebbe che quelle sono scie di condensa. Le scie di condensazione si disperdono più o meno rapidamente a seconda delle condizioni atmosferiche. Assumono forme differenti a seconda del vento in quota. Si interrompono e ricominciano quando l’aereo passa da una zona dell’atmosfera a un’altra che ha condizioni differenti, e questo capita anche a distanze molto modeste perché l’atmosfera è piena di… Leggi il resto »
Ho seguito una sua intervista su Radio Studio 54 ( https://www.youtube.com/watch?v=qc9TveV_8Zc ) e nel finale ha linkato questo suo articolo. Come lei ha scritto “le scie le vedo anch’io e solo un cieco può non rendersi conto che non si tratta di normale condensa” è consapevole del fatto che non esiste una condensa anomala ma c’è dell’altro. Enrico Gianini è un ex dipendente di Malpensa che ha prelevato dei campioni direttamente dai fori situati sotto le fusoliere di aerei di linee commerciali che perdevano strane sostanze. Quei campioni li ha fatti analizzare e contengono metalli pesanti tra cui allumino, bario,… Leggi il resto »