Blog

Sono troppo forti per me

Di 3 febbraio 2017 3 commenti

P.S. del 6 frebbraio: a richiesta di una giornalista canadese e di uno scienziato slovacco rimasti sconvolti dalle farneticazioni di Orac aggiungo in calce la traduzione inglese.

 

Chi ha tempo da perdere e conosce l’inglese legga http://scienceblogs.com/insolence/2017/02/02/antivaccinationists-try-to-show-vaccines-are-dirty-but-really-show-that-they-are-amazingly-free-from-contamination/

Nella sua ingenua estraneità all’argomento, l’autore del pastrocchio esordisce male, mostrando

non solo di non avere idea di ciò che è effettivamente dichiarato essere presente nei vaccini ma ignorando addirittura uno dei principi di base della tossicologia classica: i vari inquinanti (che l’autore si affretta a definire “harmless”, cioè innocui) esercitano un’azione reciprocamente sinergica. Insomma, anche il tossicologo più culturalmente arretrato sa che nel suo campo 1 + 1 non fa quasi mai 2 ma un numero più alto. E sa pure che, maggiore è il numero degli addendi, più lontano dalla somma aritmetica e meno pronosticabile è il risultato. Quando, poi,  il signor Orac, chiunque si nasconda dietro lo pseudonimo, si rifà a Paracelso, esibisce senza vergogna la sua estraneità alla patologia delle micro- e nanoparticelle.

 

Più avanti, il personaggio non poteva esimersi dal palesare la sua totale estraneità non solo al metodo scientifico, ma a quello della normale lealtà che vale in ogni varietà dell’esistenza. Il giornale che rende pubblici risultati che, peraltro, noi denunciamo vanamente da anni, non è di suo gradimento. Dunque, ciò che pubblica è necessariamente frutto di colossali truffe perpetrate ai danni delle ditte farmaceutiche. Il che non fa una piega: è noto, infatti, che gli “anti-vaccinisti” (partito cui ci si fa appartenere honoris causa) incassano guadagni ricchissimi inventando calunnie nei riguardi dei vaccini e, naturalmente, noi ne godiamo.

Una delle prove della nostra truffa è chiaramente quella in cui Orac rivela come, per pubblicare sul giornale infame, si paghi. Evidentemente il signor Orac non ha mai pubblicato nulla. L’avesse fatto, saprebbe che non esiste NESSUN giornale medico internazionale che non chieda denaro per la pubblicazione, e la cifra è tanto più alta quanto più alto è l’impact factor, cioè l’indice grottescamente truffaldino (vedi televoto) che il giornale vanta.

Non ancora soddisfatto della figura barbina fin qui collezionata, l’ineffabile Orac si scatena nella sua critica di una fotografia del nostro articolo dove mostriamo dei cristalli di cloruro di sodio e  fosfato di alluminio nel Gardasil. Spiegargli che non ha capito niente o, in alternativa, che noi abbiamo capito come quello disponga di un pubblico d’incompetenti è inutile. Basti dire che quello che racconta mostra chiaramente che l’argomento è misterioso o qualcosa di peggio.

Appena dopo, ecco la confessione: Orac non  sa niente di microscopia, ma sa che i campioni vanno visti sotto vuoto. Se l’“esperto” avesse idea del tipo di microscopio che usiamo, dato, peraltro, riportato nell’articolo, non farebbe un tonfo così comico. E non racconterebbe che noi “evaporiamo” i vaccini perché la metodologia è tutt’altra. Anche se lo facessimo, tuttavia, la cosa non avrebbe nulla a che fare con la presenza di pezzi di piombo, di acciaio, di tungsteno o di qualunque altro elemento o combinazione di elementi che compaiono con evidenza nelle particelle fotografate. Poi, se il signor Orac avesse qualche base culturale specifica, saprebbe che cos’è la “protein corona” e non sparerebbe ingenue stupidaggini al proposito.

Ma tutto questo non gli basta e riprende la tesi della “quantità omeopatica” pastrocchiando con concetti di chimica con cui, evidentemente, non ha familiarità ma che, senza dubbio, impressionano il lettore cui quello si rivolge. Se non sapessi che la cosa è inutile, inviterei il signor Orac a studiare almeno i principi elementari di nanotossicologia. Questo per il bene suo.

Comunque, stiano tutti tranquilli: anche l’acqua del rubinetto potrebbe contenere porcherie e non risulta che, iniettandosi acqua del rubinetto, cosa che evidentemente rientra nelle abitudini di Orac, si accusi qualche disturbo. E se gl’inquinanti venissero dall’ago usato per trasferire il vaccino al microscopio? Già: e se fosse così? Il fatto è che l’ago usato è quello della siringa in cui il vaccino è contenuto. E se fosse la matrice di cellulosa su cui transita il campione ad essere sporca? Peccato che, comunque, noi, come ovvia prassi, controlliamo regolarmente tutti i passaggi compreso il supporto di carbone su cui depositiamo il campione senza averci mai trovato inquinanti. Quarant’anni abbondanti di pratica ci hanno comunque insegnato i rudimenti del mestiere. Qui Orac ci rivela finalmente con un “lei non sa chi sono io” di essere un grande esperto e ci dice che lui stesso usa i filtri di cellulosa e che a suo parere quelli raccattano ogni porcheria. Beh, noi non usiamo filtri che se ne sono stati all’aria e, se il signor Orac avesse idea di come noi lavoriamo, magari per essersi informato non da suo cugino ma leggendo ciò che abbiamo pubblicato negli anni e ciò che è riportato nell’articolo stesso, non avrebbe fatto la figura del pontefice da bar. Il fatto, poi, che il vaccino per gatti fosse esente da sporcizia gli risulta tanto irrilevante da non considerarlo neppure.

E alla fine c’è la sorpresa. Dopo aver perso la pazienza e, da esperto del settore specifico, averci classificati tra gl’idioti, ecco che Orac trae le conclusioni “scientifiche”: le porcherie che noi abbiamo trovato dimostrano che le industrie lavorano benissimo. Sì: avete letto bene.

Molti anni fa, quando frequentavo il liceo, mi capitò d’imbattermi nello studio della filosofia sofista. I filosofi che abbracciavano quella scuola si vantavano di poter sostenere qualunque tesi e di poter dimostrare tutto e il contrario di quel tutto. Si veda, al proposito, la voce “eristica” in un vocabolario filosofico. Paradossale, certo, ma quegli acrobati della retorica erano colti e, a modo loro, intelligenti, e mai sarebbero caduti in tranelli posti da loro stessi.

Insomma, letto il parto “scientifico”, se Orac, che di tranelli ne allestisce a iosa per poi caderci a capofitto, voleva rendersi ridicolo, ha certamente raggiunto brillantemente lo scopo.

Da ultimo, evidentemente non ho imparato la lezione: molti anni fa mi s’insegnò a non confrontarmi mai con i cretini. Questi hanno la capacità di trascinarti in un terreno a te ignoto e a loro perfettamente conosciuto in cui valgono solo le regole loro, regole che possono mutare senza preavviso. Lì perdi.

 

If you have time to lose and speak English, read http://scienceblogs.com/insolence/2017/02/02/antivaccinationists-try-to-show-vaccines-are-dirty-but-really-show-that-they-are-amazingly-free-from-contamination/

Naively foreign to the subject, the author of the mess begins badly, showing not only that he hasn’t got the faintest notion of what is declared to be actually contained in vaccines but that he ignores even one of the basic principles of classical toxicology: the different pollutants (that the author hastens to define “harmless”) exert a mutually synergistic activity. Well: even the most culturally backward toxicologist knows that in his field hardly ever two plus two equals four but equals very often a higher number. And he knows also that the higher the number of addenda, the farther from the arithmetic sum and the less predictable is the result. When, then, Mr. Orac, whoever is hidden behind the pseudonym, thinks back of Paracelsus, he exhibits without shame his being foreign to the pathologies caused by micro- and nanoparticles.

Later, the character could not fail to reveal his total alienation not only to the scientific method, but to that of the normal loyalty that applies in every variety of existence: the journal that publishes the results which, however, we denounce vainly for years, is not to his liking. So, what it publishes is necessarily the result of colossal fraud perpetrated against pharmaceutical companies. Which is flawless: it is well-known, in fact, that the “anti-vax” (party I belong to honoris causa) rake rich gains inventing calumnies in respect of vaccines and, of course, we enjoy profits.

Our scam is evident when Orac reveals how, to be able to publish in the infamous newspaper, you pay money. Evidently, Mr. Orac has never published anything. Had he done that, he would know that there is NO international medical journal that does not ask for money for publication, and the figure is higher, the higher the impact factor, i.e. the grotesquely fraudulent index (see televoting) that the journal boasts. Not yet satisfied with the miserable scene thus far made, the ineffable Orac is unleashed in his criticism of a photograph of our paper where we show the crystals of sodium chloride and aluminum phosphate in the Gardasil. Explaining him that he understood nothing or, alternatively, that we understood that he addresses  an audience of incompetent people is useless. Suffice to say that what he said clearly shows that the subject is mysterious to him or something worse.

Soon after, here is the confession: Orac knows nothing of microscopy, but he knows that samples should be viewed in a vacuum. If the ‘”expert” had any idea of the type of microscope we use – data, however, reported in the paper – he would not have done such a comic thud. Nor would he tell that we “evaporate” vaccines, because the methodology is quite another. Even if we did, however, that would have nothing to do with the presence of pieces of lead, steel, tungsten or any other element or combination of elements that appear with evidence in the photographed particles. Then, if Mr. Orac had any specific cultural basis, he would know what is the ” protein corona” and would not shoot naive nonsense in this regard. But all this is not enough and he resumes the thesis of the ” homeopathic quantity ” messing with chemical concepts with which, apparently, he is not familiar but which, no doubt, impress the reader he addresses. If I did not know that the thing is useless, I would invite Mr. Orac to study at least the basic principles of nano-toxicology. This for his own good. Anyway, there is no reason to worry: even tap water might contain filth and no one injecting tap water into his veins, which of course falls in Orac’s habits, ever reported any trouble. And what if the pollutants came from the needle used to transfer the vaccine to the microscope? Oh yes: what if it were so? The fact is that the needle we use is obviously the one of the syringe which contains the vaccine. And if it were the cellulose matrix which filters the sample to be dirty? It’s a pity, however, that we, as an obvious practice, regularly check all the steps including the carbon support on which we deposit the sample without ever having found pollutants. More than 40 years spent on research taught us the basics of the trade.

Here Orac finally reveals with a “you do not know who I am” to be a great expert and tells us that he himself uses cellulose filters and that in his view they collect every possible piece of crap. Well, we do not use filters that had been left exposed to the air and, if Mr. Orac had any idea of how we work, maybe not by being informed by his cousin but by reading what we have published over the years and what is reported in the paper itself, he would not have cut the sorry figure of a pub pontiff. The fact, then, that the vaccine for cats was free from dirt is so irrelevant that Orac does not even consider it.

And finally there’s the surprise. After losing his patience and, as an expert of this particular field, having ranked us among the idiots, now Orac draws his “scientific” conclusions: the garbage we detected shows that the pharmaceutical industries work very well. Yes, you read that correctly.

Many years ago, when I was in high school, I happened to come across the study of the sophist philosophy. The philosophers who embraced that school boasted of being able to support any argument and to demonstrate everything and its opposite. See, in this regard, the entry “eristic” in a philosophical vocabulary. A paradox, of course, but those acrobats of rhetoric were educated and, in their own way, intelligent, and never would have fallen into traps placed by themselves.

In short, once read the “scientific” brainchild of Orac, who sets traps galore and then falls into them head first, if he wanted to make a fool of himself, he has certainly achieved the goal brilliantly.

Finally, it’s evident that I did not learn the lesson: Many years ago I was taught never to enter into discussion with jerks. They have the ability to drag you into a land unknown to you where they are perfectly familiar in which only their rules are valid, rules which may change without notice. There, you lose.

Articolo successivo

Partecipa alla discussione 3 commenti

  • Gmtubini ha detto:

    Caciara
    Di fronte alla contestazione di un’infrazione al regolamento del gioco del calcio, certi ruvidi stopper (come io fui un tempo), a mo’ di giustificazione, minimizzano l’entità del fallo; altri, dall’indole più disonesta, usano negare l’evidenza nel modo più smaccato; altri ancora, dalle velleità istrioniche, come si suol dire, la buttano in caciara. Mi pare che qui siamo di fronte a un disgraziato (nel senso di “senza grazia”) tentativo di fondere insieme le tre opzioni.

    RISPOSTA

    All’intelligenza di ognuno capire.

  • Francesco Michelacci ha detto:

    Polveri
    Si consoli Stefano/Cassandra, gli ultimi giorni vedono e continuano a vedere nonché ascoltare una pressoché unanime allarmata litania riguardante le polveri sottili, par dunque che la verità stia facendo capolino anche a casa nostra.
    Ciò nonostante il ministro Galletti e la sua piroforica banda bassotti continuano a ritenere irrinunciabile il ricorso a nuovi inceneritori, quelli che traformano l’acqua in vino ed i rifiuti in effluvi paradisiaci. Mi consola l’accorato appello di Alberto Bellini che, senza sponsor alcuno, da anni si spende per l’economia circolare e la transizione verso la ” zero waste economy “.

    RISPOSTA

    Fino a che lasceremo che dei perfetti incompetenti facciano mestieri difficilissimi…

  • Roberto Ionta ha detto:

    denunciata alla procura della repubblica e alla corte dei conti la ministra Lorenzin per uso esavalente
    Salve egr. Prof. Montanari…lo scorso 27 ottobre ho denunciato la Lorenzin alla procura della repubblica di Roma e alla corte dei conti regione Lazio per uso esavalente e non dei singoli vaccini che provoca allo stato italiano 114 milioni di danno erariale nonché per le lesioni gravissime derivanti dalla mancata sospensione dello stesso esavalente dopo la sentenza 2664 del 2014 che riconosce nesso causale tra esavalente e autismo.
    se volesse maggiori informazioni può contattarmi. grazie avv. Roberto Ionta

Lascia un Commento