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Come si dice al Sud, nessuno nasce imparato. Ma se non si sanno le cose o se, per non importa quale ragione, le cose non si capiscono, è opportuno starsene zitti.

La tentazione offerta da Internet, però, pare essere irresistibile e chi alla tentazione cede si sente in diritto non solo di affermare come verità assoluta qualunque bizzarria gli passi per il capo ma di attaccare chi certe cose le sa (almeno in modo più credibile) perché è il suo mestiere a costringerlo.

Occuparsi di scienza non è facile. Non lo è da molti punti di vista, uno dei quali è la limitazione che ci si autoinfligge. Se si vuole ottenere e mantenere dignità è indispensabile parlare solo di ciò che si conosce per averci empiricamente messo le mani sopra. Empiricamente ho scritto, e quell’avverbio che spesso è usato nel parlare comune in senso quasi spregiativo è la base stessa della scienza da Galileo in poi.

Ora Internet, in un baleno, ha sconvolto le conquiste filosofiche raggiunte letteralmente con sangue, sudore e lacrime dalla Scienza (lo scrivo con la maiuscola per affetto).

È sottinteso in qualunque ragionamento serio che la verità in tasca non ce l’ha nessuno, ma da lì a pretendere credibilità nelle eruzioni di certi personaggi frequentatori maniacali della cosiddetta rete ce ne corre.

Chi ha voglia di ascoltare e di valutare ciò che dico nel video riportato sopra e al sito (http://www.youtube.com/watch?v=OmGEnxjhdO4&feature=youtu.be) senza estrapolazioni personali potrà senz’altro attaccarmi e - perché no? - dimostrarmi che ho torto. Ma le balzane stravaganze dei signori buttudu (grillino prudentemente nascosto dietro uno pseudonimo) ed elenacenacchi (sic) non dimostrano, ahinoi, alcunché, salvo una presunzione e una carenza di cultura e d’intelletto preoccupanti. Preoccupanti non tanto in sé quanto per il fatto che troveranno certamente seguito.

Concludendo, chiunque abbia dati solidi che mi contraddicano è pregato di esternarli in modo che io non sbagli più. Gli altri abbiano pietà di loro stessi.

Commenti  

 
#6 quale malinteso?emanuele colombo 2013-09-28 15:58
Anch’io credo che ci sia si un malinteso ma, che non ne sia il concetto di democrazia l’oggetto; mi spiego:
Se si apre il sito “Autismo e Vaccini”, sito al quale lei spesso dal suo blog rimanda per la lettura di articoli e si clicca sulla voce “chi siamo”, si apre una pagina che spiega le finalità del sito e chi sono gli attori che lo animano; http://autismovaccini.org/chi-siamo/ il testo recita questo:
-Non c’è più alcun dubbio che i vaccini possono causare l’Autismo, i genitori hanno ragione quando raccontano la loro storia. I governi devono smettere di giocare con le parole, mentre sempre più bambini continuano ad essere danneggiati. Le prove scientifiche sono insufficienti per effettuare un’affermazione certa in merito al fatto che certi vaccini non causano una vasta gamma di condizioni di salute gravi, come encefalite, encefalopatia, ictus, asma, autismo, Sid, sclerosi multipla, artrite, lupus, disturbi della coagulazione. Riempire le lacune nelle conoscenze scientifiche circa la sicurezza dei vaccini deve essere posta come priorità in cima all’agenda di ricerca scientifica nazionale e mondiale. Abbiamo unito le forze per portare a conoscenza della popolazione le problematiche annesse e connesse a “Autismo & Vaccini”-
Di seguito compaiono un elenco di nomi tra i quali il suo (di solito alla voce “chi siamo” sono elencati i responsabili del portale che normalmente ne condividono i contenuti e le finalità). Ne consegue, a mio avviso, che Stefano Montanari, che appare come animatore o responsabile o collaboratore o fondatore (o altro non saprei), condivide quanto il sito affermi e si proponga di divulgare, tra cui le affermazioni di cui sopra. Mi sembra piuttosto normale come ragionamento, altrimenti qual è il motivo per cui il suo nome e la sua faccia si trovano li?
Preciso e confermo che, non ho mai letto niente scritto da lei, ne su questo blog ne su altri siti, ne nelle sue pubblicazioni che parli di autismo ma, se mi permetto di chiederle cosa ne pensa dell’autismo e su quali evidenze si basi il suo punto di vista, non credo di rivolgermi all’ultimo arrivato o a chi passi di li per caso, ne glielo chiedo perché ho travisato il concetto di democrazia e mi aspetto da lei un parere autorevole sul tema soltanto perché sono convinto che la costituzione le consenta di esprimerlo! Dalla precedente sua risposta invece si evince che, come migliaia di volte ha affermato, lei non si avventuri esprimendosi in argomenti che non sono di sua competenza e che nello specifico l’autismo sia un tema al quale lei risulta essere perfettamente estraneo. Io non sto affermando che lei abbia mai preso esplicitamente posizione sull’argomento ma, questo che riporto è un esempio in cui implicitamente lo fa mettendo il suo nome e la sua faccia. L’impressione che se ne ricava (ma questa è un’estrapolazio ne mia ovviamente) è che: Montanari e l’autismo c’entrano qualcosa! Oppure…Montanar i pensa che i vaccini causino l’autismo! Quindi, se io chiedo a lei informazioni sull’autismo da vaccinazioni è perché a questo punto sono convinto che lei DEBBA (inteso come avere il dovere morale di farlo) esprimere un parere autorevole e quanto meno documentato perché, a torto o a ragione, è l’idea che mi sono fatto frequentando questo sito del quale lei risulta essere, volontariamente o per caso, uno dei responsabili. Se la risposta che ricevo è quella che mi ha dato, allora credo che dovrebbe chiarire meglio la sua posizione all’interno di quel sito e con tutti i suoi lettori o che se l’autismo, argomento al momento assai delicato e scottante, è un tema dal quale preferisce astenersi dal disquisire, forse sarebbe meglio un atteggiamento più prudente, mantenendosi “fisicamente” distante da siti che invece pretendono di fare l’esatto opposto.

Atro esempio (questo un po’ più tirato per i capelli ma credo comunque meritevole di interesse):

se si apre il sito del COMILVA http://www.comilva.org/ proprio nella home page sulla sinistra si può trovare questo link che appare così:
RACCOLTA FONDI PER LA RICERCA INDIPENDENTE
AUTISMO DA VACCINI
I proventi andranno donati al laboratorio NANODIAGNOSTIC del Dr. Stefano Montanari e della Dr.ssa Antonietta Gatti.
Se si clicca il link si apre questa pagina di facebook https://www.facebook.com/events/136143713207048/ intitolata così:
RACCOLTI FONDI PER LA RICERCA INDIPENDENTE: AUTISMO DA VACCINI (accompagnati dal suo nome, quello di sua moglie e del laboratorio che dirige).
Questo a mio avviso cosa significa?: 1) Montanari e Gatti sono ricercatori che svolgono ricerche sull’eziopatoge nesi dell’autismo? 2) Vogliono dimostrare che i bimbi diventano autistici per colpa dei vaccini? 3) l’autismo è una nanopatologia? 4) La raccolta fondi serve per finanziare una ricerca che vuole dimostrare il nesso autismo-vaccini?
A questo punto credo che sia dura affermare che Montanari, Gatti, Nanodiagnostic con l’autismo non c’entrano niente e che domandare a lui sul tema sia una perdita di tempo perché si occupa di altro per cui, anche in questo caso credo che, stante il punto di vista pocanzi espresso, la posizione sua e del suo laboratorio andrebbe quanto meno chiarita.

In quanto suo lettore, (e credo di potermi classificare tra i suoi lettori che hanno capito quello che lei dice, quello che lei fa e quello che lei sa) rimango con il dubbio ed il desiderio di sapere, credo a buon diritto, cosa pensi e su che basi poggia il suo punto di vista, sul tema autismo-vaccinazioni.
Inoltre le chiedo, a lei ma anche ad altri suoi lettori, se gli elementi che hanno animato questo mio desiderio sono soltanto frutto della mia fantasia oppure che si, in effetti, forse è vero che lei attualmente si trovi nella posizione, a proposito di autismo e vaccinazioni, di dovere dire la sua.

RISPOSTA

Vediamo un po’ di chiarire ciò che dovrebbe essere chiarissimo.
Articoli miei compaiono in centinaia di blog italiani e non, molto spesso (quasi sempre) presi da qualche altro blog (di solito il mio) a mia insaputa. Credo sia evidente che io non ho la benché minima responsabilità su quanto d’altro compare in quei siti. Per questo motivo io rifiuto di tenere conferenze insieme con altri, visto che gli spettatori potrebbero pensare che io, in qualche modo, condivida le esternazioni di chi nell’occasione mi affianca.
Venendo ad Autismo & Vaccini, io sono solo, e molto saltuariamente, un ospite, non avendo alcuna altra veste né legame storico o di altro genere. Il sito è tenuto da una persona preparatissima di cui ho grande stima ma la mia responsabilità vale solo per ciò che io firmo.
Ancora una volta ripeto che non ho mai studiato con i mezzi che mi competono la possibile correlazione tra autismo e vaccini e la mia opinione personale da uomo della strada è irrilevante. Se mi si chiede ragione degl’inquinanti nei campioni che, nonostante tutto, sono riuscito ad analizzare, nessun problema. Ma qui mi fermo.
E, visto che ci siamo, esprimo il mio disprezzo per quei miserabili impostori che si spacciano per scienziati semplicemente perché strillano nozioni raccattate dove capita senza discernimento. Tempo fa mi capitò di partecipare ad una trasmissione TV in compagnia di uno di quei personaggi (femmina) che, nella circostanza, fu intervistato a proposito della diossina (sempre nel malinteso popolare che si tratti di un composto unico). Le castronerie che uscirono da quella bocca furono imbarazzanti e nei provvidenziali fuori onda cercai di appiccicare al personaggio qualche nozione da ripetere a pappagallo al volo.
Ecco, io quelle figure non le faccio e parlo solo di cose che conosco. Dunque, la prego di non attribuirmi posizioni estrapolate per più o meno presunte contiguità o attraverso deduzioni indebite. È mio solo ciò che io firmo. Il resto è apocrifo.

P.S. Nanodiagnostics con la s finale
 
 
#5 Rigore Scientifico e CoerenzaSauro 2013-09-27 15:17
Rimango semplicemente sconcertato nel leggere quanto scritto dal Sig.Tremante.
Altro non fosse che vengono lanciate accuse pesanti ed infamanti nei confronti del dott.Montanari, viene gettato fango sulla loro Ricerca Scientifica e poi si dimentichi di inserire una minima prova che attesti quanto da lui dichiarato, anzi, si "minaccia" di rendere pubblico i documenti di quello che, il dott.Montanari avrebbe detto...

La prego Sig.Tremante metta a disposizione questo materiale al più presto.

Ebbene, questo modo di fare, ritengo sia degno dei miglior grillini che in questi anni hanno insultato e imperversato su questo blog e voglio ben sperare che tutto ciò non la renda orgoglioso.

Allora vorrei mostrare un post, sull'argomento, pubblicato su questo blog nel 2011 e vorrei chiedere al Sig.Tremante, chi e dove sia, il "rovesciamento della frittata" ?


Le verità arricchite sull'uranio impoverito
http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2109-le-verita-arricchite-sulluranio-impoverito.html

A volte perdo la speranza, e questa è una di quelle pur rare occasioni. L’argomento è quello dell’uranio impoverito che sta tornando alla ribalta e, facendolo, passa attraverso quella che chiamiamo informazione per mancanza di una parola che ne specifichi più esattamente la natura e le caratteristiche . E l’informazione passa attraverso le esternazioni di chi, magari in perfetta buona fede, dice la sua senza rendersi conto di ciò che dice. Chi ha letto Il Resto del Carlino di martedì o ha visto il TGR Emilia Romagna Rai di stamattina alle 7:30 ne ha trovato esempi. Con la pazienza che non mi conoscevo, tenterò di spiegare nella maniera più semplice possibile, per l’ennesima volta, come stanno le cose. L’uranio, impoverito o no, è un materiale piroforico, il che significa che, in particolari condizioni, peraltro piuttosto comuni, a seguito di un urto in presenza di ossigeno (aria) induce esplosioni ad altissima temperatura, una temperatura superiore ai 3.000 °C. Basta un volume ridottissimo di uranio per interessare volumi enormi di materiali che vengono vaporizzati, condensandosi poi velocemente sotto forma di polveri grossolane, fini o ultrafini, la cui dimensione varia a seconda della distanza dal punto di massima temperatura in cui queste si sono formate. Queste polveri sono inalate o ingerite da chiunque, militare o no, sia in zona, e il sequestro di quelle particelle da parte dei tessuti è l’origine della patologie. Il processo è stato illustrato in innumerevoli occasioni, compresi almeno due progetti di ricerca comunitari (Nanopathology e DIPNA) e i casi studiati sono numerosissimi. Restando in ambito militare, le particelle incriminate, però, non sono affatto un’esclusiva dell’uranio. Ogni esplosione ne provoca la formazione. Le armi al tungsteno, per fare solo un esempio, inducono temperature ancora superiori, intorno ai 5.000 °C, e, naturalmente, generano particelle. Ma ogni botto fa polvere. Ultimamente, per ragioni che occorrerà spiegare onestamente, si sta cercando di attribuire ai vaccini la responsabilità delle patologie che colpiscono i militari. La cosa in sé ci può anche stare: i vaccini che noi abbiamo esaminato contengono particelle metalliche e la loro iniezione è difficilmente classificabile come innocua, ma va tenuto in conto almeno un dato: anche i civili si ammalano delle stesse patologie senza che quei soggetti abbiano ricevuto alcuna vaccinazione. I reperti di militari che noi abbiamo studiato, poi, mostrano la presenza di particelle che non abbiamo trovato nei vaccini ma che sono compatibili con i prodotti delle esplosioni. Il motivo per cui non abbiamo mai trovato uranio in quelle persone è banale: per quanto spiegato sopra, l’uranio rappresenta una componente davvero minima e rarissima nella composizione di quelle particelle. Inoltre, l’uranio ha un peso specifico altissimo (oltre 19) e, per questo, tende a cadere nelle immediate vicinanze del punto dove è avvenuta l’esplosione senza volare lontano e senza galleggiare in atmosfera come fanno le altre polveri. Tra le ingenuità che si sentono più spesso da parte dei cosiddetti media o di chi “la sa lunga”, l’uranio non c’entra con le patologie perché l’Italia non ha armi all’uranio. Se è chiaro il meccanismo spiegato ancora una volta sopra, si vedrà che la cosa è irrilevante. Altra ingenuità, questa sentita oggi al TGR Emilia Romagna, è che le particelle trovate in un militare sono troppo grosse per essere state inalate e sono per forza state iniettate. Per informazione, noi abbiamo trovato nella parete gastrica particelle con un diametro di diverse decine di micron e, dunque, enormi. Come detto, le polveri possono essere ingerite con frutta, verdura e cereali. Insomma, l’uranio non è un agente patogeno, cioè l’assassino, ma è il mandante, perché è il responsabile della formazione delle particelle senza esserlo della malattia. Non entro in ulteriori particolari, perché dei particolari sono state scritte parecchie pagine altrove (es. nel libro Nanopathology). Sia chiaro: i vaccini così come sono prodotti ora sono tutt’altro che sicuri. Aggiungervi particelle metalliche è una pratica che prevede un rischio assolutamente non trascurabile e la pratica, a mio parere, dovrebbe essere vietata dalle autorità sanitarie internazionali. Quello che accade, invece, è che i produttori sono esenti da ogni responsabilità. Da qui il mio sospetto che si tenda a far cadere sui vaccini una responsabilità che non hanno. Mi scuso con gli scienziati che non hanno mai visto un campione bioptico ma che ugualmente pontificano ex cathedra se sono stato semplice all'osso, ma qui mi devo far capire.

RISPOSTA

Ecco qua, di seguito, il testo che ho inviato per il convegno di Giorgio Tremante del maggio 2012. Dove stiano le frittate rovesciate qualcuno avrà la bontà d'illustrarmelo. Per inciso, allora i vaccini analizzati erano 20.

“LUCI E OMBRE SULLE VACCINAZIONI”
Palazzo della Ragione
VERONA 20 maggio 2012


INQUINANTI NEI VACCINI: LI CONOSCIAMO PROPRIO TUTTI?
Stefano Montanari – Nanodiagnostics – Via Fermi, 1/L – 41057 San Vito (Modena)

La nostra ricerca è incentrata sulle nanopatologie, vale a dire le malattie indotte da micro- e nanoparticelle solide, inorganiche, e insolubili nell’acqua e nei grassi. Della patogenicità di queste polveri la dottoressa Antonietta Gatti ed io siamo gli scopritori e la nostra è una ricerca sul campo che continua dal 1997.
La parte preponderante della nostra attività è riferita ad indagini di microscopia elettronica effettuate su campioni bioptici o autoptici nei quali cerchiamo la presenza di micro- e nanoparticelle servendoci di una tecnica validata dal progetto europeo Nanopathology QLRT-2002-147 ideato e diretto dalla dottoressa Gatti. Le malattie che quelle particelle possono generare sono prevalentemente di origine infiammatoria da corpo estraneo. A questo tipo di patogenicità va ad aggiungersi quello proprio degli elementi chimici che costituiscono le singole particelle, ben noto in tossicologia. Si parla, allora, di varie forme tumorali, di malattie neurologiche che vanno dalla stanchezza cronica al sospetto di Morbo di Alzheimer, Morbo di Parkinson, autismo, SLA, ecc., e malattie cardiovascolari come ictus, infarto del miocardio e tromboembolia polmonare. Ma, poiché queste polveri possono fissarsi anche a livello pancreatico impedendo l’increzione d’insulina, una delle possibilità è quella di confrontarsi con una forma di diabete. Altra evenienza riscontrata sperimentalment e è quella della presenza di particolato nel liquido seminale. La conseguenza è duplice: infertilità maschile e la cosiddetta “malattia del seme urente” che si estrinseca nella formazione di piaghe sanguinanti, dolorose e ribelli ai trattamenti sia farmacologici sia chirurgici che compaiono all’interno del canale vaginale dopo un rapporto sessuale non protetto. Altra eventualità che abbiamo dimostrato con osservazioni sperimentali è la capacità delle nanopolveri di penetrare all’interno dei nuclei cellulari andando ad interferire negativamente con la catena del DNA. (vedi fig. 1 cellula – Particelle di Ferro nel nucleo di un epatocita) Da ultimo esiste la possibilità di passaggio del particolato da madre a feto con conseguente aborto dell’embrione o, se la trasmissione avviene a gravidanza relativamente avanzata, la possibilità è di malformazioni fetali sia a livello somatico sia a livello splancnico sia a livello neurologico.
Le polveri oggetto della ricerca hanno, non esclusivamente ma nella maggioranza dei casi, un’origine antropica ad alta temperatura: motori a scoppio, inceneritori di rifiuti, cementifici (che pure bruciano rifiuti), centrali a biomasse (anch’esse bruciano rifiuti), fonderie, ecc. Le alte temperature rompono le molecole costituenti il materiale che entra in combustione e gli elementi chimici vanno poi a ricombinarsi, non appena raggiungono zone a temperatura più bassa, sotto forma di polveri la cui dimensione dipende grossolanamente in modo inverso dalla temperatura di formazione.
Questo particolato resta in sospensione aerea per tempi anche piuttosto lunghi e viene inalato e respirato, riuscendo a raggiungere, con le granulometrie più piccole, anche gli alveoli polmonari. Da lì, nel volgere di qualche decina di secondi le polveri passano al torrente ematico (vedi fig. 2 – Particelle di Mercurio sulla superficie di eritrociti) dove, nei soggetti con diatesi ipercoagulativa , il fibrinogeno può venire trasformato in fibrina dando origine ad un trombo ematico (vedi fig. 3 – Trombo venoso originato da particelle di Ferro-Cromo- Nichel) (vedi fig. 4 – Spettro EDS delle particelle nel trombo venoso), mentre nella maggior parte dei soggetti le polveri arrivano a livello di organi venendone catturate e comportandosi come corpi estranei. Da qui la reazione infiammatoria che prevede la formazione di tessuto di granulazione il quale può, nel tempo, trasformarsi in tessuto canceroso.
Ma le polveri possono anche essere ingerite. Questo avviene in seguito alla loro caduta dall’atmosfera sulla frutta, sulla verdura e sui cereali che diventano cibo. Analogamente a quanto accade per le polveri inalate, anche quelle ingerite passano al sangue in tempi relativamente brevi seguendo poi la stessa sorte.
Una delle particolarità delle particelle dalle dimensioni tra i pochi micron giù fino ai nanometri è la reattività chimica, fisica e, di conseguenza, biologica dovuta alla proporzione molto alta tra superficie esterna e volume. Questa caratteristica viene oggi sfruttata in modo esponenzialment e crescente dall’industria che applica le cosiddette nanotecnologie grazie alle quali vengono fabbricati prodotti dalle caratteristiche in un certo modo straordinarie. Le particelle applicate per quegli scopi non sono di origine casuale come quelle di cui si è detto fin qui ma sono ingegnerizzate, cioè fabbricate in laboratorio secondo forme, dimensioni e composizioni chimiche ben determinate in fase di progetto per ottenere i risultati desiderati. Applicazioni in campo sanitario ne esistono ormai parecchie, soprattutto in campo diagnostico e come carrier di farmaci. È fin troppo ovvio che, per applicazioni che prevedano l’inserimento nei tessuti non possano essere non biodegradabili come, invece, accade per le polveri di cui si occupa la nostra ricerca.
Analizzando qualche migliaio di campioni, la nostra ricerca ha dimostrato come le particelle solide, inorganiche e insolubili siano presenti come inquinanti non solo nell’aria ma pure nel cibo e nei farmaci. E i vaccini esaminati hanno confermato l’osservazione.
Nell’ambito dello studio eseguito presso il nostro laboratorio Nanodiagnostics per la preparazione della tesi di laurea della dottoressa Francesca Sola dell’Università di Parma e, in seguito, secondo altre analisi sempre eseguite presso di noi, i venti vaccini esaminati, tutti diversi tra loro, hanno mostrato in ogni caso la presenza di polveri inorganiche insolubili, non biodegradabili e non biocompatibili. Nessuna delle particelle individuate aveva le caratteristiche proprie di quelle ingegnerizzate, essendo sempre di forme, dimensioni e composizioni assai incostanti. (vedi fig. 5 – Particolato trovato nel vaccino Anatetal) (vedi fig. 6 – spettro EDS del particolato trovato nel vaccino Anatetal) (vedi fig. 7 – Particolato trovato nel vaccino Inflexal) (vedi fig. 8 – spettro EDS del particolato trovato nel vaccino Inflexal) (vedi fig. 9 –Particolato trovato nel vaccino Gardasil) (vedi fig. 10 – spettro EDS del particolato trovato nel vaccino Gardasil) (vedi fig. 11 –Particolato trovato nel vaccino Gardasil) ((vedi fig. 12 – spettro EDS del particolato trovato nel vaccino Gardasil)
È immediatamente da chiarire come di ognuno dei vaccini sia stato analizzato un solo campione e, dunque, non è assolutamente possibile stabilire se si tratti di ritrovamenti casuali o se gli stessi inquinanti siano costantemente presenti. In ogni caso, la presenza di d’inquinanti particolati non è riportata nella scheda che accompagna i prodotti né è, naturalmente, prevista. Comunque sia, iniettare in un organismo polveri come quelle rinvenute è, a dir poco, rischioso.
Resta tutta da spiegare l’origine di quelle particelle. Ciò che è possibile sostenere senza tema di smentita è che non si tratta di materiale ingegnerizzato come quello abitualmente impiegato nelle nanotecnologie sia con applicazioni sanitarie sia per applicazioni diverse. Comunque sia, ingegnerizzate o no, è difficile attribuire un razionale a quelle presenze. I vaccini contengono stabilizzanti, conservanti, antibiotici, adiuvanti, solventi, gomme, gelatine, perfino globuli rossi e cellule sia umane sia animali, e di questo si sapeva. Ma mai era emersa la presenza di polveri non biodegradabili né biocompatibili.
Una delle spiegazioni potrebbe essere quella di un’insufficient e attenzione agli ambienti in cui i vaccini sono prodotti, delle apparecchiature o dei contenitori, ma qui si entra nel campo della speculazione. Desta perplessità il fatto che tutti i campioni, indipendentemen te da marca e tipo di vaccino, contenessero inquinanti particolati, sempre diversi tra loro per forma, dimensione e composizione chimica elementare. Né le aziende produttrici né le autorità di controllo prevedono la ricerca di polveri e, dunque, nessuna precauzione viene presa in proposito.
Agli ormai noti effetti collaterali legati alla somministrazion e di vaccini va così, inevitabilmente , ad aggiungersi anche quella di non impossibili induttori di nanopatologie.
 
 
#4 ancora sui vaccini (...leggermente OT!)emanuele colombo 2013-09-27 12:40
Gentile dr. Montanari, potrebbe spiegare qual è il suo punto di vista riguardo la presunta correlazione autismo-vaccini? Quali sono le evidenze ad oggi disponibili a supporto di questa correlazione?

RISPOSTA

Un terribile malinteso sul concetto di democrazia spinge i più a reputare che chiunque possa esprimere con autorità la propria opinione su qualunque soggetto. Se si ha la pazienza e lo stomaco di dare una scorsa a qualche blog di Internet, si avrà la prova provata di questa presunzione di cui tutti siamo, in fondo, vittime se non altro perché concetti addirittura grotteschi entrano e s’incancrenisco no nella mente comune e diventano, di fatto, ineliminabili. L’aggravante è che la cosiddetta Legge di Gresham valida in economia vale anche per le idee: la moneta cattiva scaccia la moneta buona.
Ormai da anni io mi sforzo di spiegare che non sono un tuttologo e che mi esprimo esclusivamente su argomenti che conosco (non ho detto “credo di conoscere”) per esperienza diretta. Chi frequenta le mie conferenze sa che io non sono uno dei mille conferenzieri che, per di più godendo di grande prestigio, sparacchiano notizie raccattate indiscriminatam ente qua e là di cui non di rado capiscono poco e di cui non sanno valutare il livello. Io parlo di cose la cui consistenza posso dimostrare in prima persona e del rapporto tra vaccini e autismo non ho la benché minima esperienza. Per le ricerche altrui e le evidenze portate come prova in un senso o nell'altro basta consultare la letteratura medica. Un avvertimento, però: ben poche riviste "di prima fascia" sarebbero disposte a pubblicare ricerche svantaggiose per le industrie farmaceutiche senza il cui aiuto quelle riviste chiuderebbero bottega. E anche le riviste minori sono decisamente "timide" perché sperano sempre in una mancia.
Ciò che posso sostenere davanti a chiunque a proposito dei vaccini è che in tutti i campioni che abbiamo esaminato in laboratorio erano presenti corpi estranei micro- e nanodimensionat i di natura inorganica e non compatibili con l’organismo. Oltre questo non vado e mi sembra già abbastanza.
Se mi sarà data la possibilità di continuare le ricerche, potrò esprimere qualche cosa di più ma, stanti le cose come stanno ora, la cosa mi pare a dir poco improbabile.
 
 
#3 Risposta a Stefano Montanarigiorgio tremante 2013-09-24 23:32
E QUESTA E' LA RISPOSTA CHE HO DATO IO AL DOTT. STEFANO MONTANARI. "Caro Stefano, mi dispiace soprattutto che tu mi risponda per interposta persona, dimostri di non avere nemmeno il coraggio di mostrare il tuo volto. Non bisogna essere scienziati per capire l'ambiguità di questo tuo "scientismo", ma ricordati che conservo accuratamente le tue dichiarazioni che hai fatto durante la rie fatta per la FONDAZIONE MARCO E ANDREA TREMANTE che, prima o poi metterò in rete. A prescindere dal discorso scientifico o meno, non credo che tu possa smentire questa sacrossanta VERITA', che sono convinto, dovrà rimanere ben impressa nella coscienza, ammesso che ancora ne abbiate una, di tutti questi pseudo/scienziati che volutamente negano, solo per difendere taluni interessi economici che, con la vera scienza hanno ben poco a che vedere, e che negano che le VITTIME DEI VACCINI ESISTANJO, forse perchè per loro comodità, vogliono convincerci che queste "vittime", come un numero indefinito di altre, siano morte di sonno. Non mi sarei mai aspettato da te questo "rovesciamento della frittata", ma si vede che mi sbagliavo perchè quando ci sono interessi di mezzo, quelli che io assolutamente non ho di nessuna natura, si cambiano rapidamente le proprie posizioni su questo annoso tema dei DANNI prodotti dai vaccini."

RISPOSTA

Giorgio Tremante, temo che tu sia uscito di senno. Già all’esordio del tuo intervento c’è di che restare allibiti. Mi spieghi che cosa significa “per interposta persona”? Chi, nella tua fantasia, sarebbe questo misterioso personaggio che risponde in vece mia? Io ho risposto al tuo commento, l’ho fatto dove tu quel commento l’avevi pubblicato e nessuno ha aggiunto o tolto una virgola a quanto io ho scritto. Dunque, non sai di che cosa parli e sei andato fuori strada già in partenza. Quanto alla faccia, io la mia l’ho sempre messa rendendomi responsabile in prima persona di tutte le mie azioni senza nascondermi dietro la gonnella di chissà chi e, in campo scientifico, senza mendicare dati ma riferendo i miei.
Mi spiegherai, poi, che cosa ho detto a Verona al convegno che non sia perfettamente in linea con ciò che dico oggi. I vaccini hanno mille e una colpa ma aggiungere capi d’accusa a capocchia offre la possibilità all’accusato di ridicolizzare gli accusatori.
Interessante, poi, l’accusa che curiosamente mi rivolgi di ambiguità, una parola di cui forse non hai chiaro il significato, ma questo si accompagna benissimo al livello di tanti commenti di altrettanti poveracci straparlanti in rete che non hanno idea dell’argomento di cui spericolatament e dissertano. A differenza di costoro e, lasciamelo dire, anche di te, io parlo solo di argomenti che conosco di prima mano e, tra questi, i risultati delle analisi che, a mia cura e spese (calcola circa 30.000 Euro) ho effettuato su 24 vaccini. E parlo dell’esperienza personale che ho con chi ha subito vaccinazioni. Certo non migliaia di persone, ma comunque casi che destano attenzione. Il resto non mi compete e, se pretendi che io sostenga quello che piace a te, e che magari è pure assolutamente vero ma io non lo posso affermare, hai sbagliato persona. Per questo puoi rivolgerti alla manica d’imbecilli che popolano Internet e di alleati pronti a giurare su argomenti di cui non hanno nozioni ne troverai a iosa.
Venendo allo “scientismo” (sai che cosa significa?), ti ricordo che, in tutta modestia e senza parlare di me, il mio laboratorio figura tra le 100 proposte di punta della Commissione Europea e mia moglie, responsabile delle analisi, è ufficialmente nel novero dei maggiori scienziati a livello planetario. Noi le analisi le facciamo entro i confini delle nostre competenze e le facciamo bene. In due, poi, abbiamo oltre 80 anni di esperienza scientifica e nessuno del mestiere si è mai permesso di contestarci. Quando le contestazioni sono venute gli autori erano dei buffi ciarlatani senza la minima competenza e, manco a dirlo, senza una sola ricerca scientifica, anche minima, alle spalle. A questa avvilente osteria ora ti aggiungi tu che, a quanto mi risulta, quanto a ricerca stai a zero e ti prego di correggermi se sbaglio.
T’invito, ora, a precisare quali sarebbero gl’interessi ai quali io mi presterei. Ho fatto analisi a mio completo carico senza che nessuno mi desse una mano di qualunque genere. Ho subito interrogatori dei Carabinieri. Mi sono attirato l’inimicizia delle case farmaceutiche. E ora tu, con un’impudenza che sarebbe perdonabile in un adolescente ma non in un uomo maturo almeno per età, mi accusi di essere un disonesto. Spero che qualcuno ti spieghi in termini che anche tu possa capire che ti devi vergognare di te stesso per questo insulto gratuito.
Da ultimo, spero pure che qualcuno ti spieghi quanto male stai facendo a chi cerca di arrivare a scoperchiare il pentolone dei vaccini. È fin troppo ovvio che, fino a che Big Pharma si troverà di fronte degl’incompeten ti che sparano stravaganze senza un dato scientifico proprio in mano ma armati solo di notizie raccattate qua e là senza un vaglio, avrà vita facile. Altra cosa è quando si trova davanti ad evidenze incontestabili e, se leggerai le reazioni che ebbe l’anno scorso sia il direttore medico della Sanofi Pasteur sia la burocrate dell’Istituto superiore di sanità, forse ti renderai conto della cosa.
Così rimando al mittente le accuse, una più demenziale dell’altra e t’invito a ragionare prima di scrivere.
 
 
#2 Richiesta di smentita ad una importante affermazionegiorgio tremante 2013-09-24 09:05
Caro Stefano, ti garantisco che mi ha molto meravigliato, in senso negativo, un'affermazione che tu fai in questo video, per quello che da quarant'anni io, pur non essendo un addetto ai lavori, sto cercato di approfondire e verificare molto attentamente dal punto di vista della "vera scienza". Tu dichiari in questo tuo video che: "Quando un vaccino manifesta delle reazioni avverse lo fa entro poche ore, mai mai oltre due giorni....." Caro Stefano questa, a mio avviso, è veramente una grande "bufala" antiscientifica e, se mi permetti, ti spiego il perchè. La maggior parte dei vaccini contengono, oltre ad innumerevoli composti chimici usati per stabilizzare il vaccino, anche virus di vario tipo attenuati nella loro virulenza. Questi virus, se pur attenuati, o per meglio dire addomesticati, quando vengono inoculati nell'organismo umano, si stampano immediatamente sul DNA del sistema nervoso e, rimangono latenti PER ANNI e, hanno la possibilità di essere rivirulentati, ANCHE A DISTANZA DI ANNI, da un virus influenzale occasionale. Allora io mi chiedo, come fa un ricercatore attento come sei tu ad affermare con tanta sicurezza che le reazioni avverse ai vaccini non avvengono MAI...MAI...OLRTRE DUE GIORNI DALL'INOCULAZIONE DEL VACCINO STESSO? Mi dispiace doverti fare questa, per me, importante ma necessaria smentita, ma credo che tu, in quanto scienziato e addetto ai lavori, debba fare subito necessariamente una rettifica a questa tua errata dichiarazione. Giorgio Tremante (Presidente della "Fondazione Marco e Andrea Tremante-Per una vera ricerca sui danni da vaccino - E, Responsabile dei Danneggiati da Vaccino italiani, nominato dal Ministero della Salute dal gennaio 2008).

RISPOSTA
Caro Giorgio,
Come ho ripetuto oltre la noia, chi vuole fare lo scienziato, non importa con quale grado di luminosità, deve sottostare alle regole. E le regole dicono con chiarezza che tutto ciò che si afferma va dimostrato. Ad oggi non esiste dimostrazione sulla presenza di virus che stiano per qualunque ragione nei vaccini e, in aggiunta, che manifestino la propria virulenza dopo lunghi tempi di latenza. Naturalmente questo non significa che la cosa non sia vera ma solo che non ce n’è dimostrazione. Va da sé che uno studio indipendente nelle mani giuste potrebbe arrivare a dimostrare ciò che sostieni ma, ad oggi, nulla di tutto questo è non solo a disposizione ma nemmeno alle viste. E, ad essere oggettivi, anche chi è attivissimo nell’opporsi alla pratica vaccinale pare ben poco o, meglio, per nulla interessato a che le indagini si facciano.
Il video è rivolto alla bufala (quella sì che lo è) della signora Iacovella che, forse in buona fede, con le sue affermazioni a dir poco ingenue mina la credibilità di chi vuole vedere chiaro in questa faccenda. Non è affermando qualcosa che quella cosa diventa vera, e non bisogna confondere la verità con quella che si crede o si vuole che verità sia, anche se l’accettazione popolare di tante bufale potrebbe far cadere in tentazione.
La scienza, dopotutto, ha regole molto semplici e una di queste prescrive che ad un effetto osservato corrisponda coerentemente e costantemente una determinata causa o, magari, una serie di concause o anche cause diverse che, indipendentemen te, portino a risultati sovrapponibili. Di questo occorre fornire una dimostrazione empirica, vale a dire basata sull’esperienza dei fatti concreti come usa da Galileo in poi. La Medicina non è una scienza a rigor di termini e si basa sulle statistiche dei grandi numeri ma, in fondo, seppure con un alone d’imprecisione, il principio è lo stesso: ad un effetto si lega a ritroso una causa. Più in là non si può andare.
Per poter dimostrare ciò che tu, possibilmente e, chissà, forse persino probabilmente a ragione, sostieni occorre una ricerca seria ed onesta, ricerca che, almeno al momento, non esiste. Malauguratament e il tema dei vaccini è immerso in un ambiente che non ha nulla da invidiare a quello del tifo calcistico e basta ascoltare le castronerie che corrono per convincersene. Ciarlatani che millantano lauree mai ottenute e mamme di dubbia alfabetizzazion e (non faccio nomi per pietà ma tu sai a chi mi riferisco) fanno parte di questo zoo che tanto male sta facendo ad una causa in sé ineccepibile.
Senza limitare la libertà di nessuno, non si può confondere l’opinione con il dato scientifico e io sono costretto a muovermi solo in un ambito che pretende dimostrazioni ricavate secondo regole ferree.
Sottolineo, tuttavia, a questo punto l’utilità delle opinioni e delle osservazioni fatte da chi non solo scienziato non è ma non ha nemmeno idea di quali siano le regole che la scienza impone. È giusto, corretto e perfino indispensabile che lo scienziato indaghi quando viene allertato, ma fino a che le prove che hanno superato tutte le strettoie non esistono, lo scienziato non deve prendere posizione. Insomma, lo scienziato deve essere una specie di strumento freddamente oggettivo e nient’altro, gli piaccia o no ciò che le sue ricerche gli svelano.
Purtroppo molti di coloro che combattono l’uso dei vaccini non si rendono conto che, prendendo le posizioni che prendono e affermando vere e proprie sciocchezze, altro non fanno se non il gioco della grande industria farmaceutica che si ritrova per le mani, gratis e senza faticare, argomenti solidi per ridicolizzare chi a loro si oppone. Tutto questo altro non fa se non ostacolare ulteriormente il lavoro degli scienziati veri. E l'essere veri comporta l'essere onesti.
 
 
#1 Non voglio dimostrare niente voglio solo mostrare.Sauro 2013-09-22 22:54
Ieri sono stato contattato pubblicamente dal Sig. Franco Anedda sulla mia pagina Fb:

Franco Anedda ·
Caro Sauro, Buttudu sono io e sulle vaccinazioni, civili e militari, ho raccolto parecchio materiale, a disposizione di chi è interessato.


https://www.facebook.com/groups/uranioimpoverito/

https://www.facebook.com/groups/51469326638/

Invito chiunque abbia un contatto Fb visitare le pagine, "molto interessanti", segnalate.
Ritengo ognuno saprà trarre le proprie considerazioni.

Concludo solamente con questa affermazione del Sig. Anedda alla giornalista S.Divertito

Franco Anedda
Stefania, se ti va di studiare, ti invito a leggere il materiale pubblicato nella bacheca di questo gruppo, a partire dal 2009.
C'è tutta l'evidenza che serve per "capire cosa succede tra i militari."

La Gatti è stata usata dalla Difesa per depistare le indagini della Commissione Senatoriale e rendere inoffensive le inchieste giudiziarie.
Ormai siamo ai titoli di coda, non è difficile comprendere la trama.

6 settembre alle ore 23.23 · Mi piace · 2
https://www.facebook.com/groups/uranioimpoverito/
post del 5 settembre alle ore 22.01

Ovviamente il dott.Anedda saprà certamente documentare queste sue affermazioni.

IL VIDEO, NELLA SUA SEMPLICITÀ, PONE NON POCHI INTERROGATIVI DRAMMATICI CHE L' ULTIMA FRASE DI QUESTO ARTICOLO LA RIASSUME PERFETTAMENTE.

RISPOSTA

Io ho competenze limitate e non m'intendo di psichiatria.
 

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