Sperando di non essere trascinato in tribunale per qualche reato legato al copyright o roba del genere, riporto qui, verbatim, ciò che tale Paolo Trande ha ritenuto opportuno pubblicare (http://www.facebook.com/notes/paolo-trande/polveri-sottili-il-problema-sono-le-auto-non-linceneritore/220029294751138):
Lo sapevamo e adesso arrivano i dati ufficiali di ARPA sulle polveri sottili (2009-2011) e sul contributo relativo delle diverse fonti di inquinamento da polveri sottili. Il problema è rappresentato dal traffico veicolare. Il 75% delle polveri proviene dai veicoli, 30% autostrada, 15% dall'industria, 9% dal riscaldamento domestico e solo lo 0,6% dall'inceneritore. Se guardiamo ai distretti di Carpi e Sassuolo si vede meglio che il problema principale di Modena è l'autostrada. Dopo gli insulti che abbiamo preso lunedì passato in consiglio comunale sull'inceneritore di Modena (l'equivalente di "avvelenatori" e "assassini" etc) oggi arrivano i dati ufficiali che dicono l'esatto contrario di quanto sostenuto da uno scaltro e "insincero" consigliere comunale e da un gruppo di cittadini (strumentalizzati dal consigliere comunale "insincero") che da anni cercano di dimostrare che l'inceneritore è la causa principale di tutti i mali. Io la penso, più o meno, come il Comitato Scientifico di Moniter: "l'effetto è contenuto ma non nullo" ma questo non vuol dire che l'inquinamento a Modena è dovuto all'inceneritore. I dati di ARPA lo confermano. Se ragioniamo di rifiuti ci sono tante buone ragioni per sostenere il proposito che bisogna smaltire il meno possibile. Non c'è bisogno di sostenere che l'inceneritore è la causa dell'inquinamento, provoca malattie e morte (non c'è alcuna evidenza scientifica). Si può dire, e con buone ragioni, smaltiamo il meno possibile facendo prevenzione nella produzione rifiuti, raccolta differenziata di qualità, riuso/riciclo, senza fare "terrorismo ambientale e sanitario" come fanno alcuni e come, per fortuna, non fanno altre associazioni di ambientalisti veri che hanno un approccio scientifico. Concludo con una domanda: se questi dati sono veri (ARPA è seria, indipendente e autorevole) perché gli amici del Comitato Salute-Ambiente (ho stima vera di tutti quei cittadini che si battono per cause nobili, ho molta meno stima di uno che ne sfrutta la loto passione per ragioni elettorali) contro l'inquinamento da inceneritore (0,6% del totale!) non formano un Comitato per la chiusura dell'autostrada e per divieto del traffico veicolare privato? Io una risposta ce l'avrei: in questi miei anni di esperienza in consiglio comunale ho avuto la sensazione che alcuni non si battano contro l'inquinamento ma combattano Hera, cosa lecita per carità ma che non mi pare sia la causa, a guardare i dati delle polveri sottili, dell'inquinamento a Modena. Sarebbe sicuramente più efficiente e potenzialmente produttivo, rispetto al tema inquinamento e tutela della salute, combattere il traffico veicolare privato. Se anche domami Hera chiudesse l'inceneritore elimineremmo lo 0,6% delle polveri sottili. Meglio di niente ma forse è il caso di puntare al bersaglio grosso ovvero al traffico veicolare privato.
ARPA MODENA
http://www.arpa.emr.it/modena/
PROVINCIA
http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=6&IDSezione=343&ID=98373
E qui finisce il testo.
Ecco: lasciando da parte il progetto Moniter per non cadere nel tragicomico, cominciamo dall’affermazione sulla credibilità dell’ARPA. Per ridurre l’assunto ad un personale atto di fede del signor Trande basterebbe andarsi a riprendere tutti i casi in cui i funzionari sono finiti nei guai giudiziari, tutti i casi in cui i controlli non sono effettuati proprio, guarda caso, quando accade un guaio ecologico (Modena ovviamente compresa), tutti i casi in cui l’ARPA, non saprei se per incapacità o per altro, non cava un ragno dal buco (esempio per restare a Modena: Nonantola), tutti i casi in cui ARPA mente grottescamente (esempio la “non diossina” del rogo DeLonghi), tutte le taroccature delle centraline (addirittura riportate dal Corriere della Sera), tutti i casi di mancati controlli (Terni, Falascaia…) Insomma, lasciamo perdere l’attendibilità dell’ARPA che Vincenzo Pepe definì “carrozzoni politici senza alcuna indipendenza scientifica” (L’Espresso del 29 novembre 2007 pag. 72) e veniamo ai numeri.
Qualche settimana fa, nel corso di un incontro pubblico a Mirandola, ebbi modo di chiedere a Stefano Tibaldi che dell’ARPA Emilia Romagna è il direttore come l’ente che dirige calcoli le percentuali citate nell’articolo. Per farlo seriamente, dicevo io, occorre quantificare inquinante per inquinante (e gl’inquinanti sono infinitamente di più dei pochissimi regolati per legge) e fonte per fonte e poi stabilire su che cosa si calcola la percentuale. Massa in cui si fa un minestrone di tutto? Tossicità equivalente (TEQ) di ogni inquinante e poi si fa la somma degli addendi relativizzati? Altro? Ancora più complesso è il problema delle polveri. Primarie e secondarie? Misurate per massa, il che non avrebbe significato, o valutando l’inverso della dimensione e contandone il numero? E la loro composizione elementare? E la loro forma? E il contributo che ogni fonte dà alla sinergia tra inquinanti? Questo per non citare che un piccolo repertorio dei problemi davanti ai quali ci si trova per forza quando si vuole ottenere una valutazione espressa in numeri in questo campo. Che mi rispose Stefano Tibaldi? Sorrise con un po’ d’imbarazzo, allargò le braccia e lasciò chiaramente intendere che si va a tentoni e poi, via con il resto dell’incontro con gli altri relatori, tutti ovviamente allineati, come se nulla fosse avvenuto. Comunque sia, nessuno tema: è già in programma la soppressione di diverse centraline di controllo, così ottenendo almeno il vantaggio di levarsi di torno l’incomodo di doverle “regolare”.
Tanto per aggiungere un particolare allo stato eccellente di salute ecologica modenese sostenuto dalle “autorità”, sabato 21 gennaio scorso intorno alle 8 e 30 del mattino mi trovavo in Viale Amendola sotto una nevicata fittissima. Il cielo, però, era sgombro di nubi. Ciò che stava accadendo era il fenomeno della cosiddetta “neve chimica”: precipitavano a terra enormi quantità di polveri che avevano fatto da nucleo di condensazione per l’umidità atmosferica a sua volta ghiacciata. Qualche decina di minuti più tardi, in un altro punto della città (Viale dello Sport), la temperatura si era alzata e non nevicava più, ma, guardando controsole, la caduta delle polveri era visibilissima. Autostrada o no, l’aria non pareva proprio godere del miglioramento sostenuto dai politicuzzi nostrani.
Del business tutt’altro che trascurabile legato all’enorme inceneritore modenese non voglio parlare qui perché oggi è domenica e non ho voglia di arrabbiarmi. Dunque, facciamo finta di avere bisogno di un’impianto che non è altro se non il monumento all’incapacità di chi pastrocchia con la gestione di una comunità e all’ingenua follia di chi dà loro mandato di governare. E nemmeno voglio parlare dell’acquisto da parte del Comune, acquisto effettuato a prezzo stravagante (i soldi erano, naturalmente, della comunità), di una casa a ridosso dell’inceneritore per tacitare i proprietari che non se la passavano proprio bene in termini di salute, compresa quella dei loro conigli che non figliavano più.
Io non so chi sia il signor Paolo Trande autore dell’articoletto che riprende quanto già pubblicato altrove, ma mi pare che non abbia dimestichezza con il problema e non vada al di là di un goffo tentativo di difendere l’indifendibile tipico di quelli che noi ci ostiniamo a chiamare uomini politici e di chi “dobbiamo aver fiducia delle istituzioni”, una fiducia che, almeno per quanto mi riguarda, precipita ogni giorno più in basso.
Se questo signore è disponibile a fornire tutti gli elementi di calcolo discutendoli uno per uno in base a ciò che la scienza insegna, sarò lieto d’incontrarlo privatamente o pubblicamente e anche di farmi convincere. Nel caso in cui svicolasse, beh, non ci sarebbe niente di nuovo sotto il sole o quel che riece ancora a penetrare a Modena.
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by neural tube defects, whose mothers obtained the authorization for abortion between 21-23 wk of gestation was carried out. Heavy metals concns. in maternal blood were undetectable. FEGESEM assessment showed particles of iron, silicon, aluminum and magnesium in different tissues analyzed. The mean size and the no. of the foreign bodies detected in kidney and liver tissues were higher in NTD fetuses as well as the no. of total particles (P
or not (n =
by neural tube defects, whose mothers obtained the authorization for abortion between 21-23 wk of gestation was carried out. Heavy metals concns. in maternal blood were undetectable. FEGESEM assessment showed particles of iron, silicon, aluminum and magnesium in different tissues analyzed. The mean size and the no. of the foreign bodies detected in kidney and liver tissues were higher in NTD fetuses as well as the no. of total particles (PSite Administrator: LucaPedonese.Com - Multimedia & Design
Per ordinare "Il futuro bruciato come ci stanno incenerendo la salute insieme al pianeta" di Stefano Montanari, Illustrazioni di Vilfred Moneta, Edizioni Creativa www.edizionicreativa.it, Collana dissensi, Saggistica Pagg.178, Inviare una mail a info@edizionicreativa.it