Numero di visite:: 870

Sperando di non essere trascinato in tribunale per qualche reato legato al copyright o roba del genere, riporto qui, verbatim, ciò che tale Paolo Trande ha ritenuto opportuno pubblicare (http://www.facebook.com/notes/paolo-trande/polveri-sottili-il-problema-sono-le-auto-non-linceneritore/220029294751138):



Lo sapevamo e adesso arrivano i dati ufficiali di ARPA sulle polveri sottili (2009-2011) e sul contributo relativo delle diverse fonti di inquinamento da polveri sottili. Il problema è rappresentato dal traffico veicolare. Il 75% delle polveri proviene dai veicoli, 30% autostrada, 15% dall'industria, 9% dal riscaldamento domestico e solo lo 0,6% dall'inceneritore. Se guardiamo ai distretti di Carpi e Sassuolo si vede meglio che il problema principale di Modena è l'autostrada. Dopo gli insulti che abbiamo preso lunedì passato in consiglio comunale sull'inceneritore di Modena (l'equivalente di "avvelenatori" e "assassini" etc) oggi arrivano i dati ufficiali che dicono l'esatto contrario di quanto sostenuto da uno scaltro e "insincero" consigliere comunale e da un gruppo di cittadini (strumentalizzati dal consigliere comunale "insincero") che da anni cercano di dimostrare che l'inceneritore è la causa principale di tutti i mali. Io la penso, più o meno, come il Comitato Scientifico di Moniter: "l'effetto è contenuto ma non nullo" ma questo non vuol dire che l'inquinamento a Modena è dovuto all'inceneritore. I dati di ARPA lo confermano. Se ragioniamo di rifiuti ci sono tante buone ragioni per sostenere il proposito che bisogna smaltire il meno possibile. Non c'è bisogno di sostenere che l'inceneritore è la causa dell'inquinamento, provoca malattie e morte (non c'è alcuna evidenza scientifica). Si può dire, e con buone ragioni, smaltiamo il meno possibile facendo prevenzione nella produzione rifiuti, raccolta differenziata di qualità, riuso/riciclo, senza fare "terrorismo ambientale e sanitario" come fanno alcuni e come, per fortuna, non fanno altre associazioni di ambientalisti veri che hanno un approccio scientifico. Concludo con una domanda: se questi dati sono veri (ARPA è seria, indipendente e autorevole) perché gli amici del Comitato Salute-Ambiente (ho stima vera di tutti quei cittadini che si battono per cause nobili, ho molta meno stima di uno che ne sfrutta la loto passione per ragioni elettorali) contro l'inquinamento da inceneritore (0,6% del totale!) non formano un Comitato per la chiusura dell'autostrada e per divieto del traffico veicolare privato? Io una risposta ce l'avrei: in questi miei anni di esperienza in consiglio comunale ho avuto la sensazione che alcuni non si battano contro l'inquinamento ma combattano Hera, cosa lecita per carità ma che non mi pare sia la causa, a guardare i dati delle polveri sottili, dell'inquinamento a Modena. Sarebbe sicuramente più efficiente e potenzialmente produttivo,  rispetto al tema inquinamento e tutela della salute, combattere il traffico veicolare privato. Se anche domami Hera chiudesse l'inceneritore elimineremmo lo 0,6% delle polveri sottili. Meglio di niente ma forse è il caso di puntare al bersaglio grosso ovvero al traffico veicolare privato.

ARPA MODENA

http://www.arpa.emr.it/modena/

PROVINCIA

http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=6&IDSezione=343&ID=98373


E qui finisce il testo.

Ecco: lasciando da parte il progetto Moniter per non cadere nel tragicomico, cominciamo dall’affermazione sulla credibilità dell’ARPA. Per ridurre l’assunto ad un personale atto di fede del signor Trande basterebbe andarsi a riprendere tutti i casi in cui i funzionari sono finiti nei guai giudiziari, tutti i casi in cui i controlli non sono effettuati proprio, guarda caso, quando accade un guaio ecologico (Modena ovviamente compresa), tutti i casi in cui l’ARPA, non saprei se per incapacità o per altro, non cava un ragno dal buco (esempio per restare a Modena: Nonantola), tutti i casi in cui ARPA mente grottescamente (esempio la “non diossina” del rogo DeLonghi), tutte le taroccature delle centraline (addirittura riportate dal Corriere della Sera), tutti i casi di mancati controlli (Terni, Falascaia…) Insomma, lasciamo perdere l’attendibilità dell’ARPA che Vincenzo Pepe definì “carrozzoni politici senza alcuna indipendenza scientifica” (L’Espresso del 29 novembre 2007 pag. 72) e veniamo ai numeri.

 


Qualche settimana fa, nel corso di un incontro pubblico a Mirandola, ebbi modo di chiedere a Stefano Tibaldi che dell’ARPA Emilia Romagna è il direttore come l’ente che dirige calcoli le percentuali citate nell’articolo. Per farlo seriamente, dicevo io, occorre quantificare inquinante per inquinante (e gl’inquinanti sono infinitamente di più dei pochissimi regolati per legge) e fonte per fonte e poi stabilire su che cosa si calcola la percentuale. Massa in cui si fa un minestrone di tutto? Tossicità equivalente (TEQ) di ogni inquinante e poi si fa la somma degli addendi relativizzati? Altro? Ancora più complesso è il problema delle polveri. Primarie e secondarie? Misurate per massa, il che non avrebbe significato, o valutando l’inverso della dimensione e contandone il numero? E la loro composizione elementare? E la loro forma? E il contributo che ogni fonte dà alla sinergia tra inquinanti? Questo per non citare che un piccolo repertorio dei problemi davanti ai quali ci si trova per forza quando si vuole ottenere una valutazione espressa in numeri in questo campo. Che mi rispose Stefano Tibaldi? Sorrise con un po’ d’imbarazzo, allargò le braccia e lasciò chiaramente intendere che si va a tentoni e poi, via con il resto dell’incontro con gli altri relatori, tutti ovviamente allineati, come se nulla fosse avvenuto. Comunque sia, nessuno tema: è già in programma la soppressione di diverse centraline di controllo, così ottenendo almeno il vantaggio di levarsi di torno l’incomodo di doverle “regolare”.


Tanto per aggiungere un particolare allo stato eccellente di salute ecologica modenese sostenuto dalle “autorità”, sabato 21 gennaio scorso intorno alle 8 e 30 del mattino mi trovavo in Viale Amendola sotto una nevicata fittissima. Il cielo, però, era sgombro di nubi. Ciò che stava accadendo era il fenomeno della cosiddetta “neve chimica”: precipitavano a terra enormi quantità di polveri che avevano fatto da nucleo di condensazione per l’umidità atmosferica a sua volta ghiacciata. Qualche decina di minuti più tardi, in un altro punto della città (Viale dello Sport), la temperatura si era alzata e non nevicava più, ma, guardando controsole, la caduta delle polveri era visibilissima. Autostrada o no, l’aria non pareva proprio godere del miglioramento sostenuto dai politicuzzi nostrani.


Del business tutt’altro che trascurabile legato all’enorme inceneritore modenese non voglio parlare qui perché oggi è domenica e non ho voglia di arrabbiarmi. Dunque, facciamo finta di avere bisogno di un’impianto che non è altro se non il monumento all’incapacità di chi pastrocchia con la gestione di una comunità e all’ingenua follia di chi dà loro mandato di governare. E nemmeno voglio parlare dell’acquisto da parte del Comune, acquisto effettuato a prezzo stravagante (i soldi erano, naturalmente, della comunità), di una casa a ridosso dell’inceneritore per tacitare i proprietari che non se la passavano proprio bene in termini di salute, compresa quella dei loro conigli che non figliavano più.


Io non so chi sia il signor Paolo Trande autore dell’articoletto che riprende quanto già pubblicato altrove, ma mi pare che non abbia dimestichezza con il problema e non vada al di là di un goffo tentativo di difendere l’indifendibile tipico di quelli che noi ci ostiniamo a chiamare uomini politici e di chi “dobbiamo aver fiducia delle istituzioni”, una fiducia che, almeno per quanto mi riguarda, precipita ogni giorno più in basso.


Se questo signore è disponibile a fornire tutti gli elementi di calcolo discutendoli uno per uno in base a ciò che la scienza insegna, sarò lieto d’incontrarlo privatamente o pubblicamente e anche di farmi convincere. Nel caso in cui svicolasse, beh, non ci sarebbe niente di nuovo sotto il sole o quel che riece ancora a penetrare a Modena.

Commenti  

 
#16 RavennaFrancesco Michelacci 2012-02-28 00:57
Pare che anche in riviera ci si stia accorgendo che qualcosa non va.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/ravenna-diossina-latte-materno-risposta-choc-%E2%80%9Cnormale-questa-zona%E2%80%9D/193636/

RISPOSTA

Purtroppo piangere sul latte versato, per di più corretto alla diossina, non serve a niente. Se si è così folli da conoscere perfettamente la situazione e non fare nulla per prevenire, si merita ciò che si ha.
 
 
#15 OFF TOPICSauro 2012-02-01 22:23
Vorrei sollecitare tutti nel postare solamenti commenti relativi al post pubblicato.
Come sempre, anche questo articolo ci dovrebbe far riflettere....., quindi non pubblichiamo post "off topic".
Grazie

RISPOSTA

Sono pienamente d'accordo. Il problema, però, è quello delle persone "off topic" in generale. Se io non pubblicassi (ma le pubblicazioni avvengono in automatico senza intervento da parte di nessuno) i verbosi pistolotti di qualche diversamente abile (dal punto di vista cerebrale, culturale e morale) sarei immediatamente tacciato di esercitare una turpe censura. Già l'accusa mi viene comunque perché il mondo è degl'imbecilli, anche se io non ho mai censurato nulla nella mia vita. Quindi io mi limito a non leggere i detti pistolotti e a lasciare che i pochi frequentatori di questo blog decidano da sé il da fare.
 
 
-2 #14 la certificazionemaria pia sammartino 2012-02-01 21:41
Gent.mo Bracca
Non sono una professoressa universitaria, sono una ricercatrice universitaria alla quale affidano degli insegnamenti (volendo mi potrei fregiare del titolo prof. Aggregato); di persone nella mia stessa posizione ce ne sono tantissime (anche la dr.ssa Gatti lo era) questo e’ uno scandalo ma tutti gli studenti universitari lo sanno e a quanto pare non reclamano pur avendo diritto al meglio ossia a docenti che hanno vinto un concorso da professore universitario.
Capisco la preoccupazione per suo figlio ma non credo di poterle dare suggerimenti; ritengo sia molto piu’ proficuo chiedere il parere dell’llustre dott. Montanari circa l’Universita’ meno peggio alla quale iscriverlo. Forse un suggerimento posso darglielo: riesumi la figura del ”tutore” e scelga il dr Montanari o la gentile Consorte; chi potrebbe poi contestare una preparazione che deriva da insegnamenti di emeriti scienziati?

Se fossi il dott Montanari le direi che lei non sa di cosa parla ma, essendo piu’ educata, dico “probabilmente non sono stata chiara”

Ritengo che lei volesse rispondermi in vece del dott sulla certificazione del laboratorio Nanodiagnostics . Mi spiace contestarle che il documento che ha linkato non ha nulla a che fare con la certificazione di cui parlavo.
Sicuramente lei avra’ sentito parlare di aziende accreditate e di marchi certificati (il piu’ comune e’ CE). Se vuole avere un’idea sull’argomento puo’ leggere le 25 pagine che trova da http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=certificazione%20laboratori&source=web&cd=7&ved=0CFwQFjAG&url=http%3A%2F%2Fwww.sistemalaboratori.it%2Fsil%2Fmateriale_sil%2Fpdf_articoli%2Faccreditamento.pdf&ei=W4wpT4KINIWS-waTrOGVBQ&usg=AFQjCNHHN4qJyhYFfQkIEwvxvz1XUoTnWw&cad=rja

Il documento che lei ha linkato, contrariamente a quanto pensa non va a favore del dott in quanto non costituisce una certificazione anzi qualcuno potrebbe dire che hanno sfruttato una metodologia messa a punto con soldi di un progetto europeo per presentare un brevetto a nome di una srl che nulla aveva a che fare con il progetto stesso.
Non trovo nel documento che lei cita alcun accenno a “certificazione
Dal titolo del documento mi sembra risulti chiaro che in realta’ e’ una piccola Banca Dati in cui i partecipanti ai progetti europei finanziati offrono la tecnologia che hanno sviluppato durante i progetti stessi al fine di trovarne uno sbocco pratico ossia utilizzabile ad esempio da aziende.
Nella prefazione (pagina 5) il concetto e’ ancor meglio chiarito
The technology offers presented in this publication offer the reader an insight into the wealth of technology which already today stems from EU research projects.
In pratica le solite storie non proprio limpide!!!
Il progetto Europeo a cui si dovrebbe riferire la tecnologia offerta e’ Nanopatholgy (periodo di svolgimento 1-1-2002 a 30-6-2005, proroga di 6 mesi); mi sembra inoppugnabile affermare che la d.ssa Gatti era coordinatrice in qualita’ di responsabile del Laboratorio dei Biomateriali dell’Universita ’ di Modena e che il dr Montanari non facesse parte dello staff (http://nanopathology.it/). Probabilmente hanno presentato, mischiando come al solito le carte, il brevetto ParticleFree n. IT 1361674 presentato il 25-1-2005 ossia durante i 6 mesi di proroga richiesti per completare il progetto Nanopathology (sul brevetto non viene nominata la Nanodiagnostics ma compaiono solo i nomi dei 2 autori). La mia supposizione si basa sul fatto che a pag. 315 del documento da lei linkato si legge “Patents applied for but not yet granted”. Sulla stessa pagina si legge “Available for testing or assessment” quindi non ancora sul mercato.
Andando invece ai contenuti, a pag. 314 si legge
The investigation is carried out mainly by means of a specially modified ESEM (Environmental Scanning Electron Microscope). This analysis offers the possibility to observe biological samples in wetmode, i.e. in condition of normal hydration, at environmental pressure,
Il dr Montanari non spiega quali siano le speciali modifiche apportate all’ESEM, ovviamente perche’ la domanda e’ stupida o forse perche’ fa parte del brevetto.
Negli articoli che ho letto dove erano riportate nelle immagini le condizioni di lavoro, queste non risultano rientrare in quelle ESEM.
Per l’affermazione at environmental pressure uno studente sarebbe bocciato!!! Sicuramente non mi crede, ma purtroppo lo posso dimostrare facilmente.
Vada su http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=fei%20quanta200%20esem-vacuum%3A%2010%20to%204000%20pa&source=web&cd=1&ved=0CCcQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.personalas.ktu.lt%2F~tomtamu%2Ffiles%2FSEM%2F2006_06_Quanta_200FEG_pb.pdf&ei=zYUpT77TM8OE4gTZ3qDaAw&usg=AFQjCNEABEbXRgjLYzDecu2mRrkk4BSJhg&cad=rja per scaricare la scheda (mi sembra sia il modello “Grillo” ma anche per glia altri le condizioni di vuoto mi sembra siano uguali; all’inizio della colonna centrale della seconda pagina trova i valori di pressione a cui si puo’ lavorare nelle 3 condizioni possibili
Chamber vacuum
• High-vacuum: < 6e-4 Pa
• Low-vacuum: 10 to 130 Pa
• ESEM-vacuum: 10 to 4000 Pa
Puo’ verificare che in condizioni ESEM la pressione va da 10 a 4000 Pa (ossia Pascal)
Se adesso prende un qualsiasi convertitore di unita’ di misura, ad esempio
http://www.convertworld.com/it/pressione/
inserisce il valore 4000 Pa (massimo al quale si puo’ lavorare) trova che corrisponde a 0,04 atmosfere; non penso di doverle dire che la pressione ambiente (environmental pressure) e’ circa 1 atmosfera.
Spero di essere stata piu’ chiara. Finalmente ho trovato una persona che porta documentazione e quindi spero legga anche quella che riporto io. Le faccio i miei migliori auguri per il percorso accademico che suo figlio sta per intraprendere, le assicuro che sono sinceri e non ironici.

Dott, la sua risposta conferma che non ha gradito quanto scritto dal sig? dott? Bracca
 
 
+2 #13 100 di queste eccellenzeGianluca Bracca 2012-02-01 16:40
microscopioesem.wordpress.com/2011/02/16/cento-di-queste-eccellenze/

@Sammartino: mi scusi, ma lei è davvero una professoressa universitaria?!? Non per altro, ma essendo in procinto di iscrivere mio figlio presso uno dei rinomatissimi atenei italici, vorrei capire a chi lo affido...

RISPOSTA

Se prendiamo sul serio le supercazzole e perdiamo pure tempo a rispondere, è la fine.

RISPOSTA ALLA RISPOSTA
Lo so. Il guaio è che mio figlio è diventato davvero insistente con questa storia dell'università!
 
 
-2 #12 eppure risultano 19636 caratteri rimastimaria pia sammartino 2012-02-01 16:25
Come vede mi aggiorno, quindi probabilmente il laboratorio Nanodiagnostics non possiede certificazioni; non sia ridicolo con la storia della certificazione CE o pubblichi qualche documento che lo dimostri. Rimane il fatto che per le analisi nanodiagnostics certifica lo scienziato Montanari, quindi "basta la parola" come si diceva in una vecchissima pubblicita'.
 
 
-2 #11 mancava un pezzomaria pia sammartino 2012-02-01 16:23
potrebbe comunicare di aver finalmente pubblicato qualcosa sulle malformazioni fetali!!!
Non e' Nature, non risulta nell'elenco ISI, se non sbaglio si paga per pubblicarci, quasi una squadra di calcio per gli autori ma e' pur sempre una pubblicazione sottoposta a referaggio!!!!
Frontiers in Bioscience, Elite Edition
Volume E3
Issue 1
Pages 221-226
Journal; Online Computer File
2011
CODEN: FBEEAS
ISSN: 1945-0508

Heavy metals nanoparticles in fetal kidney and liver tissues

By: Gatti, Antonietta M.; Bosco, Paolo; Rivasi, Francesco; Bianca, Sebastiano; Ettore, Giuseppe; Gaetti, Luigi; Montanari, Stefano; Bartoloni, Giovanni; Gazzolo, Diego

The proliferation of the nanotechnologie s with the prodn. of engineered nanoparticles presents a dilemma to regulators regarding hazard identification mostly for human health. We investigated the presence of inorg. micro and nanosized contamination in fetal liver and kidney tissues by Field Emission Gun-Environmental Scanning Electron Microscope (FEGESEM) innovative observations. An observational study in 16 fetuses, complicated (n = or not (n = by neural tube defects, whose mothers obtained the authorization for abortion between 21-23 wk of gestation was carried out. Heavy metals concns. in maternal blood were undetectable. FEGESEM assessment showed particles of iron, silicon, aluminum and magnesium in different tissues analyzed. The mean size and the no. of the foreign bodies detected in kidney and liver tissues were higher in NTD fetuses as well as the no. of total particles (P
 
 
-2 #10 modestiamaria pia sammartino 2012-02-01 16:21
potrebbe comunicare di aver finalmente pubblicato qualcosa sulle malformazioni fetali!!!
Non e' Nature, non risulta nell'elenco ISI, se non sbaglio si paga per pubblicarci, quasi una squadra di calcio per gli autori ma e' pur sempre una pubblicazione sottoposta a referaggio!!!!
Frontiers in Bioscience, Elite Edition
Volume E3
Issue 1
Pages 221-226
Journal; Online Computer File
2011
CODEN: FBEEAS
ISSN: 1945-0508

Heavy metals nanoparticles in fetal kidney and liver tissues

By: Gatti, Antonietta M.; Bosco, Paolo; Rivasi, Francesco; Bianca, Sebastiano; Ettore, Giuseppe; Gaetti, Luigi; Montanari, Stefano; Bartoloni, Giovanni; Gazzolo, Diego

The proliferation of the nanotechnologie s with the prodn. of engineered nanoparticles presents a dilemma to regulators regarding hazard identification mostly for human health. We investigated the presence of inorg. micro and nanosized contamination in fetal liver and kidney tissues by Field Emission Gun-Environmental Scanning Electron Microscope (FEGESEM) innovative observations. An observational study in 16 fetuses, complicated (n = or not (n = by neural tube defects, whose mothers obtained the authorization for abortion between 21-23 wk of gestation was carried out. Heavy metals concns. in maternal blood were undetectable. FEGESEM assessment showed particles of iron, silicon, aluminum and magnesium in different tissues analyzed. The mean size and the no. of the foreign bodies detected in kidney and liver tissues were higher in NTD fetuses as well as the no. of total particles (P
 
 
-2 #9 certificazione di qualita' maria pia sammartino 2012-01-31 18:06
ho molto apprezzato la Sua risposta scientifica.
Ha pero' dimenticato di rispondere alla domanda
il suo laboratorio che certificazione ha?
probabilmente non serve, chi puo' mettere in discussione analisi firmate Montanari? Se lo dice Montanari basta la parola!!!!

RISPOSTA

Mi scusi ma glie l’ho già scritto: non sono all’altezza di seguirla e, per questo, non leggo le sue più che quotidiane esternazioni se non nelle prime righe, e neppure sempre. Mi stupisce un po’ che una persona informata come lei sul mio conto ignori la classificazione che ci dà la CE. Cerchi e troverà. Nel caso ci fossero scappellamenti sia a destra sia a sinistra nelle sue comunicazioni passate, non me ne voglia:temo di averli marinati.
 
 
-1 #8 Cosa fa l'Arpa?!?Elia 2012-01-31 02:52
Qual'è la cosa più comica? Che chi difende questa politica e chi continua a disinformare si uccide con le sue mani. Cosa c'è di più da dire? Siamo nel paese dove la corruzione la fa da padrona...c'è da meravigliarsi se la politica difende ancora questi progetti? Ci sarebbe da meravigliarsi più che altro se cominciassero a dire la verità.

Ecco qua tanto per fare un esempio sulle ARPA:
Il dossier europeo sulle centraline: le cifre Arpa inferiori ai valori reali del Pm10 anche del 40 per cento

"...I rapporti seguenti andranno avanti con relazioni su altre campagne di controllo, concludendo che durante le prime verifiche i dati registrati dall’Arpa sono «sistematicamen te » più bassi di quelli reali. Che sopra una certa soglia (120 microgrammi) la sottostima delle macchine regionali diventa «drammatica». A pagina 6 del primo rapporto (concluso nel novembre 2006, relativo a Monza), c’è addirittura una conclusione che nel testo è stata «nascosta» sotto un grafico e dice testualmente: «I dati della rete locale sottostimano i valori delle concentrazioni di circa il 40 per cento» rispetto agli strumenti dei tecnici europei."
 
 
#7 TitanicSauro 2012-01-31 01:40
La serata tenutasi a Mirandola qualche settimana fa, ha ribadito ancora una volta,
a che persone è in mano la nostra salute.

Disarmante la naturalezza con cui dichiaravano di aver speso milioni di euro in E.R, "per fare statistica", per non parlare dei "protocolli" usati.

Voglio ringraziarvi ancora una volta per il vostro prezioso intervento.ha contribuito alla discussione della problematica scientifica e sanitaria, peraltro confermata dall'ordine dei medici e chirurghi, medici di base, infermieri e politici presenti in sala e riportare con i piedi piedi per terra e alle loro responsabilità i relatori sul palco.

Per alcuni sarà un'assurdità, ma a NESSUNO è venuto in mente di mettere in discussione le vostre ricerche, anzi sia dalla platea che (timidamente) dal palco hanno richiesto e ringraziato il vostro prezioso lavoro di ricerca scientifica, perchè solamente uno stolto o uno che ha interesse per dire ciò, le metterebbe in discussione.

( Pensare che nemmeno nel comune di Nonantola si permettono in ambito scientifico, lo fanno in ambito politico, però in questo modo manifestano platealmente la loro incapacità.)

Purtroppo i nostri "politici ed affaristi" usano la nostra salute e la svendono, come merce di scambio.

Probabilmente è ciò che ci meritiamo.
 

PER INSERIRE I COMMENTI E' NECESSARIO ESSERE UTENTI REGISTRATI

Trovi i tasti per la registrazione e il login in alto a destra

La calza in testa

Utenti Online

OPERA D'AMORE

Sostienici

Azione legale

ESEM RELOADED

SPORCHI DA MORIRE

Modulo richiesta proiezione

Il Futuro Bruciato

Il futuro Bruciato

Per ordinare "Il futuro bruciato come ci stanno incenerendo la salute insieme al pianeta" di Stefano Montanari, Illustrazioni di Vilfred Moneta, Edizioni Creativa www.edizionicreativa.it, Collana dissensi, Saggistica Pagg.178, Inviare una mail a info@edizionicreativa.it

Il girone delle polveri sottili

Copertina libro Il girone delle polveri sottili

E' disponibile il libro "Il girone delle polveri sottili", clicca sull'immagine per vederlo e/o acquistarlo.

E' disponibile Maratona!

Copertina libro Il girone delle polveri sottili

E' disponibile il libro "Maratona! Come correre per la bellezza di 42 chilometri e vivere felice", clicca sull'immagine per leggere la descrizione. Per ordinarlo: andromeda@alinet.it.

Rifiuto riduco riciclo

Copertina libro Rifiuto riduco riciclo

E' disponibile il libro "Rifiuto riduco riciclo", clicca sull'immagine per vederlo e/o acquistarlo.

Nanopathology

E' disponibile il libro "Nanopathology", clicca sull'immagine per vederlo e/o acquistarlo.

Lo stivale di Barabba

 

E' disponibile in versione E-book "Lo stivale di Barabba", clicca sull'immagine per vederlo e/o acquistarlo.