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Sia benvenuta la crisi

È da uomo qualunque che scrivo. È da co-protagonista dell’articolo 1 della Costituzione, per calpestata e imbavagliata che sia. E co-protagonisti con me sono altri 60 milioni di persone.

Siamo arrivati all’epilogo: uno dei tanti. Provate a riempire una bottiglia per metà di olio e per metà di acqua. Scuotetela e vedrete che, se lo avrete fatto con l’energia dovuta, otterrete un liquido lattiginoso. Lasciate riposare pochissimi minuti e l’acqua e l’olio si saranno divisi perfettamente.

Uscendo da una metafora che potrebbe ben figurare in una trasmissione del luminare Piero Angela, era scritto nel destino che leghisti e grillini non potessero stare insieme. L’energia per il liquido lattiginoso di cui sopra era, chissà, la mira di condividere qualche interesse sulla cui natura non ho idea. Il fatto è che il governo peggiore che abbiamo avuto da oltre 70 anni è caduto e lo ha fatto dopo aver annaspato nel ridicolo. Il governo peggiore. Sì: è riuscito in un’impresa su cui credo pochi avrebbero scommesso: fare peggio del governo precedente, a sua volta detentore fino ad allora del record.

Prescindendo da chiacchiere e da “è stato lui!” così tipico dei bambini in età prescolare e di quelli che noi continuiamo a chiamare politici, ora, novelli Sisifo, dobbiamo spingere di nuovo il masso sulla cima del monte.

Le macerie lasciate dalla devastazione sono evidenti: siamo il fanalino di coda di un’Europa già di per sé fallimentare. Siamo tartassati da tasse soffocanti in cambio di servizi che superano ampiamente la soglia della presa per i fondelli. Se è vero che sono le piccole cose a fornire le indicazioni più probanti, se si vuole una carta d’identità moderna a Modena occorre attendere alcuni mesi. Date un’occhiata al tabellone con gli orari degli arrivi e delle partenze dei treni (sempre che funzioni). Andate in un ufficio postale (siamo in agosto: che cosa si pretende?) o aprite la vostra cassetta della posta da quando, ormai da tempo, le consegne avvengono ogni tanto. A livelli più importanti, provate a chiedere un controllo strumentale relativo alla vostra salute per la cui tutela pagate un patrimonio. No: non continuo.

Come ovvio, ci saranno nuove elezioni (che costano tanti quattrini). Per chi voteremo? Chi voterà per i grillini dovrà sperare che il servizio psichiatrico dell’AUSL non lo faccia aspettare troppo. L’idea che una masnada d’incompetenti possa guidare una nazione di 60 milioni di persone, che fa parte della Comunità Europea e della NATO, che è l’ottava potenza industriale al mondo era idiota quando era in embrione e non poteva altro che finire come è finita. Chi voterà per la Lega si troverà, per esempio, il senatore Arrigoni, quello che si esibì in tibbù facendosi vaccinare da uno dei fari della medicina italiota (no: non parlerò della vergogna dei vaccini). Chi voterà per chi finora è restato fuori del governo troverà personaggi come Grasso, colui che, insultando i suoi colleghi senatori trattati come minus habens bisognosi di tutela, proibì loro la visione del film Vaxxed. Troverà la mitica signora Lorenzin. Troverà Tajani, colui che impedì a Luc Montagnier e a me di tenere la conferenza programmata al parlamento europeo. Troverà la signora Gelmini, quella dei Neutrinos Ferial. Troverà Matteo Renzi, personaggio su cui la decenza mi consiglia di sorvolare. Ho fatto solo qualcuno tra i tanti (troppi) esempi possibili. Soprattutto troverà un tipo di elezione officiata in disprezzo di ciò che la Comatosa (ufficialmente la Costituzione della Repubblica Italiana) prevede e, ancora una volta, avremo, non importa quali saranno i risultati, un’accolita abusiva.

Il futuro? Fare il veggente è tristemente facile. La prima cosa che il nuovo governo farà sarà di aumentare le tasse, stavolta sotto le spoglie dell’IVA, cioè della tangente che uno stato incapace rapina sul lavoro altrui. Come è naturale, quello sarà un altro colpo su un’economia, quella delle famiglie in primis, che ormai è in articulo mortis. Ma ci sarà sempre l’imbecille di turno che dirà che quel passo doloroso è colpa del governo precedente. L’aggravante sarà che milioni d’italioti ci crederanno. Poi, se Big Pharma deciderà, ci ritroveremo qualche altro vaccino obbligatorio (gli argentini ne hanno 20 e giocano benissimo a calcio!)

E nel futuro, fra le altre tragedie, resterà quella dei migranti.

Spero che i miei pochi affezionati mi perdoneranno se esprimo un’opinione in proposito.

È fin troppo ovvio che non si possono lasciar morire di stenti o di annegamento degli esseri umani ma non è lasciando che il mare sia solcato da navi (chi le paga?) lì apposta per trasbordare uomini alla deriva in ogni senso che si risolve la questione. Anzi, la si aggrava e non di poco.

La si aggrava perché i milioni di esseri umani prigionieri di guerre (le armi le fabbrichiamo noi) e delle conseguenze dei cambiamenti climatici (di cui noi non siamo affatto innocenti) sono illusi di trovare un simulacro di paradiso venendo in Europa. Questi poveretti affrontano viaggi, a volte di anni, in condizioni di crudeltà umiliante e noi, con il nostro buonismo ipocrita e, a certi livelli, criminale, ne siamo tra i responsabili. Uno su mille ce la fa, ma per quell’uno 999 sono pronti a sfidare il massacro. Siamo noi ad attirarli.

Come è per qualunque situazione, nessuna esclusa, i problemi vanno risolti alla radice e non appiccicando cerotti sui bubboni della peste. Chiunque abbia una briciola di buona fede capisce che le condizioni in cui vivono centinaia di milioni di nostri simili sono intollerabili, ma noi, con l’orrore dei barconi e il viavai delle navi che a me paiono sospette, stiamo semplicemente peggiorando la situazione, facendo i buoni sulla pelle altrui.

Basta. Ora insultatemi pure. Fatelo, ma datemi opinioni che non siano quelle di untuose dame di carità o di “politici” con il cartellino del prezzo appeso al cuore.

Non ci sono dubbi: siamo sbattuti nella bufera infernale di una crisi gravissima che coinvolge il mondo e di cui noi costituiamo un tassello con caratteristiche tutte nostre. Ma, come avviene in campo fisiopatologico, le crisi sono il preludio del recupero della salute. Questo a patto che non siano tanto violente da risultare mortali.

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paride

Gent. dott Montanari, esprimo solo 2 commenti sulle sue considerazioni. 1) I MIGRANTI. L’unico modo davvero onesto di affrontare il problema a me sembra di fatto impossibile. Impossibile non perché non lo si possa fare ma perché la soluzione andrebbe contro un muro invalicabile di enormi interessi sedimentati. Bisognerebbe infatti semplicemente smettere di saccheggiare le risorse dell’Africa, come da qualche secolo il cosiddetto occidente sta facendo. In fin dei conti i primi che non sono stati a casa propria sono stati proprio gli europei, ma di questo nessuno si vuole ricordare. Faccio solo un piccolo, quasi insignificante esempio. Qualche tempo… Leggi il resto »

Dantes

Fino a quando gli italioti continueranno a non capire che uno Stato che spende meno di quanto incassa (avanzo primario) li ridurrà inesorabilmente in rovina non potrà mai esservi alcuna speranza di salvezza. E’ solo questione di tempo, ma è scientifico.

eugenio cassi

Mi scusi Dantes, ma perché ha postato questa grande verità economica ? Ha un nesso con l’attuale crisi di governo ?

Dantes

Gentile eugenio, è sottesa. La stragrande maggioranza della gente, però, politici inclusi, non ne hanno consapevolezza perchè il lavaggio del cervello è stato profondo e durato decenni. La mancata comprensione di questo cruciale meccanismo, la cui comprensione è alla portata da alunni di prima elementare, (la realtà ci viene, invece, sempre presentata complessa affinchè non ci si azzardi a cercare di capire, bensì d’affidarsi nelle varie branche del sapere a personaggi della levatura di un Burioni) è alla base della tragedia economia e sociale in cui sono precipitati i Paesi che hanno aderito al progetto di questa criminale U.E.

eugenio cassi

Dantes, concordo con la sua motivazione secondo cui un principio all’attuale situazione ci deve essere stato; e in effetti è così. Dal famigerato “divorzio” voluto dalla coppia Ciampi e Andreatta, siamo riusciti a diventare per anni il simbolo internazionale dell’utile finanziario contro l’utile d’impresa: almeno dai primi anni ’80. E poi, dopo anni di bengodi mondiale sulle nostre spalle, sono arrivate tutte le leggi e leggine di tutti i governi di tutti i colori atte a far pagare agli italiani le cifre necessarie per “sostenere” la follia iniziata nel 1981. Se non sbaglio clamorosamente, è stato proprio all’inizio della disavventura… Leggi il resto »

Dantes

Caro eugenio, naturalmente, condivido la sua analisi come quella del dott. Montanari.

Aggiungo solo come sono riusciti a turlupinare intere generazioni d’italiani con un concetto fasullo, ma di facile presa: “Lo Stato è come una famiglia, non può spendere più di quanto incassa” facendo leva sull’ ignoranza abissale in cui sono stati tenuti riguardo il funzionamento di alcuni fondamentali pilastri di macro-economia.
Un’affermazione assimilabile per bestiale ignoranza e volontà criminale a quella sui vaccini: sono sicuri ed efficaci.

Giovanni Maria Tubini

In due righe sei riuscito a condensare una ovvietà lapalissiana con una sciocchezza sesquipedale. Ma non per colpa tua. Il fatto tragico è che in economia politica, entro certi limiti, è vero tutto e il contrario di tutto e c’è chi la chiama scienza. In realtà le cose son più complesse di come appaiono a prima vista e il bilancio di uno Stato è una faccenda maledettamente complessa e semplificarla come se fosse il biglietto dei conti della lavandaia porta tanta disgrazia (in Grecia si sono contate centinaia di migliaia di bambini morti). E’ vero che se spendiamo più di… Leggi il resto »

Dantes

Secondo me devi avere bevuto. Ti avverto, per rispetto di chi ci ospita, che non ho nessuna intenzione d’interloquire con uno sconclusioanto come te. Pertanto scrivi pure quello che ti pare, ma per me finisce qui.

Cristiano

Bell’articolo, condivido tutto, ma temo che dei 60 milioni di italiani ad essere co-protagonisti dell’articolo 1 della nostra Repubblica siano rimasti in pochi e sempre meno, anzi credo che mai l’articolo 1 sia stato veritiero della vera natura della nostra Repubblica e sia sempre stato fondamentalmente solo uno slogan, a parte forse un decennio e poco più del secondo dopoguerra, perché poi si é andata progressivamente costruendo e rafforzando ingrassando una mostruosa e bulimica Repubblica di fatto basata sempre più sulle Rendite e sulla Mafia, ma già il tutto era in nuce fin dal lontano 1861 stando a quanto ci… Leggi il resto »

Carlo

Chemio: sia santificato il suo nome. https://www.tpi.it/2019/08/13/morta-nadia-toffa/ Mi domando: da dove possa aver avuto origine tutta quella sua ostinata e cieca fiducia nei trattamenti chemioterapici, se non dal plagio esercitato dalla propaganda di regime? Se Nadia Toffa, conduttrice di Le Iene, avesse compreso, o le avessero fatto comprendere, che da combattere erano le cure e non il cancro, a quest’ora, molto probabilmente, sarebbe ancora viva e in buona salute. La sua, più che una lotta (così tanto sbandierata) è stata una resa incondizionata. Certo, sottrarsi alle amorose e tranquillanti (sic) cure del sistema sanitario sarebbe stato una vera impresa, ma… Leggi il resto »

Dantes

Concordo. Guardi l’nformazione com’è (volutamente) strabica: si esaltano le indubbie qualità umane dell’acclamata e combattente guerriera sopraffatta, purtroppo, dal cancro, ma si tace totalmente sul continuo fallimento delle cure “ufficiali validate scientificamente” (sic!) che avrebbero dovuto sconfiggerlo. Quasi sempre, poi, la tragica notizia è annunciata con la consueta e ipocrita: ” È morta/o dopo lunga malattia..”

paride

In questo video Nadia Toffa parla delle false cure contro il cancro e dice che le uniche cure che funzionano sono “chirurgia, chemio e radio terapia”. Io non ne so nulla ma, in base ha quello che ho visto finora (la Toffa è solo l’ultima di una lunga lista), a me sembra che la chemioterapia potrebbe benissimo essere aggiunta all’elenco delle cure assurde, visti i risultati pratici. Inoltre mi chiedo perché l’apparto medico sanitario verso il quale la Toffa nutriva tanta fiducia prescriva la chemioterapia anche in casi, come il cancro al pancreas, nei quali si sa benissimo che non… Leggi il resto »

Carlo

Scontato che la compianta giornalista è soltanto una vittima, la cosa veramente raccapricciante è che la conditio sine qua non di un “qualcosa che non funziona” deve comprendere anche il pensiero, le motivazioni e la stessa sfera affettiva dell’individuo pilotati e plagiati ad hoc, affinché il sistema di controllo possa perseguire il suo obiettivo: la mercificazione della cura. Un po’ come funziona la pubblicità, continuata e persistente, che non lascia spazio a ripensamenti. “A tutto si può resistere tranne alle tentazioni”. Perciò tentare cure alternative a quelle prescritte diventa, per la maggioranza delle persone, veramente un’impresa, in quanto si deve… Leggi il resto »

Carlo

Muore giovane colui che alla Chemio è caro. O, se vogliamo: “no, questo non è dileggio, in gola è un groppo il dolore, non un sogghigno”. Assodata l’ambivalenza dell’ironia, in questo anfiteatro dello Star System usa e getta, non possiamo non apprezzare la follia, chiamiamola pure eroica, di coloro che prima del fatale agone rivolgono il pensiero con le loro ultime parole al responsabile della loro condizione: Ave, Caesar, morituri te salutant. Una donna che muore a 40 anni non fornisce certo una buona immagine alla Chemio, ma ciò nonostante viene osannata, affinché glorificata sia la cura stessa. Naturalmente, al… Leggi il resto »