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Scoperta dopo scoperta ecco il progresso

Di 1 dicembre 2018 16 commenti

Può accadere che si scopra un continente navigando su una barchetta colabrodo sulla cui capacità di approdare alla riva opposta di uno stagno pochi scommetterebbero. Eppure, restando all’arte della navigazione, c’è chi su zattere di papiro ha attraversato gli oceani.

Uscendo dalla poesia marina, anche in campo scientifico può essere che qualcuno, con mezzi quasi di fortuna, scopra qualcosa cui eserciti di scienziati forti di attrezzature in quel momento all’avanguardia non sono approdati e della cui esistenza non sospettavano nemmeno.

Ormai molti anni fa, con apparecchiature modestissime e senza il becco di un quattrino, noi scoprimmo quelle che oggi, con termine coniato dall’allora oscura dottoressa Antonietta Morena Gatti, sono le nanopatologie. Quella scoperta fu immediatamente osteggiata perché disturbava una certa situazione di fatto che regalava stabilità e sicurezza a un giro tranquillo di denaro e di gestione del potere, e si andava da quattro soldi e sì e no uno sgabello su fino a somme da Paperone e veri e propri troni. La guerra, come è per tutte le guerre, si valeva di alcuni generali e di una truppa numerosissima di soldati semplici spesso volontari. Come dicono i cugini francesi, à la guerre comme à la guerre e, con la regola della mancanza di regole, i colpi proibiti ci furono inferti senza remore e senza risparmio.

Alla prima scoperta ne seguì una serie, ognuna delle quali più fastidiosa delle precedenti.

Se i primi furono anni difficili, oggi le cose vanno peggio, ma nessuno ci ha ancora messo KO.

Comunque, colpi bassi o no, le conoscenze scientifiche possono essere rallentate fino a che si vuole, se ne può addirittura invertire per un po’ la marcia, ma, se si osserva la curva nella sua totalità, la tendenza resta al progresso. E il progresso – sia chiaro: nel nostro settore – sta in quello che abbiamo scoperto noi e che abbiamo in pista. Non piace? Pazienza.

Così, di tanto in tanto, camminando sul sentiero del progresso, ecco sbucare qualche università o qualche ente di ricerca dove non mancano persone, attrezzature e soldi (tantissima roba rispetto al nostro nulla) che annuncia urbi et orbi una scoperta: una LORO scoperta, naturalmente. Si vedano, tra i tanti esempi, la trombogenicità delle particelle oppure la loro capacità di entrare nel nucleo delle cellule interferendo con il DNA. Che noi ci fossimo arrivati molti anni prima non cale a nessuno perché noi non siamo nessuno. Ciò che conta, ciò che è ufficialmente vero è solo ciò che esce dall’orchestra di tromboni e il nostro è uno strumento che con i tromboni s’intona male.

Ora, ed è questa l’occasione delle mie righe, esce, datato 28 novembre 2018, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30488642. In questo brillante “case report” si comunica come PER LA PRIMA VOLTA sia stato osservato un granuloma nel punto d’iniezione di un vaccino.

In un certo senso, è effettivamente la prima volta, almeno in un certo ambito. Poco più di 16 anni fa, però, fu proprio per casi come questi, casi segnalatici da un’università tedesca, che noi cominciammo ad analizzare i vaccini, in quell’occasione compresi i granulomi.

Sia chiaro: a me della primogenitura interessa meno del piatto di lenticchie di Esaù. Chi non ha altro nella vita, se la prenda e sia felice. Però forse è un peccato che, per fare gl’interessi di una cricca, si perda tanto tempo.

Comunque, l’orchestra può tirare un sospiro di sollievo o, almeno, sperare con buone probabilità di successo di poterlo tirare. Dopo essere sopravvissuti alle istituzioni, a Beppe Grillo, alle infamie della cosiddetta informazione, a chi si prende gioco della magistratura servendosene a proprio uso e consumo, ora è la volontà popolare a toglierci di mezzo nella maniera più semplice del mondo: facendoci morire di fame. E i morti non danno fastidio a nessuno.

Dal punto di vista della scienza la nostra scomparsa non inciderà. Si tratterà solo di accumulare un po’ di anni di ritardo e, alla fine, quello che avremmo fatto noi lo farà qualcun altro. E se, come disse un saggio trombone minore di un’università minore, ci saranno dei morti, li seppelliremo. In fondo, prima o poi capita a tutti e combattere contro la morte è una guerra persa in partenza. Dunque, si muoia a scopo di lucro e di potere. Lucro e potere altrui, ça va sans dire.

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16 Commenti on "Scoperta dopo scoperta ecco il progresso"

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In quella seduta (15 aprile 2010) del Consiglio Comunale di Nonaltola (Mo), se ho ben capito dal filmato yt, il Tassi si inalberò perché, per qualche motivo, ebbe l’impressione di essere stato accusato di essere un ignorante.

Poi, a dimostrazione della infondatezza della (ipotetica) accusa, disse:-
https://www.youtube.com/watch?v=iN-BJhAx7jg
Min. 10.35
“Io non sono qui per parlare né delle particelle, né dell’inceneritore. Questi sono aspetti onestamente che non sono stati presi in considerazione quando si è costituito quel gruppo tecnico, dentro al quale gruppo tecnico c’era anche l’Università.”

Sublime l’intervento del chimico becchino.
Grazie Aurelio della segnalazione.

Ma come fanno senza vergogna questi cleptofalliti a rivendicare le scoperte del Nanodiagnostics, se da tantissimi anni ci sono le pubblicazioni ufficiali? Fare piuttosto una chiamata dopo quello che è emerso a scoppio ritardato nei loro dorati laboratori, per ringraziarvi e magari chiedervi di fare un progetto in collaborazione con finalmente degni finanziamenti, visto che in palio c’è la sorte del pianeta intero, sarebbe stato il minimo no?