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Malleus maleficarum

Di 23 Ottobre 2019 69 commenti

Un P.S. del 24 ottobre a fine testo.

Un altro P.S. del 28 ottobre a fine testo. Curioso che, in qualche modo, un’università presti in qualche modo attenzione a Roberto Burioni, ma così va il mondo del 2019.

 

L’ignoranza è una condizione che accomuna senza eccezione tutti gli esseri umani. Al massimo, socraticamente, si può sapere di non sapere, il che costituirebbe un enorme passo avanti, specie se rientrasse nella consapevolezza di qualcuno che si ammanta di autocertificata onniscienza. E, ahinoi, di personaggi del genere non c’è carenza.

Lasciando pietosamente da un canto una ormai corposa e stucchevole collezione di bizzarrie, recentemente il professor Roberto Burioni (magari un giorno esibirà i documenti che certificano il suo cursus honorum) ci fece moderatamente divertire strepitando con l’isteria che gli è caratteristica contro chi aveva concesso la parola a qualcuno che non gli andava a genio. Nel caso specifico si trattava d’interventi in tema di salute nell’ambito di una manifestazione chiamata Modena Benessere che si è tenuta il fine settimana scorso.

Come è normale che sia o, almeno, come è normale che dovrebbe sempre essere, delle esternazioni del personaggio si è tenuto conto per quello che valevano, cioè nulla, gl’interventi ci sono stati (io ero con il dottor Giuseppe Di Bella) e la sala era talmente piena che non poche persone non sono state fatte entrare per motivi di sicurezza oltre che di capienza.

Ora questo personaggio che ormai è a livello di tormentone scrive un libro sull’omeopatia, un argomento di cui, in coerenza con se stesso, sa pochissimo e capisce ancora meno. L’ignoranza è quella condivisa dall’umanità aggravata, però, dal dilettantismo, aggravato, a sua volta, dalla grottesca presunzione, mentre la coerenza sta nel fatto di non avere idea di che diavolo sia la scienza e di non aver capito che cosa sia la medicina. Ma ora che il Burioni si è autocertificato come malleus maleficarum dove la strega di turno è l’omeopatia, eccolo tuonare contro l’Università di Modena la quale, horribile dictu!, tiene un corso proprio sulla demoniaca materia, quella che toglie business a Big Pharma.

A questo punto, appellandosi alla pazienza che si deve piamente esercitare quando ci s’imbatte in persone moleste e sopprimendo misericordiosamente le risate, ci si potrebbe interrogare quanto meno sull’autorità che questo personaggio avrebbe. Sì, perché, per motivi su cui preferisco sorvolare, costui è riuscito ad esercitare influenze pesanti su diverse istituzioni che, ancora una volta per motivi su cui preferisco sorvolare, non solo lo prendono sul serio ma, almeno saltuariamente, paiono disponibili ad assecondarne i capricci.

Aggiungo, non per lui che probabilmente non avrebbe intenzione di capire, che la facoltà di farmacia nella quale si tiene il corso è deputata ad insegnare che cosa siano i farmaci, vale a dire quelle sostanze che il Nostro fraintende, e i farmaci omeopatici sono, guarda un po’!, farmaci. Dunque, è indispensabile che il farmacista li conosca, e questo a prescindere dagl’interessi e dalle idiosincrasie di un quisque de populo non importa come abbigliato.

Mi rendo conto che parlare di lui significa attribuirgli una qualche importanza e mi rendo pure conto di come invitarlo per l’ennesima volta ad un confronto sia perfettamente inutile. Tralasciando le metafore gommistiche, astronautiche e altro e ricorrendo a quelle tennistiche a lui altrettanto care, il Burioni stravince giocando contro il muro. Ora sarebbe bello se si piazzasse dietro una rete e cercasse di fare almeno un quindici.

https://www.modenatoday.it/salute/roberto-burioni-critica-unimore-insegnamento-omeopatia-laurea-farmacia-modena-20-ottobre-2019.html

 

P.S. del 24 ottobre – Ognuno è libero di agire come più gli aggrada e non è mio compito esprimere giudizi. L’Università di Modena si è presa la briga di rispondere, dicendo delle ovvietà, alle stramberie del tale Burioni come se le esternazioni di un signor Nessuno avessero qualche rilevanza (https://www.modenatoday.it/salute/replica-unimore-critica-insegnamento-omeopatia-modena-23-10-2019.html  http://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820051000.html). Fosse stato per me, io mi sarei limitato a sorridere davanti a tanta ridicola spocchia, a tanta becera incompetenza e, se proprio avessi avuto tempo da perdere, avrei chiesto ragguagli alla scuola privata che paga lo stipendio al personaggio. In fondo, anche quella è classificata come università.

 

P.S. del 28 ottobre – Dal giornale Farmacista33 del 28 ottobre 2019 (http://www.farmacista33.it/medicinali-omeopatici-universita-modenareggio-emilia-i-futuri-farmacisti-devono-conoscerli-e-dispensarli/politica-e-sanita/news–49942.html?xrtd=XSTRAXVTSYAVSLAXALVARC)

Medicinali omeopatici, Università Modena-Reggio Emilia: i futuri farmacisti devono conoscerli e dispensarli
tags: Farmacisti, Omeopatia, Farmacopee omeopatiche, Università, Medicinali omeopatici
Medicinali omeopatici, Università Modena-Reggio Emilia: i futuri farmacisti devono conoscerli e dispensarli

L’Ateneo di Modena e Reggio Emilia si esprime sull’affermazioni del prof. Roberto Burioni, in merito a dichiarazioni fatte dal professore sul suo blog
L’insegnamento di “Medicinali omeopatici” presente nel Corso di laurea in Farmacia dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia ha l’obiettivo di informare il futuro farmacista sulle caratteristiche dei medicinali omeopatici, autorizzati dall’Aifa che tutti i medicinali devono essere conosciuti e distribuiti dal farmacista: non è scopo dell’insegnamento sostenere la scientificità o efficacia terapeutica dei medicinali omeopatici.
Così l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, si esprime, in un comunicato ufficiale, sulle affermazioni del professore Roberto Burioni in merito all’attivazione di un insegnamento a Unimore sui Medicinali omeopatici.
“I commenti apparsi sul blog del prof. Roberto Burioni richiedono una doverosa e puntuale precisazione al fine di evitare interpretazioni distorte o erronee sugli obiettivi formativi e sulle finalità dell’insegnamento di “Medicinali omeopatici” che viene attualmente offerto dal Corso di laurea in Farmacia dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia. Il titolo dell’insegnamento non è una scelta arbitraria dei docenti ma un riferimento alla definizione di medicinali omeopatici del DLvo 219/2006 Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE e dal Regolamento (UE) 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018 relativo ai medicinali veterinari e che abroga la direttiva 2001/82/CE. Le loro monografie sono presenti nelle Farmacopee dei paesi dell’UE, compresa quella Italia”.

Medicinali omeopatici sono autorizzati dall’Aifa
L’Ateneo ricorda che i medicinali omeopatici sono autorizzati alla produzione e alla commercializzazione dall’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa), e come per tutti i medicinali devono essere distribuiti dal farmacista e anche conosciuti. Lo scopo formativo dell’insegnamento è quello di fornire una corretta informazione sul medicinale e sulla sua prescrizione, precisa l’Università, in modo che i futuri farmacisti siano preparati su quello che gli viene richiesto di dispensare e possano, quindi, operare in modo competente e professionale come previsto dal Codice deontologico del Farmacista.
“È quindi giustificato – continua il comunicato -, che in un corso di Farmacia sia presente anche un insegnamento che informi il futuro farmacista sulle caratteristiche dei medicinali omeopatici e sulle problematiche connesse secondo quanto previsto e richiesto dall’Accordo Stato-Regioni del 7 febbraio 2013 Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente i criteri e le modalità per la certificazione di qualità della formazione e dell’esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti”.
E conclude: “Non è scopo dell’insegnamento sostenere la scientificità o efficacia terapeutica dei medicinali omeopatici. La lettura critica fatta dal prof. Roberto Burioni della pagina web di presentazione dell’insegnamento mette in rilievo alcune frasi che possono essere interpretate ambiguamente in questo senso e l’Ateneo si impegna a correggere i testi in modo da cancellare queste ambiguità. In questo contesto, l’Ateneo ribadisce profonda stima e apprezzamento per la grande competenza didattica e scientifica della prof.ssa Maria Angela Vandelli, professore ordinario di Farmaceutico Tecnologico Applicativo, docente di Tecnologia socioeconomia e legislazione farmaceutiche e Laboratorio di galenica, e referente dell’insegnamento opzionale in “Medicinali omeopatici”, ricercatrice di fama internazionale nell’ambito delle nanotecnologie applicate alla veicolazione dei farmaci”

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Francesco Michelacci

Qualcuno diceva che ripetere all’infinito la stessa bugia, finisce per farla apparire verità…..

paride

Povero Burioni, sarà un po’ giù di morale: anche il PD l’ha scaricato, capendo che associando a lui la propria immagine, si fa solo del male. Perfino il suo grande amico Renzi non parla più di lui da tempo.

Fabrizia

“che toglie business a Big Pharma” ma che fa arricchire spaventosamente a Big Homeopathy che vende prodotti MAI testati né per sicurezza né per efficacia a prezzi esorbitanti.

Gian Pilz

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/roma-bimba-di-otto-anni-muore-soffocata-a-scuola-la-madre-non-riesco-a-darmi-pace_10232013-201902a.shtml

Vista la mole abnorme di tasse che paghiamo e sprecate in stupidaggini, non sarebbe opportuno dotare tutte le strutture scolastiche di un presidio medico che possa intervenire in casi simili a questo e altro, anziché preoccuparsi delle iniezioni e dei morbilli?

Non mi si venga a dire che non ci sono i soldi, i soldi si trovano, Certo bisogna rilocarli, e più di qualcuno dovrebbe rinunciare al rolex

Fabrizia

Al momento non ci sono i medici negli ospedali e li vorrebbe mettere a non far nulla per 364 giorni nell’evenienza che qualche bambino si strozzi? Anche ci fossero le risorse (dovrebbero crescere i soldi sugli alberi per poterlo fare per ogni scuola), lei crede che una persona che ha studiato 11 anni minimo si senta realizzata a non far nulla tutto il giorno? Al massimo si potrebbe rendere obbligatorio un corso di primo soccorso per il personale.

Gian Pilz

Il problema è quello? Non sentirsi realizzati? Magari, forse, e dico forse, quel bambino ora si sentirebbe vivo

Aurelio

Egr. Gian Pilz,
Sicuramente tutti noi che leggiamo questa terribile notizia ci uniamo all’immenso dolore della mamma, del papà e della famiglia, che soffriranno la mancanza di un piccolo angelo che nulla potra’ mai colmare.

Ma la storia raccontata dall’articolo non quadra neanche un po’; né come congruenza interna tra i capoversi del pezzo, né con quello che dice la mamma intervistata. La lingua Inglese per questi casi è più immediata e lapidaria dell’Italiano: «Nothing makes sense».

Nell’articolo noto la sospetta locuzione «reazione allergica», troppo spesso utilizzata per mascherare un decesso da reazione al vaccino.

Fabrizia

Ahhhahahaha eccolo il genio della giornata! Se eliminassimo i vaccini morirebbe la metà della gente vero? aahahhahha

Aurelio

@Fabrizia
Quale é la parte divertente? La bambina morta?

Fabrizia

Ovviamente no, ridevo del fatto che qualsiasi cosa succeda nel mondo siete in grado di ricondurla ai vaccini.

paride

Ultimo capitolo della Burioneide. Ormai il nostro eroe non ha più limiti e rivolge i suoi strali contro i suoi stessi sodali:
https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/roberto-burioni-del-gasio-1.4868321

Gian Pilz

A dire il vero a me sembra che finalmente il vaso stia traboccando e stavolta potrebbe bagnarsi……