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Intervista sui professorini dei vaccini

Di 31 gennaio 2017 2 commenti

Ora gli eunuchi di corte vacillano e davvero non sanno più dove aggrapparsi. Falsificano convulsamente dati facilmente trovabili da chiunque, cancellano raffiche di messaggi dai loro blog, si arrampicano su specchi scivolosi, si esibiscono in forsennati pistolotti da fiera di paese…

L’articolo sui vaccini che abbiamo pubblicato (http://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf) ha messo in una difficoltà enorme l’esercito dei pifferai di regime e bisogna riorganizzare le file sbandate. Per ora si tenta una reazione di contenimento fidando sull’idiozia dei fedelissimi.

Ma i professorini evirati si facciano coraggio: dopo la buriana i dati scientifici saranno inceneriti e la fede tornerà a trionfare.

Chi vuole, legga l’intervista che ho rilasciato in proposito: http://www.vitalmicroscopio.net/2017/01/30/questione-di-impact-factor/

Partecipa alla discussione 2 commenti

  • Ernesto Musca ha detto:

    !
    Esatto, ora, invece, si legge questo. “http://medbunker.blogspot.it/p/lista-dei-post.html?m=1”. “Uno studioso italiano ha trovato persino particelle di metalli pesanti nei vaccini, com’è possibile?
    È possibile semplicemente perché non esiste sostanza, oggetto o luogo al mondo che non possa contenere nanoparticelle (di questo si parla, particelle piccolissime). Non esiste zona al mondo priva di piccolissime particelle, nemmeno una sala operatoria o una camera sterile, anche gli oggetti che usiamo ogni giorno le contengono e le rilasciano, se per esempio si utilizza una siringa per prelevare il contenuto di una fiala, analizzandolo, si troveranno molto probabilmente nanoparticelle di acciaio provenienti dall’ago. Lo studioso italiano, inoltre, non ha eseguito nessun esperimento con metodo scientifico e non ha nemmeno cercato di eliminare errori tipici che si possono commettere in questi casi (escludere, ad esempio, contaminazioni o altro). Ha semplicemente osservato qualcosa al microscopio traendone una conclusione arbitraria e personale, presentando un’ovvietà (la presenza di piccolissime particelle in un flacone di un farmaco) ottenuta con metodi poco corretti come fosse una scoperta eccezionale. Ciliegina sulla torta, lo studioso ha pubblicato le sue conclusioni in una rivista di nessun valore scientifico. Che le sue conclusioni siano senza attendibilità lo ha confermato anche l’agenzia di sicurezza sui farmaci francese e gli esperti consultati.”

    RISPOSTA

    Sarebbe interessante analizzare le particelle presenti nel cervellino bonsai di chi ha scritto idiozie del genere. Comunque, l’agenzia europea dei farmaci è già in contatto con noi e ha trasmesso i dati a chi di dovere.

  • Nivel Egidio Ruini ha detto:

    Medbunker
    E pensare, caro Ernesto, che chi scrive tali idiozie è pure medico. Se la categoria a cui appartiene avesse ancora un minimo di autostima e decenza professionale, oltre che morale, di un collega così ne chiederebbe la radiazione a vita, previi sonori calci nel sedere.

    RISPOSTA

    L’ho ripetuto fino alla noia: in campo scientifico le regole sono semplici e chiare. Se il tenero personaggio a me ignoto che ha scritto quelle tenere enormità vuole contestare i risultati, non ha altro che da rifare le analisi e presentare i suoi dati. Se non è capace di farlo, se ne stia zitto e tranquillo. Diffamare chi si muove su un pianeta diverso da quello del suo bar, addirittura diffamare una rivista scientifica è qualcosa di teneramente ingenuo che può uscire solo da un cervellino teneramente sotto media. Che il personaggio sia un medico non è un’aggravante ma una conferma. L’European Medicines Agency è già in stretto contatto con noi e ha idee molto diverse da quelle del poverino.

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