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Chi vuole la verità è un cattivaccio

È senza dubbio colpa mia, della mia cultura decrepita e inadeguata e del mio quoziente intellettivo sotto media, ma non vi capisco.

Da anni mi subissate di mail, di telefonate, di richieste estemporanee fatte per strada, alla stazione ferroviaria, in aeroporto… Da anni il tema è quasi invariabilmente lo stesso: i vaccini.

Da tempo dico e scrivo che io voterò per qualunque partito s’impegni irrevocabilmente a PRETENDERE LA VERITA’ SUI VACCINI. Forse sbaglio, ma penso che le fregature che il popolo italiota si è già preso e continua a prendersi da parte di grillini e Lega possano essere sufficienti. Gli altri partiti non sono nemmeno degni di menzione: lo sapevamo già.

Vuole il caso che questo partito sia nato e porti senza equivoci nel nome il cuore del proprio programma: VACCINI VOGLIAMO VERITA’ o, per chi non può fare a meno delle sigle, Movimento 3V (https://vaccinivogliamoverita.it/)

Vogliono le regole, della famiglia di quelle che il nostro parlamento da diverse legislature calpesta e di cui si fa beffe, che, per presentarsi alle elezioni regionali, occorra raccogliere un certo numero di firme da parte di normali cittadini, e questo per ogni provincia.

Ora, il Movimento 3V intende presentarsi alle elezioni che si svolgeranno in Emilia Romagna il prossimo gennaio ma – com’è, come non è? – le firme non arrivano. Almeno, non arrivano per le provincie di Modena, Reggio Emilia e Parma. Il perché non lo saprei dire, ma questi sono i fatti.

Magari, per ragioni rispettabilissime, in quelle tre provincie non si vuole la verità, preferendo crogiolarsi nelle fandonie a livello di volgare presa per i fondelli propinate dai politicuzzi che ci timonano, dai professori da avanspettacolo, dai giornalisti pronti a riferire qualunque falsità, per grottesca e assurda che sia, pur di conservare lo strapuntino e, vedi mai, di fare un passetto di carriera. Dopotutto, se si dà un’occhiata alla qualità della nostra “informazione” di “alto livello”, così come è per politica e istruzione, ci si rende conto che, davvero, l’ItaGlia che raglia è la terra delle opportunità, un paese da favola dove qualunque cerebroleso può ambire ad assurgere a fulgori un tempo irraggiungibili. In fondo, questa è la vera democrazia: una condizione dove non si guarda in faccia a nessuno, nemmeno quella di chi, in altri tempi, avrebbe potuto essere usato come esempio da Cesare Lombroso.

Già mi sono imbattuto nelle consuete stravaganze del nostro luminare di regime, e a quelle non faccio più caso da molto tempo. Quello che non riesco a capire (colpa mia!) è come delle persone che dovrebbero avere un’intelligenza normale non vogliano la verità. Magari, qualcuno avrà la pazienza di spiegarmelo.

Come si fa per mettere quella benedetta firma? Semplice: si va in comune e si chiede di firmare.

Quanto tempo c’è? Pochissimo.

Ora, una comunicazione di servizio. Se non verrà raggiunto il misero minimo di firme (che non significano voti ma nient’altro che il consenso a che il partito possa presentarsi alle elezioni), io non risponderò più a nessuno che venga da quelle tre provincie. Questo perché io, non dovendo niente a nessuno, posso permettermi di fare ciò che mi pare e, se ritengo che il popolo delle tre provincie non meriti niente (non piagnucolate “ma io ho firmato!” perché io vi risponderò che dovevate trascinare amici e parenti a farlo), spedirò modenesi, reggiani e parmigiani a visitare quel paese.

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