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Ce l’aspettavamo, anche se non così in fretta

Di 20 Aprile 2017 8 commenti

P.S. del 21 aprile ore 14:52:

In fondo non era così improbabile né così impensabile. Sto ricevendo mail e telefonate sottovoce da medici che mi esternano tutti i loro dubbi sui vaccini, le loro certezze e le loro testimonianze a proposito dei danneggiati in cui s’imbattono. Prescindendo da ogni altra considerazione, e di considerazioni ce ne sono di certo per scrivere un grosso tomo, mi chiedo perché questi non escano in massa allo scoperto, non facciano sentire la loro voce e non facciano valere la nobiltà della loro professione. Dobbiamo aspettare un nuovo amianto?

 

È arrivato il seme dell’abiura: peccato. In fondo troverete la lettera che Sigfrido Ranucci, il successore di Milena Gabanelli a Report, ha scritto al suo direttore*.

Peccato davvero. Ranucci aveva permesso ad Alessandra Borella (brava quanto corretta anche se in qualche punto imprecisa**) di preparare

un servizio molto coerente il cui cuore era denunciare certe “debolezze” dei controlli su di un vaccino specifico e menzionare il dubbio che non può non sussistere sui risultati effettivamente conseguiti dal farmaco. Il resto era marginale e, di fatto, trattato in modo quanto mai veloce e anche superficiale perché, se si dovesse trattare sul serio l’argomento vaccini, occorrerebbero ore: cosa assolutamente vietata dal regime oltre che dai “tempi televisivi” (vedi le ore dedicate in contemporanea da vari canali sul tema di un fuorigioco o di un rigore calcistico). Occorrono ore e anche per questo ieri ho rifiutato d’intervenire ad una trasmissione fulminea di Radio Capital cui ero stato invitato come se mi si facesse una grande concessione. Nell’occasione ripeto ciò che ho già detto e che continuo a dire: se mi si vuole ad una trasmissione sui vaccini, mi si deve dare TUTTO IL TEMPO NECESSARIO PER METTERE UNA PEZZA ALLE BUFALE IGNOBILI CHE IL REGIME CONTINUA A SPACCIARE. Per fare questo non ci si può permettere di censurare le fotografie di microscopia elettronica che l’ineffabile Nadia Toffa, esempio luminoso di giornalismo dove i fatti sono un optional fastidioso cui si rinuncia volentieri, cancellò quando si esibì grottescamente con la mammina della pertosse e la luminare Esposito forte delle aziende farmaceutiche che le riconoscono più che meritate sovvenzioni.

Come di regola accade quando i vaccini entrano in gioco, si scatena la suscettibilità di chi conduce le danze o anche solo di chi alle danze in qualche modo partecipa o, ancor più giù, a quelle assiste da fuori. Terrore, scandalo, anatema e fatwa. Sia chiaro e sia di ammonimento: sul dogma della verginità non sono ammessi dubbi e nemmeno si tollerano domande: la Terra è rotonda, la benzina brucia, ergo: i vaccini sono la salvezza del mondo. (Purtroppo la brillante dimostrazione non è mia e la prendo in prestito con reverenza.)

Come era pronosticabile senza difficoltà, l’aver rivelato al gregge via scatola magica (leggi TV) informazioni pur ampiamente note a chiunque abbia conoscenze sull’argomento è stato l’ennesimo casus belli che, come inevitabile, ha coinvolto il responsabile della trasmissione, vale a dire l’ingenuo Sigfrido Ranucci che, chissà perché, reputava che fare informazione facesse parte del mestiere per il quale, da dipendente pubblico, riceve lo stipendio. Certo, i colleghi che, in branco, da ieri lo stanno lapidando non gli hanno insegnato niente: come Maurizio Crozza fa dire all’imitazione del senatore Razzi, “fatti i c… tuoi!”

Ora, dopo un attimo d’illusione, la delusione è il seme dell’abiura comparso con una repentinità da record: “Io adoro i vaccini e ho vaccinato anche lo stracchino che tengo in frigo. Con il capo cosparso di cenere e recitando il confiteor con cui mi pento anche delle tette di Carmen Russo (se ricordo bene la bellona in causa) come faceva Il Pentito ai tempi di Alto Gradimento sto preparando una trasmissione in cui riparo alla malaugurata, involontaria blasfemia. Con questa tranquillizzerò tutti coloro che stanno dalla parte dei buoni: industrie, politicuzzi, professorini, mediconzoli, pennivendoli assortiti, conduttori di blog senza fastidi di competenza, fedeli senza condizioni e chi ha avuto paura di perdere la coperta di Linus. Sempre siano lodati i vaccini!”

Che c’entrino le abitudini sanitarie di famiglia con il rigore e l’onestà di un servizio televisivo confesso di non averlo capito. Ma, si sa, la mia intelligenza è a dir poco modesta. Così, in assenza di comprensione, leggendo quella roba mi è tornato in mente qualcosa che studiavo da liceale: molti secoli fa, quando qualcuno attaccava, magari con le armi, l’imperatore del Sacro Romano Impero provvedeva preventivamente a rassicurare tutti con la formula “salva tamen imperatoris fidelitate”, cioè, tradotto, fatta salva, a scanso di equivoci, la dovuta fedeltà all’imperatore. Insomma, ti dico che i vaccini possono anche fare schifo ma ti assicuro che ne sono profondamente innamorato e li uso con obbedienza come Santa Beatrice comanda.

Ieri parlavo con un’amica che ha fatto la giornalista per tutta la vita. A suo dire, mai un servizio televisivo, per di più non fatto di opinioni ma di obiettività, aveva scatenato reazioni anche solo vagamente paragonabili. Sempre a suo dire, un fiume sotterraneo, ma mica poi tanto, di quattrini rischierebbe un po’ di secca perché c’è il rischio di perdere qualche cliente. Dunque, si deve passare subito al contrattacco con il solito arsenale di minacce, intimidazioni, fandonie, millanterie e diffamazioni. Gli scienziati di plastica sono pronti ad essere schierati. Naturalmente io non posso essere d’accordo: non c’è nulla di più pulito della sanità pubblica, come c’insegnano, ammonendoci, gl’ingiusti trattamenti riservati a Francesco De Lorenzo, a Duilio Poggiolini, a Pasquale Rossi (ora finalmente in Europa, premiato dopo che un cattivaccio l’aveva colto con un’onesta mazzetta in mano) e a tanti altri eroi della salute. Oggi? Oggi siamo in mani sicure non solo per palese onestà ma per indiscutibile competenza.

Ieri sera, per un attimo perché poi ho avuto inattesi quanto inspiegabili problemi di stomaco, ho visto un pezzetto del salotto TV della signora Gruber su La7. Ospite era un tale Matteo Richetti da Sassuolo (Modena) silenziosamente paracadutato in Parlamento senza tutte le noie dettate da quel ridicolo residuato post-bellico che è la Costituzione. L’illustre statista, in evidente play back o ventriloquio, contestava l’infame servizio di Report dicendo che non erano state sentite le controparti “scientifiche”. Al di là del fatto che il servizio era centrato su altro, lo scienziato Pasquale Rossi, quello delle oneste mazzette, che ci rappresenta a Bruxelles era stato avvicinato senza successo, ed era stata lungamente intervistata una signora italiana che opera presso l’EMA. Se questa aveva recitato un copione imbarazzato e imbarazzante non credo sia imputabile a Ranucci o alla Borella. E se il luminare Prezzemolino Burioni aveva dato quasi privatamente della capra ignorante ad Alessandra Borella rifiutando di regalare al colto pubblico e all’inclita guarnigione il tesoro del suo sapere, non è cosa imputabile a Report. Magari si consideri, poi, la raffica di trasmissioni pubblicitarie confezionate da tutte le TV e le radio di regime in cui pontificano personaggi sulla cui statura culturale, intellettuale e morale taccio per invidia senza che sia ospitata anche solo una domanda che metta in dubbio le esternazioni pontificanti dei luminari, di regola sgombri dalla zavorra della competenza. La mia esperienza personale, ahimè poco saggiamente ripetuta, parla da sé. Comunque, chi tenta di fare domande sappia che rischia l’arrivo dei gendarmi come avvenne a Carlo Rienzi (Codacons) per mano dell’eroe Gerardo D’Amico, giornalista RAI, quando tentò di fare domande agli scienziati presenti ad un convegno sui vaccini organizzato dall’Ordine Nazionale dei Medici che non perde occasione per coprirsi di gloria (http://www.codacons.it/articoli/vaccini_scontro_al_convegno_dei_medici_giornalista_rainews_impedisce_a_rienzi_di_fare_domande_291585.html )

Allo statista Adolf Hitler è attribuita la frase “Che pacchia governare un popolo ignorante!” L’abbia detto davvero o no, come dargli torto?

 

 

 

 

*Caro direttore,

sento il bisogno di scrivere queste righe in seguito al clamore che ha suscitato in questi giorni il servizio trasmesso lunedì sul Papilloma virus. Il servizio è cominciato con una grafica che specificava nei dettagli l’utilità del vaccino, nella quale abbiamo affermato che questo vaccino previene il tumore al collo dell’utero. Il programma proseguiva con un mio intervento nel quale letteralmente affermavo: «Quest’inchiesta non è contro l’utilità dei vaccini, in tema di prevenzione si tratta della scoperta più importante degli ultimi 300 anni», anche se tale vaccino è consigliato, ma non obbligatorio. Specificavo poi che il tema del servizio erano le reazioni avverse, e fornito gli elementi dimostrati dall’Oms, nel centro di Uppsala in Svezia. Su tali reazioni avverse, il Mediatore europeo ha accolto il reclamo di un gruppo di ricercatori danesi del Cochrane. Si tratta di scienziati accreditati, a cui dobbiamo il ritiro dal commercio di un farmaco a base di Sibutramina, un farmaco antiobesità, che aveva provocato decessi.

 

Su questo reclamo accolto dal Mediatore, ha espresso la sua valutazione in contraddittorio la dottoressa Enrica Alteri,a capo del Comitato di valutazione dei medicinali per l’ Agenzia europea del farmaco. In Italia le reazioni avverse devono essere comunicate alla Farmacovigilanza, e si è scoperto che coloro che hanno reazioni avverse non sempre riescono a segnalarle. Su questo punto è stato chiesto il parere del più importante farmacologo italiano, Silvio Garattini, il quale ha confermato che il sistema della farmacovigilanza ha delle criticità. In onestà ci sembrava doveroso portare all’attenzione delle autorità competenti una mancanza di trasparenza. Tutto questo è stato inteso come un servizio contro i vaccini obbligatori. Se è stato compreso in questo modo, prestando di conseguenza il fianco a strumentalizzazioni, significa che non sono stato sufficientemente chiaro. Di questo mi assumo ogni responsabilità, e anticipo attraverso il suo giornale l’intenzione di fornire ogni chiarimento ai telespettatori nella prossima puntata di Report. Ci tengo a ribadire l’importanza delle vaccinazioni obbligatorie e quelle consigliate anche perché ho sempre fatto vaccinare i miei figli.

 

**mail spedita ad Alessandra Borella dopo la messa in onda della trasmissione:

Gent.ma sig.ra Borella,

 

Ieri sera ho visto la puntata di Report nella quale si trattava del vaccino anti-HPV e sono restato davvero stupito. Per la prima volta una TV nazionale ha il coraggio e l’onestà di rivelare certi “particolari” che, seppure ben noti agli addetti ai lavori, non raggiungono la consapevolezza popolare.

Ho visto che, molto intelligentemente ed opportunamente, si ritorna in breve su argomenti già trattati per informare i fruitori del programma sul loro seguito. Così, se capiterà che si torni sul tema dei vaccini, anche se temo ci saranno non poche difficoltà, vorrei precisare qualche punto:

 

  1. I ceppi individuati di HPV non sono 120 ma 140.
  2. Il Cervarix è stato ritirato dal commercio  dal produttore stesso con annuncio dato il 2 novembre 2016. Il tutto senza fornire spiegazioni plausibili.
  3. È stato detto che la dott.ssa Gatti (mia moglie) non ha denunciato alle autorità il risultato delle ricerche che da almeno 15 anni svolgiamo sui vaccini. Preciso che
    1. Nel 2009 la dott.ssa Francesca Sola presentò la sua tesi di laurea all’Università di Parma. In quella tesi, svolta presso il laboratorio Nanodiagnostics che dirigo e in cui lavora mia moglie, c’erano i risultati relativi a 19 vaccini analizzati insieme e in quella tesi era documentata la presenza d’inquinanti particolati. Le tesi di laurea sono atti ufficiali.
    2. Domenica 2 ottobre 2011 io passai l’intero pomeriggio alla sede romana del NAS dove, convocato proprio per le indagini svolte sul Gardasil per la trasmissione Le Iene e mai mandata in onda, consegnai la documentazione a chi m’interrogò.
    3. Non molto dopo i Carabinieri del NAS di Parma vennero a Modena in laboratorio e io consegnai anche a loro la documentazione sul lavoro svolto sui vaccini fino a quel momento.
    4. Nel numero 38 del 2012 del settimanale Il Salvagente fu pubblicata una lunga intervista mia  relativa alle nostre analisi sui vaccini e, in particolare, sul Gardasil. Lo stesso numero ospita un’intervista con la dott.ssa Stefania Basile, epidemiologa dell’Istituto superiore di sanità che, invero goffamente, tenta di negare la validità dei nostri risultati. Dunque, l’Istituto era informato.
    5. Nel febbraio 2015 noi svolgemmo alcune analisi su campioni di un vaccino contro la meningite per la Procura della Repubblica di Catanzaro che, naturalmente, ricevette i dati richiesti.
    6. Io ho tenuto parecchie conferenze pubbliche sul tema, l’ultima delle quali a Bruxelles insieme con il Premio Nobel Luc Montagnier, con mia moglie e con il “famigerato” dott. Wakefield. La conferenza era stata programmata per tenersi al Parlamento europeo ma la ministra Lorenzin chiese con successo al presidente Tajani di proibirla. Dunque, la conferenza fu tenuta in un cinema affittato dalla deputata francese Michèle Rivasi.

Dunque, che i vaccini siano inquinati e che il fatto sia stato reso pubblico e denunciato alle autorità competenti è evidente.

Ora, il classico “complimenti per la trasmissione”, sperando che non si lasci cadere un argomento d’importanza fondamentale.

So che non sarà facile, ma sarebbe importante che qualcuno dotato di una gittata sufficientemente lunga facesse notare l’esistenza di parecchi punti critici su cui si nega ogni chiarimento. Tra gli esempi, peraltro numerosissimi, di argomenti senza risposta

 

  1. La buona pratica medica obbliga chi inietta o, comunque, somministra un vaccino ad accertarsi che il soggetto non sia già naturalmente immune nei riguardi della malattia, cosa tutt’altro che inconsueta. Il passaggio, pur d’importanza fondamentale e conosciuto anche dai medici napoleonici che furono chiari in proposito già nel 1805, viene regolarmente trascurato.
  2. La buona pratica medica obbliga chi somministra la vaccinazione ad accertarsi che il soggetto non sia allergico nei riguardi di uno o più componenti dei vaccini. La pratica è sempre trascurata pur con tutti i rischi che trascurarla comporta.
  3. Per avere contezza se la vaccinazione ha avuto effetto immunizzante occorre accertarsi che l’organismo abbia prodotto gli anticorpi del caso. La pratica è sempre trascurata e, dunque, non è dato sapere se il vaccino abbia avuto effetto né, in caso di successo, quanto duri quell’immunità che, al contrario di quanto avviene per la malattia contratta naturalmente, è solo temporanea.
  4. I vaccini non sono farmaci curativi ma preventivi. Dunque, per avere certezza che funzionino occorre praticare la vaccinazione su un numero molto ampio di soggetti e attendere qualche decennio. Il risultato va confrontato con i numeri attesi e con quelli riguardanti una popolazione di pari caratteristiche non vaccinata. Ciò che accade oggi è che nessun vaccino è stato sottoposto a quell’esame indispensabile e, anzi, molti vaccini (es. tutti gli antinfluenzali) non sono sperimentati affatto nemmeno per pochissimo tempo.
  5. Esistono numerose nazioni nelle quali il numero di vaccinati è inferiore, e spesso largamente, al 95%, un dato, peraltro, privo di qualunque giustificazione scientifica come dimostra l’assenza di un’origine sperimentale. Non di rado gli abitanti di quelle nazioni si ammalano meno di quelli di nazioni vicine e, tra i tanti esempi, si veda l’Austria che vaccina molto meno della Germania e si ammala di meno.
  6. Ci sono esempi evidenti di popolazioni vaccinate nella quasi totalità nelle quali scoppiano epidemie. Tra i tanti esempi si veda l’epidemia di morbillo che colpì il Canada nel 1989 con il 99% della popolazione vaccinata.

Potrei continuare a lungo, ma mi fermo qui per pietà.

 

Cordialmente,

 

dott. Stefano Montanari

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vado a prendere un antiemetico …anzi…
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Confermehttp://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/nessuno-scandalo-serve-trasparenza/ E aggiungo logorroico quasi allo sfinimento.Ho trovato una definizione interessante per questo termine. (medicina) malato di logorrea, alterazione del linguaggio caratterizzata da un parlato veloce e fluente, caratteristico dei malati mentali(per estensione) che parla in continuazione ripetendo sempre le medesime cose, che parla veloce in modo stancante e con argomentazioni poco interessanti. Senza offesa.Saluti RISPOSTA Ammetto che Grillo mi aveva avvertito. Anni fa mi disse che, non appena si profila la possibilità di salire alla ribalta, un piccolo numero di psicopatici si sarebbe affrettato a farlo. In effetti è stato così, a partire dalla malata per lungo tempo presente… Leggi il resto »
Metodologie di analisiEgr. dott. Montanari, ho visto tempo fa una video intervista a sua moglie dove mostrò il procedimento di analisi dei vaccini seguito nel vostro laboratorio. Purtroppo non riesco a ritrovare il video e vorrei mostrarlo a quanti affermano ridicolmente (ripetendo a pappagallo post pubblici che rasentano la diffamazione del “virologo” più famoso di tutto l’universo) che i vostri procedimenti non siano stati eseguiti con il “bianco di controllo”. Spero sia possibile ritrovare quel video inequivocabile e ben fatto. Grazie e cordiali saluti. RISPOSTA Il video fu girato da Telecolor di Cremona. Potrebbe rivolgersi a loro e, più precisamente,… Leggi il resto »
Dagli all’untore!I nostri solerti amministratori (termine inteso in senso generico, trasversale e poco benevolo) hanno inondato i notiziari di interventi di [i]esperti[/i] incaricati dello sbufalamento di Report per scongiurare sul nascere la tanto temuta eventualità dell’insorgere di dubbi incertezze e perplessità nel popolo bue in un ambito tanto delicato per le capienti saccocce di qualcuno.Ma sapendo che le mammine del terzo millennio aprono la Tivvù solo per sintonizzarla su Rai Yoyo ma vivono in simbiosi mutualistica con lo smartphone, abbiamo assistito pure allo sguinzagliamento dei noti [i]influencer[/i] e dei loro servi sciocchi (e/o mentecatti) sui vari blog, forum e discussioni… Leggi il resto »

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Radiato il dott. Roberto Gava. La guerra si trasforma in dittatura!

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Gentile dottore, scopro ieri in una clinica veterinaria che per l animale sono disponibili vaccini senza adiuvanti. Internet mi restituisce poco a riguardo o sono io incapace di formulare in modo da reperire informazioni. Sono prodotti giudicati male dal mainstream? Oppure si può immunizzare efficacemente senza coadiuvanti tossici, magari anche in vaccini ad uso umano?

RISPOSTA

I cosiddetti pets, cioè gli animali da compagnia, meritano molto più rispetto degli umani. Dunque, per loro vaccini meno tossici. Ovviamente le aggiunte di adiuvanti si possono evitare, ma il vaccino diventa meno efficace in tutti i sensi. La prego: non mi chieda di approfondire.

Una voce fuori dal coro (di somari e supini)“21apr 17 Reato di opinione È stato radiato dall’Ordine dei Medici di Treviso il dottor Roberto Gava con l’accusa di aver manifestato idee contrarie alla vaccinazione di massa. Ricevo il comunicato da parte degli avvocati e lo pubblico. In calce nel link azzurro potete trovare l’esposto che il dottor Gava ha presentato in sua difesa alla Commissione Centrale per gli Esercenti delle Professioni Sanitarie, che non si è ancora pronunciata. Padova-Conegliano, 21 aprile 2017«In mancanza della motivazione che ritarda rispetto alla divulgata notizia sulla sanzione della radiazione inflitta al dottor Roberto Gava… Leggi il resto »