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Viva la RAI?

Guardate un po’ questi due filmati: http://www.ecubo.rai.it/contributi.asp?page=1&tipo=6&ID=24 e
http://www.ecubo.rai.it/contributi.asp?page=1&tipo=6&ID=25

 A sorpresa, sono stati trasmessi dalla RAI (RAI Educational) sabato 15 maggio scorso.

 Dico a sorpresa perché la RAI, come Mediaset,

è sempre stata un’arcigna propagandista dell’incenerimento dei rifiuti (non si sputa nel piatto dove si stramangia), e basterebbe ascoltare certe trasmissioni radiofoniche o guardare certi programmi televisivi per avere l’opportunità di assistere ad una sorta di presepio di professori analfabeti (lo sono a lo fanno?) pronti a dare man forte a bancarottieri trasformati magicamente in imprenditori e a politici mascalzoni. Il tutto benevolmente condotto da giornalisti cui non vale nemmeno la pena di attribuire un aggettivo al solo fine di non far sapere a chi paga, e non solo in termini di quattrini, il mantenimento di tutti questi ospiti di casa nostra.

 Straordinaria, poi, la presenza di Legambiente. Chi avesse voglia di controllare le imprese di quella bizzarra associazione non potrebbe non accorgersi di come dietro la costruzione e la gestione di alcuni ecomostri (vedi, tra gli altri, il famigerato “termovalorizzatore” di Brescia) ci siano proprio loro.

 Magari il contenuto della trasmissione, peraltro andata in onda su di un canale poco frequentato, sarà sfuggito ai piani superiori, ma una potente autocensura è stata comunque attuata dagli autori. Si parla di tecnologie, ma non si dice che moltissimi prodotti sono fabbricati in modo scriteriato, senza tenere in alcun conto la loro sorte. Si parla di rifiuti, ma nulla si dice dell’occhiuta opera di diseducazione che si fa, dalle multiutility ai cosiddetti mezzi d’informazione senza escludere addirittura i sindacati (bestemmia!), presso i cittadini per indurli, di fatto, a sporcare sempre di più. Si parla di soldi, ma se ne parla in maniera a dir poco incompleta, trascurando la spesa maggiore: quella conseguente alla devastazione dell’ambiente che non sarà recuperabile se non in parte e a costi astronomici, e quella, parallela e ben più grave ed impossibile da riparare, dei costi legati alle malattie, alle morti premature, alle malformazioni fetali.

 

 

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Moebius
Ho scritto ormai qualche mese fa una mail alla trasmissione di radio24 “Moebius” che si picca di parlare di scienza: nel far presente la situazione del microscopio, la risposta fu: “Perchè? qualche problema con gli inceneritori?”. Mi sono molto stupita all’epoca della cosa. Ora, non lo sono più.