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Una due giorni di ordinaria idiozia

Di 1 ottobre 2017 7 commenti

Giovedì scorso ero a Bassano del Grappa con mia moglie per presentare il libro Vaccini: Sì o No? alla Libreria Bassanese. Da giorni Marco Bernardi, il proprietario del negozio, mi comunicava, a metà strada tra il preoccupato e il divertito, che c’era chi


gli spediva insulti attraverso Internet, la feritoia moderna dei cecchini. Perbacco!: come si fa a dare diritto di parola a un delinquente che ha la malacreanza di sbirciare all’interno dei vaccini?

A dispetto di ciò, con quattro poliziotti piazzati davanti alla porta e arrivati per ordine non saprei dire di chi (con uno ho scambiato due chiacchiere: simpaticissimo), 300 persone hanno ascoltato mia moglie e me per poi farci una raffica di domande alle quali, come sempre, abbiamo risposto ben volentieri.

Credo non sorprenda nessuno se aggiungo che tra il pubblico, in parte in piedi per tutta la serata per l’affollamento della sala (il pur non piccolo corridoio di un mini-centro commerciale), non c’era traccia dei cecchini né dei medici più volte chiamati in causa né degli “scienziati” juke box che dicono ciò che si chiede loro infilando la monetina nel giusto pertugio.

A margine: la migliore organizzazione che ho sperimentato da quando, nei decenni, presento qualche libro mio.

Il mattino dopo, molto di buon’ora, ci siamo spostati a Bolzano, invitati da Reinhold Holzer, un attivista nel settore dei vaccini noto per tanti motivi, non ultimo quello di essere stato privato della patria potestà di quattro figli ormai molti anni fa dopo essersi rifiutato di vaccinarli a casaccio, e per questo riparato in Austria. Con lui ad invitarci c’era anche Andreas Pöder, consigliere provinciale e capogruppo della BürgerUnion – Südtirol – Ladinien, una persona che non avrà mai successo politico essendo intelligente, onesto, obiettivo e, del tutto al di là di ogni possibilità di perdono, dotato di buonsenso.

Nel corso della mattina, dopo aver rilasciato qualche intervista, siamo andati alla sede della Provincia dove abbiamo relazionato sulle nostre ricerche con il fuoco mirato ai vaccini. E qui è cominciata la comica bolzanina: i consiglieri di maggioranza erano assenti perché avevano ricevuto l’ordine di non venire ad ascoltarci, e così i rappresentanti dell’AUSL e il difensore civico per non citare che qualcuno che, se avesse coscienza del ruolo che ricopre e del perché, carduccianamente, tira quattro paghe per il lesso, non sarebbe mancato.

Il pomeriggio, la conferenza all’Auditorium Haydn. Lì, come è mio solito, io non ho espresso alcuna opinione, limitandomi a presentare i risultati delle nostre ricerche specifiche sui vaccini, ricerche non condotte sul Manuale delle Giovani Marmotte come è uso corrente ma analizzando al microscopio elettronico i farmaci e poi, semplicemente, mostrando le fotografie delle particelle che ci troviamo da 15 anni insieme con gli spettri analitici della loro composizione chimica. A questi ho aggiunto ciò che risulta consultando senza censure mentali gli enti di statistica ufficiali inglesi e statunitensi da cui è impossibile non rilevare l’assoluta inefficacia dei vaccini, e questo nella più buonista delle visioni. Alla fine ho mostrato l’elenco delle norme costituzionali e di quelle sancite da non pochi accordi internazionali sottoscritte anche dal nostro paese che la legge Lorenzin calpesta.

Ancora una volta senza sorpresa perché nella più severa rigidità tradizionale, nessuno tra i medici esecutori di ordini, politici e burocrati della sanità, se mai erano presenti tra il pubblico, ha alzato un dito, lasciando ad altri le domande. Peccato: sarebbe stato interessante vedere come quelli avrebbero controbattuto a fatti incontrovertibili. Nell’impossibilità di farlo senza rimediare la figura già rimediata dal professor Fabrizio Pregliasco nell’incontro radiofonico che avemmo qualche settimane fa, nessuno di loro si è materializzato per intervenire, per poi, nella più vigliacca delle tradizioni, correre a casa e mettersi alla tastiera a comporre idiozie tenerissime. Il quotidiano locale Alto Adige (http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2017/09/30/news/pienone-per-l-antivax-rabbia-asl-1.15924683?refresh_ce) mi onora di una foto formato onoranze funebri in prima pagina con il titoletto “Vaccinazioni: Pienone all’Auditorium per l’antivax Montanari” per rimandare chi fosse interessato a pagina 18. Ecco il titolo:  “Pienone per l’antivax, rabbia Asl – Il leader del movimento Montanari: «Tutti i vaccini fanno male». L’Azienda: «È un irresponsabile»”

Tralascio le imprecisioni del giornale e mi diverto solo nel ritrovarmi leader di un movimento.

Venendo al sodo, io non conosco i burocrati dell’Asl bolzanina ma mi pare che non si discostino per nulla da una pateticamente comica recita secondo un canovaccio che fa acqua da tutte le parti. Il signor Thomas Schael che dirige l’ente essendo esperto di business (ma di Medicina?) dovrebbe essere informato che sta facendo davvero una figura meschinella. In campo scientifico, un territorio che evidentemente gli è ignoto, è non solo possibile ma molto gradito il contraddittorio perché è proprio con il contraddittorio che una teoria o un risultato si rafforzano, si confermano o si dimostrano erronei. Va da sé che il contraddittorio può esistere solo se si portano prove PROPRIE dall’una e dall’altra parte e quelle prove si confrontano con onestà nel solo interesse del vero. Dunque, si viene dopo aver rifatto le analisi che facciamo noi. Quando una parte è fondata unicamente su chiacchiere, aggravate dagl’insulti e affondati dalle intimidazioni (vedi la grottesca radiazione dall’Ordine dei Medici effettuata o minacciata che sia) la sua sconfitta, per di più con disonore, è inevitabile. E il signor Thomas Schael ha perso così.

Se il personaggio avesse avuto il coraggio di presentarsi, avrebbe potuto esporre le sue ragioni, magari corroborate da risultati scientifici del proprio ente. Ma quando l’ente non ha nulla da mostrare e produce solo bava, è comprensibile che si stia accuratamente nascosti per non uscire da un confronto con le ossa rotte. Quando questo burocrate, nascosto dietro il grembiule della maestra da dove può strillare senza troppi rischi, spara che io non so che cosa dico temo abbia più di un problema a livello cerebrale. Io presento risultati miei e li documento. Lui? Non sarà per caso lui a non capire che cosa sta dicendo? E a fronte di che spara enormità? Continuando, il burocrate di regime dimostra tutta la sua ignoranza nel campo della nanotossicologia scivolando in modo ridicolo quando tira in ballo l’Istituto Superiore di Sanità con uno dei suoi (non rari) errori marchiani secondo cui le particelle sono così poche che non fanno nulla di male. Ne uccide più l’ignoranza della febbre spagnola, diceva mio nonno. Quando poi il burocrate bolzanino si lancia nell’esternazione secondo cui io sarei un irresponsabile, e passo sopra l’insulto perché ho capito da chi arriva, ecco che si palesa tutta un’imbarazzante nudità. Il signor Schael, uomo senza volto, non arriva nemmeno a capire che, se si vogliono salvare i vaccini dalla catastrofe, è indispensabile eliminare tutti i componenti dannosi che contengono ed è altrettanto indispensabile restituire ai medici la loro dignità, una dignità che impone loro di usare i farmaci per quello che sono (con buona pace della signora Beatrice e dei suoi consulenti della cui origine qualcuno dovrà prima o poi discutere) con le modalità della buona pratica medica, e solo e soltanto quando se ne ravvisi la necessità. Chi è l’irresponsabile?

L’unico punto che condivido con Schael è quando invita il popolo ad evitare “fake news” ed imbonitori. Forse è per questo, per proteggere il popolo da quei pericoli, che, pur mostrando senza pudore il suo livello morale e culturale, non si è presentato.

Con molta tristezza mi sono dovuto accorgere che anche nella piccola provincia dove resta salda la civiltà germanica non ci sono differenze con il resto di tanto mondo, un mondo il cui tonfo inevitabile non sarà quello dei comici dalla vena inaridita che ora fanno da ottusi manutengoli ad un processo criminale su scala planetaria ma avrà conseguenze tragiche e poi difficilissime da riparare. Certo, il denaro è importante e tutto quanto si sta recitando a suon di violenza ora ha proprio il denaro come spina dorsale. Ma tra denaro e ricchezza corre un abisso. Per ora, recuperando il Gott mit uns dell’Ordine Teutonico, mi permetto di tramutarlo, per chi preferisce il tedesco, in un Geld mit euch. Ma quel denaro costerà carissimo.

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