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Ultimissime dal bar

Di 16 maggio 2017 3 commenti

Quando ci si trova in condizioni disperate e diventa impossibile difendere la posizione di privilegio che, non importa con che grado di furfanteria, pareva assicurata si ricorre ad un’arte della guerra che esula totalmente dal fair play. Non aggiungo altro.

Il problema davvero critico oggi è quello dei vaccini e del loro uso violento e scriteriato, fuori da ogni ragionevolezza, fuori dalla pratica che il medico

dovrebbe conoscere, fuori della legge, fuori della stessa dignità sia del medico sia delle vittime della violenza.

 

Era inevitabile che, lasciando da parte gl’invasati, gl’ignoranti e i corrotti, anche chi è favorevole all’uso dei vaccini e mette in pratica quel favore del tutto personale cominciasse a prendere le distanze. Siamo ancora ad una piccola minoranza, ma il seme c’è. Insomma, qualcuno, avendo forse metabolizzato la famosa frase attribuita erroneamente a Voltaire “non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”, ha pensato che l’Uomo ha una dignità e la libertà ne rappresenta un caposaldo.

Come chiunque può rilevare, questo principio ripetuto più volte in quel testo svillaneggiato che è la Costituzione è ormai diventato oggetto di derisione, ma nella testa di qualcuno non è scomparso.

Comunque sia, ora l’offensiva scomposta dei cosiddetti “vaccinisti” si fa sempre più fantasiosamente becera e violenta e non risparmia niente e nessuno. Recentissima è una trasmissione TV  inaggettivabile dell’inaggettivabile dottor Minoli (dottore in legge che, dunque, non pare essere particolarmente affidabile se parla di vaccini) condotta a fianco dell’inaggettivabile professor Roberto Burioni (la cui affidabilità lascio giudicare al senso dell’umorismo di chi mi legge). Qui, ovviamente senza contraddittorio e senza applicare il diritto (DIRITTO) di replica, ci si è espressi in maniera volgarmente ridicola nei confronti di mia moglie. L’ineffabile Burioni ha detto, in sintesi, che lui si confronterà con lei quando avrà prodotto qualcosa di scientifico. Non lui, come è ovvio pensare: lei! Insomma, usando una delle figure retoriche tanto care al personaggio, è come se un panchinaro della squadra parrocchiale di calcio affermasse che non si confronterà con Cristiano Ronaldo fino a che questo non dimostrerà di saper giocare a pallone. Ora, ci sono istituzioni che accolgono amorevolmente soggetti di questo genere, ma il problema nel caso specifico è che la scatola magica della TV trasforma, appunto magicamente, qualunque porcheria in oro come nessun alchimista avrebbe osato sperare. È così che una stupidaggine ignobile diventa verità rivelata presso un miriade di teledipendenti. Detto tra parentesi, Burioni è stato invitato innumerevoli volte sia ad affiancarci al microscopio elettronico quando analizziamo un vaccino (anche se temo si stupirebbe che nello schermo compaiano delle cose strane e noiose in bianco e nero e non la divertente ape Maia) sia a confrontarsi con dati propri come si fa in campo scientifico, campo, ahimè, del tutto straniero al personaggio. Come da prassi, l’ineguagliabile Burioni continua a strillare come un cagnolino da salotto che ringhia e abbaia quando sta tra le zampe del padrone ma scappa alzando guaiti di terrore quando si accorge che, a somiglianza della vergine Cuccia di pariniana memoria, rischia di ricevere un calcio sul fondoschiena.   (…aita, aita, parea dicesse…)

Ultimamente, una delle cose che più hanno messo in imbarazzo il regime è stata la pubblicazione di un nostro articolo sfuggito alla censura  in cui riportavamo un po’ delle porcherie che da 15 anni troviamo nei vaccini (http://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf ). Questo senza che entrassimo nelle mille altre criticità. A questo punto, però, visto lo scompiglio planetario, il regime ha perso la testa e si è scatenato nella sola maniera che gli era possibile: sparando fango. Recentissimo è un articolo pateticamente ridicolo comparso nel mega-bar di Internet: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1842784659303955&substory_index=0&id=1385885588327200

Il motivo di questa ennesima esposizione di oscene nudità culturali è il terrore che sta momentaneamente suscitando l’inizio di un interessamento della Procura della Repubblica di Torino sul famigerato vaccino esavalente (http://www.lastampa.it/2017/05/14/italia/cronache/sostanze-non-segnalate-nel-vaccino-esavalente-indaga-la-procura-di-torino-jAUq852YWyyHLWOPoxvEVO/pagina.html ). In realtà, non c’è nulla di nuovo: il problema è conosciuto da anni persino dai Carabinieri del NAS (2011) e noi lo abbiamo reso noto a più riprese in tante sedi (es. l’Istituto superiore di sanità). Ma, se non c’è nulla da temere, se i vaccini sono controllati e sicuri, è impossibile non chiedersi il perché di questa isteria.

Naturalmente anche noi e il famoso articolo siamo tirati in ballo e, altrettanto naturalmente, ci troviamo al cospetto di ingenue farneticazioni già smentite innumerevoli volte. Io non ho idea di chi sia l’anonimo autore di quell’accozzaglia di stramberie, peraltro nemmeno originali, ma già la storiella della “rivista a pagamento” che costituisce un’accusa (chiunque sia del mestiere sa che TUTTE  LE RIVISTE SCIENTIFICHE PUBBLICANO SOLO A PAGAMENTO) è un indicatore infallibile. Idem quella della “nota azienda alimentare” che avrebbe fatto “la voce grossa”, fatto esistente solo nella fantasia malata del poveraccio che partorisce quella roba (spero, almeno, che qualcuno gli passi qualche Euro di elemosina). Aggiungiamo quella del metodo che “non è preciso e non è quello giusto”: un’espressione di palese incompetenza, trattandosi del solo metodo “giusto” per rilevare le porcherie che rileviamo e la precisione è assoluta. Quanto, poi, ai “controlli”, chissà che cosa intendeva il poverello. Ma, in fondo, che cosa si pretende? I luminari di regime sono tutti su quel piano.

Il resto corre sullo stesso filo di ignoranza e di goffaggine.

Termino appena fuori tema: il parlamento svedese ha ricevuto 7 mozioni che chiedevano l’obbligatorietà di qualche vaccino. La risposta è stata che questo avrebbe leso i diritti garantiti dalla loro costituzione. Quindi, tutte bocciate (http://www.ageofautism.com/2017/05/sweden-votes-down-mandatory-vaccination.html). Forse la Svezia è troppo lontana o forse la loro Costituzione è troppo diversa dalla nostra che, pure, parrebbe affermare principi del tutto identici. O non sarà che in quella nazione così gelida e priva di fantasia la corruzione dei cervelli (mi sono limitato a quella!) è confinata a pochi soggetti?

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  • StefanoFerrari ha detto:

    Toni e bandiere
    Gentile Dottore, purtroppo il confronto non esiste. A critiche piuttosto serene (penso alle sue ma anche a quelle di Fabio Franchi) si risponde con toni come minimo offensivi (volte i Burioni ci mettono la faccia, altre volte restano nell’anonimato).

    Gli studi che pongono qualche quesito sui vaccini o vengono distrutti da critiche ferocissime oppure….. non se ne parla (come lo studio sui dati della Guinea Bissau). Insomma questi sono gli “scienziati”.

    Però resta il problema fondamentale che lei citava: le battaglia non si combatto senza strumenti. Dovremmo chiederci, ognuno di noi, se vogliamo contribuire a questa battaglia. Io, miseramente, ho dato un mio contributo oggi. Ma insieme, qualche migliaio di persone, potrebbero dare un contributo consistente.

    RISPOSTA

    Caro sig. Ferrari, la storiella è la solita che si ripete stucchevolmente da anni: l’antico “armiamoci e partite.” Nella mia vita, una vita ormai fin troppo lunga, io sono stato incredibilmente ingenuo e ho creduto di dare il mio contributo a salvare il mondo da se stesso. Una delle tante cose che ho capito con un ritardo colpevole è che il mondo non ha nessuna intenzione di essere salvato, che la gente vuole credere alle favolette che si racconta da sé magari tramite politici truffaldini e “scienziati” da farsa, e che, piuttosto che separarsi da un centesimo, manda a morte i propri figli come puntualmente fa. Ora, dopo aver incamerato la lezione, mi restano i personaggi irritanti che ogni giorno sfilano sulla mia posta elettronica o attraverso il mio telefono: tutti a piagnucolare su ciò di cui loro stessi sono colpevoli e a pretendere ancora da me. C’è chi pretende un appuntamento per venirmi a raccontare le sue pene, chi strepita perché io vada a casa sua a servire in tavola ciò che ho detto e scritto mille volte senza che nessuno si prenda il disturbo di leggere o di ascoltarmi, chi, addirittura, vuole che io vada a convincere il coniuge o i suoceri a non vaccinare il bambino vittima predestinata, qualunque cosa accada, di imbecilli. Un’altra varietà di personaggi è quella che mi dice “non mollare!” Certo: io mi massacro e voi, se e quando vi ricordate, fate il tifo. E un’altra è quella “noi siamo un comitato di n. persone e non abbiamo un soldo.” Traduzione: “i soldi metticeli tu oltre, naturalmente, al lavoro.” Da ultimo ci sono i furbetti: “ma io da solo che cosa posso fare?” Magari fai quello che ho fatto io che non ero da solo soltanto perché ero con mia moglie. Adesso mi sono davvero stufato e, magari aspettando l’imbrunire come da legge, mi difenderò sparando a chi entra in casa mia per derubarmi di decenni di sacrifici. Sacrifici veri: non quelli a chiacchiere.

  • Ludovico il Moro ha detto:

    Nota azienda alimentare?
    Mi scusi, ma questa uscita di RIV, se non fosse vera, allora sarebbe una pettegolezzo di cattivo gusto nei vostri confronti per non dire qualcosa di piú grave (diffamazione?). Non ha mai pensato di tutelarsi per vie legali in questi casi?

    RISPOSTA

    Caro Signore, ogni giorno io vengo attaccato da personaggi bizzarri, istituzioni ed “informazione” comprese, che passano il loro tempo a diffamarmi. Sul perché lo facciano coesistono alcune versioni su cui non entro. Un giorno, ingenuamente stanco di essere bersaglio di costoro, ricorsi alla “giustizia” (virgolette). La sentenza uscita dopo anni fu che, essendo io “personaggio pubblico”, devo tollerare questo ed altro. L’altro ieri, poi, ancora dopo molti anni, è stata emessa una sentenza di assoluzione per un caso non di diffamazione ma di calunnia gravissima nei nostri confronti. Aspetto le motivazioni per capire come una cosa simile sia potuta accadere. A fronte di questo, un povero scribacchino che inventa una storiella, naturalmente senza fornire la benché minima prova e, ovviamente, senza fare il nome della fantomatica azienda, è semplicemente un “ragazzino vivace” e io non spendo soldi per un avvocato per sentirmi dire dopo un’era geologica che, come il filosofo stoico Epitteto, devo sopportare. Tutto questo in coerenza con il mio pensiero sulla “giustizia” (virgolette) italica e sulla moralità, la cultura e il grado d’intelletto di quelli che, con mia grande vergogna e per un caso infame della sorte, sono i miei compatrioti.

  • Ludovico il Moro ha detto:

    Calunnia vs diffamazione
    Immagino lei abbia ben chiare le differenze tra diffamazione e calunnia ed anche le deduzioni che è possibile trarre in caso di assoluzione nei rispettivi casi. Appurato ciò, lei mi conferma pertanto di aver intentato la causa si cui fa accenno qui sotto (cito):

    [i]L’altro ieri, poi, ancora dopo molti anni, è stata emessa una sentenza di assoluzione per un caso non di diffamazione ma di calunnia gravissima nei nostri confronti.[/i]

    per calunnia nei suoi confronti? E di aver perso suddetta causa?
    Cordialità.

    Ps. Per mio errore, ho sovrascritto un mio commento precedente sullo stesso argomento. Mi scuso per l’incoveniente. Questo commento ne riprende il contenuto.

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