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Sul Metodo Di Bella

Credo sia noto ai miei pochi lettori e, ancor di più, a chi mi onora della sua attenzione inventando accuse tanto infamanti quanto fantasiose che Luigi Di Bella fu il mio professore di fisiologia (biennale) e di chimica biologica. Che fosse un pozzo senza fondo di saggezza e di conoscenza un po’ come l’Ulisse del XXVI Canto dell’Inferno dantesco lo si capiva immediatamente incontrandolo. Che fosse un uomo integerrimo e senza incrinature era ovvio soprattutto a chi corrompeva d’abitudine certi suoi “colleghi” (virgolette d’obbligo), tanto che nessuno di loro perdeva tempo con lui.

Se in me il professor Di Bella ha lasciato un’impronta indelebile, al mondo ha lasciato ancora di più: un approccio al cancro, la malattia che il regime coccola e si affanna a moltiplicare, che ha risultati inavvicinabili dalle cure che il regime di cui sopra sponsorizza fino a punire i medici che vorrebbero agire per quello che sono e non nella veste di esecutori di stato, una veste che sarà sì umiliante ma che permettere di vivere tranquilli e, magari, con qualche soldo in più in tasca e, per chi ha una psiche particolare, adulato dalla ribalta mediatica.

Nessuna sorpresa se il regime di cui siamo volontari prigionieri, una mostruosità che nemmeno George Orwell era stato capace d’immaginare, ha coperto di fango il mio professore, arrivando alla desolante miseria di fingere un controllo sul Metodo Di Bella, attuandolo in una maniera che avrebbe fatto invidia ai torturatori e ai giudici delle presunte streghe di antica (ma non troppo) memoria.

Ora, dopo la morte del Professore, da molti anni la terapia è portata avanti da Giuseppe, suo figlio, della cui amicizia e (spero) stima sono orgoglioso. Sotto molti aspetti la nostra sorte si assomiglia: per ambedue la macchina del fango continua instancabile la sua opera devastante con tanto di morti al seguito.

Chi ha qualche minuto e non rifiuta di essere correttamente informato legga https://www.ilquotidianodellazio.it/articoli/30212/metodo-di-bella-i-nuovi-dati-scientifici-testimoniano-la-sua-efficacia

Per chi non lo sapesse aggiungo che ogni primo mercoledì del mese Telecolor manda in onda un’ora di programma di cui io, intervistato da Chiara Delogu, sono protagonista. Evidentemente c’è anche chi non ha paura di trasmettere qualcosa che non striscia nel gregge.

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11 Commenti on "Sul Metodo Di Bella"

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Nanerottoli e plagiatori caro paride. Il prof. Luigi Di Bella usava l’acido retinoico per trattare le leucemie dal 1969!! “Quello che dovrebbe impensierire é la superficialità e l’impreparazione di chi ha titolato l’articolo. Se questo é giornalismo, allora meglio usare i giornali per altri scopi. Per il resto cerchiamo di vedere quello che di positivo c’é: il ricorso all’acido retinoico, seppure osteggiato a “livello centrale”, viene adoperato sempre meno occasionalmente in oncologia ed ematologia. All’estero questa prassi é meno rarefatta, ma in ogni caso sembrano lentamente cadere preclusioni e crescere disobbedienze. Certo, non vorrete mettere l’acido retinoico usato da preclari… Leggi il resto »

Oltre che geniale il prof. Di Bella doveva essere anche simpatico, stona un poco un trascorso accenno di Montanari agli esami sostenuti in mezzo a voluttuose spire di sigaro toscano, ma si sa che anche i geni hanno qualche difetto.

Ecco un nuovo farmaco all’orizzonte che io metterei come obbligatorio, per proteggere gli immunodepressi che se si ammalano rischiano la vita. Ai primi sintomi (o anche senza sintomi… prevenire è meglio che curare…) o prendi il farmaco o sarai bandito da tutte le scuole del Regno!
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ora-basta-starnuti-scoperta-molecola-che-blocca-raffreddore-1527039.html