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Lo ammetto: mi viene da ridere anche se più di qualcuno dovrebbe piangere. Non io, però. Io ho sempre avuto molto sense of humour e le vicende degli ultimi anni me lo hanno accresciuto sconfinando oltre la pietà umana.

Da anni io mi occupo di vaccini in maniera semplicissima: li analizzo. Insomma, fuori del galateo ficco il naso in quei liquidi e vado a vedere se c’è della ferraglia. E la ferraglia c’è. Naturalmente quella roba non ci dovrebbe essere e, comunque, nei bugiardini non la si menziona. O, meglio, molto recentemente si è cominciato a scrivere che il medico, occhio di falco pari a quello di un microscopio elettronico, mette la siringa preriempita sotto una luce idonea (eccellente la finestra) e valuta se la ferraglia c’è o non c’è. Se c’è, butta la siringa. Se non c’è, inietta. Una buffonata? Certo, ma la società che ci stiamo facendo crescere addosso funziona così. L’importante è che a cascarci siano in tanti e che il business prosperi per la piccola galassia di politicuzzi, medici trasformati docilmente in scimmie ammaestrate, giornalisti tanto ignoranti quanto corrotti e prosperi pure per quei curiosi personaggi che, grazie all’abilità di sfruttare a loro vantaggio situazioni non proprio limpide, ci ricavano la pagnotta. Del resto, nulla è più redditizio del business dei vaccini così come sono concepiti oggi: senza ricerca, senza sperimentazione e con una clientela immensa assicurata per legge.

È inevitabile che chi di vaccini campa o, di fatto ancora di più, chi con i vaccini si fa ancora più ricco non tolleri scocciatori come me o come mia moglie, visto che è lei a condurre le analisi di microscopia elettronica. Allora bisogna a tutti i costi aggredirci e, non avendo alcuna arma scientifica a disposizione, si ricorre ad un tenero “lei non sa chi sono io” e alle invenzioni più fantasiose per ricoprirci di “fango”.

Ottenere di confrontarsi con quei personaggi è impresa difficile fino, quasi sempre, ad essere impossibile. Da bravi teppistelli quelli colpiscono restando accuratamente nascosti e di mostrarsi a viso aperto nemmeno ci pensano. Così, il confronto non si fa. Dopotutto quelli possono godere di una platea sconfinata di clienti desiderosi di essere gabbati per sentirsi protetti dalla coperta di Linus.

Qualche sera fa, a sorpresa, il professor Fabrizio Pregliasco si è reso disponibile ad un confronto radiofonico. Chi ne ha voglia e ha tempo può ascoltarlo collegandosi ad https://youtu.be/3k5FHAw25rU

Chi, poi, vuole ridere un po’ sul terrore che incuto a chi teme di perdere i regali di Babbo Natale, può leggere la lunga intervista http://www.vitalmicroscopio.net/2017/09/04/la-triste-verita/

E chi vuole ridere di più, sempre con tutto l’affetto dovuto alla signora Alice Pignatti colpita dalla disgrazia terribile di avere visto sua figlia soffrire di pertosse, legga https://www.facebook.com/theCancerluigitosti/posts/1790929237587955 . La signora Pignatti non è gravata dalla zavorra delle conoscenze anche solo elementari di  biologia e di farmacologia, e questa lievità così gradita al regime le ha consentito di diventare un’icona per un’immensa popolazione e perfino di essere l’insegnante di medici che, dopo essersi sorbiti anni di università e magari un  supplemento di corsi di specialità, si accorgono che sarebbe bastato molto meno per arrivare molto più in alto. Tra parentesi, la luminare della pertosse mi bacchetta pubblicamente: il “nanoscienziato” (io) pretende 500 Euro per ogni intervento (?) e non vuole mangiare la pizza. Sì, faccio il mea culpa. Non so che cosa riguardino i 500 Euro visto che per ogni conferenza di Euro ne intasco molti, molti di più arricchendomi a dismisura, oltre a pretendere una suite in hotel 5 stelle (Grillo non c’entra), una limousine e qualche escort capace di cambiarmi il catetere (ho una certa età). E poi, sì: la pizza non mi piace.

Ma la cosa più buffa, anche se non proprio innocua, è la telefonata ricevuta qualche minuto fa. Un personaggio di sesso femminile mi comunica dalla Sardegna di aver dato ascolto al suo ginecologo e di essersi vaccinata contro il Papilloma virus. 45 anni di età e una displasia in corso. Quindi: vaccinazione assolutamente vietata, almeno se è la Medicina, questa sconosciuta, a valere. Nessun commento da parte mia sul ginecologo dalla cui preparazione chi ha un senso dell’umorismo adatto può trovare di che  divertirsi. Sopravvissuta alle prime due iniezioni e arrivata alla terza, la nostra protagonista si reca fiduciosa al centro vaccinale dove le iniettano il farmaco prodigioso e sul libricino dei trofei le appiccicano i dati relativi al prodotto. Arrivata a casa, la Nostra si accorge che le si stanno gonfiando i linfonodi di un’ascella e che la roba iniettata era scaduta nel 2016. Impaurita, si reca al centro dove la tranquillizzano e dove preparano un’altra siringa. L’iniezione, però, viene fatta solo parzialmente: la pungono ma non le iniettano niente, mentre sul libricino appiccicano il bollino nuovo sul bollino vecchio che prova l’imbarazzante marachella. A questo punto la malcapitata telefona a me: che fare?

Beh, intanto non è a me che deve rivolgersi ma a un medico che, magari di soppiatto per evitare la giusta radiazione, le spieghi che cos’è effettivamente quel vaccino e che cosa può comportare usarlo, soprattutto in quelle condizioni, magari aggiungendo che un ginecologo dovrebbe quanto meno conoscere i fondamenti della Medicina. Mal che vada,  se il cervellino bonsai non recepisce il minimo indispensabile, può sempre dedicarsi ad attività meno critiche di quanto non sia pastrocchiare con farmaci ignoti. Occorrerà , inoltre, recarsi in Procura o, se questa è lontanissima come nel caso della malcapitata signora, alla stazione dei Carabinieri. Questo è un dovere civico, sperando che l’Ordine dei Medici cominci a capire che razza di personaggi lascia liberi di scorrazzare. Questo episodio tra il divertente e l’allucinante non è certo unico e fa il paio con la telefonata di un poveraccio, stavolta maschio, affetto da condilomi al pene e all’ano che il medico voleva vaccinare sempre con il Gardasil, sperando che il Cervarix, ritirato dal produttore all’inizio di novembre del 2016, non sia ancora a portata.

Radiazione? Beh, come si fa a radiare qualcuno che i vaccini li somministra calpestando senza fare tante storie le basi stesse della Medicina? Non è forse questo che si pretende? E, allora, chi vuol esser lieto, sia.

 

P.S. Ne parlerò stasera alle 21 su ATTIVO.TV

Commenti  

 
#2 circa l'articolo di Robert F. KennedyGino Sighicelli 2017-09-09 16:53
a mio parere, l'articolo di Robert F. Kennedy, Jr. pubblicato in https://worldmercuryproject.org/news/fast-tracking-mandatory-vaccination-government-media-muzzle-scientists/
è una tra le migliori sintesi delle ragioni della posizione novax (a mio parere essere freevax non è sufficiente (a mio parere, la posizione freevax va bene solamente o per gli ipocriti o per chi non abbia ancora maturato consapevolezza sufficiente, del problema “vaccinazioni di massa”: frevax andrebbe bene, purché però venissero esplicitate le circostanze in cui la posizione freevax andrebbe bene (epidemie reali, ma solamente se (se e solo se) talmente pericolose da giustificare deroga transitoria a posizione novax - accurata valutazione dei rischi e dei presunti benefici)))

a mio parere, vale veramente la pena di spendere alcuni minuti nella sua lettura (per chiunque riesca a leggere l'inglese agevolmente - peraltro è articolo scritto in modo molto scorrevole e utilizzando un inglese molto facilmente comprensibile)

l'articolo viene citato dal redattore (come NotaDelRedattor e) nell'articolo http://www.vitalmicroscopio.net/2017/09/04/la-triste-verita/ (a sua volta citato nell'articolo che sto commentando)

RISPOSTA

Se i vaccini non costituissero un business colossale sarebbero vietati da un pezzo. Credo che pochi farmaci, forse nessuno, abbiano provocato altrettanti guai e abbiano truffato il popolo con la stessa efficacia e con lo stesso successo.
 
 
#1 confrontoANTONIO 2017-09-07 01:08
Cosa dire, Montanari un gigante, Pregliasco un nano elemento. grazie Montanari

RISPOSTA

Il prof. Pregliasco è in una condizione tutt’altro che invidiabile dovendo difendere l’indifendibile . A suo onore il coraggio di essersi presentato al contrario di qualche altro ometto ridicolo che strilla e scappa.
 

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