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TUTTI I DIRITTI RELATIVI AL LIBRO "IL GRILLO MANNARO" APPARTENGONO A STEFANO MONTANARI

Il libro è scaricabile gratuitamente da chiunque. E' vietato l'uso a scopo di lucro del testo in tutto o anche solo in parte .

Commenti  

 
#30 EbookAndrea 2017-05-05 16:14
Gentile Dott. Montanari,
la seguo da parecchio tempo e volevo farle sapere che dopo aver letto "Il grillo mannaro", ho realizzato un ebook in formato epub. Ho forse aspettato troppo a scriverle.
Con qualche ora di impegno ho creato i link alle 163 note, corretto errori di battitura ecc.
L'ho fatto per poterlo leggere senza dover stampare il pdf e senza affaticare gli occhi, utilizzando l'ormai abbastanza diffuso ebook reader.
Se crede che possa esserle utile posso inviarglielo e può rendere il download gratuito o addirittura autopubblicarlo nelle librerie online (anche Amazon). La diffusione e la fruizione sarebbero ben diverse rispetto al pdf.
Colgo l'occasione per ringraziarla per tutto il lavoro che ha fatto e continua a fare con sua moglie.

Saluti

Andrea

RISPOSTA

Grazie. Se me lo invieà lo gradirò molto. Comunque, il libro è ormai vecchio. Oggi dovrei aggiungere qualche centinaio di pagine perché le cose peggiorano quotidianamente . Grillo è una miniera.
 
 
#29 Laboratorio ESEMPietro Gobbi 2016-09-18 12:46
Buon giorno a tutti.
Torno a scrivere su questo blog dopo qualche anno di assenza. Oggi come allora desidero con forza che l'immagine dell'Ateneo, che rappresento in qualità di Responsabile Scientifico del “Laboratorio ESEM” istituito presso il Centro Regionale Amianto del Dipartimento ARPAM di Pesaro, non sia intaccata ad opera di chiacchiere ed opinioni, essendo i fatti la migliore cosa per sostenere delle posizioni. Desidero innanzitutto segnalare il fatto, qualora si vogliano assumere testimonianze indirette ed assolutamente autorevoli e super partes sul laboratorio in Pesaro, che la Sen. Camilla Fabbri, Presidente della Commissione d'Inchiesta Infortuni sul Lavoro del Senato, sa perfettamente il valore del Laboratorio, avendolo accuratamente visitato e conoscendone dettagliatament e le attività, rappresentando questo, per i problemi di igiene del lavoro, dei locali pubblici e privati legati alla contaminazione da Amianto (è divenuto Centro di Riferimento ARPAM), una eccellenza nazionale. Ringrazio anzi preliminarmente tutti coloro che vorranno dedicare attenzione ad una situazione che, inizialmente partita in modo confuso e conflittuale, si sta delineando come un esempio di collaborazione ed integrazione tra diverse Amministrazioni pubbliche e strutture private. E mi dichiaro disponibile a mostrare il laboratorio, nei modi e nei tempio concordati con ARPAM, a coloro che desiderano fugare ogni dubbio sull'esistenza e la “consistenza” di questa struttura che, ricordo, è comunque nata col contributo diretto e sostanziale di migliaia di cittadini ed oggi, nonostante il percorso tortuoso e difficile, è una realtà al servizio della salute della popolazione.
Da Responsabile Scientifico e relativamente alle attività dei Dott. Stefano Montanari ed Antonietta Gatti posso semplicemente riportare, ancora una volta, dei fatti: l'elenco delle pubblicazioni scientifiche da loro realizzate negli ultimi anni, dalla istituzione del Laboratorio in Pesaro, elenco che chiunque vuole può realizzare consultando il più importante database scientifico mondiale, ovvero pubmed (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=gatti+am).

- The first investigative science-based evidence of Morgellons psychogenesis. Roncati L, Gatti AM, Pusiol T, Piscioli F, Barbolini G, Maiorana A. Ultrastruct Pathol. 2016 Jun 7:1-5. [Epub ahead of print] PMID: 27269255

- A Novel Forensic Investigation Applied to Bone Remains Exhumed near to Quirra Interforce Firing Range. Roncati L, Gatti AM, Capitani F, Bonacorsi G, Barbolini G, Maiorana A. J Forensic Sci. 2016 May;61(3):858-861. doi: 10.1111/1556-4029.13016. Epub 2015 Dec 31. PMID: 27122433

- The Uncontrolled Sialylation is Related to Chemoresistant Metastatic Breast Cancer. Roncati L, Barbolini G, Gatti AM, Pusiol T, Piscioli F, Maiorana A. Pathol Oncol Res. 2016 Apr 1. [Epub ahead of print] PMID: 27037559

- Heavy Metal Bioaccumulation in an Atypical Primitive Neuroectodermal Tumor of the Abdominal Wall. Roncati L, Gatti AM, Capitani F, Barbolini G, Maiorana A, Palmieri B. Ultrastruct Pathol. 2015;39(4):286-92. PMID: 26270725

- ESEM Detection of Foreign Metallic Particles inside Ameloblastomato us Cells. Roncati L, Gatti AM, Pusiol T, Barbolini G, Maiorana A, Montanari S. Ultrastruct Pathol. 2015;39(5):329-35. doi: 10.3109/01913123.2015.1042608. Epub 2015 Jun 25. PMID: 26111111

- Review: Morphofunctiona l and biochemical markers of stress in sea urchin life stages exposed to engineered nanoparticles. Gambardella C, Ferrando S, Gatti AM, Cataldi E, Ramoino P, Aluigi MG, Faimali M, Diaspro A, Falugi C. Environ Toxicol. 2015 May 30. doi: 10.1002/tox.22159. [Epub ahead of print] PMID: 26031494

- Acquired immunodeficienc y similar to Gulf War illness in a dead former serviceman. Roncati L, Gatti AM, Pusiol T, Barbolini G, Maiorana A. J R Army Med Corps. 2015 Jun;161(2):153-5. Doi: 10.1136/jramc-2014-000345. Epub 2014 Nov 26. PMID: 25428137

- Carcinogenic potential of metal nanoparticles in BALB/3T3 cell transformation assay.
Sighinolfi GL, Artoni E, Gatti AM, Corsi L. Environ Toxicol. 2016 May;31(5):509-19. doi: 10.1002/tox.22063. Epub 2014 Oct 30. PMID: 25358123

- Toxic effects of colloidal nanosilver in zebrafish embryos. Olasagasti M, Gatti AM, Capitani F, Barranco A, Pardo MA, Escuredo K, Rainieri S. J Appl Toxicol. 2014 May;34(5):562-75. doi: 10.1002/jat.2975. Epub 2014 Jan 7. PMID: 24395442

- Effects of nanosilver exposure on cholinesterase activities, CD41, and CDF/LIF-like expression in zebrafish (Danio rerio) larvae. Myrzakhanova M, Gambardella C, Falugi C, Gatti AM, Tagliafierro G, Ramoino P, Bianchini P, Diaspro A. Biomed Res Int. 2013;2013:205183. doi:10.1155/2013/205183. Epub 2013 Aug 6. PMID: 23991412 Free PMC Article

- Developmental abnormalities and changes in cholinesterase activity in sea urchin embryos and larvae from sperm exposed to engineered nanoparticles. Gambardella C, Aluigi MG, Ferrando S, Gallus L, Ramoino P, Gatti AM, Rottigni M, Falugi C. Aquat Toxicol. 2013 Apr 15;130-131:77-85. doi: 10.1016/j.aquatox.2012.12.025. Epub 2013 Jan 16. PMID: 23376697

- Allodynic skin in post-herpetic neuralgia: histological correlates. Buonocore M, Gatti AM, Amato G, Aloisi AM, Bonezzi C. J Cell Physiol. 2012 Mar;227(3):934-8. doi: 10.1002/jcp.22804. PMID: 21503891

- Heavy metals nanoparticles in fetal kidney and liver tissues. Gatti AM, Bosco P, Rivasi F, Bianca S, Ettore G, Gaetti L, Montanari S, Bartoloni G, Gazzolo D. Front Biosci (Elite Ed). 2011 Jan 1;3:221-6. PMID: 21196301

Anche i meno avvezzi a metodiche valutative possono constatare che il progressivo assestamento della situazione, in termini logistici e di “serenità”, ha comportato un evidente incremento di risultati, sia in termini qualitativi che quantitativi. E i nomi degli autori dimostrano la totale libertà ed autonomia con la quale i Dott. Gatti e Montanari hanno svolto il proprio lavoro, non essendovi coautori istituzionali coinvolti.
Con questo intendo rivendicare con forza l'evidenza dei fatti, atti a dimostrare che l'Università di Urbino Carlo Bo, che rappresento con orgoglio, ha garantito in questi anni un utilizzo dello strumento, da parte di tutti gli attori della vicenda, nessuno escluso, assolutamente in linea coi compiti istituzionali ed esattamente per i motivi che spinsero tantissime brave persone a contribuire, in solido, all'acquisto dello strumento.
Per contatti, potete fare riferimento al mio indirizzo email: pietro.gobbi@uniurb.it
Cordialmente,
Pietro Gobbi

RISPOSTA

La vicenda non poteva partire peggio, ma oggi è inutile rivangare un passato che, naturalmente, resterà quello che è stato. I campioni dimenticano subito le sconfitte e io, se campione non sono, del campione ho almeno la mentalità.
Dopo quasi due anni nei quali non potemmo accedere al microscopio a dispetto di quanto, con infinita ipocrisia, fu stabilito nel grottesco atto di donazione da parte della Onlus Bortolani, grazie alla saggezza di un giudice siamo risusciti a riprendere l’uso dell’apparecchi o. Questo “almeno una volta la settimana”, come stabilito dal pur mai rispettato fino ad allora documento notarile di donazione, e a 200 chilometri da casa nostra. Così chiunque può capire che il nostro lavoro di ricerca, un lavoro di cui le istituzioni stesse continuano a servirsi da anni, non risulta certo facilitato dalle condizioni, ma “almeno una volta la settimana” è certo meglio di niente.
Il bicchiere mezzo pieno è l’ambiente che abbiamo trovato.
L’Università di Urbino ebbe a suo tempo l’avvedutezza di affidare la responsabilità del microscopio al professor Pietro Gobbi, un uomo dotato di un’onestà cristallina e di una saggezza infinita. E poi, cosa che non guasta, è pure colto e simpatico. Con lui abbiamo stabilito rapporti non solo di stima ma di amicizia, e lavorare con lui è diventato un piacere oltre che qualcosa di costruttivo.
Sul fronte ARPAM ci siamo trovati davanti un direttore della sede di Pesaro, quella in cui è finito il microscopio, che mi ha spiazzato. Quando andai ad incontrarlo la prima volta, anni fa, partii agguerrito e per tutto il tragitto da Modena a Pesaro pensai a come massacrarlo verbalmente. Ma il suo comportamento fu del tutto inaspettato. Con una sincerità disarmante mi raccontò le cose come stavano compresi certi retroscena e il suo comportamento fu poi sempre improntato non solo all’onestà ma ad una collaborazione senza condizioni. Non fosse che per la burocrazia demenziale che lo e ci attanaglia, con lui e con ARPAM avremmo potuto fare ricerche interessantissi me ma, si sa, noi italioti siamo bravissimi a fabbricare enormi masse di zavorra che ci tengono ancorati al fondo. Ora, da qualche giorno Claudio Pizzagalli, il direttore, è andato in pensione e alla cena che ha offerto a tutti i dipendenti ARPAM, noi compresi che dipendenti, ovviamente, non siamo, ammetto di essermi commosso e di avere avuto, come, del resto lui, gli occhi lucidi. Grazie a lui alzarci alle 4 e tre quarti del mattino e farci un’andata e ritorno di 400 chilometri è diventato quasi un piacere. Da un paio di settimane c’è la persona che l’ha sostituito. L’impressione è stata ottima. Per il resto, tutte le decine di dipendenti ARPAM di Pesaro hanno sempre fatto di tutto per facilitarci il lavoro. Insomma, grazie alla loro correttezza e alla loro onestà si è messa una pezza robusta ad una voragine aperta da personaggi che non voglio aggettivare, una voragine aperta per motivi che costoro non hanno mai avuto il coraggio di rendere pubblici e di anche questo atteggiamento testimonia riguardo alla correttezza.
Qualche anno fa il Tribunale di Reggio Emilia emise una sentenza di condanna a carico della Onlus Bortolani ma la sua presidentessa non ha la minima intenzione di conformarsi a ciò che ebbe a stabilire il giudice. Si tratta volgarmente di quattrini che questa signora deve sborsare a pur molto parziale rimborso dei costi di spostamento e la sentenza, ovviamente, è pubblica. Dunque, non svelo nulla che non sia a disposizione di chiunque. È così che costei ci denuncia qua e là per l’Italia accusandoci dei delitti più bizzarri, ricavando dal tutto regolari archiviazioni quando noi qualcosa di appena peggiore. È evidente che tutta questa attività le serve per avere qualche appiglio con cui infischiarsi della giustizia, e ora è riuscita a coinvolgere sette senatori della Repubblica i quali, perfettamente ignari di quanto è accaduto, per motivi che preferisco non sapere si sono resi disponibili a presentare un’interrogazio ne parlamentare traboccante di goffe falsità ampiamente dimostrate tali.
Naturalmente le istituzioni cui l’interrogazion e era indirizzata non hanno risposto o, almeno, non lo hanno fatto nei tempi stabiliti dal regolamento del Senato, ma non si sa mai: in Italia le regole sono stranezze spesso sconosciute persino a chi quelle regole ha stabilito.
Senza che ci si possa sorprendere, i magnifici sette sono ex grillini. Ex perché hanno condiviso la sorte di tanti altri epurati, però il DNA non si cambia.
Se posso azzardare una previsione, nessuno di loro sarà in Senato per la prossima legislatura. Con il sistema elettorale vigente, del tutto anticostituzion ale ma chi se ne frega della Costituzione?, questi personaggi dovranno trovarsi un partito che li accolga e che li metta in lista. Non so se la figura non certo brillante che ci hanno rimediato con questa interrogazione sarà notata da qualcuno. Se lo sarà, non giocherà certo a loro favore.
 
 
#28 Interrogazione parlamentare EX M5SAlfa2 2016-09-08 20:09
Segnalo questa simpatica interrogazione parlamentare a cura dei senatori del gruppo misto ex.M5S (evidentemente non molto ex) MUSSINI , BENCINI , MOLINARI , BIGNAMI , VACCIANO , SIMEONI , FUCKSIA

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=979415

RISPOSTA

Un ammasso sconcertante d'idiozie. Magari, si fossero informati prima almeno sui punti principali...

1) Mia moglie non è laureata in biologia ma in fisica ed è specializzata in bioingegneria.
2) L’Università di Modena non ha mai avuto la proprietà del microscopio.
3) Noi non “asserivamo” un bel nulla. Le nostre ricerche erano addirittura eseguite, tra l’altro, nell’ambito di progetti di ricerca della Commissione Europea.
4) La parte che riguarda gli alimenti è del tutto marginale nelle nostre ricerche e fu Grillo ad usarle come credeva di aver capito. A quei tempi, noi non avemmo mai rapporti con le case produttrici né c’interessava averne perché il fulcro della nostra ricerca era tutt’altra cosa.
5) Nessuno di noi disse che ritardare l’acquisto avrebbe ucciso gl’italiani. Lo facemmo arrivare prima semplicemente garantendo personalmente il pagamento.
6) Non c’era nulla di “provvisorio” nella collocazione del microscopio nel nostro laboratorio: era semplicemente ciò che era scritto e detto da Grillo.
7) Chiedere all’ARPAM quanto costa mantenere il microscopio. Il solo abbonamento di assistenza, che copre una frazione dei costi, ammonta a 40.000 Euro annui.
Se i signori interroganti vogliono caricarsi delle spese, sono i benvenuti. Del resto, lo stipendio che ricevono e i privilegi di cui godono senza aver ricevuto un solo voto dagli elettori e, pertanto, fuori dei dettati di quel che resta della Costituzione, lo consentirebbero .
9) La storiella dello “scarso utilizzo” da parte nostra è a dir poco ridicola. Usare l’apparecchio almeno 350 giorni l’anno non mi pare poi così poco. Molto spesso lo usavamo le domeniche e le feste comandate e lo facevamo per parecchie ore tutti i giorni.
10) Il Tribunale di Reggio Emilia si è espresso in proposito. Basta leggere la sentenza.
11) L’esposto del personaggio è caduto nel vuoto così come tutte le azioni legali volte ad interrompere le ricerche e così come lo "scopo di lucro". L'unica cosa che mi auguro è che questi parlamentari che, evidentemente, ci meritiamo, rivolgano la loro attenzione ai problemi di cui si dovrebbero occupare, invece di fare da sponda a personaggi il cui squallore è mortificante. Prendersi gioco della magistratura e del parlamento non è cosa di cui andare fieri. Non rispettare le sentenze, neppure. Mentire, ancora di più se per conto terzi, è sintomo di una miseria penosa.
12) AD oggi non risulta alcuna inchiesta della magistratura a nostro carico. Ma non si sa mai: magari qualcuno sosterrà che io ho insultato Ramsete II e partirà una querela. Ormai ci ho fatto il callo e la magistratura pure.
 
 
#27 stelle e stalleelena 2015-10-09 16:50
Grazie. Grazie per aver confermato ciò che ho sempre pensato del sig. Giuseppe e C. Il Grillo Mannaro doveva essere pubblicato, doveva essere venduto in tutti i circuiti. Si pubblicano libri sulla mafia, sui servizi segreti, sul rapimento di Aldo Moro, sul mostro di Firenze e chi più ne ha più ne metta. Il fatto che Lei non abbia trovato alcun editore disposto a pubblicare il Grillo Mannaro mi inquieta moltissimo e mi fa pensare che dietro le stelle ci sia letame e sofisticati ingranaggi che muovono innumerevoli interessi, immaginabili ed inimmaginabili........

RISPOSTA

Non è così: io l'editore l'avevo trovato. Fu il ragionier Giuseppe o più probabilmente il suo burattinaio a bloccare la distribuzione. Gl'italioti non si rendono conto di quanto potere detenga quella insaziabile coèppietta. Su Grillo esistono parecchi libri ma nessuno è scritto in base ad esperienza diretta. Il mio è l'unico ad esserlo ed è l'unico che non lascia spazio a smentite. Quindi...
 
 
#26 Tensione eccessivaFernando Leo 2015-02-27 17:16
Citazione Fernando Leo:
Personalmente ho conosciuto il dottor Montanari qualche anno fa grazie al blog di Beppe, apprezzo il suo lavoro e ne ho un profondo rispetto. Fatico però a comprendere perché debba perdere il suo prezioso tempo nel mescolare questo pentolone maleodorante, che più viene mescolato e più emana fetidi odori, quando abbiamo problemi ben più gravi da affrontare, tipo il Decreto "Sbrocca italia". Non trovo più aggiornamenti sul suo lavoro inerente le nano-patologie (libro a parte che acquisterò oggi stesso). Ma basta! Diciamo che è un pò colpa di entrambi e voltiamo pagina, abbiamo bisogno del suo lavoro Montanari non di pettegolezzo!

RISPOSTA

Uno dei compiti civici e morali di qualunque cittadino è quello di mostrare ai suoi simili, se lui li vede, i pericoli nei quali rischiano d’incorrere. Giuseppe Grillo rappresenta un pericolo gravissimo non tanto per la nostra democrazia, e questo semplicemente perché quella farsetta del suo partito si sta dissolvendo come è normale che sia, quanto per quello che il personaggio ha combinato contro la salute e l’ambiente che, ahimè, tutti condividiamo. Dunque, perché dovrei esimermi dal far annusare il fetore che quelle azioni sconsiderate generano? Se la cosa non le piace, frequenti il blog di [quote name="Fernando Leo"]Personalmente ho conosciuto il dottor Montanari qualche anno fa grazie al blog di Beppe, apprezzo il suo lavoro e ne ho un profondo rispetto. Fatico però a comprendere perché debba perdere il suo prezioso tempo nel mescolare questo pentolone maleodorante, che più viene mescolato e più emana fetidi odori, quando abbiamo problemi ben più gravi da affrontare, tipo il Decreto "Sbrocca italia". Non trovo più aggiornamenti sul suo lavoro inerente le nano-patologie (libro a parte che acquisterò oggi stesso). Ma basta! Diciamo che è un pò colpa di entrambi e voltiamo pagina, abbiamo bisogno del suo lavoro Montanari non di pettegolezzo!

RISPOSTA

Uno dei compiti civici e morali di qualunque cittadino è quello di mostrare ai suoi simili, se lui li vede, i pericoli nei quali rischiano d’incorrere. Giuseppe Grillo rappresenta un pericolo gravissimo non tanto per la nostra democrazia, e questo semplicemente perché quella farsetta del suo partito si sta dissolvendo come è normale che sia, quanto per quello che il personaggio ha combinato contro la salute e l’ambiente che, ahimè, tutti condividiamo. Dunque, perché dovrei esimermi dal far annusare il fetore che quelle azioni sconsiderate generano? Se la cosa non le piace, frequenti il blog di Grillo e vedrà che, con la censura che impera in quel sito, non troverà menzione delle porcherie che la disturbano.
Trovo, poi, a dir poco bizzarro che lei presuma che il decreto sbroccaitalia sia in qualche modo più critico per il Paese di quanto non sia l’attentato continuo e spesso riuscito che quel personaggio infligge alla comunità.
Venendo al lavoro di mia moglie e mio, sappia che, proprio a causa di Giuseppe Grillo, questo ha subito un rallentamento gravissimo. Comunque, grazie ad un giudice e sobbarcandoci ogni volta 400 km, riusciamo ancora ad usare saltuariamente il nostro microscopio e stiamo lavorando con un ospedale oncologico sulla leucemia con risultati eccellenti. Se questo povero paese avesse un governo meno repellente di quello che gli abbiamo consentito e avesse una classe imprenditoriale non fatta di untuosi bottegai ma d’imprenditori veri, oggi sarebbe disponibile un’apparecchiat ura che noi abbiamo ideato per ripulire il sangue dalle polveri che causano nanopatologie. Lo dica al ragionier Grillo. Non si sa mai.
Quanto alla colpa un po’ di tutti e due, mi permetta di dirle che lei, senza originalità e senza spirito critico, fa il verso ai filosofi delle osterie, quei personaggi con un tasso alcolemico sempre sopra i limiti che ammanniscono ai malcapitati astanti le espressioni della loro “saggezza”. Senza augurarle che le capiti ma giusto come esempio, immagini che un rapinatore entri di notte in casa sua, la faccia blu di botte e le porti via gli ori di famiglia. A questo punto, dall’osteria all’angolo immagini che si levi la voce del “saggio”: i delinquenti sono due: il rapinatore e, vedi un po’, lei. Questo perché, come sanno i giusti di plastica, quelli che ragionano per stereotipi meccanici mai dimostrati da nessuno ma comodi e di effetto presso chi si ferma lì, i torti non stanno mai da una parte sola.
Pettegolezzo: dia un'occhiata al vocabolario e poi controlli dove e quando io sarei caduto nel pettegolezzo. Tutto ciò che scrivo è documentato e delle cose private di Grillo (ne conosco diverse ma non ne ho scritto) non troverà traccia.
Infine un consiglio: si conceda un giretto negli ospedali e faccia due chiacchiere con chi Grillo ha condannato. Ne troverà un po’ di disponibili. Chissà, forse un certo rossore colorerebbe le sue gote rileggendo quello che ha scritto.

E sì, devo dire che l'aria è ancora molto..... tesa, chiudo immediatamente la porta, semmai ripasserò quando avrà sotterrato l'ascia di guerra, mi creda non sono io che la minaccia e il suo livore mi sembra sproporzionato. Inoltre farebbe bene a parlare lei stesso con il ragionier Grillo, personalmente non ho mai avuto occasione e non ne avverto la necessità, tranne che per ringraziarlo per quello che fa. Un cordiale saluto e complimenti per il suo lavoro, libro ricevuto!

RISPOSTA

Ancora una volta temo che lei non sia conscio della situazione. Venga a parlare con qualcuno cui non riusciamo più a dare aiuto a causa degl’interessi non certo lodevoli del ragionier Grillo e si accorgerà dell’esistenza di un mondo di dolore e di disperazione che forse non immagina nemmeno. Quanto a parlare personalmente con il ragioniere, sappia che ci sto provando in ogni maniera dal giugno 2009 ma, a parte la volta in cui lo incontrai al Palasport di Modena tendendogli una sorta di tranello (vedi appendice de Il Grillo Mannaro) e lui scappò balbettando, non c’è niente da fare: il povero tragicomico scappa da quel coniglio che è, senza il coraggio delle sue azioni e senza la dignità che fa di un uomo un uomo. Livore? Dica schifo. Ma dica anche una profondissima pena perché, per quanto distorto un cervello sia, non credo che, nel privato del suo bagno, il personaggio non si renda almeno parzialmente conto di che cosa è. E, comunque, la malvagità non potrà mai rendere felici. Quando leggo esternazioni come le sue, non riesco a non provare delusione nei confronti di una società che ha fatto della più meschina furberia il proprio modello e che di fronte alla denuncia, per di più ampiamente circostanziata, prova la noia del giovin signore. In aggiunta, non riesco a rendermi conto di come si possa in qualche modo giustificare o anche solo ammorbidire le pesantissime responsabilità di un essere che meriterebbe solo di subire la sorte che infligge al prossimo. Ma pensi a quanto sono strano io: se Grillo o uno dei suoi figli avesse bisogno d'aiuto, non esiterei un attimo a darglielo.
 
 
#25 Basta!Fernando Leo 2015-02-26 09:52
Personalmente ho conosciuto il dottor Montanari qualche anno fa grazie al blog di Beppe, apprezzo il suo lavoro e ne ho un profondo rispetto. Fatico però a comprendere perché debba perdere il suo prezioso tempo nel mescolare questo pentolone maleodorante, che più viene mescolato e più emana fetidi odori, quando abbiamo problemi ben più gravi da affrontare, tipo il Decreto "Sbrocca italia". Non trovo più aggiornamenti sul suo lavoro inerente le nano-patologie (libro a parte che acquisterò oggi stesso). Ma basta! Diciamo che è un pò colpa di entrambi e voltiamo pagina, abbiamo bisogno del suo lavoro Montanari non di pettegolezzo!

RISPOSTA

Uno dei compiti civici e morali di qualunque cittadino è quello di mostrare ai suoi simili, se lui li vede, i pericoli nei quali rischiano d’incorrere. Giuseppe Grillo rappresenta un pericolo gravissimo non tanto per la nostra democrazia, e questo semplicemente perché quella farsetta del suo partito si sta dissolvendo come è normale che sia, quanto per quello che il personaggio ha combinato contro la salute e l’ambiente che, ahimè, tutti condividiamo. Dunque, perché dovrei esimermi dal far annusare il fetore che quelle azioni sconsiderate generano? Se la cosa non le piace, frequenti il blog di Grillo e vedrà che, con la censura che impera in quel sito, non troverà menzione delle porcherie che la disturbano.
Trovo, poi, a dir poco bizzarro che lei presuma che il decreto sbroccaitalia sia in qualche modo più critico per il Paese di quanto non sia l’attentato continuo e spesso riuscito che quel personaggio infligge alla comunità.
Venendo al lavoro di mia moglie e mio, sappia che, proprio a causa di Giuseppe Grillo, questo ha subito un rallentamento gravissimo. Comunque, grazie ad un giudice e sobbarcandoci ogni volta 400 km, riusciamo ancora ad usare saltuariamente il nostro microscopio e stiamo lavorando con un ospedale oncologico sulla leucemia con risultati eccellenti. Se questo povero paese avesse un governo meno repellente di quello che gli abbiamo consentito e avesse una classe imprenditoriale non fatta di untuosi bottegai ma d’imprenditori veri, oggi sarebbe disponibile un’apparecchiat ura che noi abbiamo ideato per ripulire il sangue dalle polveri che causano nanopatologie. Lo dica al ragionier Grillo. Non si sa mai.
Quanto alla colpa un po’ di tutti e due, mi permetta di dirle che lei, senza originalità e senza spirito critico, fa il verso ai filosofi delle osterie, quei personaggi con un tasso alcolemico sempre sopra i limiti che ammanniscono ai malcapitati astanti le espressioni della loro “saggezza”. Senza augurarle che le capiti ma giusto come esempio, immagini che un rapinatore entri di notte in casa sua, la faccia blu di botte e le porti via gli ori di famiglia. A questo punto, dall’osteria all’angolo immagini che si levi la voce del “saggio”: i delinquenti sono due: il rapinatore e, vedi un po’, lei. Questo perché, come sanno i giusti di plastica, quelli che ragionano per stereotipi meccanici mai dimostrati da nessuno ma comodi e di effetto presso chi si ferma lì, i torti non stanno mai da una parte sola.
Pettegolezzo: dia un'occhiata al vocabolario e poi controlli dove e quando io sarei caduto nel pettegolezzo. Tutto ciò che scrivo è documentato e delle cose private di Grillo (ne conosco diverse ma non ne ho scritto) non troverà traccia.
Infine un consiglio: si conceda un giretto negli ospedali e faccia due chiacchiere con chi Grillo ha condannato. Ne troverà un po’ di disponibili. Chissà, forse un certo rossore colorerebbe le sue gote rileggendo quello che ha scritto.
 
 
#24 criticheparide 2015-02-19 20:40
Gentile Dottore, oggi mi sono messo a ridare un'occhiata al Grillo Mannaro e ho letto un po' dei commenti presenti nel blog. Devo dire che pur avendo letto il libro con una certa attenzione, faccio molta fatica a seguire il senso di molti interventi e relative repliche. Considerando che se si esercita il dubbio cartesiano fino in fondo non si arriva davvero da nessuna parte e che quindi non posso dire che sono certo che tutto quello che lei racconta sia vero per filo e per segno, per me resta il fatto che si coglie una notevole precisione da parte sua nel dettagliare tutti i particolari della vicenda, precisione che a volte è addirittura esagerata e questo è sempre un segno di credibilità. Comunque sia, un fatto fondamentale mi sembra chiaro: la raccolta fondi è stata fatta per permettere a due ricercatori di utilizzare un microscopio, poi il microscopio è finito altrove, con fregatura dei due ricercatori e di chi ha fatto le donazioni. Ora, tornando al metodo del dubbio cartesiano, io potrei anche pensare che lei abbia mentito su questa circostanza, che poi è il sugo di tutta la storia, ma se così fosse dovrei concludere che lei è proprio una persona degna dei peggiori aggettivi e questo non mi sembra possibile, pensando all'impressione che di lei ho avuto da molti altri elementi. Alla fine anche Cartesio per uscire dall'angolo faceva un ragionamento del genere.
Penso che chi le rivolge critiche piuttosto feroci (in buona o mala fede che sia) dovrebbe dimostrare che il microscopio non si trova ora a Pesaro, quasi inutilizzato, e che la raccolta fondi non era finalizzata a permettere a lei e alla dottoressa Gatti di usare questo strumento a tempo pieno. Da questo deriva tutto il resto, mi sembra.
Quanto alla sua ingenuità, anch'io, come altri intervenuti in questo blog, ne sono stato colpito, tuttavia la sua replica al sig. Piero di Salerno dice già molto di quello che avrei potuto dire io. Mi pare comunque che prima di insinuare qualcosa di scorretto a proposito del comportamento di una persona si dovrebbero dare delle prove o almeno degli elementi oggettivi, altrimenti l'offesa che ne consegue è intollerabile, laddove le insinuazioni fossero infondate.

RISPOSTA

E' curioso pensare che io sia costretto a difendermi dall'accusa di aver subito un torto. E' pure curioso che dopo aver fornito tutte le prove documentali possibili e dopo aver invitato chiunque, senza ottenere una sola risposta documentata, a dimostrare che una sola virgola di ciò che scrivo è errata sia ancora oggetto di dubbi. Chiunque voglia farsi un giretto a Pesaro (ottimi ristoranti di pesce a prezzi abbordabili) può agevolmente constatare ciò che dico. Chi, poi, volesse spingersi ad Urbino (città comunque da visitare), potrebbe intervistare il prof. Pietro Gobbi incaricato dall'Università di gestire i rapporti tra noi e il microscopio ora, da qualche anno, a Pesaro. Chi, invece, volesse limitarsi a rileggere quanto Grillo pubblicò sul suo blog ai tempi della raccolta, si renderà conto della situazione storica toccandola con mano. Dall'altro canto, invece, nessuno chiede ragione a Grillo né lo pungola a fornire il suo punto di vista (grotteschi i parlamentari rimasti), un punto di vista inesistente perché il personaggio, dotato d'intelligenza non ingombrante, ha agito e continua ad agire semplicemente da strumento senza nemmeno rendersi conto dell'enormità che stava facendo e continua a fare.
Ma, poi, che interesse avrei io in tutto questo? Comunque sia, il tribunale mi ha dato ragione in primo grado con una sentenza che, di fatto, dorme perché la signora Bortolani si è appellata fidando nella speditezza da bradipo della nostra giustizia. Tra 20 anni io non ci sarò più e lei l'avrà fatta franca.
 
 
#23 @micheleGianluca Bracca 2014-08-14 15:16
In risposta ai consigli di Michele, segnalo che il file attualmente disponibile è un'edizione riveduta tecnicamente per il mondo digitale, dove la copiosa sitografia ha i link attivi.
Buona lettura.

RISPOSTA

Dopo quanto è successo a stesura del libro terminata dovrei scrivere chissà quante altre pagine. Le figure non propriamente brillanti rimediate in questo frattempo dalla squadretta di comari e di grillini zoccolo duro meriterebbero una trattazione comica con qualche dettaglio. Al momento, però, sono impegnato a fare altro e di personaggi così meschini non ho tempo né voglia di occuparmi. Mi dispiace che non sia arrivata non solo nessuna querela ma nemmeno una piccola smentita a quanto ho scritto. Non sarà, per caso, tutto vero fino all'ultima virgola?
 
 
#22 Siamo uomini o caporali!?piero 2014-04-03 13:11
Gentile Dott. Montanari
ho appena finito di leggere il suo interessantissi mo libro. Inizio subito col dire che non ho nessuna difficoltà a credere in tutto quello che scrive soprattutto quando parla di Grillo e ne descrive la vera essenza oltre all'essenza di quelli che gravitano attorno a lui. La mia convinzione nasce non solo dal fatto di essermi aggiornato costantemente su questo "fenomeno" e di averlo inquadrato già da tempo ma anche (e soprattutto) dal fatto che anni fa, essendo di Salerno, ho avuto la (s)fortuna di partecipare al meetup della mia città rimettendoci tempo e soldi. Ergo sono venuto a contatto con gente inenarrabile che Lei, sicuramente, ha conosciuto meglio di me. Non ho quindi nessun dubbio circa la veridicità di quanto da Lei raccontato.
Quello a cui però non credo, e spero non me ne voglia, e la sua totale buona fede o, per meglio dire, la sua ingenuità nell'affrontare le situazioni esposte. Il suo continuo vestirsi da fesso non può essere un ombrello sotto cui ripararsi ogni volta. Anche perché né a lei e né a sua moglie, credo machi la materia grigia per poter capire e valutare determinate situazioni. Per quanto neofita uno possa essere di ambienti e situazioni, riesce difficile accettare il fatto che il dubbio di qualcosa di losco non le sia balenato prima del "botto".
Come mi riesce difficile credere che uno ci rimetta migliaia di euro, tempo di lavoro, credibilità personale ecc. ecc. in un progetto che non gli porta niente se non una sorta di soddisfazione personale.
Per cui che lei sia vittima e non carnefice ne sono più che convinto però la prego, la smetta di continuare ad affermare che ha iniziato questa avventura ed ha fatto tutto solo "pro bono".
Sul palco di Grillo, per circa 200 volte, ci è salito lei con i suoi piedi. Nessuno ce l'ha portato con la forza. E così per tutto il resto. Ma ripeto, va bene, le scelte sono state sue e ne aveva tutto il diritto. Però nei Santi non ci ho mai creduto. Figuriamoci nei Santi ancora in vita!!!
Cordiali saluti

RISPOSTA

Nessuna meraviglia: anzi, una conferma.
Come accade lasciando spazio solo alle eccezioni e, dunque, fuori dalla media, l’uomo comune è convinto che i suo simili siano fatti a sua immagine e somiglianza. Il che risulta vero nella soverchiante maggioranza dei casi e, dunque, è statisticamente piuttosto sicuro ragionare così, ed è pure comodo perché fa risparmiare fatica e fa commettere pochi errori.
Accade, però, che esistano le eccezioni, eccezioni che non sono, poi, così terribilmente rare.
Venendo allo specifico, mi vorrà spiegare come avrei potuto io immaginare che mi si stesse tendendo un tranello. Si metta in quella circostanza storica e, senza l’inutile senno di poi, valuti obiettivamente che cosa avrebbe potuto mettermi in guardia. Delle migliaia di persone che, in un modo o nell’altro, s’interessarono allora della raccolta, a nessuno venne in mente che stavo per cadere in una trappola. E loro con me, visto che il soldino l’avevano messo per tutt’altro scopo rispetto a quello che poi si rivelò essere. Forse lei è dotato di facoltà divinatorie e, se fosse così, mi chiedo perché non mi abbia avvertito a tempo debito, stante il fatto che io a Salerno ci venni più di una volta anche in compagnia di Grillo e lei faceva parte del meetup locale.
Quanto ai mio essere non solo fessacchiotto ma anche, al contempo, furbetto, veda di spiegare perché io avrei accettato senza batter ciglio d’intestare il microscopio ad una onlus e non a me. Quell’aggeggio ha un valore venale notevole e si piazza benissimo nel mercato dell’usato. Dunque, perché mai l’avrei fatto?
E, oltre a quell’occasione perduta, che vantaggi in termini di quattrini avrei potuto ricavare dall’operazione , visto che a me non arrivavano i soldi ma erano tutti indirizzati alla onlus? Qui, però, sta il problema. Lei, come è, peraltro, legittimo fare, sospetta che io avessi sperato in qualche modo di ottenere vantaggi economici dall’operazione . Magari mi spiega quali, perché i sospetti vanno circostanziati se non si vuole cadere nel ridicolo come è accaduto ai tanti grillini che, a microscopio sottratto, invece di prendersela con Grillo hanno accusato me di qualcosa che nemmeno loro sapevano, né sanno, che cosa fosse.
Deve sapere che esiste una minoranza di persone che del denaro non sa che farsene se non per usarlo a soddisfare bisogni tutto sommato semplici. E io appartengo a quella minoranza perché sono ricco.
Nella mia vita ho incrociato persone dalle cui tasche straripavano quattrini, persone che con i quattrini imbottivano il divano, persone che avevano una collezione di automobili che nemmeno guidavano e di orologi di stralusso. In nessun caso quegli straripamenti avevano a che fare con la ricchezza.
Tanto per fare un esempio, provi a dare una copia dell’Eneide in latino a Beppe Grillo o a portarlo a sentire i Concerti Brandeburghesi. Lo porti agli Uffizi o ad una conferenza sulla morale socratica. Da quelli che sono godimenti impagabili (impagabili!) Beppe, come tanti altri milionari, ricaverebbe solo noia perché quei piaceri non si comprano con i soldi. Gli faccia rimboccare le maniche del cervello per scovare come tirare fuori un bambino da una malattia che sembrava condannarlo. Lo faccia massacrare per anni sulla scia di una scoperta scientifica che tutti svillaneggiano (fino, poi, ad appropriarsene) .
Io sono talmente ricco da vivere tutti questi godimenti e non ne darei la millesima parte in cambio di una montagna di quattrini.
Per il resto, faccia lei. Forse, senza rendersene conto, lei ha conosciuto solo un mondo di straccioni.
 
 
#21 Il manicomio di Reggio Emiliagianni 2014-03-25 22:33
Egregio Dott. Montanari,
stavo leggendo con interesse il sui libro, ma a pagina 44 mi sono fermato ad una sua citazione:

"Incidentalmente , sarà un caso, ma Reggio Emilia ospitò per decenni un manicomio immenso, e chi arriverà alla fine di queste pagine forse collegherà quel fatto (qualcosa è restato nell'aria?) con gli episodi che legano quella città a casi di follia conclamata."

Quale credibilità può avere il suo libro, se così con disinvoltura, si permette di offendere con provocazioni razziali i cittadini di Reggio. Frasi di questo tipo, già inopportune tra ubriachi al bar (finirebbe a botte), lo sono ancor più in un libro redatto da un professionista.

Mi spiace molto Dott. Montanari, ma non arriverò proprio alla fine delle sue pagine per capire "cosa c'è nell'aria di Reggio che crea casi di follia conclamata". La follia, meglio cercarla altrove.

Un saluto.

RISPOSTA

Sono sollevato leggendo il suo messaggio. Solo un imbecille potrebbe scambiare per razzismo l'ironia rivolta a persone che meriterebbero trattamenti assi più consoni alla loro condizione di quanto non sia quella frase innocentissima. E il mio libro non è rivolto agl'imbecilli. Dunque, sono lieto di essermi liberato di qualcuno che, senza ombra di dubbio, avrebbe equivocato su chissà che.


Egregio Dottore, sono io sollevato dalla sua risposta, mi ha dato modo di constatare con quanta superficialità definisce "innocentissima frase" (nel contesto di un libro che non mi sembra ironico), la sua è stata semplicemente e solamente una inopportuna e poco felice affermazione. Bastava scusarsene. Niente di più.

Ma Lei ha preferito un altro tipo di risposta.

Non mettiamo di mezzo i veri malati, non parliamo della piaga dell'ospedale psichiatrico per la città di Reggio ed in particolare di quei malcapitati finiti nelle mani di medici troppo spesso privi di scrupoli. Non è argomento.

Caro il mio dottore, io non l'ho offesa e tantomeno lo farò ora, anzi la ringrazio, è riuscito a dare piena mostra di sè.

Chi osa criticarla, per Lei, è semplicemente un imbecille!
 

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