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Pubblico così come mi è arrivato. Bisogna tenere conto del fatto, però, che dove esiste un registro tumori la sua affidabilità è modesta. Malauguratamente i dati relativi alle malattie da inquinamento vengono nascosti o distorti e le false certezze che ci vengono propinate sono funzionali alla devastazione a scopo di lucro che viene continuamente perpetrata nel nostro Paese. Una volta di più dobbiamo svegliarci.

COMUNICATO STAMPA
Oggetto: QUELLO CHE (NON) HO E CHE NON CI VOGLIONO DARE :
IL REGISTRO TUMORI!


Noi credevamo che in Italia i 130 milioni di tonnellate l’anno di produzione di rifiuti industriali fossero ben separati, tracciati e correttamente smaltiti rispetto ai circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti. Abbiamo dovuto invece apprendere, dai rapporti sulle ecomafie, che di non meno di circa 30 milioni l’anno di rifiuti industriali prodotti, pari a circa l’intera produzione di rifiuti urbani, perdiamo le tracce da oltre trent’anni.
Noi credevamo che lo Stato Italiano facesse una dura e serrata lotta alla evasione assassina dei circa 5 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti tossici industriali che invece da oltre trenta anni, con un flusso costante da nord verso sud, hanno avvelenato , avvelenano e continuano ad avvelenare la Campania e tutto il Sud di Italia e le sue discariche per rifiuti urbani : da Pianura a Terzigno, da Serre a taverna del Re, da Ferrandelle a San Tammaro, dalla Basilicata alla Puglia, alla Calabria.
Noi credevamo che i TIR che trasportano i rifiuti urbani, di responsabilita’ e gestione pubblica, e i TIR che trasportano i rifiuti industriali, di responsabilita’ e gestione privata, fossero facilmente e ben tracciabili e controllati via satellite, come oggi avviene per qualunque cittadino che cammina con un cellulare acceso nella propria tasca, e invece sappiamo oggi che non accade e non accadra’ ancora per molti anni a venire.
Noi credevamo che i 50 anni dalla Peste del cancro annunziata dai geologi a Castelvolturno si calcolassero dal 2010 e non, come invece è, dalla data degli sversamenti presunti e cioe’ dal 1980!
Noi credevamo che il cancro colpisse prevalentemente gli anziani e non i giovani sotto i 40 anni  come ognuno di noi puo’ ormai constatare nelle proprie famiglie in questa Regione.
Noi credevamo che i rifiuti apparentemente infiniti che ammorbano la Provincia di Caserta fosse la munnezza urbana della inciviltà dei cittadini napoletani e casertani. E invece abbiamo dovuto apprendere che non esiste una sola discarica a norma per rifiuti industriali prodotti in tutta la Regione Campania e che i rifiuti che infestano le discariche a Caserta e uccidono col cancro i cittadini della Provincia più giovane di Italia, non sono i rifiuti urbani di Napoli ma quelli industriali di tutta la Campania e di tutta Italia.
Noi credevamo che in Campania mancassero gli inceneritori, e oggi sappiamo che non è vero. La Campania da tempo è la terza regione di Italia con una potenza di incenerimento di oltre 600mila tonnellate l’anno di rifiuti urbani su una produzione totale di non piu’ di 2.4 milioni di tonnellate l’anno, mentre invece scopriamo che la Campania è la prima e unica regione al mondo A RIFIUTI ZERO INDUSTRIALI, non disponendo di una sola discarica a norma e di un solo impianto a norma per smaltire i propri e gli altrui rifiuti industriali e tossici.
Noi credevamo che vergogne come quella di Agrimonda a Mariglianella, dove rifiuti speciali tossico nocivi come pesticidi bruciati restano a terra ad inquinare le falde acquifere coperti da un telo di plastica per oltre venti anni dipendesse da semplice ignavia della politica locale. Noi non credevamo che fosse una precisa strategia industriale che crea la assenza di discariche per rifiuti speciali e quindi obbliga, per smaltire questa tipologia di rifiuti  fuori regione , a pagare oltre tremila euro a tonnellata , mentre il Comune di Napoli , oggi, per smaltire i propri rifiuti urbani in Olanda, paga con le nostre tasse delle TARSU non piu’ di 90 euro a tonnellata!
Noi credevamo che l’Italia fosse oggi finalmente uno Stato unitario e che la Salute fosse un diritto costituzionale sancito e tutelato dall’art 32 della Costituzione e non credevamo che dopo oltre trenta anni non ci fosse ancora una valida rete di registri tumori in Campania per dare almeno giustizia ai nostri ormai infiniti malati di cancro.
Noi sappiamo per certo oggi che nel solo anno scorso (2011 vs 2010) abbiamo registrato sul territorio della Provincia di Caserta il 61% di incremento della spesa farmaceutica territoriale per i soli farmaci contro i tumori.
Noi credevamo che ci fossero problemi economici nella nostra Regione per perdere ancora anni a finanziare con 1.5 milioni di euro una valida rete di Registri Tumori! Noi non potevamo credere che si sarebbe preferito invece contemporaneamente finanziare con 2.8 milioni il portale web regionale e non la rete dei Registri Tumori dopo questo immane disastro ambientale!
Dateci finalmente una valida rete di Registri Tumori in Campania, almeno per dare contezza esatta, un minimo di giustizia e la speranza che esista ancora uno Stato e una Sanita’ pubblica nella nostra Campania!  
Noi credevamo che l’Italia, dopo 150 anni, avesse dei problemi come Stato unitario e che molti , come i leghisti del nord, volessero tornare autonomi in uno Stato indipendente chiamato Padania.
Noi non credevamo che dopo 150 anni non il sangue dei nostri eroi risorgimentali, ma il sangue inquinato dei nostri concittadini del sud e del nord avrebbe finalmente reso unito, nel dolore del cancro creato e voluto dal deliberato massacro della Prevenzione Primaria, questa grande Nazione!


Napoli, li 16 maggio 2012


Il DIRETTIVO REGIONALE
MEDICI  PER L’AMBIENTE  REGIONE CAMPANIA
Dr G. Rivezzi, Dr. G. Comella, Dr. A.Marfella, Dr. G. Esposito, Dr. G. Ciannella

Commenti  

 
#5 ma funziona?Edi Mattioli 2012-05-30 14:03
Citazione Edi Mattioli:
leggo a questo link http://www.registri-tumori.it/cms/node/23 che "Certificati di morte: rappresentano storicamente una delle fonti principali della registrazione dei tumori. Sono acquisibili tramite il flusso delle schede di morte ASL/ISTAT che contengono l’indicazione della causa di morte." e allora mi domando leggendo la scheda di morte ISTAT di mio padre dove viene scritto:
Causa iniziale ETEROPLASIA ESOFAGEA METASTATIZZATA
Causa intermedia
METASTASI OSSEE EPATICHE AGGRAVAMENTO DI BPCO E CARDIOPATIA
Causa terminale EDEMA POLMONARE
quale di queste informazioni è quella che va a finire nel registro tumori?

nessuno dei frequentatori di questo blog conosce come funziona il registro tumori? se prendono i dati dalle schede di morte ISTAT e magari considerano solo la causa terminale si spiega perchè i morti per tumore non sono poi così tanti come nella realtà ! qualcuno sa rispondermi?

RISPOSTA

I registri tumori sono quanto di più disomogeneo si possa immaginare e quanto di più indecifrabile. Un esempio tra i tanti: se uno si ammala a Modena e si fa curare a Milano senza che a Modena l’abbia visto nessuno, che succede?
 
 
#4 come funziona ?Edi Mattioli 2012-05-25 18:43
leggo a questo link http://www.registri-tumori.it/cms/node/23 che "Certificati di morte: rappresentano storicamente una delle fonti principali della registrazione dei tumori. Sono acquisibili tramite il flusso delle schede di morte ASL/ISTAT che contengono l’indicazione della causa di morte." e allora mi domando leggendo la scheda di morte ISTAT di mio padre dove viene scritto:
Causa iniziale ETEROPLASIA ESOFAGEA METASTATIZZATA
Causa intermedia
METASTASI OSSEE EPATICHE AGGRAVAMENTO DI BPCO E CARDIOPATIA
Causa terminale EDEMA POLMONARE
quale di queste informazioni è quella che va a finire nel registro tumori?
 
 
#3 Tumori porta a portaMartolini Enrica 2012-05-24 20:34
E' vero Dottore, io vendo elettrodomestic i porta a porta e quando lavoro a Rosignano Solvay, mi imbatto TUTTI I GIORNI due o tre volte in persone che mi raccontano le loro traversie col tumore, senza che, naturalmente io chieda niente. Ad esempio:"Signora per favore parli piano, mio marito ha fatto la chemio e ha 40 di febbre" Oppure:"Mi ero rotta una gamba, ma prima di andare al pronto soccorso ho voluto finire la radioterapia." E trovare magari una casa tappezzata di cartelli con scritto "Forza mamma che ce la fai" e sapere che la mamma in questione non deve fare nessuna gara sportiva, ma bensì l'ultimo ciclo di chemio. Io a fare quel paese non ce la faccio più! E le posso anche assicurare che alcune strade sono più colpite e altre meno. Se questo lo vedo io casualmente col mio modesto lavoro, possibile che non venga fatto un serio studio epidemiologico?

RISPOSTA

Gli studi epidemiologici sono un’arma a doppio taglio che non viene quasi mai compresa da chi la richiede a gran voce. Per prima cosa bisogna partire dal fatto che, se ci si limita a parlare di cancro, esistono forme che si manifestano decenni dopo l’esposizione all’eventuale causa (per esempio il mesotelioma pleurico). I tempi, poi, sono diversissimi tra le varie forme e, nell’ambito di queste forme, ancora diversi. C’è, poi, l’altro problema: se si parla d’inquinamento, - a mio parere la prima causa di patogenicità oggi - le malattie relative sono tantissime, mentre si tende a circoscriverle ai soli tumori. Infine bisogna sapere che l’epidemiologia è quanto di più taroccabile esiste in Medicina che, già di per sé, non è una scienza a pieno diritto. Ecco, allora, che indagini epidemiologiche fatte come, ad esempio, si fanno a Modena sono grottescamente fasulle e sono fatte apposta per gabbare la cittadinanza. Tenga presente che un’indagine epidemiologica che preveda ricerche ambientali e che abbia valore richiede una visione totale della Medicina (che di fatto mai esiste) e della sociologia oltre a tempi lunghissimi. E tanta onestà.
 
 
#2 dati precisi? un tabù.dimitri 2012-05-24 12:39
Provate a cercare in rete dati relativi alla mortalità per cancro in Italia degli ultimi anni. Vi risulterà molto difficile. E' quindi agevole per i nostri luminari apparire periodicamente in TV e bellamente sostenere che "di cancro oggi si muore sempre meno", ricevendo scroscianti e commossi applausi.

RISPOSTA

Ahinoi, questa è la triste realtà. Ma provate a bussare a un po' di porte a caso e chiedete se lì ci stia per caso un malato di cancro. Poi confrontate i risultati della vostra piccola ricerca, assolutamente priva di scientificità, con quello che vi ha racontato la TV.
 
 
#1 DatawarehouseCassino 2012-05-23 22:50
Esistono tecniche efficaci per effettuare delle correlazioni sui dati sanitari. Più o meno in maniera disomogenea e senza un coordinamento centrale le ASL più organizzate stanno implementando dei datawarehouse sanitari. Trattasi di una sorta di brogliaccio dove sono registrati degli eventi a "granularità fine", ossia delle informazioni basilari (ad esempio la rilevazione istantanea di un parametro corporeo da parte di una macchina della terapia intensiva).
Naturalmente la progettazione di siffatti sistemi è qualcosa di ciclopico, ma se affrontata con grano salis può portare ad avere a disposizione un potentissimo strumento di analisi. Inutile dire che i registri tumori potrebbero essere delle fonti dati di un datawarehouse (datamart). Si pensi alle correlazioni automatiche rilevate mediante appositi software. Ovviamente ci vuole poi l'esperto della materia per chiarire se la relazione inferita ha senso (semantico). Si può fare della ricerca di qualità. Sempre che qualcuno non metta i bastoni tra le ruote ovviamente

RISPOSTA

Molto spesso il problema non è costituito dallo strumento ma dagli uomini che lo manovrano. Se chi maneggerà i dati sarà in qualche modo in condizione di conflitto d'interessi (e d'interessi in questo campo ce n'è a iosa), ecco che l'immagine risulterà falsata e quello che ne uscirà sarà del tutto controproducent e perché darà certezze basate sul nulla.
 

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