C’è motivo di piangere, di essere indifferenti e, senza arrivare a sorridere, di poter sperare.
Si può piangere del fallimento dei partiti, specie di quello dei berlusconiani e dei bossiani. Travolti i primi dal ridicolo e i secondi dallo schifo e dalla delusione dei fedeli, il loro raccolto è quello delle briciole prodotte dal cosiddetto zoccolo duro. Nessun
de profundis, nessun funere mersit acerbo per loro: se ancora la morte non è arrivata, il coma profondo, invece, sì. La batosta terribile l’hanno ampiamente meritata con la loro politica dei “più uguali” e la cosa buffa è come i vari protagonisti hanno colto il significato di quello che è successo. Che sia necessario cambiare per sopravvivere in quanto casta è fuor di dubbio anche per loro. Che la si debba per forza piantare con le troppe porcherie visibili (di quelle nascoste non si parla) è altrettanto indubitabile, ma a cambiare devono essere gli altri: tutti gli altri: non ognuno di loro individualmente perché nessuno mollerà facilmente i privilegi in cui quelli hanno sempre sguazzato. E, allora, non ci sarà scampo per questi dinosauri fuori del tempo. Stamattina ho sentito Angelino Alfano e mi ha fatto pena. “Il nostro elettorato – ha più o meno detto – resta nostro ma si è astenuto dal voto.” Farewell, Angelino, dico prendendo da Bob Dylan. Se non ti hanno dato il voto, non sono il tuo elettorato. Forse è troppo semplice per te e non ce la fai a capirlo. E la sinistra che, a sentire Bersani, ha trionfato? Ammesso che una sinistra esista, la mia impressione è che molti abbiano scelto quello che pareva il meno peggio, il che non è affatto lusinghiero per loro. Da ultimo, il cosiddetto Terzo Polo. Se qualcuno mi spiega che roba è…
L’indifferenza mi può venire dal fatto che io sono vecchio e, fortunatamente, non vivrò un futuro a lunga gittata. Peccato per i miei figli ai quali spero che il Cielo conceda la forza e la fortuna di cavarsela.
Egoisticamente a sperare, almeno per il mio futuro, voglio provarci.
Gl’italiani si sono accorti che così non si arriva da nessuna parte. Anzi, così è morte certa. E, allora, alla morte certa hanno preferito un probabile suicidio. Beh, almeno quello è probabile e non certo. Come hanno fatto? Hanno dato fiducia ai complici di Beppe Grillo.
Ora di sindaci astronomici, quelli a cinque stelle, ne abbiamo quattro, il più vistoso dei quali si sta insediando a Parma. Mi chiedo se costui, il signor Pizzarotti, condivida con l’ineffabile burattino di Casaleggio le venature razziste, la simpatia per le grandi banche d’affari e l’occhio nella piramide della Massoneria. Vedremo. Ad ogni modo, che costui non sia stupido lo ha rivelato subito affermando che l’eletto è lui e non Beppe Grillo. In questo modo si è, seppure goffamente, scaricato dalle spalle il peso degli scheletri nell’armadio del bavoso e vistosamente imbarazzante santone. Se si guarda la cosa con occhio onesto ed obiettivo, siamo di fronte ad una vigliaccata da furbetto, ma nell’Itaglia in cui sopravviviamo da italioti con l’anello al naso queste sottigliezze non si colgono. Una persona limpida si sarebbe immediatamente impegnata, così come avrebbero dovuti fare i suoi tre compagnucci, a convocare il ragionier Grillo perché spieghi, documenti alla mano, le sue porcate. E lo faccia in un pubblico dibattito con me, visto che io sono colui il quale, ahimè, rappresenta per volere di un destino ingrato i condannati alla malattia e alla morte dalle porcate suaccennate. Lo farà? Mille a uno che no: per prudenza i dibattiti non si fanno e si preferisce di gran lunga una pur ingloriosa fuga condita dal silenzio quando non dal ricorso alla diffamazione. Anche se non esiste nulla di più importante della salute, un argomento davanti al quale tutti gli altri argomenti diventano nanetti e che è massacrato dalle imprese di Grillo, temo si preferirà strepitare sui massimi sistemi e fare esattamente ciò che stanno facendo i due grillini che bivaccano sulle ricche poltrone della regione Emilia Romagna: niente. Comunque sia, da lavoratore della scienza io aspetto i risultati prima di emettere giudizi. Solo, però, nel momento in cui i signori Pizzarotti, Castiglion, Maniero e Fabbri, i sindaci a cinque stelle che, sic stantibus rebus, ad ora non sono altro che complici di porcate, saranno riusciti a fare chiarezza su un argomento che, li abbiano informati o no, è cruciale per la nostra sopravvivenza io potrò guardare con un lumicino di speranza al domani. Oggi, avendo conosciuto Grillo e, soprattutto, il suo burattinaio, non mi sento affatto tranquillo. Però, non si sa mai.
Non per me che non conto ma per le vittime di un olocausto per futili motivi.
Se Pizzarotti è una persona onesta dovrà prendere il coraggio di essere uomo e di rispondere pubblicamente delle porcate del suo partito. Se tacerà, se scaricherà il barile, se tenterà in qualche modo di giustificare l'ingiustificabil e, si rivelerà un farabutto opportunista, fotocopia di chi si pretende di eliminare dalla nostra vita. Io non lo conosco, non lo giudico e aspetto. Non troppo a lungo, però, perché ogni giorno la situazione diventa più intollerabile.
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Per ordinare "Il futuro bruciato come ci stanno incenerendo la salute insieme al pianeta" di Stefano Montanari, Illustrazioni di Vilfred Moneta, Edizioni Creativa www.edizionicreativa.it, Collana dissensi, Saggistica Pagg.178, Inviare una mail a info@edizionicreativa.it