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In calce, un P.S. del 10 settembre

CHI PREFERISCE NON SAPERE NIENTE DELLE NOVITA’ SUL MICROSCOPIO NON LEGGA CIO’ CHE SEGUE.


Visto che nessun mezzo d’”informazione”(?) ne parla, ivi compresi quei giornaletti circolanti in rete che, fossero stampati su carta, troverebbero albergo solo sulle scrivanie dei sociologi, devo farlo io.

 

Non dubito si ricordi come la coppietta Bortolani-Grillo ci sottrasse con le modalità ampiamente note l’ormai famoso microscopio e come questo sia stato “donato” all’Università di Urbino.

Laggiù, ci assicurarono i generosi “donatori”, si sarebbero potute finalmente eseguire analisi riguardanti tanti campi del sapere in cui Urbino eccelle (all’insaputa di chi compila le classifiche mondiali degli atenei). Altro che nanopatologie! Comunque, per accontentare i quattro fessacchiotti che avevano versato quattrini per quegli studi oziosi su inquinamento, malformazioni fetali, tumori e pinzellacchere varie, nell’atto di “donazione” venne scritto che i dottori Gatti e Montanari, per cialtroni che siano, possono usare il prezioso apparecchio “almeno una volta la settimana”. Carta canta.

Essendo trascorsi oltre sette mesi e mezzo senza che dell’apparecchio si avessero tracce se si escludono la certezza che quello restava non solo inutilizzato ma inutilizzabile e che Urbino sperava di sbolognarlo all’ARPAM di Pesaro, ieri io ad Urbino ci sono andato.

Mia intenzione era, se non di usare il microscopio - cosa che sapevo impossibile, stante lo stato comatoso in cui versa - almeno di vedere dov’è ubicato e di vedere quali locali e quali apparecchiature di contorno indispensabili siano stati allestiti.

Per documentare a beneficio della posterità la mia visita storica, era con me una piccola troupe arrivata da Roma con il giornalista David Gramiccioli.

Al mio arrivo era giunta a conclusione un’intervista con il geologo prof. Rodolfo Coccioni - colui che è stato indicato a capitanare le ricerche - il quale affermava che è vero, sì, che il microscopio non funziona perché nessuno si è mai dato la pena di provarci, ma l’ubicazione urbinate è vantaggiosa rispetto a quella modenese (e chi se ne frega di quello che si era dato a credere a chi aveva dato quattrini!), perché lì ci possono lavorare in tanti. Dal 22 gennaio siamo in attesa di sapere chi e per fare che. Si è, comunque, molto apprezzato l’umorismo che faceva un po’ Franco e Ciccio.

Ma il pezzo forte era, e non poteva non esserlo, il professor Stefano Papa, preside della facoltà di Scienze e responsabile dell’oggetto.

Non appena l’accademico ha scorto le telecamere non ha perso tempo, dandosi a smaniare,  ingiungendo con l’urbanità che gli si riconosce di spegnere subito quei diabolici strumenti e minacciando di chiamare a difesa della sua privacy la Polizia di stato che, ne sono certo, sarebbe intervenuta in forze. Il noto scienziato, poi, sempre agitatissimo, ci ripensava e strillava: non solo via le telecamere, ma noi dovevamo andarcene subito da quei locali che, a quanto ci pare di capire, non sono pubblici ma gli appartengono, forse per usucapione.

Naturalmente io non potevo essere cacciato, avendo il fastidioso diritto sancito davanti ad un notaio di usare il microscopio. Però, notaio o no, niente da fare: Papa mi ha chiuso la porta del suo studio informandomi che, per vedere quello che potrebbe essere un caro (in tutti i sensi) estinto - e dei locali ancillari non si parli nemmeno, - dovevo avere il placet del direttore amministrativo. I miei diritti? Monsieur, siamo a Urbino! Il perché, poi, il professor Papa abbia indicato proprio quel funzionario che non c’entra nulla con il fatto in sé non è dato sapere. Ma forse l’Università di Urbino funziona così, con le lauree che - qualcuno forse arriverebbe a pensare - potrebbero essere rilasciate da un collegio di bidelli.

Comunque, per non creare turbamenti ad uno spirito già turbato e che tanta prova di sé aveva dato nel corso delle interviste rilasciate all’avvocatessa Bortolani e al  ragionier Grillo nei rispettivi blog e a David Gramiccioli in diretta radiofonica, provvedevo a telefonare al direttore amministrativo.

Mi risponde una voce femminile che si accinge a passarmi il funzionario. Passa un minuto: il direttore è in riunione e non può parlare. Lascio il numero del mio cellulare e chiedo di essere richiamato. Mi si assicura che lo sarò. Nessuna sorpresa: sto ancora aspettando.

Dopo un’attesa che già sapevamo vana, ci muoviamo verso Pesaro: destinazione ARPAM, l’ente che Urbino spera si prenda il microscopio. Là non c’è nessuno che mi possa ragguagliare su eventuali ospitalità effettivamente concesse allo strumento. È vero che finirà a Pesaro? Dove lo metteranno? Che cosa ci faranno? Zero.

Avendolo in qualche modo partorito e avendoci convissuto, io per quello strumento sto in pena. Non sarà morto? Non avranno creduto sia - che so? - una slot machine, un televisore, un video game, un pezzo d’arredamento moderno su cui appoggiare i fiaschi di Verdicchio, per poi accorgersi che per quegli scopi non funziona per niente e sfasciarlo? E se, invece, lo avessero venduto? O si tratta solo di ubbidire a qualcuno che non ha piacere di trovarsi tra i piedi i nostri studi così imbarazzanti, e, se si rimediano figure che umilierebbero chiunque non avesse una faccia del miglior bronzo, il gioco vale comunque la candela?

Sia come sia, prescindendo dalla disinvoltura morale con cui l’operazione è stata e resta condotta, nemmeno le prescrizioni che i protagonisti stessi della vicenda si sono dati vengono rispettate. Con ogni evidenza queste servivano solo per schizzare un po’ di fumo negli occhi a chi gli occhi li ha miopi tramite un noto comico, tramite una dama di carità e tramite una giornalista in cerca solo di verità che ora, chissà perché, ha perso ogni interesse per la faccenda. Rimane il fatto che dal 22 gennaio il microscopio è inutilizzabile da chiunque. Esattamente come si voleva.

P.S. del 10 settembre: La farsa continua e presto ci saranno gustosi aggiornamenti. In attesa che la gag del microscopio scomparso si concluda e sia, magari, preludio di altre ancora più comiche, ho ritrovato una raccomandata dell’avvocatessa Bortolani datata 5 luglio 2009. In questa la signora scrive indignata di aver trovato chi scrive falsità su questo blog e, tralasciando i punti irrilevanti in questo frangente, ma non per questo meno divertenti alla luce di quanto accaduto prima e dopo quella data, la signora scrive testualmente, iniziando con una citazione di una mia frase: “noi potremo usare il microscopio un giorno la settimana recandoci ad Urbino”. Altra falsità (scrive l’avvocatessa, N.d.A.). Voi potrete usare il microscopio ALMENO un giorno la settimana, quindi PIU’ di un giorno la settimana. Grassetto e parole a tutte maiuscole sono dell’avvocatessa.

Qual è la differenza tra senso del comico e senso del ridicolo?

Commenti  

 
#21 senza nessun giornale e non mi dispiaceDario 2010-09-14 10:22
@Enrico "Ho il presentimento che rimarrete senza uno straccio di giornale da leggere..."
Meno male aggiungo io.

RISPOSTA

Per qualche anno, quando ero un ragazzo, passai le mie estati frequentando dei corsi all’Università di Londra. Così mi capitava spesso di mangiare fish and chips, roba tanto gustosa quanto trasudante grassi non identificabili. Quella roba veniva confezionata (oggi è vietato) in coni di carta da giornale e assumeva, perciò, un caratteristico gusto d’inchiostro da stampa non del tutto sgradevole una volta che ci si era assuefatti. Ecco: quello è un uso dei giornali che mi sento di condividere.
Correndo a piedi, accade a volte di beccarsi la pioggia e di tornare con le scarpe fradice. Un giornale appallottolato all’interno della calzatura accelererà il processo di asciugatura.
E indicatissime sono quelle pagine per pulire i vetri.
Ma che dire delle verdure lunghe come i sedani? Nulla di meglio che incartarli con un foglio di giornale.
I carri carnevaleschi, poi, con le loro caricature gigantesche di cartapesta, sono la sorte più dantesca di quelle pubblicazioni.
Tutto questo considerato, per me è naturale valutare un quotidiano secondo il rapporto quantità/prezzo: molte pagine e prezzo basso sono i criteri con cui un giornale può essere scelto. Dunque, non è vero che un giornale vale unaltro.
 
 
#20 Forse non hai capito...Riccardo 2010-09-12 22:00
Citazione enrico:
Scusate...a quanti quotidiani avete mandato email e richieste sui blog!?
Ditemi, che sono curioso...
In quanti hanno risposto o fatto un articolo appositamente per Montanari e il suo (nostro) microscopio?!


Ti sfugge un particolare:
NOI sappiamo che TUTTI i giornali sono spazzatura.
Speravamo che il Fatto non lo fosse.
Sarà di certo migliore degli altri, ma comunque snobba i suoi lettori, che lo rende di fatto un giornale che se ne sbatte di quello che gli suggeriscono i duoi abbonati, come tutti gli altri.
Il succo era questo

RISPOSTA

Chissà, forse Il Fatto Quotidiano riporta previsioni del tempo più attendibili di quanto non facciano tutti gli altri giornali, ma quanto a nascondere le notizie scomode non riesco a trovare differenze.
 
 
#19 Siete strani..enrico 2010-09-12 19:54
Scusate...a quanti quotidiani avete mandato email e richieste sui blog!?
Ditemi, che sono curioso...
In quanti hanno risposto o fatto un articolo appositamente per Montanari e il suo (nostro) microscopio?!

Facciamo cosi'...visto che quello che scrive il fatto quotidiano pare tutta spazzatura e quindi il solo fatto che non parli dei problemi di Montanari basta per cestinarlo, ora mandate a tutti delle email, e scrivete su tutti i blog.
TUTTI quelli che NON risponderanno li depennerete...ok?
Ho il presentimento che rimarrete senza uno straccio di giornale da leggere...

Il fatto ha scritto cose che nessun altro ha scritto,ha anche evidenziato porcate di destra e di sinistra tali da rendere superflua qualsiasi considerazione nel merito,sono sicuramente gli unici a fare giornalismo senza paure.
Ovviamente va' considerato che Stefano ha mandato una emai a Furio,se e' un loro amico, la risposta non dovrebbe tardare.
SE non arriva, o hanno sbagliato indirizzo o FORSE non sanno bene distinguere gli amici dagli opportunisti o dai nemici.
Attendiamo la risposta,questo permetterebbe di capire molto sul PERCHE' il fatto, e tutti gli altri giornali, non considerano il furto di un microscopio come un fatto importante.
Al momento sto' ancora attendendo che questa storia prenda vita fuori dai blog,che qualcuno si interessi e faccia un serio lavoro di indagine per sviscerare tutto e mettere la parola FINE a questa diatriba,magari recuperando un microscopio che doveva rimanere entro la ricerca delle nanopatologie.

RISPOSTA

Io non ho mai scritto a Il Fatto Quotidiano né ho intenzione di farlo. Pare, ad ogni modo, che per quel giornaletto che si spaccia per alfiere della verità e cavaliere immacolato esistano porcate cattive e porcate buone. Evidentemente la truffa del microscopio è una porcata buona. Mi chiedo che cosa avrebbe scritto se a commetterla non fosse stato un componente della combriccola di Casaleggio ma qualche berlusconiano e qualcuno della cosiddetta sinistra.
 
 
#18 ABBIAMO SCRITTO A FURIO COLOMBOFabbri A. 2010-09-12 06:51
Io assieme ad un amico abbiamo appena finito di scrivere e spedire questa mail a Furio Colombo nella rubrica che tiene su Il Fatto Quotidiano.
Vediamo che ne viene.... magari provateci anche voi, più alziamo la voce e ci facciamo sentire e meglio è.

----------------------------------
FURIO COLOMBO
Il Fatto Quotidiano
00193 Roma, via Orazio n.10
lettere@ilfatto quotidiano.it

Caro Furio,
non potrò più seguirti su Il Fatto Quotidiano. E' una mia scelta che mi accomuna a quella di tanti altri e il perchè è semplice, abbiamo deciso di non rinnovare più l'abbonamento al giornale in qualsiasi forma sia prevista la sua lettura.
Da settimane scriviamo alla redazione del giornale, sul blog e direttamente a Travaglio, ma non ci vengono date risposte, il silenzio è totale.
Perchè?
Forse perchè abbiamo sollevato un problema scottante che nemmeno da quelle parti lì è permesso sollevare?
Ci riferiamo alla situazione in cui si trovano i ricercatori Gatti e Montanari dopo che è stato tolto loro (in modo truffaldino) anche il secondo microscopio necessario per le ricerche sui danni causati al nostro organismo, dalle nanoparticelle, ultimo anello di incenerimenti e combustioni varie tra cui gli inceneritori ne sono causa importante.
Ti pregherei di andare a leggere il sunto della storia qui, dove pure voi de Il Fatto, Travaglio e altri venite coinvolti:
http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2019-dopo-sette-mesi-e-un-giorno.html
e anche qui:
http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2026-urbino-8-settembre-io-cero.html
Confido in una risposta.
Senza cattiveria ma con fermezza.
 
 
#17 Ma tornaci!!!!Giovanni Fantino 2010-09-11 22:34
Stefano,

fossi in te ci tornerei tutte le settimane, non foss'altro per rompere "i maroni".
Anzi, meglio: organizzerei un pacifico pellegrinaggio con tutti i tuoi collaboratori e sostenitori alle spalle, qualche cartello, qualche fischietto, qualche latta vuota da usarsi a mo' di tamburo.
Ovviamente, io ci sarei.

RISPOSTA

Abbiamo inviato un fax al rettore, avvisandolo che lunedì saremmo andati ad Urbino per il microscopio. Il rettore, coerente con il suo grado di educazione, non ha risposto, ma lo ha fatto il direttore amministrativo (che sulla cosa non ha competenza) dicendoci che il microscopio non è visibile per "motivi tecnici". Che facciamo? Ridiamo, piangiamo, organizziamo una marcia su Urbino? Magari il ragionier Grillo pirebbe scatenare le sue truppe e darci una mano. NOn è lui il cavaliere senza macchia e senza paura difensore della giustizia e della verità?
 
 
+1 #16 La frittata bruciataGianluca Bracca 2010-09-11 15:29
Citazione Fabbri A.:
Pure io sono abbonato a Il Fatto Quotidiano on line e pure io negli ultimi 10 giorni ho scritto loro una mail al giorno.
Ho scritto pure sul loro blog...


Leggetevi questa per capire quanto stiano comodi sulle loro poltroncine:
http://retedeicittadini.it/?p=3947
 
 
#15 lupi travestiti da agnello ...Edi Mattioli 2010-09-11 09:29
ripenso alle parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non fare entrare il famoso cavallo di Troia nella città "Timeo Danaos et dona ferentes", in estrema sintesi, da che mondo è mondo, nessuna novità!!!
 
 
#14 per esempio...Travaglio e Il FattoEdi Mattioli 2010-09-11 09:18
Marco Travaglio sugli inceneritori, discariche e riciclaggio
http://www.youtube.com/watch?v=W5OutTENgy0

Lui è favorevole a bruciare una piccola parte residuale dei rifiuti !!!!
in tutta la sua infinita scienza e conoscenza dice che "comunque QUALCOSA bisogna bruciare"!!! non sa che i costruttori e gestori di inceneritori non metterebbero neppure il primo mattone se dovessero bruciare quello che dice lui!!!!!
 
 
#13 TRISTEZZASTEFANO 2010-09-11 08:06
Questa mattina ho scaricato il fatto, mentre l'ho leggevo ho avuto un lampo "mi collego al blog del Dott. Montanari" e con mia sorpresa ho constatato che non ero il solo ad aver scritto al giornale, fino a pochi giorni prima lo ritenevo imparziale e grazie al Dottore mi ha permesso di aprire gli occhi. Anche io non rinnoverò l'abbonamento. Tutto questo però ha permeato nel mio animo un'intensa sensazione di grande tristezza, nel nostro paese non si riesce mai ad essere superpartes a causa dei sempre presenti interessi economici e non solo. L'unica speranza che mi rimane e nel confidare nel Dott. Montanari il cui pensiero rispecchia i miei valori, al quale auguro di tutto cuore che ben presto gli venga affidato un altro microscopio: mobilitiamoci affinchè ciò avvenga, sono d'accordo con Riccardo.

RISPOSTA

Una risposta collettiva: com'è possibile stupirsi se il giornalino di Travaglio distorce l'informazione? Distorcere significa anche tacerla, beninteso, e la squadretta di Casaleggio è espertissima in questo. Ognuno faccia tranquillamente come crede, ma io continuerò a temere sopra ogni altra cosa i lupi travestiti da agnello, e se dico che mi fa meno paura Berlusconi, delle cui gesta, dei cui interessi e della cui moralità non c'è nessuno che sia all'oscuro, di un Di Pietro, spero si comprenda che cosa voglio dire.
 
 
#12 A QUANTO VEDO SIAMO IN PARECCHIGIANNI 2010-09-11 05:46
Pure io sono abbonato e ho scritto al Fatto e pure a me non hanno risposto e per quanto mi riguarda il Fatto il prossimo anno avrà un'altro abbonato in meno. Ops!
Continui così Stefano che siamo con lei e siamo in tanti (anche se non sembra)
 

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