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Stamattina ho ascoltato il Giornale Radio RAI dell’Emilia Romagna e mi è venuto da ridere.

Ammetto che, con gli anni, il mio senso dell’umorismo è cambiato parecchio e, se volete, ha subito deviazioni allarmanti, ma così è.

Il giornalista dava la notizia del processo in via di celebrazione a Torino che dovrà giudicare a proposito delle morti da amianto. Mesotelioma pleurico, principalmente: un cancro per il quale non esiste speranza di guarigione.

I politici che si sono succeduti in gran pompa hanno tuonato contro l’uso di quel minerale. Anzi: di quella classe di minerali. Beh, tuonato… Tuonato come può fare Rosa Russo Jervolino

 ché il suo contributo al processo l’ha dato pure lei.

Ciò che mi ha divertito è il fatto storicamente inconfutabile che la cancerogenicità dell’amianto è conosciuta da millenni e chi avesse voglia di leggersi la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (primo secolo dopo Cristo) ne troverebbe una delle testimonianze.

Vero è che in tempi assai più recenti, quando la Scienza era ormai Scienza a tutti gli effetti e con tanto d’iniziale maiuscola - e parlo degli ultimi decenni - tanti “scienziati” hanno scritto dell’innocuità di quei minerali, con questo offrendo uno splendido alibi a chi legifera per consentire a chi sull’amianto lucrava di continuare indisturbato nell’opera.

Curiosamente chi legifera, vale a dire i politici, prendeva in considerazione solo quella letteratura, per fasulla che fosse, snobbando quella che asseriva, magari forte di prove davvero scientifiche, l’esatto contrario: l’amianto uccide.

È indisputabile il fatto che i politici che lanciano le loro accuse oggi non esistevano in quanto tali negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, quando l’amianto era per legge un prodotto tanto miracoloso quanto sicuro, ma è altrettanto vero che quegli stessi politici non hanno imparato niente dalla Storia. “La Storia insegna che la Storia non insegna nulla,” diceva Manzoni quasi due secoli fa, il che significa, con ogni evidenza, che l’Uomo non cambia. Ora siamo di fronte, in fotocopia, all’identico problema con gl’inceneritori: “scienziati” farabutti, affaristi rapinosi e politici corrotti che difendono ciò che è scientificamente indifendibile.

Che succederà tra vent’anni quando la Scienza, quella che merita davvero la maiuscola, non si potrà più imbavagliare e non ci resterà che contare i morti e classificare le malformazioni fetali?

Commenti  

 
#1 Quanti anni ci restano davvero?Carlo Ruberto 2010-06-22 12:30
Se andiamo avanti di questo passo, forse tra vent'anni non saremo più in grado di chiederci nulla. Tanto la maggior parte di questa gente, qnd il mondo sarà ormai una discarica a cielo aperto, o non esisterà più o gli rimarranno solo gli ultimi anni, non è più un problema loro.
carloruberto.blogspot.com/
 

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