In calce un P.S.: RENZI HA RAGIONE

 

Per mille ragioni, alcune delle quali illustrate in un’intervista che dovrebbe essere pubblicata a breve e di cui darò il link, io sono del tutto convinto dell’assoluta necessità di votare SI’ al referendum che chiede se vogliamo abrogare la legge che consente a chi trivella i fondali dei nostri mari (chiusi) di continuare a farlo anche

dopo la scadenza della concessione e fino a che il giacimento non sia esaurito.

 

La miope ignoranza mostrata dai sostenitori del NO mi rafforza nella convinzione.

Votare SI’sarà appena una pezza in una voragine perché ormai le acque marine sono state ridotte ad una fogna e chi, come noi in laboratorio, ha occasione di analizzare gli organismi che in quello schifo sono costretti a vivere non può avere dubbi. Non sarà il rimedio per il guaio ma sarà un segnale ai mascalzoni che hanno consentito questa ennesima bestemmia e agli altri mascalzoni che, per ingrassare ancora un po’, se ne infischiano di qualunque cosa.

Ma, prescindendo dal SI’, sarà cruciale andare al voto per dimostrare a fatti a chi, usurpando un seggio in parlamento perché ottenuto facendosi beffe della Costituzione preme perché non si vada a votare e si faccia mancare quella buffonata che è il quorum, al di sotto del quale è come dire “no: voglio che si continui ad insozzare il mare.”

Questi personaggi sulla cui morale, cultura ed educazione civica non  entro per non cadere nel turpiloquio stanno semplicemente invitando il popol  bue a non impicciarsi delle porcherie con cui quelli ci massacrano. Insomma, lasciate che tutto il sottobosco di lestofanti che popola fino alle estreme periferie l’apparato dello stato continui indisturbato a vendere l’ambiente in cui vivete, la salute vostra, quella dei vostri figli e dei vostri nipoti finché ci sarà qualcuno disposto a far scivolare qualche pacchetto di banconote sotto il tavolo. Se le intercettazioni  con cui di tanto in tanto vi si allieta vi hanno divertito, perché non continuare?

Se domenica non si arriverà a quel fatidico 50% più un votante, sarà la più mortificante dimostrazione che il popolo italiano merita quello che ha. Se, a quorum superato, vincerà il no, significherà che la disinformazione di regime, mancato il primo obiettivo, ha fatto funzionare con successo il paracadute di riserva. Cornuti e contenti.

P.S. del 15 aprile – Oggi ho sentito alla radio notizia di un’esternazione del nostro premier Matteo Renzi e gli devo dare perfettamente ragione. Perché, con la primavera che irrompe, perdere tempo ad andare al referendum che v’illudete sia contro le trivelle? Se, (D)io non voglia, vincesse il SI’, saranno solo quelle poche trivelle oggi esistenti a non poter continuare più a devastare il mare. Ma questo solo quando le concessioni che abbiamo graziosamente rilasciato in cambio di tanta gratitudine da parte di amici stranieri saranno arrivate al termine. Poca roba. Nel frattempo, noi continueremo a dare a chiunque ne abbia i requisiti (ci siamo capiti?) il permesso di forare aggratis dove fa comodo e, dunque, di trivelle nuove ne avremo una folla. Del mare, schifoso come lo abbiamo già ridotto, degli animali che ci sguazzano dentro tanto insignificanti da non godere neppure del diritto di voto, della salute vostra e dei mocciosi piagnucolanti che avete capricciosamente partorito CHE CE NE FREGA?

L’ho sentito e devo dire che ha ragione su tutta la linea. Ormai noi siamo prigionieri di una masnada sempre più numerosa di farabutti (Renzi escluso, per carità) cui noi stessi abbiamo dato pigramente licenza di fare di noi, della nostra terra e dei nostri figli ciò che loro aggrada. Ma io al referendum andrò ugualmente. Questi figuri devono sapere che c’è ancora vita nei cervelli.

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