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Razzismo, educazione e razionalità

Di 5 settembre 2018 5 commenti

Nella nostra società regna sovrana l’ipocrisia e ci sono uomini politici (?) che ne hanno fatto il binario per il loro successo e, se dobbiamo giudicare dal risultato, è impossibile non ammettere che quelli avevano visto giusto.

Molti anni fa mi fu insegnato che, quando si ha un ospite, questo va trattato secondo la tradizione greca che si ritrova nell’Odissea: con rispetto. Chi è ospitato, però, deve ricambiare con altrettanto rispetto chi lo ha accettato a casa sua e questo rispetto vieta la possibilità, anche remota, di forzare gli usi di casa.

A me tutto questo sembra di un’ovvietà indiscutibile ma, evidentemente, non è così per tutti. Anzi, forse lo è per pochi.

Fuori di ogni ipocrisia, con grande buon senso, con grande chiarezza e, mi pare, con altrettanto grande rispetto, John Howard, uomo politico australiano che in passato ha ricoperto la carica di primo ministro, si espresse come riporto di seguito:

“Prendere o lasciare: sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà.

La nostra lingua ufficiale è l’inglese, non lo spagnolo, il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua!

La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d’influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E’ quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un’altra parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura. Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre, e di vivere in armonia pacificamente con noi.

Questo è il nostro paese, la nostra terra e il nostro stile di vita. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: il diritto di andarvene. Se non siete felici qui, allora partite. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che Vi ha accettati”.

Sul fatto di credere in Dio e di parlare inglese si può opinare a piacere e così si può discutere dell’occupazione del continente australe da parte degli europei così come fu per tanti altri territori, ma mi pare che, a XXI secolo abbondantemente iniziato e a stato di fatto forzatamente e pragmaticamente accettato, il succo del discorso non faccia una piega.

Sono certo che ci sarà chi, arrivato fino a questo punto a leggere, starà già affilando le armi per strepitare di razzismo quando, oggettivamente, non solo di razzismo qui non c’è traccia ma razzista è proprio chi obietta, una sorta di razzismo ipocrita come si conviene a chi ambisce al plauso del bar. Detto tra parentesi, sarebbe interessante vederne le reazioni se qualcuno s’istallasse di punto in bianco a casa loro anche solo pretendendo la sostituzione di quadri e suppellettili.

Io ho viaggiato per tutti i continenti e mi è capitato più di una volta di trovarmi in ambienti del tutto diversi dal mio abituale. Mai mi è passato per la mente di voler pretendere che ci si adattasse a me. Ma, quando sono a casa mia, pretendo che valga il detto inglese “my house is my castle” e, se non si è d’accordo, anche casa mia come quella degli australiani ha la porta di uscita sempre spalancata.

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5 Commenti on "Razzismo, educazione e razionalità"

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Iustissimo

Non dubiti, però, con la porta di uscita sempre spalancata, che qualche zoccola non ne approfitti per entrare a sdraiarsi con le scarpe a spillo sul suo divano, sciccando sul tappeto e profumandole l’ambiente del fetore raccolto in una notte da marciapiede.

Nonché ridendo sguaiatamente per la soddisfazione data dalla preclusione dell’asilo ai bambini non vaccinati.

Pensi che perfino una normalissima chat di ENIGMISTICA che si trova su fb è infestata da soggetti ‘che affilano le armi’ come lei diceva. Anzi, per la precisione il soggetto è uno solo che non fa che postare vignette da lui ideate per “denunciare” le varie derive razziste, omofobe e naziste – sempre secondo lui- in cui il nuovo governo ci sta portando.
Compone anche indovinelli e rebus piuttosto complessi. E’ un mistero come un cervello per certi versi in buona forma possa anche essere….così stupido.
Purtroppo ce n’è tanta di gente così, con le fette di prosciutto sugli occhi.