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Quanto è arrivato?

Di 11 febbraio 2011 10 commenti

Finalmente BancoPosta mi ha messo in condizione di vedere i movimenti del conto corrente relativo alle donazioni. Ad oggi siamo a 9.067,30 Euro.
Di pochissimi tra i donatori conosco gl’indirizzi per poterli ringraziare di persona. Quindi, lasciate che abbracci idealmente tutti e li ringrazi collettivamente per la loro generosità e sensibilità.

Lo sapete: occorrono 400.000 Euro e, quel che è peggio, occorrono velocemente, perché il rischio di perdere anche lo strumento che oggi abbiamo in uso permettendoci di continuare non solo le ricerche ma di prestare aiuto a chi ce lo chiede è ogni giorno più grande.

Così, non mi resta che chiedere ad ognuno di voi di rendere pubblica la vicenda, informando chi non ne sa nulla, e sono davvero tantissimi. Io me ne rendo conto non solo quando parlo con la gente ma, soprattutto, quando lo faccio con i giornalisti, cioè coloro che dovrebbero essere informati per informare. Insomma, dobbiamo rassegnarci a contare solo sulle nostre forze.

Ricordo ancora le modalità per effettuare le donazioni riprendendo il post  del 4 febbraio:

“È stato attivato il sistema PostePay. Chi vuole, recandosi ad un ufficio postale o anche ad una tabaccheria in cui ci sia una ricevitoria del lotto, può effettuare la donazione sul numero di carta 4023600591621810.

Resta sempre la possibilità di effettuare un versamento con bollettino di conto corrente postale a favore del conto corrente postale (BancoPosta) dedicato n. 7231168.

Per i bonifici bancari, il codice IBAN è IT34D0760112900000007231168

In ogni caso, il beneficiario sarà STEFANO MONTANARI e la causale DONAZIONE”

Partecipa alla discussione 10 commenti

  • Fabio C. ha detto:

    donazione mensile effettuata
    come promesso la mia donazione mensile è andata a buon fine. forza, forza forza!!!!

  • edimattioli ha detto:

    ALTRI SUGGERIMENTI
    –> potremmo fare anche [b]piccole donazioni ogni mese[/b] per raggiungere prima il nostro traguardo … magari rinunciando ad una pizza! io farò così…!!!
    –> ulteriore possibilità è attivarsi presso associazioni , comitati, amici, e quant’altro per [b]effettuare una raccolta collettiva ed un versamento unico[/b] : anche pochi euro ciascuno possono fare cifre interessanti … [b]perchè è bene ricordarsi sempre CHE E’ LA SOMMA CHE FA IL TOTALE!!![/b]
    ATTIVIAMOCI….

  • sofiaastori ha detto:

    va bene, Edi.
    Seguirò il tuo consiglio. 🙂

  • rodanese ha detto:

    x
    io alla pizza ho già rinunciato da anni… ho due mutui e il conto corrente in rosso, ma HO DONATO. CAPITO????
    FORZA!

  • edimattioli ha detto:

    mi è capitato …
    … di rivedere un video, ormai del 2006, ma veramente interessantissimo e chiarissimo nell’esposizione, lo consiglio a coloro che ancora non si rendono pienamente conto e vogliono valutare la portata di questa ricerca
    NANOPATOLOGIE: MORIRE A NORMA DI LEGGE
    http://www.enricodipaola.it/2006/07/nanopatologie/

  • carmine dd ha detto:

    Vedelago, questo sconosciuto
    Sia nel post precedente che nella risposta ad un mio commento di qualche giorno fa, il dott. Montanari sostiene che il metodo Vedelago si e no ricicla 1/5! Cioè… bocciato!
    A me crolla un mito. Allora questi videi sono buffonate?
    http://www.youtube.com/watch?v=Y8GuPmr8zeY
    http://www.youtube.com/watch?v=VJ7ZWkSPqOM&feature=related
    Con chiunque parlavo sul problema rifiuti/inceneritori portavo sempre Vedelago come esempio. Mi prefiguravo una situazione ottimale: differenziata semplificata con umido al compostaggio e il resto, secco, ad un impianto tipo Vedelago.
    Andavo raccontando che un impianto così costa molto meno di un inceneritore e produce molti più posti di lavoro.
    Ma allora, come diavolo li dobbiamo gestire questi rifiuti? (e risparmiatemi la nenia che bisogna produrne di meno, imballaggi ridotti al minimo ecc.,ecc., questo è dato per assodato).
    Mah, mi sa che mi serve una disintossicazione anche da internet (oltre che dalla tv).

    RISPOSTA

    Ho paura che il problema stia nella mia chiarezza e nella mia pretesa che anche il resto del mondo sia altrettanto chiaro.
    Io ho sempre affermato che il sistema Vedelago è eccellente e che sarebbe auspicabile che di quegl’impianti ce ne fosse uno per provincia. Dove pretendo chiarezza è sulle possibilità del sistema. Di fatto, solo un quinto, e forse scarso, dei rifiuti può essere trattato, e questo non si discute.
    Ciò che contesto è come chi – ignoro con quali accordi e ignoro pure se eventuali accordi esistano, ma non m’interessa – stia in qualche modo reclamizzando la tecnica dando a credere che tutto o quasi tutto il rifiuto possa essere lavorato, diventando poi un prodotto “virtuoso”. Lo contesto per il semplice fatto che non è vero.
    A mio parere sarebbe più che opportuno che la signora Poli, proprietaria dell’impianto di Vedelago, facesse pubblicamente chiarezza, se non altro per consentire una collocazione ottimale della tecnica che mi auguro trovi sempre maggiore applicazione.
    Lasciare un argomento così importante nelle mani di un comico o di qualcuno che ama spacciarsi per scienziato non avendo mai fatto una ricerca in tutta la sua vita può pagare a breve scadenza ma, alla lunga, la verità viene a galla. E si tratterebbe di una verità dolorosa perché una delle illusioni che il malinteso non solo può indurre ma, nei fatti, induce in parecchia gente, è che, disponendo dell’impianto si possa produrre tutta l’immondizia che si ha capriccio di produrre, con la certezza di vedersela trasformata in qualcosa di utile. Con quell’illusione non passerebbe molto tempo che ci si troverebbe di fronte ad un disastro peggiore di quello che stiamo vivendo e qualcuno si troverebbe a pagare caro per colpe che, magari, non sono nemmeno tutte sue. Insomma, le bugie hanno le gambe corte.
    So bene che ciò che affermo mi attirerà ulteriori antipatie da parte dei soliti tuttologi da mescita pubblica, ma, con il callo che ci ho fatto, la cosa non mi fa alcun effetto. Resta, poi, sempre aperta la possibilità di dimostrare che non ho capito niente.

    RISPOSTA ALLA RISPOSTA
    Grazie!

  • sofiaastori ha detto:

    A proposito di Vedelago…
    Caro dottor Montanari,
    visto che sono di “casa” in quell’impianto, mi permetto di aggiungere delle precisazioni al suo commento perché temo che possa generare equivoci a chi non è informato come lei.
    La signora Poli tratta Rsu, ovvero: rifiuti solidi urbani. Quindi è vero che potremmo, in concerto con una volontà politica, arrivare a pensare ad un futuro di “rifiuti zero” per quello che riguarda la comune spazzatura e mettere in imbarazzo gli strenui difensori dell’incenerimento.
    Ma visto che per produrre un oggetto di consumo produciamo una quantità sette volte maggiore di rifiuto, i rifiuti industriali restano il problema più grosso.
    Michele Boato, fondatore (uscito) del movimento dei Verdi, conduce da anni una battaglia con lo stesso obbiettivo dei rifiuti zero per i rifiuti industriali e speciali. L’anno scorso ho assistito ad una delle sue lunghissime conferenze a Venezia (bella, bella…ma non finiva mai!!) dove, invitando amministrazioni e imprese di riciclo, Boato sta adoperandosi per intessere e rafforzare un rapporto di collaborazione. C’erano molti giovani imprenditori con buone ideee.
    Lì, ho appreso come alcuni reagenti chimici e altre sostanze tossiche necessarie per certi processi di produzione, possano essere ripuliti e riutilizzati, invece che essere usati una volta sola e poi buttati; poi c’è una ditta che è in grado di recuperare al 100% le cisterne in plastica ottenendone altre con la stessa identica qualità…naturalmente, quando io e altri presenti siamo usciti con un “buu di disapprovazione perché l’ex presidente del CONAI ha parlato di [b]recupero energetico[/b] di “[i]quelle plastiche che proprio non si possono riciclare…[/i]” il bravo Michele ci ha spiegato che la strada era tutta in salita e che “[i]ancora non è tutto bello, madama dorè[/i]” 🙂
    (Quanto voglio bene a quel “ragazzo”!)
    Quindi, come dice il nostro buon Montanari, c’è molto da fare ma per quel che riguarda la spazzatura di Napoli, per intenderci, possiamo benissimo pensare al sistema della Poli come ad un sistema vincente. Ovviamente, deve essere accompagnato da politiche di risparmio e riutilizzo: eliminazione degli usa e getta, del tetrapack e di tutti i materiali poliaccoppiati, degli imballaggi inutili…tecnologie verdi, ecc. perché si riesca a ridurre [b]quasi[/b] fino allo zero la propria produzione annua di rifiuti. Io, consegnando al mio consorzio carta, latta e vetro e portando tutti gli oggetti di matrice plastica alla Poli, non riesco a fare un bidone da 16 litri di rifiuto secco all’anno. Volendo, potrei fare ancora meglio…magari, più avanti 😉

    RISPOSTA

    Evidentemente la chiarezza di cui meno vanto è del tutto illusoria. Mi pare di aver sempre sostenuto che il sistema di Vedelago è eccellente. O no? Ciò che pretendo è che non si venda quello che non esiste, perché questo condurrebbe al disastro. Laciamo, poi, perdere i filosofi del CONAI o quelli, ben peggiori, di Legambiente. A “rifiuti zero” non arriveremo mai. Questo, però, non è una buona ragione per non farne un asintoto. Mi saluti Michele, con cui ho fatto conferenze e trasmissioni TV.

  • edimattioli ha detto:

    ridurre, ridurre, ridurre e … poi riciclare
    ad esempio, il grande merito di un comune come quello di Capannori (LU) è non tanto di avere portato la raccolta dei rifiuti Porta a Porta in tutto il comune, a percentuali altissime , ma di aver analizzato ciò che trovavano dentro il sacchetto dell’indifferenziato, quindi del non riciclabile e aver provveduto a porre, almeno in parte, rimedio al problema … infatti, ad esempio, in risposta all’uso di pannolini per neonati usa e getta il comune si è fatto carico di regalarne un certo quantitativo di quelli di cotone riutilizzabili a tutti i neo-genitori…
    poi , sempre l’Amministrazione Comunale, ha provveduto, nelle proprie scuole, ad eliminare tutto l’usa e getta, dalle stoviglie della mensa, alle bottigliette di plastica di acqua … hanno favorito la nascita di negozi a filiera corta e alla spina , l’installazione di distributori di latte crudo ed acqua alla spina … insomma una politica intelligente di RIDUZIONE prima di tutto …

    per i rifiuti di Napoli invece mi domando perchè quello che hanno fatto in Germania non potevamo farlo in Italia !!
    [i]BERLINO, 21 MAG 2008 – I rifiuti campani già smaltiti in Sassonia non sono stati bruciati nei termovalorizzatori tedeschi, ma sono stati riciclati per ricavarne materie prime secondarie e composti organici che verranno venduti all’industria. Il ’percorso dell’immondizia italiana in Germania lo ha spiegato all’ANSA una portavoce del Ministero dell’Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente è finito in discarica. «Questi rifiuti non sono stati bruciati» negli inceneritori, ha detto la portavoce.
    Anzitutto, ha spiegato sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.). Il resto, «una parte minore – ha proseguito – è statotrattato in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie», le quali bruciano questo materiale trasformandolo così in energia. Ma il grosso dei rifiuti campani diventa materia prima secondaria. E l’Italia, oltre a fornire l’immondizia, svolge anche un ruolo importante nella fase successiva del percorso di quest’ultima. Il Paese, infatti, è al terzo posto, con 2,01 milioni di tonnellate, della graduatoria degli acquirenti di materie prime secondarie.(ANSA).[/i]
    http://www.peacelink.it/ecologia/a/26220.html

    RISPOSTA

    Entra monnezza, esce oro. Nel nostro piccolo, noi a Modena abbiamo un inceneritore che ha una capacità enormemente superiore alla nostra di produrre immondizia, per quanta buona volontà ci mettiamo. Hera e tuto ciò che a questa multiutility è collegato vivono del sottoprodotto, che non è il veleno, quello è destinato a noi, ma è il denaro che intascano loro. Dunque, perché ridurre?

  • edimattioli ha detto:

    14 febbraio …
    … festa di San Valentino! non dolcetti, non regali inutili , facciamo una donazione nell’interesse nostro e dei nostri figli!
    Ho donato 20 euro , fatelo anche voi !!!

    RISPOSTA

    Grazie. Ad ora siamo a 9.260,10 Euro.

  • Gioia ha detto:

    Donazione
    Caro Stefano, ai tempi della prima sottoscrizione per il microscopio, inviai euro 25,00. Stavolta raddoppio e ne invio 50,00. Nel frattempo ho fatto sapere a Grillo, con un post sul suo sito, che non parteciperò più ad alcuna donazione promossa dal suo blog. Grazie. Gioia

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