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Orgoglio patrio

Di 10 aprile 2018 2 commenti

“Dovete essere orgogliosi di essere italiani!” Questa è la frase che di tanto in tanto viene diffusa dagli statisti della cui opera luminosa noi, fortunati abitatori dello Stivale, godiamo. E chi di noi potrebbe in coscienza non essere orgoglioso di appartenere all’unico popolo al mondo che impiega diffusamente il bidè?

Ma io sono ancora più fortunato: io sono emiliano. Io sono virgulto della terra che ha generato la più antica università del mondo, le tigelle e il Lambrusco e che oggi, favorita del Cielo, è guidata da un’amministrazione illuminata, ultimo baluardo di una specie gloriosa ora, ahinoi, in via di putrefazione.

Già da tempo la Regione Emilia Romagna si avvale della dotta consulenza in campo vaccinale della dottoressa Alice Pignatti, sbocciata rigogliosa nel giardino del sapere, tanto esperta della materia, tanto saggia e lungimirante da aver rivelato all’universo nozioni ignote a tutti e da aver dettato regole che valgono almeno le tavole di Mosè. E tanta è la sua autorità che non c’è stato nemmeno bisogno di uno straccio di dimostrazione. “Ipse dixit” si diceva di quello che era per giusta tradizione verbo aristotelico senza neppure cadere nel bisogno di chiedersi che diavolo intendesse davvero l’interessato. E, per noi umani del XXI secolo, se l’ha detto la dottoressa Pignatti la cui filosofia può essere riassunta prendendo a prestito e adattando la battuta de “La Cena delle Beffe” di Sem Benelli: “Chi non si vaccina, peste lo colga!”, possiamo dormire sonni beati.

Ma la Regione, instancabile, ha fatto di più: ha pubblicato un opuscolo nel quale illustra per credenti e miscredenti le meraviglie dei vaccini. E chi meglio della geniale coppia di Butac, il sito antibufale assurto all’eroismo, avrebbe potuto illustrare i miracoli? Chi cercasse il curriculum dei due luminari cui noi emiliani e romagnoli ci affidiamo a corpo morto (senza fraintendimenti, sia chiaro) resterebbe favorevolmente stupito: non c’è nulla che possa avere inquinato una condizione d’immacolata ignoranza, vale a dire la caratteristica indispensabile per esser trasformati ipso facto in miniere di sapienza e in autorità indiscusse. Dunque, è presso di loro che ci si abbeveri.

Insomma, sono orgoglioso e grato al destino dell’italianità di avere il sedere sempre pulito e ancor di più di essere figlio della terra che, con le nostre debite tasse, foraggia le mammine della pertosse e il duo antibufale.

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2 Commenti on "Orgoglio patrio"

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Lei, caro Montanari, ha dimenticato almeno: i tortellini, l’aceto balsamico, il nocino, il prosciutto di Parma e, dulcis in fundo, il parmiggiano-reggiano, quello fatto col latte VACCINO munto da vacche rosse, e felici. Stante come vanno i riconoscimenti scientifici non mi stupirei che la dottoressa Alice Pignatti possa un giorno essere nominata anche presidente del “Consorzio Vacche Rosse”. Avrebbe da obiettare nel caso?