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Noterella sull’infinito

Di 23 ottobre 2018 11 commenti

Non so se io stia diventando saggio o se si tratti di un sintomo di depressione. Solo poco tempo fa una bizzarria del genere mi avrebbe fatto imbestialire. Oggi mi fa semplicemente ridere e mi conferma che gl’italiani sono un popolo non di morti come li descriveva oltre un secolo e mezzo fa Alphonse de Lamartine ma d’idioti che meritano quello che hanno. Insomma, non me ne importa un fico secco e rido.

Le gabbane rivoltate dei grillini fanno parte del loro folclore; la loro incompetenza, la loro presunzione, la loro arroganza fanno tutte parte delle caratteristiche indispensabili dei personaggi. Se milioni d’italiani sono talmente sprovveduti e creduloni da prestare loro fede, sono fatti che non m’interessano più. M’immalinconisce solo pensare che i bambini affacciati giusto ora a questo girone infernale (la vita è bella!) dovranno pagare le conseguenze della demenza dei loro genitori.

Un amico mi fa leggere https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/22/decreto-genova-dopo-gli-idrocarburi-anche-la-diossina-nei-fanghi-sui-terreni-agricoli/4710491/?fbclid=IwAR2YFPNd9IE0YGBm3lGT_5nAkLUJu6M3WBD54j0GBnkMaVWCQpiJbPy5nCM

Se la notizia è vera è solo coerenza e la dimostrazione che il vecchio detto secondo cui ogni botte dà il vino che ha è ineccepibile. In fondo, la responsabilità maggiore non è di chi ha concepito una tale follia ma di chi ha concesso a quei personaggi una licenza che per 007, almeno nella descrizione di Ian Fleming, era utile in qualche modo alla patria.

Vorrei appena ricordare ciò che ho ripetuto innumerevoli volte. Quando si parla di “diossina” si parte male. Le diossine sono numerosissime e quelle d’interesse sanitario sono più o meno 75, la più tossica delle quali, a livello di picogrammi (un picogrammo è un milionesimo di milionesimo di grammo) è la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina, quella nota come “diossina di Seveso” (10 luglio 1976). Poi ci sono i furani, ancora più numerosi per ciò che riguarda quelli che attaccano la salute, che alle diossine assomigliano e alle quali vengono sotto molti aspetti omologati come “sostanze diossino-simili”. Insomma, di quella roba ce n’è un bell’esercito.

Per ciò che riguarda la diossina di Seveso, è opportuno ricordare che spargerla nel terreno significa tenersela per secoli, stante il fatto che lì ha un tempo di dimezzamento di un centinaio di anni. Dimezzamento significa che, nel tempo, si trasforma per metà in qualcosa d’altro e per metà resta fino a dimezzarsi ancora entro un altro secolo e così via. Nel frattempo, va da sé, altra diossina arriva.

Quando la diossina per antonomasia viene ingerita, passa in vari tessuti, dal fegato ai grassi, dove ha tempi di dimezzamento che oscillano più o meno tra i 7 e i 12 anni. Una caratteristica è quella di entrare nel latte e, così, di “nutrire” i bambini abituandoli fin da subito alle meraviglie del nuovo mondo. Intanto gli adulti le diossine se le mangiano con burro e formaggi oltre che con le carni degli animali che, a loro volta, le hanno ingerite.

Tanto per rinfrescare la memoria, la diossina provoca cloracne, e questa è la meno rilevante delle conseguenze. La loro cancerogenicità è definita come certa (gruppo 1) dallo IARC, e certa è la causa di endometriosi (vedi il disastro sanitario di Taranto tenuto accuratamente silenziato dal regime). E c’è pure il fiero sospetto che siano teratogene, vale a dire capaci d’indurre malformazioni fetali. Si tenga conto del fatto che, come è per il terreno, le diossine si accumulano nell’organismo e ripulirsene è illusorio se non, in maniera naturale, in tempi lunghissimi mentre altra diossina entra vanificando l’azione del tempo. E si tenga conto anche di come i vari veleni esercitino una tossicità reciprocamente sinergica, cosa che i “luminari” che imperversano ora cocciutamente ignorano. Questa, in un mondo sempre più sozzo anche con la benedizione degli “statisti”, è cosa che l’elettore non deve sapere ma che l’organismo sa bene.

Chissà se, quando ci saranno le prossime elezioni, ci sarà ancora qualcuno che voterà per questi personaggi. Se sarà così. Non si potrà altro che dare ragione a tale Albert Einstein: “Due cose sono infinite: l’Universo e la stupidità umana.”

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11 Commenti on "Noterella sull’infinito"

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Io invece non riesco a riderci sopra, ho due bambine che non so come salvare da tutto questo. Se avessi preso coscienza tempo fa credo che avrei rinunciato ad essere madre.

E’ comprensibile e penso che abbia la solidarietà di tutti quelli che hanno letto.
Per ora si può solo difenderci come possiamo evitando il marcio, anche se ce n’è davvero tanto.
E cercare di aprire gli occhi a quante più persone possibile, perché in effetti molti proprio non sanno quello che accade.

Scusi la domanda che suonerà ingenua, ma qual è il senso di spargere fanghi contaminati proprio su terreni agricoli?!
Intanto di che fanghi stanno parlando? Poi se-com’è evidente- sono tossici perché non li sversano in siti appositi, tipo ‘discariche per fanghi’ o al limite in terreni qualunque ma non agricoli? Quest’ultima opzione anche a livello di costi, non credo abbia sostanziali differenze coi terreni agricoli.
Pensano che la diossina sia un fertilizzante magico?! Cioè io sono allibito..