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Lo stabulario di Big Pharma

Di 22 Febbraio 2019 32 commenti

Molti, io per primo, avevano riso di quella che a prima vista sembrava un’idiozia sparata dal professor Lopalco: i vaccini sono sperimentati sui bambini volontari.

Se mai idiozia è, lo è solo a metà, e quella metà è dove l’ineffabile professore, trovandosi al cospetto di adolescenti forzati a far numero alla sua esibizione e molto più interessati al loro telefono cellulare che non alle sparate dell’accademico, aggiunse che i bambini-cavia erano volontari. Vabbè: di fesserie ne abbiamo già sentite tali e tante che una più, una meno, non fa differenza.

Dove idiozia non è ma è, a quanto parrebbe, la terrificante verità è che i vaccini si provano davvero sui bambini. Addirittura sui neonati, almeno a prestar fede ad un curriculum barese: https://www.colibripuglia.it/2019/02/17/gli-841-bambini-arruolati-per-progetti-vaccinali-sperimentali-delluniversita-di-bari-nel-curriculum-di-un-dirigente-medico-e-politico-locale/

Si vedano, poi, i protocolli https://www.gsk-studyregister.com/study/106388?legacy=true e
https://www.gsk-studyregister.com/study/104420?legacy=true

Chi, come me, ha visitato a Vienna lo Jüdisches Museum, cioè il museo ebraico, ha visto qualcosa che non dista poi tanto da quanto indicato sopra.

Chi, a differenza del professor Lopalco, sa come si sperimentano i farmaci e come un’eventuale sperimentazione dei vaccini differisca concettualmente da quella di un medicamento terapeutico non può non rendersi conto che quei test, indipendentemente dalla loro follia, non potranno mai offrire indicazioni sull’efficacia dei prodotti in prova. Né, peraltro, potranno dire qualcosa sulla loro sicurezza a lungo termine e, per questo, si vedano i disastri che il vaccino antipolio con il suo virus cancerogeno SV40 al seguito ha provocato nel tempo.

Cerco di essere il più semplice possibile. Io prendo un gruppetto di bambini e somministro loro un vaccino chiedendo all’esperimento d’indicarmi l’efficacia del prodotto. Insomma, voglio sapere se quei bambini non si ammaleranno della patologia infettiva contro cui il vaccino è mirato. E, allora, prendiamo come esempio l’esperimento h) e l’esperimento i) tra quelli elencati nel curriculum di cui sopra. Il prodotto in sperimentazione è un vaccino contro l’Haemophilus influenzae b e la meningite C insieme e, dunque, bisogna accertarsi che quei bambini non si ammalino di quelle due malattie. Il massimo delle probabilità è che non si ammalino affatto non solo nel corso del periodo di osservazione ma che non lo facciano mai, esattamente come è accaduto a me e a miliardi di miei simili che mai si erano vaccinati. Nel caso in cui le cavie abbiano sviluppato gli anticorpi del caso, sempre che non ne fossero già provvisti (avranno controllato?), la domanda ovvia è: per quanto tempo saranno presenti quegli anticorpi? E funzioneranno davvero o, come in altri casi di vaccinazioni, non riusciranno ad impedire che la malattia insorga? Dunque, la risposta sull’efficacia che io otterrò sarà priva di significato reale e tutto ciò che avrò in mano sarà una relativamente vaga informazione relativa ai danni a breve termine che il prodotto può indurre. In estrema sintesi: quei bambini campano o no? Si ammalano d’altro o no? All’incirca dei topolini da esperimento sui quali nessuno piangerà.

Da quanto si può ricavare dal curriculum reso parzialmente pubblico, il nome dello sperimentatore resta ignoto ma non credo sia poi così difficile, disponendo dei mezzi giusti, risalirvi.

Ora, da uomo che da quasi mezzo secolo fa ricerca, mi si permetta un’osservazione. Quando si lavora sugli animali occorre il permesso di un comitato etico che a volte quel permesso non lo concede. Se, poi, si deve lavorare sull’essere umano, le cose si fanno più difficili fino al cavillo. Tanto per fare un esempio personale abbastanza recente, quando noi facemmo una ricerca sul sangue dei leucemici avemmo bisogno che un comitato etico ce ne desse l’autorizzazione, pur trattandosi di campioni di sangue che vengono prelevati di routine a quei pazienti e, dunque, senza che possa esistere la minima possibilità di arrecare loro un danno qualunque. Le mie domande, allora, sono: quale comitato etico ha dato il suo placet a nove esperimenti come quelli in elenco? In base a che cosa lo ha dato? Chi ha finanziato quegli esperimenti? Come lo ha fatto? Ci sono ancora esperimenti del genere in corso? Dove? Che ne dice la legge? È possibile che nessun magistrato si sia mai interessato a qualcosa che almeno a me pare fuori non solo di ciò che sta scritto sui codici ma di ben altro e che compare addirittura tra le attività di un ente pubblico?

Il nostro paese pullula di associazioni che s’interessano con varie sfumature, spesso impossibili da decifrare e da differenziare, ai vaccini. Il mio invito è che, una volta tanto, si alleino e chiedano alla magistratura di chiarire la situazione intervenendo secondo la legge che, come ci viene ripetuto, è uguale per tutti. Sarebbe auspicabile che lo fosse anche la sua applicazione.

Io ammetto di essere terrorizzato.

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Carlo

Ce ne sono di personaggi dietro le quinte!
Un tale Rockefeller, magnate del petrolio, ha in vero un paio di secoli fa negli USA dato inizio all’industria farmaceutica, e quindi alla produzione di farmaci e vaccini. La Novartis è una delle grandi case farmaceutiche di Big Pharma.

Carlo

Il guaio, dott. Montanari, è che l’anonimato, tanto reclamizzato per la tutela dei minori e le loro famiglie, in questo caso non tutela affatto, né i minori, né le loro famiglie, e men che mai consente un’informazione obiettiva sulla reale e grave problematica della pratica vaccinale. Credo perciò che per sapere qualcosa di più deve solo intervenire per o di forza la magistratura e anche i media mainstream (?). Fra le tante domande che s’affollano, io mi chiedo come può un genitore consentire al sacrificio del proprio figlio donandolo alle avide fauci fameliche delle industrie farmaceutiche e dei suoi squallidi… Leggi il resto »

Francesco

Questa storia mi fa tornare alla mente quella della sperimentazione nota come Progetto Pertosse, condotta nei primi anni 90. Sebbene fosse previsto un modulo di consenso informato di ben tre pagine che i genitori delle piccole cavie (più di 15.000 fra piemontesi, veneti, friulani e pugliesi) avrebbero dovuto firmare, saltò poi fuori la scarsa chiarezza che lo caratterizzava, tant’è che – come scrisse la dott.ssa Canavacci nel suo libro del ’99 “I confini del consenso. Un’indagine sui limiti e l’efficacia del consenso informato” – venne modificato a sperimentazione ormai praticamente conclusa “rendendo dubbia l’eticità dei primi anni di sperimentazione”. Una… Leggi il resto »

Carlo

Scusate la prolissità… “Eine Lüge muss nur oft genug wiederholt werden. Dann wird sie geglaubt” (Una bugia deve essere ripetuta abbastanza spesso per essere alla fine creduta). Si presume siano parole pronunciate da Joseph Goebbels. Traslando in parole povere: che una cosa possa essere vera o falsa non fa molta differenza, se tale opzione di giudizio di valore la decide qualcun altro per noi, escludendoci quindi da qualsiasi intervento valutativo e/o decisionale. I media mainstream ci conciano poi in modo tale da essere veramente incapaci di intendere e di volere, di capire la gravità dei problemi. In sintesi, giusto per… Leggi il resto »

Carlo

Mi permetto di avanzare un’ipotesi.
Se fin con troppa leggerezza l’epidemiologo pugliese dichiara pubblicamente tante atrocità, come quella di aver partecipato all’inizio della sua carriera al Progetto Pertosse (“un grosso studio clinico, svolto fra Italia e Svezia in cui vennero reclutate migliaia di bambini”), non potrebbe essere per caso lo stesso ignoto “sperimentatore” – a cui lei fa riferimento, dott. Montanari – dal “curriculum reso parzialmente pubblico”, che ha partecipato alla Università di Bari ai nove progetti vaccinali sperimentali su bambini?…

Diego

A proposito di Big Pharma e cervellini; notizia data anche dai tg di “stato”, con annesse interviste strappa-lacrime.
Il problema sono i non vaccinati…

http://www.askanews.it/cronaca/2019/02/22/vaccini-iori-pd-grantire-rientro-a-scuola-bimbo-immunodepresso-pn_20190222_00241/

Carlo

Dopo il maldestro colpo grosso dell’obbligatorietà vaccinale, finiti anche i colpi a salve, come al solito, si sparano solo cazzate. A mitraglia. Questo bambino non può andare a scuola perché ci sono 5 dei suoi compagnucci non vaccinati. Allora non potrebbe nemmeno uscire per strada, se non quando non vi è anima viva. Non può andare per esempio a fare la spesa con sua madre, perché nei supermercati c’è sempre una qualche rimanenza di indecenti no-vax non vaccinati in agguato. Non può prendere il tram per andare a scuola per lo stesso motivo. Ma anche se riuscisse a farla franca… Leggi il resto »

paride

Per me la domanda è sempre quella: sta funzionando? Oggi (23/2/2019) il titolone di prima pagina della Tribuna di Treviso dice che negli asili della provincia di Treviso ci sono 600 bambini non vaccinati, che il 10 marzo 2019 saranno espulsi. Considerando che quest’anno molte famiglie hanno scelto di non iscrivere più i loro figli non vaccinati negli asili proprio per questo problema, vuol dire che quei 600 sono solo una parte dei bambini non vaccinati in età da asilo. Poi consideriamo che la fascia di età dell’asilo è quella in cui c’è stato il maggior incremento di vaccinazioni proprio… Leggi il resto »

Carlo

Ma questo cacchio di famigerato meningococco di tipo B non è sempre quello che ti becchi gratuitamente facendo il vaccino tetravalente contro la meningite? Fa ridere il fatto che i medicastri dichiarino che “il vaccino ha limitati i danni” al povero piccolo di 8 anni. Possibile che almeno un qualche dubbio non si sia insinuato nel cemento armato imperforabile, che hanno al posto della materia grigia, di costoro, che sia molto più probabile che a provocare la malattia sia stata proprio la vaccinazione? Sì, certo. Ma dove sta la convenienza etica e deontologica di tale dichiarazione? Si corre il rischio… Leggi il resto »

Carlo

Allora, giusto per informarci o rinfrescarci la memoria, vediamo questi disastri provocati nel tempo dal “vaccino antipolio con il suo virus cancerogeno SV40”, come ci consiglia il dott. Montanari. Leggiamo su MedNat.org che… « Nel marzo 1992 la celebre rivista medica inglese The Lancet pubblica un articolo di Walter Kyle che riporta evidenze secondo cui l’Aids si è manifestato dopo che il virus dell’immunodeficienza delle scimmie (SIV) è entrato nell’organismo umano attraverso appunto il vaccino antipolio contaminato da tessuti infetti di scimmia. L’articolo prosegue affermando che la FDA americana sospettavano della contaminazione dei vaccini antipolio già dagli anni ’50 e… Leggi il resto »