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La verità vera del signor Carmine

Di 12 Settembre 2013 1 commento

A ben guardare, la cosiddetta “Italia dei misteri” non esiste né, probabilmente, è mai esistita. In Italia si sa assolutamente tutto di tutti. Il solo problema è che gl’Italiani sono, in quantità sconcertante, ciechi, sordi e muti. Si potrebbe concludere, così, che non ci sono falsi invalidi e che, anzi, le pensioni concesse sono insufficienti a compensare gli handicap, alla lista dei quali si potrebbe aggiungere più di qualcosa: la disonestà e la cialtroneria, per esempio.

Il signor Carmine Schiavone,

membro della nobile famiglia camorrista che fa capo al cugino Francesco, più noto come Sandokan, da anni va, sono tentato di dire “onestamente”, raccontando nei particolari quello che è uno stato di fatto relativo, tra l’altro, all’avvelenamento di quella zona che un tempo era detta in maniera truculenta Triangolo della Morte e ora, con molta più comprensione per la sensibilità italiota, è diventata la quasi favolosa Terra dei Fuochi.

 

Nel suo italiano personalissimo il signor Carmine ha esposto con chiarezza ciò che chiunque non rientrasse tra gli aspiranti pensionati per invalidità già sapeva, e non lo ha fatto nel solito bunker sotterraneo noto a molti ma non alle forze dell’ordine: lo ha fatto nella scatola magica della TV. Insomma, riassumendo all’essenziale, ormai zone vastissime di territorio a cavallo tra Campania e Lazio sono avvelenate in maniera irreversibile. Per informazione, irreversibile significa senza possibilità di ritorno. Dunque, avvelenate per omnia saecula saeculorum. Il signor Carmine, sapendo di avere interlocutori tonti o finti tali, ha precisato che ogni possibilità tecnica di disinquinamento o di “bonifica” – la parola magica che ogni delinquente che si appresta a costruire un impianto d’incenerimento, biomasse comprese, usa per uccellare il popol bue – è puramente illusoria. Non si può. Capito? Il che è tecnicamente ineccepibile ed è quanto, senza avere l’onore di conoscere il signor Carmine, io vado ripetendo da anni ricevendo in cambio gli sguardi beffardi di sindaci chi criminale e chi semplicemente idiota. Naturalmente criminalità e idiozia sono sorrette dalle rassicurazioni dei professori a gettone sempre e subito pronti ad ogni forma di prostituzione in cambio di quattrini o di un passettino di carriera. E i controlli dei controllori? Siamo tutti paesani e una mano lava l’altra, vero, Don Raffaè?

Ci saranno dei morti. Milioni. Molti ce ne sono già stati. Il signor Carmine azzarda in tutto cinque milioni, uno più, uno meno. Parla di cancro, ma lo fa, come per i numeri palesemente scontati, per non impressionarci troppo perché c’è di peggio. Per esempio le malformazioni fetali che del cancro sono mille volte peggiori. E malattie “insospettabili” che faranno dire “Noi non potevamo sapere” a chi di sapere aveva l’obbligo, non fosse altro che perché è pagato a spese pubbliche per quello e perché sono tutte cose arcinote a chi fa scienza e non ciarlataneria o delinquenza pura.

A consolazione ci resta il fatto che qualche “autorità” farà fuoco e fiamme per mettere in atto le bonifiche. E chi ha detto che non serviranno? Non serviranno a bonificare ma, grazie a loro, fiumi di quattrini saranno convogliati nelle tasche dei confratelli del signor Carmine e del nobile cugino detto Sandokan. Naturalmente nessuno sarà dimenticato nelle giuste proporzioni, dai politici gentili ai controllori guerci, dai proprietari dei terreni che, come avrebbero fatto con la loro mammina sulla cui sorte non avrebbero poi esitato a versare calde e pubbliche lacrime, per anni hanno venduto le intimità della loro terra a chi ogni notte portava i veleni da lontano fino a chi, in cambio del mitico posto di lavoro per sé o per il cognato, vedeva ma, educatamente, non parlava. A ciascuno il suo. I cancri? I cancri e le altre malattie saranno indistintamente per tutti ma, come disse con saggezza un luminare dell’Università di Modena davanti alla potenziale catastrofe indotta dall’inceneritore locale sentenziò: “Se ci saranno dei morti, li seppelliremo.” Giusto e pio: requiescant in pace.

Quando tengo le mie sempre meno numerose conferenze (in fondo, chi se ne frega dell’ambiente in cui moriamo male?) non è raro che qualcuno mi chieda delle bonifiche e la stessa cosa avviene quando mi studio con meticolosità i documenti che si presentano di prassi per l’apertura dell’ennesimo impianto a biomasse e su di loro devo preparare un controdocumento. Per questa risposta particolare non servo io: il signor Carmine è stato chiarissimo e la mia risposta, magari espressa  in un italiano meno pittoresco, sarebbe stata identica: la bonifica non si può fare.

Coraggio e ad majora: tra poco tutta l’Italia sarà la Terra dei Fuochi.

Che vogliamo fare? Quando ascolto un giornale radio e sento le voci, le istanze, gli argomenti e le differenze reciproche d’opinione dei nostri parlamentari, non importa di che estrazione, mi accorgo che tutto ciò che il signor Carmine racconta da anni davanti alle “autorità” e ora davanti alla molto più credibile TV può essere tranquillamente adattato alla vita politica del nostro paese: non c’è bonifica possibile. E senza una conduzione politica virtuosa, non c’è alternativa: seppelliremo i morti.

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gbracca

L’Italia è dei paraculi e degli scafessi
Napoli, discariche, bonifiche. Il commissario: “L’Italia è dei paraculi e degli scafessi”.
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RISPOSTA

Ineccepibile ma troppo morbido.