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Io speriamo che me la cavo

Come passa il tempo!

Per fortuna l’Homo sapiens diventa di giorno in giorno più saggio e cancella le brutture del passato. E tra le brutture ce n’è una testimoniata da un “resoconto sommario” dell’Assemblea Costituente presieduta da Umberto Terracini, comunista spesso critico nei confronti dei comunisti. L’immagine del foglio mi è stata mandata da un amico che mi tiene costantemente aggiornato e, di tanto in tanto, mi ricorda un passato di cui certo non possiamo vantarci. E questo è uno dei casi.

A pagina 69 il documento datato 9 gennaio 1947 recita letteralmente “…è assurdo pensare che il Presidente della Repubblica possa presumere di scegliere egli stesso i Ministri.”

Perdonando con un sorriso l’abuso di lettere maiuscole, chissà se i padri costituenti avrebbero mai immaginato che un loro figlio avrebbe trasformato con un impronosticabile gioco di destrezza quella che allora appariva come un’assurdità in un dovere costituzionale. Chissà se avrebbero immaginato che qualche centinaio d’italiani, diventati decine di volte tanto a beneficio dei teledipendenti, sarebbe sceso in piazza per applaudirlo e, addirittura, che i mezzi d’informazione di quello stato che nel 1947 era ancora in fasce ne avrebbero tessuto le lodi. Chissà se gli autori di uno dei più bei testi costituzionali del pianeta, bello sì ma palesemente inapplicabile per i troppi salottini buoni che disturba, avrebbero mai potuto prevedere che un presidente della Repubblica, il dodicesimo della serie, con un passato di giudice costituzionale avrebbe indotto alla gioiosa prostituzione quegli articoli. Chissà se, dopo i giravolta delle alleanze nel corso della guerra, quei personaggi avrebbero immaginato che l’Italia si sarebbe consegnata alle amorevoli attenzioni dell’antico e ripudiato alleato.

Per fortuna quei tempi orribili in cui dei visionari pasticciavano per risollevare l’Italia dalla devastazione della guerra sono passati e ora il Paese gode della saggia fermezza di chi contribuisce a far sì che non si sia più schiavi della democrazia e che la Costituzione sia finalmente vista per quello che è: un testo comico.

Ora siamo ad uno dei tanti tornanti della salita. Tolto di mezzo un ministro che non piaceva ai saggi padroni tedeschi, sta partendo un governo con una chimica paragonabile a quella dell’olio e dell’acqua messi insieme.

Letta la lista dei ministri, confesso che per qualcuno ho più di un motivo per sentirmi mancare ma, come accade nello sport, sarà il campo a decretare il verdetto. Dunque, aspettiamo. Dopotutto, fare peggio di quanto è stato fatto finora è difficile anche se, impegnandosi…

Una preoccupazione egoistica del tutto personale è legata all’annunciato aumento dell’IVA, una tassa che cade come una mazzata su chi non naviga nell’oro e fatica a pagare il sempre più leggero carrello della spesa qualche Euro in più. Ma, come accadeva ai tempi luminosi che precedevano il 1789 francese, devono essere i miserabili a sostenere lo stato da brava carne da macello come è giusto che sia.

Non so se preoccupato o curioso, invece, sono per quanto riguarda il ministero della salute. Cancellato il terrore di ritrovarci Walter Ricciardi alle siringhe, ora non resta che aspettare, speriamo poco, di vedere come si comporterà Giulia Grillo. Del tutto personalmente mi auguro che la poltrona ministeriale non sia per lei un regalo di compleanno (auguri con due giorni di ritardo!) ma l’impegno finalmente onesto e a maniche rimboccate di porre riparo ai danni che il lungo regno della signora Beatrice ha arrecato al Paese. Detto tra parentesi, proprio ieri pomeriggio mi è arrivata una telefonata lunga e straziante di due genitori che si sono visti portare via il bambino dopo due richiami di vaccinazione eseguiti da medici che definire pazzi furiosi è fare loro un complimento. La dottoressa Grillo (stavolta, almeno, abbiamo una laureata) ricordi che milioni d’italiani hanno votato per il suo partito a naso tappato solo per la speranza che la follia della legge sui vaccini di regime sia cancellata anche dalla memoria. Da uomo di mondo so che Big Pharma ha già investito tanto, ma la vita di un bambino non si compra.

Sì: il governo così come pare sia oggi non mi piace ma appare senza dubbio meno peggiore del precedente (non era difficile!) e, soprattutto, è fatto con la miscela incompatibile sì ma decretata da un voto popolare che, seppure condotto facendosi ancora una volta beffe degli articoli 56 e 58 della Costituzione, è quanto meno un’espressione di volontà condivisa.

E, allora, in bocca al lupo al nuovo governo e, ancora una volta, detto per ognuno di noi, ecco quanto di più italiano esista: io speriamo che me la cavo.

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29 Commenti on "Io speriamo che me la cavo"

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Se è vero il detto che non è l’abito che fa il monaco speriamo che non lo sia anche il cognome: dal grillo mannaro al grillo a tacco a spillo.

Se il buongiorno si vede dal mattino….. “Il ministro della Salute Grillo contro i vaccini obbligatori” noi speriamo che ce la caviamo.

http://www.ilgiornale.it/news/grillo-salute-contraria-vaccini-1535315.html

Dr. Montanari
“due genitori che si sono visti portare via il bambino dopo due richiami di vaccinazione”

Senza nomi e luoghi, nel massimo rispetto della privacy, e’ possibile avere maggiori dettagli sull’accaduto? Il bimbo si è sentito male o è stato portato via dalle Assistenti Sociali?

Purtroppo entrambe le ipotesi sono possibili, come da intervento Avv. Salvo Di Grazia:
https://www.youtube.com/watch?v=PNi7MNpoyBc

Trattasi d’innata tendenza a viaggiare sempre sui carri dei vincitori e di buon pagatori.

“Io sono favorevole ad una legge che vi obblighi. E’ una mia opinione e naturalmente voi non siete d’accordo.
Ad ogni modo comincio a sentire di feste di compleanno dove i non vaccinati non vengono invitati, magari la legge non serve neanche, basta l’emarginazione sociale. Voi siete pochi e i vaccinati tanti [smiley]”.

Chi lo ha scritto? Non riesco a ricordare …