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Io e i colloqui prevaccinali

O io non riesco a farmi capire o io sono da anni così stupido da aver viziato chi pensa di poter disporre di me come più gli aggrada e gli fa comodo.

In questo momento di recrudescenza di follia, il regime invita i genitori dei bambini che l’industria farmaceutica e il girone infernale che le ruota intorno guardano con l’acquolina in bocca ad un “colloquio prevaccinale”nel corso del quale quei genitori hanno diritto di spiegare perché non sono entusiasti di affidare i figli alle loro amorevoli cure.

Facendo qualcosa che non è assolutamente previsto e che è chiaramente spiegato a pagina 1 dei rapporti, qualcuno ha messo in rete uno dei nostri documenti relativi a indagini di microscopia elettronica eseguiti da noi su due vaccini (due e non dieci come qualche bello spirito ha poi fatto circolare). Diversi genitori ingenui hanno pensato che sarebbe bastato quel documento per convincere gli esecutori in camice bianco a non vaccinare i ragazzini, ma chiunque abbia qualche contezza di come funzionano le cose sa bene che non è così. Al regime non importa un fico secco dei fatti: il suo obiettivo è quello di vaccinare sempre e comunque, perfino chi è già stato affetto dalla malattia e, per questo, ne è immune, con buona pace di fatti che i medici, quelli veri, intendo, conoscono da oltre due secoli (vedi che cosa facevano i medici napoleonici nel 1805).

Così l’idea era quella di farsi accompagnare da me, in modo da mettere all’angolo i vaccinocrati.

Credo sia ovvio a chiunque che io non posso pendolare lungo la Penisola per parlare a chi mi concede graziosamente 5 (cinque) minuti senza, beninteso, la minima intenzione di ascoltarmi né, molto spesso, avere il minimo di cultura per capire. Le vaccinazioni di massa seguono logiche totalmente avulse dalla medicina e dalla ragione e, dunque, io sarei del tutto inutile.

Ma diversi gruppi hanno insistito: io devo andare. Se io vado, però, qualcuno mi deve pagare le spese di viaggio e il lavoro, soldi, questi ultimi, che andrebbero ovviamente non a me ma a quel laboratorio di cui i genitori stessi pretendono i risultati. Quanto è il “compenso” per il lavoro? La bellezza di 1.000 Euro: una somma non solo esagerata ma per cui è impossibile non gridare allo scandalo. Un cantante di liscio incassa diverse volte tanto e quei soldi se li tiene, ma io non canto Romagna Mia e, allora…

Ad oggi io non sono andato da nessuna parte, però siate informati: a causa degl’imbecilli che si sono scandalizzati, ora perché io vada non sono più 1.000 Euro ma 10.000 (diecimila) + IVA di cui 1.000 andranno al laboratorio e 9.000 me li intascherò io per farci vacanze di lusso.

Se vi piace, è così. Se non vi piace, potete tranquillamente rivolgervi a chi non solo è infinitamente più bravo di me ma fa tutto a proprie spese (come, stoltamente, ho sempre fatto io). Vi prego solo di non intasarmi la casella di posta elettronica se avete intenzione di farmi perdere tempo.

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3 Commenti on "Io e i colloqui prevaccinali"

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Un batuffoletto di 2 mesi, nato pre-termine e morto 48h dopo la somministrazione di 8 vaccini. Naturalmente i medici sostengono si tratti di un inspiegabile caso di “morte in culla”.

http://initiativecitoyenne.be/
“Encore un bébé de deux mois qui décède après avoir reçu 8 vaccins !!”

Sottoscrivo ogni parola. I colloqui dell’USL sono fatti perché previsti dalla legge Lorenzin, quella legge che ha reso OBBLIGATORI i vaccini, sulla base dell’assioma secondo cui tali farmaci sarebbero assolutamente benefici, privi di rischi e indispensabili per evitare stragi epidemiche certissime. Siccome si tratta di un assioma, significa che non viene ammessa la possibilità che nell’ambito del colloquio emerga qualcosa di diverso a proposito dei vaccini. Dunque è del tutto inutile cercare di contestare l’obbligo o la natura santa e perfetta di questi farmaci stabilita per legge. Il colloquio ha quindi solo due funzioni: – convincere il genitore a eseguire… Leggi il resto »