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Intervista sui vaccini

Di 12 novembre 2012 2 commenti

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  • GiuseppeAmmogliato ha detto:

    Un paio di domande
    Egregio Dott. Montanari,

    Io leggo sempre con attenzione i Suoi post su questo sito, e concordo con Lei che, per quanto gli studi da Voi finora effettuati sui vaccini siano limitati e non sistematici, le autorita’ di controllo dovrebbero quantomeno studiare la questione per verificare l’entita’ del fenomeno.

    Sono pertanto stupito (con me stesso) del fatto seguente: mi trovo (parzialmente) d’accordo con dei punti sollevati dalla Dott.ssa Sammartino!
    Dai commenti all’articolo/intervista su napolitime.it:
    [i]“Il risultato? Sempre lo stesso: vaccino contaminato da micro e nanoparticelle inorganiche (Acciaio, Bario, Titanio, Silicio, blocchetti di Calcio), tutte particelle solide, piccole e meno piccole, ma tutto come già riscontrato negli altri 20 vaccini che avevano controllato in precedenza.”
    Avete visto le analisi? Le avete mostrate ad un esperto di microscopia elettronica?
    Le sue scoperte, presenza di particelle non biocompatibili nei vaccini, sono pubbliche da tempo.
    E’ possibile avere i riferimenti bibliografici ad articoli scientifici o anche divulgativi, ma dettagliati, di tali scoperte?
    “Tanto per chiarire, il nostro è uno dei laboratori di punta nell’ ambito della Comunità Europea e di questo testimonia la Comunità stessa.”
    Puo’ cortesemente citare una fonte non autoreferenziale? Trovo insolito che sul sito (http://www.nanodiagnostics.it) di un laboratorio cosi’ prestigioso non appaia alcun cenno a certificazione (ISO9001:2000) e/o accreditamento (ISO9001:2000).[/i]

    Non sono riuscito a trovare alcuna menzione del fatto che il Vostro laboratorio sia uno di quelli di punta della Comunita’ Europea: avrebbe per caso un link da consultare?
    Per quanto riguarda le scoperte sulla contaminazione dei vaccini, avete intenzione di pubblicare un articolo?

    Cordialmente
    Giuseppe

  • Ludovico il Moro ha detto:

    Comunità Europea – x Giuseppe Ammogliato
    La Commissione Europea ha una “Direzione Generale” che si occupa di ricerca, fornendo peraltro strutture a università e ricercatori per i loro progetti. Tale DG è il JRC che ha anche un centro di ricerca in Italia (a Ispra, Lombardia) e costituisce il referente scientifico indipendente per le politiche dell’Unione Europea.

    La Commissione non stila “classifiche” di merito tra tutti i laboratori che sono attivi in Europa: non è il suo compito. Quello che invece la Commissione fa è assegnare finanziamenti all’interno per progetti di ricerca che ritenga meritevoli di supporto economico. Se un soggetto ritiene che, per aver ricevuto un finanziamento, rientra nella crema della crema dei laboratori europei può anche essere vero ma è un sua conclusione, non un titolo conferitogli dalla Commissione.

    RISPOSTA CUMULATIVA

    Io sono sempre divertito dalla presunzione così teneramente ingenua di qualcuno. Basta leggere il volume “100 Technology Offers stemming from EU Biotechnology RTD Results” pubblicato dalla Commissione Europea.
    I risultati dei primi 19 vaccini esaminati sono stati pubblicati ormai anni fa in una tesi di laurea che è ovviamente pubblica.
    Ho apprezzato il colpo di spirito con cui si chiede se abbiamo sottoposto i nostri risultati ad un esperto di microscopia elettronica. Solo un frequentatore del Bar Sport poteva arrivare a tanto.
    Certificazioni? Non ci servono.
    Per il resto, basta davvero. Le nostre ricerche e i nostri risultati sono costantemente utilizzati dalle più importanti istituzioni mondiali e non posso perdere tempo a giocare con qualche dilettante al quale, ovviamente, non devo nulla.
    D’ora in poi, su questi argomenti risponderò solo a scienziati del settore che abbiano svolto le nostre stesse analisi e abbiano trovato discrepanze o abbiano suggerimenti da dare. No perditempo.

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