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Infanrix Hexa: quanto vale una vita devastata?

Ieri ho ricevuto una lunga telefonata dall’amico parigino Serge Rader, laureato in Farmacia, esperto di vaccini e traduttore per la Francia del libro di mia moglie e mio Vaccini: Sì o No? (https://www.youtube.com/watch?v=hAYb8uUgJyA).

Tra le tante cose che mi raccontava c’erano due casi tragici recenti di bambini francesi morti dopo atroci sofferenze per aver subito

una vaccinazione subendone danni gravi ed essere stati poi allegramente rivaccinati. Da lì coma e morte. Niente di nuovo, in fondo.

 

Oggi Il Resto del Carlino pubblica un articolo (http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/vaccino-invalidita-risarcimento-1.1657419) a proposito della sentenza passata in giudicato relativa ad un bambino che, nell’ormai lontano settembre 2004, fu vaccinato con l’Infanrix Hexa, il farmaco esavalente utilizzato abusivamente al posto del tetravalente “obbligatorio”. Già nel 2013 il tribunale riconobbe il nesso tra vaccinazione e patologie e condannò il Ministero della salute a risarcire la famiglia con un centinaio di migliaia di Euro, perché tanto vale per la burocrazia la vita devastata di un bambino. Credo che nessuno, io in primis, si sorprenderà se il Ministero ben si è guardato dall’ubbidire al giudice infischiandosi della sentenza perché lo stato fa le leggi ma mica le rispetta. A rispettarle sono solo i fessi.

Ora il TAR concede 30 giorni al Ministero per pagare. Chissà se l’arroganza di regime troverà modo ancora una volta di esprimersi. Detto tra parentesi, per quanto possa interessare, quell’arroganza io l’ho subita più di una volta e la sto subendo ora.

Sembrerà curioso che un quotidiano riferisca una notizia tutto sommato imbarazzante per molti. Ma, a compensazione, la stessa pagina del giornale contiene un trafiletto in grassetto in cui si comunica come a Ferrara sia morto un signore di meningite e si sottolinea come la vaccinazione l’avrebbe salvato.

Peccato che le cose stiano in maniera un po’ diversa.

Per prima cosa i vaccini contro il Meningococco sono disponibili solo per 4 ceppi sui 13 esistenti. In secondo luogo, come sa (o dovrebbe sapere) qualunque farmacologo, i vaccini condividono con tutti i farmaci un’efficacia che non si verifica nella totalità dei casi e che, quando c’è, è sempre e solo a tempo. In terzo luogo, la meningite non deriva solo dal Meningococco ma anche da altre fonti: non pochi virus, funghi, parassiti , batteri che non hanno a che fare con il Meningococco (es. per meningite brucellare, meningite leptospirosica, meningite luetica, meningite pneumococcica, meningite stafilococcica e meningite tubercolare). Questo oltre ad una serie di cause non infettive. Quali vaccini per queste origini patogene?

Concludendo sul caso e tanto per la precisione, a quanto pare lo sfortunato protagonista di Ferrara non è morto per un Meningococco vaccinabile ma per un’origine polmonare. Ma niente di nuovo, in fondo.

Lo stesso giornale, nella pagina di cronaca locale, esprime la preoccupazione per il calo delle vaccinazioni a Modena, un fatto, come afferma l’OMS, che si verifica tra le persone di maggiore cultura. Qualcuno si chieda il perché. E, in una altro trafiletto accanto, si legge che il Consiglio comunale di Modena “ha detto sì a una vasta campagna di corretta informazione sulla importanza, per i singoli e per la collettività, della vaccinazione.” Io prendo in parola ciò che viene scritto e mi aspetto che l’informazione sia corretta come affermato, augurandomi che i consiglieri comunali di Modena consultino preventivamente un vocabolario a proposito dell’aggettivo “corretto” e siano fedeli al proprio mandato a beneficio dei cittadini. Di bugie e di violenze da parte di medici, legislatori e burocrati credo che ne abbiamo avute abbastanza.

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Cassino

TerrificanteHo letto l’articolo. Oltre alla tragedia che non credo sia possibile descrivere a parole (sono padre di una bimba fortunatamente sana e non so come starei se mi accadesse qualcosa del genere) c’è anche una frecciata per il personale sanitario. E’ questa che dovrebbe far(ci) riflettere. RISPOSTA Il poeta francese Lamartine ci definì “popolo di morti”. Non è vero: noi siamo molto peggio. Noi siamo un popolo di servi striscianti. Noi accettiamo di essere bastonati, derubati, ingannati e sbeffeggiati e siamo disposti a gettare alle ortiche i nostri diritti elementari, diritti ormai dati per dimenticati, diritti ormai dati per cancellati.… Leggi il resto »