"Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.
In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi."

Giacomo Leopardi

BASSOLINO, SANTO SUBITO! PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Montanari   
mercoledì 09 gennaio 2008

 Oggi avrei voluto solo festeggiare la prima candelina di questo blog unendomi idealmente a tutti coloro che, in un anno, hanno letto e hanno fatto sentire la propria voce. In 365 giorni, dopo un inizio timido, abbiamo avuto oltre 440.000 ingressi di cui 40.000 circa a partire dal 1° gennaio 2008, il che, da un canto, è molto triste, visti gli argomenti che si trattano qui, ma dall’altro la cosa significa che non siamo tutti sotto anestesia.

Avrei voluto, ma non è possibile. Come tutti vediamo, in questi giorni non si parla d’altro che di “emergenza rifiuti”, con fotografie e video che testimoniano la drammatica presenza, in tanti luoghi della Campania, d’immense catene montagnose (di cui io ho sentito varie volte gli effluvi) in cui si ammucchia di tutto. Di tutto: bucce, bottiglie, lattine, imballi, indumenti. Beh, sì, per gli addetti ai lavori si tratta di materiali compostabili o recuperabili senza particolari sforzi, ma, se si voleva creare l’emergenza, questa roba era preziosa in quelle condizioni e non si poteva toccare. È successo che, con questa volontà che ha affratellato

destra, sinistra e centro, si è cercata una regione adatta e la si è individuata nella Campania, poi, con infinita pazienza, si è fatta una splendida opera di “ignorantizzazione” della popolazione locale perché producesse rifiuti con buona lena e non pensasse nemmeno che, per la maggior parte, quel che buttava poteva non essere affatto un rifiuto. Se qualche napoletano avesse fatto visita a Sydney, avrebbe visto che una città di dimensioni quadruple rispetto alla loro ha i marciapiedi puliti. E a Sydney l’immondizia, quel poco che non si differenzia, si tratta in gran parte a freddo. Se qualcuno fosse stato a Canberra o a San Francisco avrebbe potuto accorgersi – oh, meraviglia! – che ci si sta avviando a quello che i nostri sapienti, quelli che la sanno lunga, considerano una ridicola utopia: rifiuti zero. Se qualche curioso avesse dato un’occhiata a certi numeri, avrebbe avuto di che meditare davanti al fatto che tutti i paesi civili producono via via meno spazzatura mentre noi non solo l’aumentiamo, ma ne incentiviamo subdolamente la produzione, stando il fatto che qualche furbetto lungimirante ha legiferato in modo da fare dei rifiuti una risorsa. Economica e solo per lui e gli amichetti suoi, naturalmente. Insomma, dopo aver costruito la bomba - va da sé, sulla pelle e a spese dei contribuenti accuratamente tenuti all’oscuro di tutto - adesso è ora di farla scoppiare: Napoli sommersa dai suoi rifiuti, un po’ di teppistelli di borgata scelti fra i meno intellettualmente dotati (ammesso che ce ne sia qualcuno con qualche dote) che danno fuoco ai cassonetti senza sapere che quella roba farà venire il cancro pure a loro, un po’ di gente che rovescia automobili, qualcuno che fa a botte con le forze dell’ordine, strilli, pianti e il gioco è fatto. Sull’onda di un’emozione costruita con maestria ben conoscendo l’italica indole, adesso si va a raccogliere un frutto maturo: una bella fungaia d’inceneritori, ribattezzati “termovalorizzatori” grazie all’efficace scuola di marketing di Wanna Marchi, su cui ingozzarsi di tanti bei quattrini pubblici, non solo infischiandosi delle conseguenze economiche e, soprattutto, sanitarie di una strategia così palesemente demenziale e priva di qualunque sostegno scientifico, ma, addirittura, forti di un consenso popolare che stanno guadagnando giorno dopo giorno. E come si fa per finalizzare l’azione, come si dice nel calcio? La palla ormai è in area e per spingerla dentro occorre solo un ultimo sforzo. Si pubblicano un po’ di articoli allestiti per la bisogna firmati da giornalisti sempre pronti ad affittare la penna che saranno sì ignoranti dell’argomento, ma che, in un’Italia dove essere noti equivale ad essere autorevoli non importa in che cosa, sono le persone giuste al posto giusto ed un passaggio smarcante è fatto. Poi si organizza una bella raffica di trasmissioni radio e TV (RAI e Mediaset, ormai lo abbiamo visto, sono pappa e ciccia) in cui si fanno sedere in un salotto politicanti di ogni risma (“dove si manducca Dio mi conducca” si diceva un tempo a Bologna), magistrati, sindacalisti, professori e gl’immancabili tuttologi pennivendoli, e l’arbitro indica il centrocampo: gol convalidato. Ieri sera, contrariamente alla mia abitudine di prestaiolo, ho acceso la TV e ho visto una parte di Ballarò, uno dei tanti salottini radical-chic di RAI3. Bisogna ammetterlo: sono bravissimi. Non c’era una voce discordante: Bassolino ne ha fatte più di Carlo in Francia e bisogna fare i “termovalorizzatori”. A nessuno, nemmeno al magistrato che stava lì, è venuto in mente di dire che se spariscono due miliardi di Euro offerti obbligatoriamente dai contribuenti per il problema della “monnezza” bisogna scoprire il colpevole, farsi restituire il maltolto e ficcare in galera il reo. A nessuno è venuto in mente di dire che l’ARPA si è ben guardata dal dare l’allarme già molti anni fa e ha pigramente e benevolmente assistito allo scempio. A nessuno è venuto in mente di rilevare come due miliardi di Euro (ma temo che la cifra sia parecchio più alta se si fanno i conti giusti) borseggiati ad una nazione come la nostra si ripercuotano in uno slittamento verso la povertà per i cosiddetti “ceti più deboli”. Le famiglie da 1.000 Euro al mese mostrate con gusto nel servizio seguente sempre di Ballarò sono fra quelle che fanno azione mecenatesca verso i lussi dei nostri amministratori. A nessuno è venuto in mente di dire come nei quattordici anni di dominio assoluto del citato Bassolino si siano succeduti vari governi e nessuno di loro abbia mosso un dito. A nessuno è venuto in mente di dire che tutto il personale ridondante assunto da chi prospera anche e soprattutto grazie al clientelismo devono (non ho scritto possono, ho scritto devono) essere messi finalmente al lavoro a differenziare ‘a monnezza. A nessuno è venuto in mente di dire che Bassolino se lo sono votati liberamente, e per tempi degni di un Re Sole o di una Regina Vittoria, i Campani, e questo per ragioni statisticamente forse non troppo nobili ("signo’, un posticino per mio cognato…"). A nessuno è venuto in mente di chiedersi se l’incenerimento sia la soluzione giusta, una domanda se non altro da porsi per rispetto a un po’ di Ordini dei Medici che si sono chiaramente espressi in proposito (vedi i vari pdf di questo blog). A nessuno è venuto in mente di chiedersi come mai il cast della sceneggiata di Ballarò non comprendesse almeno una voce dissonante ma i diligenti coristi fossero tutti intonati in un armonico ed ecumenico canto di regime. A nessuno è venuto in mente di dire che Gianantonio Stella, ora immancabile come il prezzemolo, diceva una fesseria quando proclamava che bruciare l’immondizia di Napoli, come qualche regione pare si sia offerta di fare, significa guadagnare quattrini. A nessuno è venuto in mente di girarsi altrove quando l'ineffabile Stella ha menzionato l'altrettanto ineffabile Ermete Realacci (Legambiente e PD) quale autorevole sostenitore delle sue pirofilie, contrabbandando il personaggio per ambientalista. A nessuno è venuto in mente di avanzare qualche dubbio sui costi reali dell'operazione "Terra Bruciata". Tutti i costi, intendo. E, infine, a nessuno è venuto in mente di ringraziare Bassolino che, con l'eroico sacrificio della sua faccia, ha permesso a una masnada di mascalzoni di avere a disposizione uno splendido argomento per attingere dalle tasche degl’Italiani che, stavolta, le apriranno addirittura con entusiasmo. Altro che San Gennaro che trasforma il sangue da secco a liquido: Bassolino trasforma ‘a monnezza in oro. Dunque: Bassolino santo subito!

Commenti
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F.DAMATI  - commento   |09-01-2008 14:36
Un rifiuto è recuperabile se la sua qualità merceologica è buona. Non è che non si possa produrre compost da un rifiuto semi-indifferenziato, ma la qualità del compost che veniva prodotto in tal modo era così bassa (presenza di diversi contaminanti, compresi metalli pesanti) da non avere valore economico. Quella via di compostaggio è stata abbandonata, imponendo la raccolta differenziata della matrice organica e destinandola a questi fini. Pertanto mi è difficile considerare credibile l'affermazione "...per gli addetti ai lavori si tratta di materiali compostabili o recuperabili senza particolari sforzi, ma, se si voleva creare l’emergenza, questa roba era preziosa in quelle condizioni e non si poteva toccare", a meno di non fornire precise valutazioni e riferimenti.

Parimenti, occorre considerare che paesi caratterizzati da alti tassi di riciclo/recupero destinano all'incenerimento una frazione di rifiuto superiore alla nostra: sto parlando di paesi scandinavi (Svezia, Danimarca), Germania, Austria. Oltreoceano Giappone e Stati Uniti hanno fatto pesantemente ricorso all'opzione incenerimento. Nessuno ha mai sostenuto che l'incenerimento sia la panacea, il mio stesso libro di testo (Chimica Ambientale, Baird - 2006. Ed. Zanichelli) cita esplicitamente l'incenerimento come metodo per ridurre il volume di rifiuti e renderlo più gestibile e convogliabile in discarica controllata. Nè l'Unione Europea adotta termini teneri nei confronti di questa tecnica, pur considerandola preferibile alla discarica (che dovrebbe essere l'ultima fase dello smaltimento e invece ora, laddove incenerimento non esiste, sta diventando un'opzione irrinunciabile).

Paesi industrializzati che hanno fatto ricorso all'incenerimento possono ora permettersi di superare questa tecnica perchè hanno già risolto il problema rifiuti o comunque condotto ad una situazione gestibile. Lo stesso non si può dire dell'Italia e della Regione Campania in particolare.
efione92  - La situazione si risolve non tamponando   |09-01-2008 23:29
Signor Damati, a riguardo dell'affermazione :"Pertanto mi è difficile considerare credibile l'affermazione ...a meno di non fornire precise valutazioni e riferimenti" dimostra che lei non ha alcuna cognizione dei sistemi di trattamento a freddo dei rifiuti.

Poi a riguardo della sua affermazione "Paesi industrializzati che hanno fatto ricorso all'incenerimento possono ora permettersi di superare questa tecnica perchè hanno già risolto il problema rifiuti o comunque condotto ad una situazione gestibile." dimostra ancora una non conoscenza del problema: sono proprio gli inceneritori e la politica di incenerire che non permette la riduzione dei rifiuti. Incenerire significa duplicare la quantità di rifiuti e renderli ancora più pericolosi. Oltretutto chi incenerisce ha assolutamente interesse a non diminuire mai la quantità dei rifiuti e in Italia questa è una trappola per topi che attira talmente tanti amministratori a cui piace il formaggio che c'è una fila di attesa lunga chilometri per averne uno.
(A Napoli tre!!!!)

Poi a riguardo della sua affermazione:"il mio stesso libro di testo (Chimica Ambientale, Baird - 2006. Ed. Zanichelli) cita esplicitamente l'incenerimento come metodo per ridurre il volume di rifiuti e renderlo più gestibile e convogliabile in discarica controllata"....ci spieghi come si possono secondo lei controllare le nanoparticelle oppure ci spieghi come il volume dei rifiuti diminuisca e le faremo riscrivere una nuova teoria della fisica.
totoro19473  - sito     |10-01-2008 12:21
A proposito di notizie "lievemente" parziali:

http://www.nonrifiutareilbuonsenso.it/default.htm

Sconsigliato a chi poi si arrabbia, leggendo certe bestialità!

In particolare, agghiacccianti e disgustose (oltre che spudoratamente mancanti di senso del vero, oltre che del ridicolo) alcune interviste...

Massimo Renaldini
Rezzato (Bs)
sub  - condivido   |10-01-2008 17:49
:cry Non se ne può più. La tv è dello stesso materiale che viene lasciato sulle strade di Napoli. Oramai paghiamo a caro prezzo la mancanza di una classe politica pensante, sdoganata dai troppi interessi economici. Come si fa a credere nel fatto che gli inceneritori, ognuno con il proprio nome, per favore, non siano dannosi all'ambiente, quindi a noi stessi.Il vero dramma è che il popolo ha bisogno di guide forti, che non esistono.Ii sistema che sta rendendo la gente ignorante, brutale, menefreghista, svogliata sta avendo i suoi risultati. Svegliamoci
Marco M  - Camorra di Stato e stato di emergenza     |10-01-2008 17:55
Ho ricevuto e pubblicato questo splendido articolo del dott. Michelangiolo Bolognini, molto importante per fare ulteriore luce sul vero e proprio sistema mafioso di Stato che sta dietro il caos rifiuti e il business degli inceneritori unendo politica, affari e media.
rossocinque  - Grazie     |10-01-2008 19:00
Grazie per saper scrivere queste riflessioni che sono sacrosante in tempi di orgasmo da emergenza.
A forza di fare sono riusciti a convincere persino Pecoraro Scanio (non so a che cosa corrispondano politicamente i 30 denari) che gli inceneritori moderni sono buoni. Addirittura un sindaco lo chiede sul suo territorio e nessuno dei suoi cittadini si preoccupa di prenderlo (metaforicamente sia chiaro) a pedate nel darré mentre un fantomatico istituto di ricerca citato dal TG2 afferma che su uno studio di 14 milioni di individui non si sono evidenziate anomalie sulla salute tra quelli che vivono in prossimità di inceneritori e discariche controllate. Orwell era un dilettante.
Buon Lavoro
lux1099   |10-01-2008 21:59
scrivo da Caserta, sono di Napoli, giusta l'affermazione che la situazione non si risolve tamponando, ma giusta anche l'affermazione che qui l'ignoranza, non intendo culturale, ma l'ignoranza civica è più diffusa della spazzatura.
La gente butta di tutto nelle pattumiere e chi può ne approfitta.
Quello che sta per le strade e nelle cosiddette eco balle che di eco hanno poco ma "balle" nel senso di bugie ne contengono tante non possono essere incenerite. se resta spazzatura la teniamo noi ma le nuvole volano dappertutto!!!!
Credo che l'unica soluzione non sia la rivolta ma un profondo esame di coscienza.
F.DAMATI  - Pecoraro Scanio   |11-01-2008 08:53
"...A forza di fare sono riusciti a convincere persino Pecoraro Scanio (non so a che cosa corrispondano politicamente i 30 denari) che gli inceneritori moderni sono buoni..."

"Sono riusciti a convincere"?? Trasecolo! Possibile non arrivare a capire che questa persona sia un gran furbastro: ha capito che per ottenere una poltrona bastava essere il paladino di un irrisorio 2% di elettori. E come lo recuperi il 2% di elettori? E' sufficiente fare il giro dello stivale e capeggiare tutti i movimenti per il no. Sono i suoi elettori che non hanno capito con chi avessero a che fare, e che ora si dovrebbero dare una sveglita.
Bio333   |11-01-2008 18:23
Stiamo pagando il buonismo che quale lei parlava nel suo precedente post solo che in questo caso forse è buonismo clientelare. Ora i politici fanno quel che vogliono perkè sanno di rimanere impuniti qualsiasi cosa succeda tanto a pagare per gli errori è lo stato cioè la pubblica amministrazione con i soldi delle tasse cioè sempre noi ! è no ! è comodo troppo comodo ! Se un bersani , un bassolino o chi che sia pagasse direttamente di tasca sua perkè sua è la firma e sua è la responsabilità forse ci penserebbero su due volte.
Vallera     |11-01-2008 21:38
Ha citato la situazione di Sidney e San Francisco ma noi siamo italiani. Siamo gli stessi che godevano nel vedere i circhi gladiatori, gli stessi che prima applaudivano il regime e poco dopo chi ci ha liberato da esso.
stellan  - Perché incenerite di piú in Svezia?     |21-01-2008 22:05
Perché incenerite di piú in Svezia?

Questo mi ha chiesto un'amica italiana. E devo dire che non lo so e non so nemmeno perché ancora si costruiscono inceneritori qui, l'ultimo messo in produzione nel 2005 a Borås.

Io che ho abitato e lavorato come insegnante trent'anni vicino a un grosso inceneritore non ho mai sentito parlare di un incremento locale di malattie, deformazioni neonati etc. Se voi dite "Vedi Brescia e muori" voglio capire perché a Brescia si muore mentre qui in Svezia probabilmente non si vedono nemmeno effetti. Ho scritto su questo in un post del mio blog.

Mi sono informato sul nostro inceneritore a Göteborg e da quel che capisco adesso, qui si usa un lavaggio ad acqua dei gas per togliere le micropolveri, una tecnica che non trovo sia usata altrove. Vedi il sito di Renova. È qui una possibile spiegazione? Greenpeace Svezia ritiene comunque che i nostri inceneritori rilasciano diossine in aria Documento in svedese anche se minime.

Ma Greenpeace non rilascia link a documenti verificabili. L'unico studio scientifico che parla di un nesso fra nanoparticelle, diossina e malattie é un report di Dick van Steenis su studi fatti a Londra. Ma non trovo conferma in studi fatti in altri paesi.

In ogni caso, sono d'accordo che la diossina che creamo in aria o nelle ceneri raccolte, sono un problema da evitare soprattutto perché non conosciamo ancora gli effetti ecologici a lungo andare. Abbiamo avuto brutte esperienze qui di PVC, DDT e altri veleni. Quindi concordo nell'eliminare il bisogno degli inceneritori.

Ho trovato molto interessante l'analisi della situazione Campana di Stefano in cui la crisi va vista come opera di poteri in favore di inceneritori come quello di Acerra. Ma da quel che ho capito, alla Camorra non interessano gli inceneritori che con il loro "trattamento" di rifiuti sembrano fare grossi affari.

Comunque sia, in Campania c'é una vera crisi ambientale e probabilmente ecologica, che non permette altri anni di ricerche e trattative. Ma ben consapevoli dei rischi con inceneritori, è veramente saggio il non avviare l'impianto di Acerra, almeno come soluzione temporanea? Che alternative a breve scadenza ci sono? Proporre alternative realizzabili solo a lungo termine significa garantire alla camorra e criminalitá napolitana altri anni di lucro e eventualmente innescare una catastrofe ambientale e economica per cui Seveso é solo un microscopico esempio.

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