Una storia (stra)ordinaria PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonietta Gatti   
sabato 16 maggio 2009

 Numero di visite: 4482

I commenti fuori tema saranno cestinati

di Antonietta Gatti 

Ieri sono andata a Bologna per una trasmissione radiofonica ed ho usato l’automobile.
L’ho parcheggiata, l’ho chiusa e sono andata al mio appuntamento. Una volta tornata, quando ho fatto per ripartire, mi sono accorta che la batteria era andata a zero e il motore non voleva accendersi. Prima ancora di pensare al da farsi, Matteo mi ha detto che mi avrebbe aiutato a ripartire.
Pensavo che avesse dei cavi nella sua macchina per ricaricare la mia batteria.
Nossignore: ha dato una bella spinta e l’auto è ripartita.
La storia di per sé sarebbe insignificante se non fosse per un particolare : Matteo ha la sclerosi multipla e fino al 2006 non camminava, non vedeva più da un occhio, non parlava e aveva perduto la capacità di muovere le mani. Gli restava l’uso di un pollice che ruotava in basso o in alto per comunicare con il mondo. Chi vuole può leggere la sua storia andando su www.matteodallosso.org.
Come è possibile che una persona con sintomi espliciti,

di una malattia così terribile, con una diagnosi  uscita da due importanti ospedali su esami inappuntabili, condotti anche su base genetica, sia ritornata dall’inferno?
Lui, ingegnere elettronico 31enne (lunedì 18 è il suo compleanno), si racconta alla radio (Punto Radio del 15 maggio alle 16:30) in maniera semplice, senza rancori, vittimismi, recriminazioni. Racconta che la salvezza è arrivata dal voler sapere sempre di più della sua malattia al di là di ciò che dicevano i medici, cercando di persona risposte e soluzioni. La soluzione l’ha trovata in Germania e poi a Bologna, vicino  a casa sua.
Ha seguito una terapia chelante che l’ha riportato a correre, a nuotare, a scalare e a fare paracadutismo.
Ciò che colpisce è l’energia contagiosa che Matteo emana. Un giovane che ha vissuto per anni in un orrido e ce l’ha fatta ad uscirne non può che diffondere gioia, felicità, voglia di vivere.
Ma in Matteo c’è qualcosa di più: c’è la voglia di aiutare gli altri, chi è caduto vittima di quella malattia, ad uscirne. Il suo blog ha proprio questo scopo: far conoscere la sua terribile esperienza e la strada che l’ha portato a riemergerne. Messaggio semplice, diretto, efficace.
La sua storia mi porta a fare due riflessioni. Una è che la Natura non è poi così matrigna come credevo. Lavorando con bambini malati o malformati, con feti abortiti, con soldati che ritornano distrutti da missioni di pace, mi ero fatta l’idea che non ci fossero soluzioni. Invece ho verificato che malattie “incurabili” come la sclerosi multipla possono regredire, che non si tratta di un fenomeno irreversibile. Questo mi dà una spinta ad essere ottimista, a credere che qualcosa si può fare.
La seconda riflessione riguarda un aspetto del decorso della malattia di Matteo. In un certo ospedale i medici gli volevano praticare una terapia basata su di un chemioterapico molto potente (resta tutto da spiegare perché curare con un antitumorale una malattia che tumore non è) e lui, con il suo pollice verso, negava l’assenso. I medici non accettavano che il paziente decidesse per sé e arrivarono a convincere i genitori che Matteo non era più in grado d’intendere e di volere e che, quindi, dovevano essere loro a decidere per lui. A decidere come avevano deciso loro, naturalmente.
Di questi tempi in cui si è dovuto legiferare su che cosa fosse più giusto per una persona in coma da 27 anni, se un paziente chiaramente padrone di tutte le sue facoltà mentali non accetta la somministrazione di un farmaco tossico al di là di ogni possibile discussione, si pretende che questo gli venga comunque somministrato perché qualcuno dichiara che quel paziente “non è più in grado di intendere e di volere”.
Ciò che si è tentato di fare a Matteo è un sopruso bello e buono. Un medico che, qualunque sia la ragione, non capisce una malattia non dovrebbe usare farmaci studiati per altre patologie. Matteo ha combattuto i sintomi che quei medici non sono stati capaci di capire e di curare e sta vincendo. La Medicina, oggi come sempre, ha dei limiti e questi dovrebbero essere accettati e resi pubblici con onesta umiltà. Invece, quasi sempre quei limiti vengono accuratamente nascosti dietro una presunzione ed un’arroganza che rasentano la follia.
La tenacia, la volontà di Matteo hanno vinto su chi, incapace d’intendere ma non di volere, lo etichettava, invece, come “incapace d’intendere e di volere.”
Spero che costoro si rendano conto dello schiaffo morale che Matteo, con i fatti, ha inferto a tutta quella fetta spocchiosa della categoria cui appartengono e ne traggano motivo di meditazione. E spero che l’altra fetta, quella dei medici veri, quelli che sono coscienti del perché quella professione così nobile esiste, si liberino finalmente del timore reverenziale nei confronti dei loro spesso più potenti colleghi.
Leggete la storia di Matteo, una storia che Antonio Amorosi, giornalista di Punto Radio pubblicherà sul suo blog. È un’iniezione di energia pura di cui tutti noi abbiamo bisogno.

Antonietta Gatti


Questa è una storia per nulla originale. Fatti del genere sono all’ordine del giorno, eppure pochi ne vengono a conoscenza.
Ricordo quando, all’inizio degli Anni Novanta, scoprimmo che nel sangue circolavano particelle di sostanze che non sarebbero dovute essere là. Una scoperta d’importanza fondamentale per capire tantissimi fenomeni e altrettante patologie. Eppure, non si trovò uno straccio di rivista scientifica disposta a pubblicarla. Se il mondo della scienza si fosse mosso allora, oggi saremmo più o meno dieci anni avanti. Ma ciò che esce dai binari imposti da chi governa quel mondo non deve esistere.
Come la sclerosi multipla, la SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, alla ribalta perché ha colpito diversi calciatori, è una delle tante malattie di cui non si conosce l’origine. O, chissà, di cui è bene non si conosca l’origine o la natura. Un altro esempio? Il cancro.
Così si fanno dei bei centri di ricerca, ci si mettono a capo i personaggi “giusti”, perché no? un po’ di amici e amici degli amici, si stanzia denaro, altro se ne raccoglie con le eroiche “maratone” della solidarietà, e poi… e poi non si arriva a nulla. Non si deve arrivare a nulla, altrimenti la pacchia finisce.
Qualcuno m’insulterà indignato per quello che dico? Allora quel qualcuno mi faccia vedere, superando le chiacchiere di cui non abbiamo bisogno, quali progressi reali si sono fatti negli ultimi vent’anni nella cura del cancro. Mi quantifichi il rapporto tra costo e beneficio. Mi giustifichi, voce per voce, entrate ed uscite. Altrettanto per la sclerosi laterale amiotrofica.
Poco tempo fa, partecipando ad una trasmissione radiofonica, m’incrociai con un giornalista sportivo notissimo che ha importanti entrature con la fondazione che si occupa proprio di SLA. Noi abbiamo qualcosa da dire sull’argomento. Dall’altra parte, zero: tempo e soldi spesi senza il benché minimo risultato. Bene: ad oggi, nonostante l’impegno preso dal giornalista, nessuno ha provveduto a mettersi in contatto con noi. Nemmeno per chiedere che cosa diavolo abbiamo da dire. Scusate se mi fermo qui e non faccio alcun commento. (Stefano Montanari)

P.S. del 18 maggio: Leggendo i commenti arrivati direttamente sul blog e quelli ricevuti privatamente, mi accorgo che con qualcuno c’è stato un malinteso. Il post non voleva certamente essere una condanna della Medicina, una cosa che non avrebbe alcun senso, ma solo la denuncia di uno dei tanti aspetti di una certa Medicina svillaneggiata dai suoi sacerdoti.
Per i cosiddetti operatori del settore basterebbe ricordare il Giuramento d’Ippocrate prima di fare qualsiasi mossa e molto sarebbe risolto. Ecco, allora, che la ricerca medica e farmaceutica subirebbe una bella virata e i medici business-men scomparirebbero. La cosa buffa è che tutto questo non porterebbe solo ad una qualità di vita più accettabile, ma consentirebbe risparmi economici enormi a tutta la società.

Immagine da: http://www.medicina.it/generale/neuro/Images/Sclero2.jpg

Commenti
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Enrica   |16-05-2009 17:58
Cara dott.ssa Gatti e caro dott. Montanari anche nella mia famiglia è capitato qualcosa di simile in ambito psichiatrico. Quando "senti" che le cure che ti dicono di fare non sono quelle giuste bisogna cercare e avere fortuna. E qualche volta ce la facciamo.
Un caro saluto Enrica
gelu  - conferma   |16-05-2009 19:12
Io ho da raccontare, scusatemi, una conferma, se mai fosse necessaria, della medicina gestita in questo modo. Poco dopo aver trovato il diabete, il diabetologo si accorge dell'eccessiva perdita di proteine nelle urine. Da qui ricovero in nefrologia per la biopsia. Insomma, a un certo punto i nefrologi volevano decidere loro di quanta insulina avessi bisogno (e non lasciare a me la decisione, con le MIE penne e il MIO reflettometro) solo perchè NON capivano e NON sapevano della "luna di miele" (il periodo in cui la glicemia torna a posto, il bisogno di insulina diminuisce). Devo dire la verità: a me questa cosa aveva fatto arrabbiare, molto.
Mao81  - Matteo   |16-05-2009 20:45
Complimenti Matteo una forza e una determinazione unici;
Grazie Dottoressa bello leggere una storia come questa, se dovesse conoscere anche situazioni riguardo L'epilessia sarei molto grato di una sua nuova relazione, un mio caro amico soffre di epilessia e a quanto pare le varie cure provate non hanno particolari effetti positivi duraturi a parte le problematiche di usare costantemente farmaci.
Distinti Saluti.
Mauro
bosco  - luoghi comuni   |17-05-2009 10:50
Quando parli di ospedali, le frasi di rito sono piu' o meno le stesse:
Speriamo di non doverci mai entrare.
Sai quando entri ma non sai quando esci.
Sai quando entri ma non sai SE ne esci...e COME.
I dottori sono figli di dottori e quindi "inciuciati" , entrano per conoscenza e non per capacita' comprovate.
I primari sono primari per politica e non per capacita' reali.

Insomma...c'e' di che sentirsi tranquilli, non vi pare?
Poi ci sono queste storie, intrise se non di incompetenza di una certa volonta' di "testare" farmaci sulle CAVIE disponibili al momento.
Non e' possibile che una persona debba cercare sotto internet o tramite amici la risposta ad un problema perche' il medico "ESPERTO IN MATERIA" gli rifila la sola o non sa' nemmeno cosa fare di preciso.
Il nostro corpo non e' una particella "esotica" con comportamenti trambi non predicibili, e' una sorta di grande centrale chimica, ogni cosa ha il suo compito e se non funziona crea problemi, a catena , che sfociano in malanni.
Sta' a NOI capirne il funzionamento e dare la soluzione al problema.
Questo lo fa la RICERCA che giorno per giorno analizza e SCOPRE nuovi meccanismi di questa macchina meravigliosamente complessa che e' il corpo umano.
Se un meico ti dice "provi questo" oppure "solitamente questo farmaco ha la migliore riuscita" vuol dire che non hanno chiaro il meccanismo e vanno a TENTONI.
Trovo pero' incredibile che i medici di tutto il Mondo non siano CABLATI e che le novita', le scoperte, le cure non siano a disposizione di TUTTI per dare alla diagnosi una profilassi degna di questo nome.
Siamo pazianti, e' vero, ma anche stufi di essere presi per il culo.
E se becco il dottore che mi rifila la chemio perche' costosissima e lui ci fa la cresta in qualche modo, gliela faccio ingoiare...
bosco  - dimenricavo...   |17-05-2009 10:57
Tanto per fare un esempio:

Mia moglie , tre anni fa, va a farsi vedere dal ginecologo che gli riscontra una ciste ovarica.
Nulla di grave, capita alla maggior parte delle donne, il medico le dice di non preoccuparsi e di controllarla periodicamente.
Fissa la visita di controllo tra 1 anno.
Si ripresenta e la ciste e' ingrossata,il dottore le dice , nessun problema, passi tra un altro anno e vediamo.
Mia moglie cambia medico nel frattempo, va' da un altro che le fa la medesima solfa.
Poi, e passano quindi tre anni in tutto, finisce per caso da una dottoressa dell'aied,la controlla e le dice :"scusi ma quando conta di toglierselo questo coso da 1.5Kg?! le sta' schiacciando l'utero quindi e' possibile che le debbano anche asportare quello per evitare la complicanza di ricostruirlo.
Mia moglia cade dalle nuvole e al solo pensiero di diventare una donna a meta', piange.
Ha "solo" 43 anni...ora ditemi voi cosa devo fare.
Vorrei fare l'intervento conservativo ma ancora non so' se si puo' fare senza reali problemi.
E vorrei tanto poter dire una cosa a quei medici che hanno sostenuto in leggerezza che la cosa poteva continuare tranquillamente, se avessero evidenziato il problema prima , adesso non saremmo in queste condizioni.
L'icompetenza, unita spesso al menefreghismo o alla semplice superficialita', condannano la gente a pagare prezzi che altrimenti non pagherebbero.
Di questi "dottori" ne farei a meno volentieri e invece ce li troviamo da tutte le parti.
Imbrici  - uscire dalla sclerosi   |18-05-2009 15:40
Carissimi amici, quello che leggo dal vostro racconto è molto interessante. Come medico di famiglie,anch'io ho pazienti con tale patologia. Qualcuno ormai ci ha lasciato, altri combattono questa battaglia chi con trapianto di cellule embrionali, viaggiando fino a Pechino, e chi in italia con interferone a vita. Nell'un caso e nell'altro i risultati sono stazionari se non deludenti. Sarei a questo punto interessato a conoscere più a fondo la storia clinica di questo vostro amico, se non altro oltre all'amor di scienza e conoscienza, ma soprattutto per poter offrire coraggio e speranze, non illusioni ( sia ben chiaro) a chi da anni si trova face to face con questa realtà. Mi congratulo con l'amico Matteo che grazie alla sua forza d'animo direi unica, si è imposto al mondo ufficiale di chi troneggia, e ha fatto la sua scelta razionale e degna di tutta la mia ammirazione.
Grazie per questa notizia così bella.
ciao a presto

RISPOSTA

Caro Nino, la cosa migliore è che tu vada sul sito di Matteo e lo contatti.
mgaravelli   |17-05-2009 22:39
La ringrazio, dott.ssa Gatti per avermi portato a conoscenza di questo caso. Io da 3 anni soffro di vitiligine e, informandomi sulla rete, mi sono convinto che essa sia sorta a causa di un accumulo di metalli pesanti nel mio organismo. In effetti una delle terapie utilizzate contro la vitiligine è l'assunzione di sostanze antiossidanti (vit. b12, selenio, coenzima q10, vit. c).
Le volevo chiedere se la mia "teoria" le risulta plausibile e se considera la terapia chelante con edta la migliore soluzione alla disintossicazione da metalli pesanti.
carmine  - Davvero suggestiva !   |17-05-2009 23:34
Ringrazio di cuore la dottoressa Gatti per averci raccontato la storia davvero suggestiva di Matteo, una storia che ha tanto da insegnare soprattutto agli addetti ai lavori, per ribadire ancora una volta tutte le balle che ci raccontano ! Mi ha colpito in particolare la grossa bufala dell'analisi del capello, una conferma a quanto già da me stesso intuito.
Credo stavolta di non andare troppo fuori tema linkando quella che considero, anche e soprattutto nel rapporto di autocritica con me stesso, la prova schiacciante della presenza di scie anomale nei nostri cieli.
E alla luce proprio delle straordinarie e puntualissime argomentazioni ed esperienze di Matteo, voglio ricordare che diversi studiosi hanno messo in relazione la formazione di scie anomale nei nostri cieli con quantità particolarmente elevate di metalli pesanti al suolo. Molti però hanno pensato di mettersi l'anima in pace effettuando l'analisi del capello che risultava chiaramente nella norma
Ricordando sempre che esistono le normali scie di condensazione, persistenti e non persistenti, mi permetto di linkare due piccoli documenti realizzati dal sottoscritto, cui chiaramente gli esperti si guardano bene dal rispondere, ma questa è la solita storia, due documenti che considero personalmente una prova scientifica schiacciante dell'esistenza di scie anomale ! E con questo non intendo assolutamente asserire che siano velenose. Certo, stupisce la pervicacia con cui viene negato il fenomeno da parte delle autorità, nonchè le omissioni scientifiche da parte degli esperti. Grazie.

http://tr.youtube.com/watch?v=qQ4yGi1iL5U&feature=channel_page

http://tr.youtube.com/watch?v=EW6HgnkBIzM&feature=channel_page

Per chi non avesse compreso alcuni punti e fosse curioso di chiarire, può scrivermi a cagliostro.altotas@gmail.com, eventualmente per ricevere anche alcune delle centinaia di foto originali scattate, grazie.
maria  - La natura è matrigna ma l'uomo è anche di natura   |18-05-2009 08:54
Il primo pensiero: fotocopiare quest'articolo e lasciarlo in tutte le farmacie e in tutti gli ambulatori medici.
Il secondo pensiero: la natura è matrigna ma la natura divina dell'uomo travalicherà il male guardando all'eternità.
Il terzo pensiero: la forza gigantesca che deve sostenere una dottoressa come lei, ogni giorno in prima linea, faccia a faccia con l'orrore, faccia a faccia con le particelle criminali del terrorismo biocellulare...
Il quarto pensiero: mi rifiuto da tredici anni di fare controlli medici, mi rifiuto di fare il pollo di batteria, di fare la cavia di medici incompetenti, di credere in terapie che sono peggiori della malattia stessa; mi curo dormendo di più digiunando di più, più acqua e più frutta e verdura... e quando non ci sarà più niente da fare? Spero di fare in fretta, nn un giorno di più nel girone dantesco dei medicastri disattenti e degli infermieri di fortuna, il lager delle torture, il lager in cui non hai più identità nè dignità, il lager in cui morire naturalmente è proibito, morire naturalmente è troppo comodo...
Luigi YoungPolis  - Auguroni Matteo   |18-05-2009 13:45
Auguroni Matteo,
dinanzi alla sua storia, ho il cuore che piange di gioia. La sua esperienza immediatamente mi porta a visualizzare un immagine.
Quella del primo parlamentare PBC, che da uno scranno del Legislativo, con rabbia mista a gioia, inveendo contro i partitocratici servi, boia e meretrici, pronuncerà la rinascita dell'Italia.
Freghiamocene degli ignoranti e sardonici ghigni stampati sui volti del popolo bue, freghiamocene dei vili e vigliacchi attacchi personali subiti, freghiamocene degli avidi e speculatori onorevoli, le cui assurde e vigliacche decisioni, sono ancora grondanti del sangue e delle lacrime delle innumerevoli vittime.
Facciamo di Matteo, un simbolo, della sua esperienza un esempio.
Auguriamoci e lavoriamo affinché, anche il PBC, possa crescere, correre, nuotare, studiare, innamorarsi, fare dei figli mentre i "medici"( tutta la popolazione italiana votante alle ultime elezioni politiche ) lo davano per spacciato, un nascituro a cui restava pochissimo da vivere. Secondo loro.
maria   |18-05-2009 14:46
Stamattina ho girato il link a quattro medici di base, ad una farmacista ed a due fisioterapiste, blogolandia e la redazione di un quotidiano locale.
E' veramente una notizia che allarga il cuore, dobbiamo ringraziare il Cielo, Matteo per il suo intuito e la sua straordinaria determinazione,nonostante il suo calvario personale, e la dott.ssa Gatti per aver seguito la logica criminale dell'inquinamento da metalli pesanti e per aver segnalato la testimonianza preziosa di Matteo.
Amplifichiamo la notizia, bastano poche mail...
efione92  - Incredibile storia di Matteo   |19-05-2009 00:23
Uno: questa storia insegna che una mente realmente aperta all'apprendere qualcosa di nuovo, con le giuste intuizioni che non sono soffocate per forza dalle dottrine ufficiali..può fare cose incredibili!
Riporto anche l'esempio di David De Angelis e il suo libro su come guarire dalla miopia. David ha più o meno fatto lo stesso percorso di Matteo. Ha preso dei libri, ha studiato, si è informato, ha pensato con la sua testa, ha cercato di capire veramente.

Ci sono molti ottimi medici.
Ci sono anche molti ottimici medici che però non vedono oltre la punta del loro naso (nel senso che credono ciecamente solo in ciò che la prassi, il metodo già verificato detta loro).

Possibile che spesso la medicina non si renda conto che le scoperte, anche le più sensazionali, possono venire anche da chi non centra nulla con il ristretto cerchio di super-dottori?

Questa è la nuova miopia del nostro tempo.

Grazie a Matteo per quello che ha fatto. E' una speranza per tutti. Grazie dottoressa Gatti. Grazie dottor Montanari.
Grazie di cuore.

Anch'io farò girare la notizia il più possibile.
maria  - E per MARINA GARAVENTA?   |19-05-2009 09:36
Qualche tempo fa quando sui giornali tutti scrivevano per il caso Welby, lessi la lettera di Marina Garaventa, una giovane donna paralizzata dalla sclerosi amiotrofica e famosa per il suo blog - laprincipessasulpisello.org -.
Stanotte pensando alla storia di Matteo ho pensato anche a Marina, ma non vorrei darle false speranze, non so se anche per la sclerosi amiotrofica potrebbe essere egualmente valida la terapia di Matteo; vi sarei grata comunque se qualcuno mi desse una risposta. Quanto vorrei fosse liberata anche lei!

RISPOSTA

Una delle poche cose che ho imparato è che non si deve mai pontificare uscendo dai confini della propria conoscenza. Lo so che non usa così, e, al proposito, basti dare un'occhiata ai vari professori catodici, ai vari medici che diagnosticano sui rotocalchi, ai vari divulgatori per conto terzi, ma io sono "all'antica". Dunque, non so rispondere. Non ho idea se la terapia che pare avere funzionato con Matteo funzioni anche con altri e, per di più, su patologie in un certo modo simili ma non sovrapponibili. E' qui che occorrono i medici veri.
michelangeletti  - Cielo mio marito!!!   |28-05-2009 10:09
Marco morello mio marito ha fatto lo stesso dpo una diagnosi di sclerosi multipla a seguito di un ricovero per la paresi di quasi tutto il lato destro del corpo.
Non si è arreso e ora dopo una cura "alternativa" è in grado di correre la stramilano!!!!!!
Io ho visto la sua tenacia a cercare qualcosa di alternativo all'interferono o al cortisone.
Beh c'è riuscito. potete conattarlo quando volete la sua storia è nei suoi blog. Trovate i contatti e i link ai suoi blog (ad esempio uno dedicato alla corsa!!!!)su www.supersalute.com

PS ho trovato questo sito discutendo di vaccini su Facebook...
evviva l'informazione libera
fenice  - perche' arrendersi ??   |19-06-2009 09:02
ciao a tutti e' bellissima la storia di matteo e vorrei che fosse possibile per tutti.
mi trovo di fronte un caso di sclerosi multipla avanzata il soggetto di circa 20 anni muove solo il braccio sinistro in modo
quasi involontario e qualche volta riesce ad afferrare la mia mano,il lato dove mi vede meglio e' il sinistro e a volte abbozza un sorriso di seguito a cio' che dico,apre la bocca a comando e se richiesto alza la testa dal cuscino del letto.
e' stata posizionata una pompa al baclofen sottocute per ridurre la rigidita' muscolare.
i medici negano qualsiasi possibilita' di guarigione perche' ritengono che si tratti di una forma maligna mai vita prima che in soli due anni e' arrivata a ledere anche la regione cerebellare;al momento la malattia sembra in una fase di pausa a parte frequenti infezioni broncopolmonari soprattutto nella stagione fredda.
i parenti non sono stati incoraggiati a provare cure alternative perche' ritenute inutili a priori.
io conosco questi medici perche' ho lavorato con loro per anni e non riesco a capire questo atteggiamento di resa incoddizionata,
forse perche' ho sempre lavorato in reparti di emergenza-urgenza dove la parola "non si puo fare" arriva solo dopo la morte del paziente.
scusate la lunghezza del mio messaggio,ma era necessario per capire il caso...........
grazie

RISPOSTA

Veda la risposta che ho inviato privatamente.
Austria  - guarita   |25-06-2009 13:41
Caro Matteo, carissimi tutti quelli che soffrono di sclerosi multipla, volevo confermare che di SM si può guarire e anch'io ne sono guarita. 16 anni di paure, tra cortisone (prima) e interferone (poi), fino a quando ho deciso di smetterla con Rebif&co. perché stavo sempre peggio. Ho iniziato con il Copaxone (poco più dell'acqua calda per molti neurologi) e - ma guarda un po'- nel giro di poco tempo ho recuperato forze ed equilibrio (ormai facevo fatica a camminare per più di 100 metri) e per i 5 anni successivi non ho più avuto poussée. Anzi,negli ultimi sei mesi di cure mi facevo una puntura ogni 2-3 giorni, anziché tutti i giorni come avrei dovuto, e sono andata addirittura a Roma per cinque giorni senza portarmi dietro niente, per vedere se era veramente così necessario. Quando l'ho detto al neurologo austriaco, ha rizzato i capelli sulla testa e mi ha detto "ma così non fanno effetto!!!" e avrebbe voluto prescrivermene altre tre scatole. Alla mia obiezione che non mi servivano probabilmente più, ha ammesso che forse potevo anche concedermi una annetto di pausa. Con risonanza magnetica di controllo al termine. Non contenta, sono andata da "un" Montanari, Enrico Montanari, ricercatore di fama internazionale e primario di neurologia all'ospedale Vajo di Fidenza (http://www.ausl.pr.it/page.asp?IDCategoria=625&IDSezione=3930&ID=102591). Ha guardato il DVD dell'ultima risonanza, mi ha visitato ("su, fammi dare aulche martellata...") e spiegato in parole semplici (che avrebbe capito anche una ignorante come me) in che cosa consiste la SM, come nasce e perché. E poi mi ha detto di smetterla di pungermi, che tanto la probabilità che si sarebbe verificato di nuovo qualcosa del genere era - ad esagerare - del 3%. Quando gli ho chiesto quanto gli dovevo, visto che ero arrivata dall'Austria senza richieste mediche, mi ha semplicemente detto: "Vai a farti una bella cena con tuo marito, va'..." Ho pianto e anche lui si è commosso quando l'ho abbracciato forte. Era il 3 luglio 2006. Da allora il fantasma della SM non esiste più o si è addormentato. Forse è stato un semplice caso di auto-guarigione spinta dalla mia volontà ferrea di non darla vinta a questa schifosa di malattia. O forse anche fortuna. O sicuramente la vicinanza e l'amore di mio marito, che mi ha sposato pur sapendo quello che avevo. Insomma, amici, non arrendetevi MAI, credete ai medici - soprattutto quelli che fanno ricerca e non si limitano a dare medicine - , ma consultate più di uno specialista e non abbattetevi se non vedrete risultati nel giro di poco tempo. E anche a quelli che invece stanno già molto male dico di non mollare, e lo dico per esperienza personale. La soluzione arriverà presto, ne sono convinta!
Maria Grazia

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