"Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.
In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi."

Giacomo Leopardi

Se lo dice la TV... PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Montanari   
lunedì 02 marzo 2009

 Numero di visite: 2002

I commenti fuori tema saranno cestinati

Martedì scorso Daniele Nottegar (amici di Beppe Grillo di Verona) mi sollecitò a partecipare ad una trasmissione TV sull’inceneritore di Ca’ del Bue (Verona) nel corso della quale ci si proponeva di discutere i pro e i contro del sistema (http://pervillafranca.wordpress.com/2009/02/27/diretta-verona-scontro-su-ca-del-bue/). Io chiesi se chi organizzava il programma era d’accordo a che io ci fossi e la risposta fu che no, tecnici non ce ne dovevano essere.

Il che mi pare del tutto in sintonia con i tempi: oggi i mezzi di comunicazioni sono un palcoscenico per i più improbabili maestri di pensiero che c’illuminano con la loro estemporanea conoscenza, per “politici” da cucina tipica italiana e per scienziati juke box. Dunque, molto meglio così. Magari, la prossima volta che in TV parleranno, che so?, di cardiochirurgia, inviteranno un ragioniere, un geometra (però assessore al piercing e alla bigiotteria) e una velina. Così sapremo come comportarci nel caso in cui incorressimo in una valvulopatia.

Comprese perfettamente le ragioni del businessman Giampaolo Sardos Albertini presidente dell’azienda AGSM che non ha nessuna intenzione di mollare la presa sui ghiotti e generosi CIP6 senza i quali la festa dei falò non potrebbe avere luogo, sarebbe interessante conoscere quelle di Giancarlo Conta. L’assessore regionale all’ambiente (“me ne occupo da tre anni!” ha esclamato), ha eroicamente sostenuto la parte per l’intera serata. Ammirevole, occorre dire: due ore così senza un rossore e senza che nemmeno gli scappasse da ridere.

Compilare l’elenco delle enormità che questo signore ha esternato significherebbe

scrivere un grosso volume che non includerebbe soltanto le discipline scientifiche così spericolatamente ignorate (fisica, chimica, tossicologia…) ma entrerebbe altrove, qui compresa l’idea a dir poco balzana della politica che risulta dallo spettacolo.

Gemellando i rari interventi di Sardos Albertini con quelli da mattatore di Conta e cogliendo fior da fiore, abbiamo sentito che le ceneri degl’inceneritori sono inerti, che il prof. Massimo Federico (Centro Oncologico Modenese) ha studiato per anni il problema  e non ha trovato incrementi di cancri intorno all’inceneritore, che gl’inceneritori sono responsabili del 3% dell’inquinamento ambientale, che le emissioni sono sotto le soglie di legge, che i controlli rigorosi vedranno impegnata l’ARPAV, che si chiuderanno le discariche, che in tante città ci sono inceneritori in centro, che le scolaresche vanno in visita agl’inceneritori… E non continuo perché su queste bizzarrie ho già scritto migliaia di pagine.

Vorrei solo ricordare in breve che:
1) le ceneri sono inerti (o quasi) dal punto di vista chimico ma tutt’altro che inerti dal punto di vista biologico;
2) se qualcuno fosse stato presente in Comune a Modena il 28 marzo 2007 avrebbe sentito perché i dati ricavati dal prof. Federico non sono validi. Se, poi, fosse stato presente a Modena il 20 febbraio scorso quando il prof. Federico ha presentato i dati aggiornati, forse avrebbe avuto di che meditare. Quando io feci notare che il modello su cui l’intero studio si basa non ha alcun valore scientifico perché l’ipotesi su cui lo studio stesso si fonda non ha riscontro nel modo con cui gl’inquinanti si comportano, il prof. Federico non poté far altro che darmi ragione. Ricordo, pure, già che siamo in argomento, che le malattie da micro e nanopolveri non sono prevalentemente oncologiche ma cardiovascolari. Poi, senza andare in ordine, ci sono le malattie endocrine, quelle del sistema nervoso, quelle allergiche, quelle respiratorie, le malformazioni fetali, la stanchezza cronica e chi più ne ha, più ne metta. Dunque, lo striscione esposto a San Giovanni Lupatoto che tanto ha offeso i politici locali, è ampiamente riduttivo;
3) se, facendosi beffe di ogni pretesa scientifica, si valutano le polveri in modo gravimetrico, i risultati possono anche essere che l’inceneritore inquina per il 3% (dove?, in che condizioni?, tenendo conto di quali parametri? Ma queste sono domande di base che per i partecipanti alla trasmissione sono quasi certamente arabo). Resta il fatto che quel tipo di valutazione è, a dir poco, ridicolo. Lo sa l’assessore Conta che una particella da 10 micron di diametro pesa come un milione di particelle da 0,1 micron? Si rende conto di come questo invalidi completamente i dati strombazzati? Sa che cosa questo significhi per la salute?;
4) emissioni sotto la soglia di legge? Caro assessore Conta, ha idea di come all’Istituto Superiore di Sanità  abbiano manipolato la tabella delle diossine, se vogliamo limitarci alle sole diossine trascurando un po’ di altre sostanze organiche di cui non si fa mai menzione e che la invito a studiarsi?*; se il 21 scorso fosse venuto a Modena, il dott. Bolognini glie lo avrebbe spiegato;
5) i controlli ARPAV? Beh, per chi si ricorda, tra le altre imprese, delle glorie dell’incendio De’Longhi a Treviso e della diossina che non c’è basta la parola;
6) e le discariche? Come farà a chiuderle, assessore Conta, se non ricorrendo agli espedienti demenziali che già si usano mescolando quei rifiuti di rifiuti a cementi ed asfalti? E che ne sa lei di discariche se parla di percolato? Lo sa che il percolato esiste solo se non si sanno gestire le discariche? E se ci sono, come ha detto, problemi di sismicità che portano i rifiuti a contatto con le falde acquifere, che ne sarà quando alla falde arriveranno le ceneri con arsenico, mercurio, cromo, nickel e quant’altro?;
7) Vienna, Bologna, Parma… Tutte città con un inceneritore in centro, nuovo di zecca e che riscuote l’entusiasmo delle folle. Ne è sicuro? Ha mai sentito dire che intorno a Vienna c’è qualche problema con l’agricoltura? Lasciamo stare che a Bologna l’inceneritore è in un altro comune e che a Parma non esiste proprio;
8) Le scolaresche a far merenda all’inceneritore? Ottima idea. Davanti alle scuole si regalano caramelle.

Basta. Caro Assessore, non continuo per pietà pur essendoci argomenti a iosa perché lei abbia di che meditare sulla sua palese impreparazione a proposito dell’argomento. L’ambiente è una cosa seria. Le voglio solo ricordare l’opinione di Paul Connett che è professore emerito di chimica tossicologica alla St. Lawrence University (New York) e che del problema ambientale si occupa da decenni: dove c’è un inceneritore (quello che lei chiama grottescamente “termovalorizzatore”) c’è il palese fallimento della politica. E le risparmio le opinioni di Connett su argomenti come ignoranza e corruzione. Se ne ha voglia, vada ad una sua conferenza e chieda a lui chiarimenti. Io mi occupo di salute.

Con lei sono d’accordo su un punto: i comitati ambientali sono non di rado inattendibili. Come dice lei, basta spostare il “termovalorizzatore” di qualche chilometro, e tutti di nuovo in pizzeria a far festa.


* Composti identificati nelle emissioni gassose di un impianto di incenerimento di rifiuti solidi urbani
Jay, K., Stieglitz, L. Identification and quantification of volatile organic components in emissions of waste incineration plants. (1995). Chemosphere 30 (7): 1249-1260.

Pentano; triclorofluorometano; acetonitrile; acetone; iodometano; diclorometano; 2-metil-2-propanolo; 2-metilpentano; cloroformio; etil acetato; 2,2-dimetil-3-pentanolo;cicloesano; benzene; 2-metilesano; 3-metilesano; 1,3-dimetilciclopentano;1,2-dimetilciclopentano; tricloroetano; eptano; metilcicloesano; etilciclopentano; 2-esanone;toluene; 1,2-dimetilcicloesano; 2-metilpropil acetato; 3-metilen eptano; paraldeide; ottano;tetracloroetilene; etil butirrato; butil acetato; etilcicloesano; 2-metilottano; dimetildiossano;2-furancarbossialdeide; clorobenzene; metil etanolo; trimetilcicloesano; etil benzene; acido formico; cilene; acido acetico; composti carbonilici alifatici; etilmetilcicloesano; 2-eptanone;  2-butossietanolo; nonano; isopropil benzene; propilcicloesano; dimetilottano; acido pentancarbosslico; propil benzene; benzaldeide; 5-metil-2-furan carbossialdeide; 1-etil-2-metilbenzene; 1,3,5-trimetilbenzene; benzonitrile; metilpropilcicloesano; 2-clorofenolo; 1,2,4-trimetilbenzene; fenolo; 1,3-diclorobenzene; 1,4-diclorobenzene; decano; acido esanoico; 1-etil-4-metilbenzene; 2-metilisopropilbenzene; alcol benzilico; 1-metil-3-propilbenzene; 2-etil-1,4-dimetilbenzene; 2-metilbenzaldeide; 1-metil-2-propilbenzene; metil decano; 4-metilbenzaldeide; 1-etil-3,5-dimetilbenzene; 1-metil-(1-propenil)benzene; bromoclorobenzene; 4-metilfenolo; metil benzoato; 2-cloro-6-metilfenolo; etildimetilbenzene; un decano; acido eptanoico; 1-(clorometil)-4-metilbenzene; 1,3-dietilbenzene; 1,2,3-triclorobenzene; alcol 4-metilbenzilico; acido etilesanoico; etil benzaldeide; 2,4-diclorofenolo; 1,2,4-triclorobenzene; naftalene; decametil ciclopentasilossano; metil acetofenone; 1-(2-butossietossi) etanolo; 4-clorofenolo; benzotiazolo; acido benzoico; acido ottanico; 2-bromo-4-clorofenolo; 1,2,5-triclorobenzene; dodecano; bromoclorofenolo; 2,4-dicloro-6-metilfenolo; diclorometilfenolo; idrossibenzonitrile; tetraclorobenzene; acido metilbenzoico; triclorofenolo; acido 2-(idrossimetil) benzoico; 1,2,3,4-tetraidro-2-etilnaftalene; 2,4,6-triclorofenolo; 4-etilacetofenone; 2,3,5-triclorofenolo; acido 4-clorobenzoico; 2,3,4-triclorofenolo; 1,2,3,5-tetraclorobenzene; 1,1'-bifenil (2-etenil-naftalene); 3,4,5-triclorofenolo; acido clorobenzoico; 2-idrossi-3,5-diclorobenzaldeide; 2-metilbifenile; 2-nitrostirene (2-nitroetenilbenzene); acido decanoico; idrossimetossibenzaldeide; idrossicloroacetofenone; acido etilbenzoico; 2,6-dicloro-4-nitrofenolo; acido solfonico (p.m. 192); 4-bromo-2,5-diclorofenolo; 2-etilbifenile; bromodiclorofenolo; 1(3H)-isobenzofuranone-5-metile; dimetilftalato; 2,6-di-tert-butil-p-benzochinone; 3,4,6-tricloro-1-metil-fenolo; 2-tert-butil-4-metossifenolo; 2,2'-dimetilbifenile; 2,3'-dimetilbifenile; pentaclorobenzene; bibenzile; 2,4'-dimetilbifenile; 1-metil-2-fenilmetilbenzene; fenil benzoato; 2,3,4,6-tetraclorofenolo; tetraclorobenzofurano; fluorene; acido dodecanoico estere italico; 3,3'-dimetilbifenile; 3,4'-dimetilbifenile; esadecano; benzofenone; acido tridecanoico; esaclorobenzene; eptadecano; fluorenone; dibenzotiofene; pentaclorofenolo; acido solfonico (p.m. 224); fenantrene; acido tetradecancarbossilico; ottadecano; estere italico; acido tetradecanoico isopropil estere; caffeina; acido 12-metiltetradecacarbossilico; acido pentadecacarbossilico; metilfenantrene; nonedecano; acido 9-esadecen carbossilico; antrachinone; dibutilftalato; acido esadecanoico; eicosano; acido metilesadecanoico; fluoroantene; pentaclorobifenile; acido eptadecancarbossilico; ottadecadienale; pentaclorobifenile; ammidi alifatiche; acido ottadecancarbossilico; esadecanammide; docosano; esaclorobifenile; benzilbutilftalato; diisoottilftalato; acido esadecanoico esadecil estere; colesterolo.

Immagine da: http://ww1.prweb.com/prfiles/2007/03/08/510482/donkeyBigProfitsTV.jpg

 

Commenti
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!
Gianluca Pistore  - composti identificati nelle emissioni degli incene     |02-03-2009 16:32
Leggendo la lista mi sono meravigliato... non sapevo che quelli fossero i componenti degli sciroppi che fanno passare la tosse e che ci filtrano l'aria (così ci dicono)

RISPOSTA

Non far sapere in giro quante belle sostanze escono da un camino d'inceneritore! Se qualche professore lo viene a sapere e lo dice a qualche politico, va a finire che ci mettono una tassa per ogni respiro che facciamo.
bosco  - WOW   |03-03-2009 08:59
AAHHH ma che bella listina, l'ho letta tutta d'un fiato.
Mi ha ricordato tanto quella delle sostanze tossiche cancerogene generate dal fumo di una sigaretta.
Anche li la lista era impressionante.
Anche li, nessuno riusciva a dimostrare che le sigarette sono cancerogene, poi alla fine uno ci e' riuscito.
Ovviamente il buon senso aveva gia' fatto ampiamente capire che lo erano, non avevamo nemmeno bisogno della prova scentifica ma LA LEGGE ha dei vincoli e la dimostrazione indiscutibile del fatto e' vincolante per prendere talune decisioni.
Adesso e' vietato fumare da tutte le parti...eppure le sigarette si vendono ancora molto bene.
Che dire...se la gente e' disposta a comperare sostanze che la uccidono, perche' dovremmo pensare che evitino quelle GRATIS che gli da' il governo!?
Ah, gia', perche' non hanno lo stesso effetto della nicotina...ma anche a questo possiamo porre rimedio.
Basta chiedere, no?

RISPOSTA

Ricordo che quella lista è fortemente incompleta. In realtà, i fumi degl'inceneritori contengono una varietà enormemente più vasta d'inquinanti, e basta dare un'occhiata alle particelle di cui io mi occupo per rendersene conto. Bisognrebbe chiedere al prof. Michele Giugliano, luminare del Politecnico di Milano e assertore della purezza dell'aria dei camini degl'inceneritori, che ne è di tutta quella roba. Ricordo che il prof. Giugliano, tra le altre sue glorie, è il personaggio convinto che Los Angeles e San Francisco siano paesini della tundra canadese (vedi trasmissione TV Matrix del maggio 200.
efione92  - Siamo alle solite   |03-03-2009 08:52
Eh si dottor Montanari. Intanto la ringraziamo per aver smontato tutte le panzane dette dai nostri amministratori durante quella trasmissione. E' ovvio che non vogliano gli esperti e che vogliano continuare a dire cose non vere senza essere disturbati...altrimenti i cittadini da casa capirebbero a chi siamo in mano, a chi è affidata la nostra salute...e penso che ci sarebbe una rivolta totale.
Proprio per questo non si vogliono gli esperti nelle trasmissioni, proprio per questo i presentatori non li invitano..perché altrimenti nei loro studi i nostri politici non potrebbero più presentarsi...e chi inviterebbero...cittadini informati? Ma scherziamo?!

Pensi che addirittura, e questa è una chicca del dietro le quinte, quando abbiamo ricordato a uno dei presenti che ci devono dare gli atti pubblici che abbiamo chiesto secondo la legge sulla trasparenza...ci è stato risposto che siamo noi che dobbiamo darli a loro...in pratica di fronte all'evidenza non si sa più che cosa dire e si parte per i sentieri scoscesi del non senso e dell'assurdo.

Ecco, proprio dal non senso e da assurdità partono i nostri amministratori. Totalmente nella direzione contraria di quella che vanno sbandierando ogni giorno ai loro cittadini.

RISPOSTA

Di fatto non ho smontato TUTTE le panzane ma solo alcune, limitandomi a toccare qualche argomento sanitario. Se avessi voluto fare davvero le pulci a quei personaggi avrei dovuto scrivere un libro. Comunque, come ripeto per l'ennesima volta, i politici ce li scegliamo noi.
Elia villafranca  - Anche in ANTARTICO si ricicla tutto...... basta in   |03-03-2009 08:50
Caro Montanri,

tutta la mia solidarietà e il paluso per il Suo lavoro.
Questo è il mio commento sul Ca' Del Bue nel blog pervillafranca:

< Karlo Reggiani -presente a VR in Diretta- aveva chiesto a Mario Puliero di proiettare il filmato di Vedelago, però la cosa non è piaciuta a Conta e Albertini: non hanno voluto, minacciando che sarebbero andati via!

E? LA CHIARA DIMOSTRAZIONE CHE IL LORO INTENTO ERA DI ?MISTIFICARE? LA QUESTIONE E RIFIUTARE OGNI CONFRONTO sui sistemi ALTERNATIVI.

Per chi non lo sa, ho postato nel meetup/482 la notizia che sui ghiacciai dell?Antartico la missione italiana ?RICICLA TUTTO!? >

La battaglia per ridurre l'inquinamento purtroppo viene svilita dall'insensibilità e dagli intenti affaristici (i politici restano normalmente insensibili finché non porta danno alla salute di ciascuno di loro).
Credo che si debba affrontarli prevalentemente sul piano economico dei costi della sanità e sulle economie alternative.

da Elìa D.G.

RISPOSTA

La grande forza dei politici è la loro ignoranza. E' solo tramite quella che riescono a sostenere idiozie colossali senza battere ciglio. Se si rendessero anche solo vagamente conto di ciò che dicono, per loro sarebbe finita.
Nido   |03-03-2009 15:18
"Lo sa l?assessore Conta che una particella da 10 micron di diametro pesa come un milione di particelle da 0,1 micron? "

Prof, veramente non mi trovo con i 10 alla -12.

Me lo spiega?

Grazie.

RISPOSTA

Come insegna il libro di geometria delle scuole elementari, diametro (o raggio) e volume stanno in proporzione cubica. Il volume della sfera qual è? Quattro terzi pi greca erre tre. Ed è proprio quel raggio al cubo che frega. Il diametro 10 è 100 volte più grande del diametro 0,1 e 100 elevato al cubo (100 x 100 x 100) dà un milione. Quindi, con una particella da 10 micron di diametro se ne fa un milione di diametro 0,1.
bosco  - A girare sulla rete ti fai 2 risate...   |03-03-2009 15:11
Tanto per...

Posted by XXXXXXXXXX in Beppe Grillo, Ecologia.
Tags: diossina, germania, inceneritori, italia, rifiuti, termovalorizzatori, trattamento, USA
trackback

inceneritore termovalorizzatore di Vienna

Beppe Grillo, che oggi scrive sui danni provocati dalla diossina emessa dai termovalorizzatori, dovrebbe anche verificare quanta diossina produce un inceneritore moderno.

Vediamo un po? di dati:

* Negli USA dal 1987 ad oggi la diossina prodotta dai termovalorizzatori è diminuita del 99.9%.
* Oggi gli 87 inceneritori degli Stati Uniti messi insieme producono un totale di 10 grammi di diossina all?anno.
* Per rendersi conto di quanto sono 10 grammi di diossina all?anno, possiamo confrontarli con i 560 grammi di diossina all?anno prodotta dalle stoppie bruciate nei giardini USA.
* In Germania camini e stufe producono una quantità di diossina pari a venti volte quella prodotta dai 60 termovalorizzatori.

Questi dati vengono da wikipedia, dove le fonti sono citate con precisione. Di questi dati abbiamo discusso ampiamente nella sezione apposita di questo sito.

Un consiglio a Grillo: se devi combattere la costruzione di nuovi inceneritori, lascia perdere il discorso sulla diossina. E? roba vecchia!

Stefano...gli inceneritori non fanno male!Lo sapevi?
Ah, e' vero..si parla di diossina sugli inceneritori di ULTIMISSIMISSIMA GENERAZIONE ma non si parla di nanoparticelle.
Oppss...ma non sono quelle le piu' dannose?
E poi, un chissenefrega non lo vogliamo mettere?Il problema principe e' che il "termoinutiolizatore cancrofonico" e' l'ultima spiaggia,serve solo quando la mente umana HA PERSO la sfida del riutilizzo e del reciclo.
Se ci impegnassimo a cambiare le cose, semplicemetne il termoCOSO non avrebbe piu' senso d'essere e cesserebbe di essere nocivo.
Idem per le centrali nucleari,che nel sito in cui ho prelevato queste vaccate,vendono considerate "adeguate" alle necessita',considerando pro e contro.
Un sito di sveglioni...secondo me vi si trovano molti del PDL li dentro.

RISPOSTA

Ormai la scienza è in mano a questi nuovi Unni. Comunque, basta chiedere a Di Pietro e ai suoi Misiti e Borghesi. O, se si vuole il parere degli scienziati, abbiamo sempre Giugliano, Battaglia e l'inossidabile Veronesi che che d'inceneritori dice modestamente di non sapere niente, ma di fidarsi comunque di quello che dice lui.
tayomayo   |04-03-2009 09:16
"A Parma l'inceneritore non esiste" ancora per poco purtroppo....

A breve sarà costruito perchè siamo una delle poche province a non averne uno.... di conseguenza siamo "tecnologicamente arretrati".

Era stata fatta anche una raccolta firme (http://www.youtube.com/watch?v=1dRj-0sp9F0&hl=it) per avere un dibattito in cui (se non erro) si chiedeva anche la sua partecipazione, ma non sono più riuscito a sapere come è finita. A giudicare dall'esito credo proprio che questo dibattito non sia mai stato fatto.

Le persone che sono intorno a me sono tendenzialmente cotrarie alla sua costruzione, ma credono che non ci sia alternativa e se gli viene spiegato che le alternative esistono e sono addirittura più vantaggiose reagiscono con rassegnazione.

Saluti, Cristian

RISPOSTA

Io fui invitato in Provincia ad esporre (brevemente) il problema. La reazione fu la solita: consiglieri che facevano salotto tra loro e domande finali di persone che non avevano capito una parola di ciò che avevo detto. Del resto, era ovvio: l'inceneritore è un business cui è difficile dire di no. Comunque, ripeto che gli amministratori ve li siete scelti voi.
MARTINELLI  - Educazione Ambientale ed Affini   |03-03-2009 14:34
Riporto per intero un "illuminante" articolo dell'Agenzia di Comunicazione Ambientale, nella speranza che qualche politico impari a leggere...
Versilio




EDUCAZIONE AMBIENTALE? ROBA DA BAMBINI
di Riccardo Parigi (*)



Educazione ambientale o educazione civica?

L?educazione ambientale è comunemente associata alla scuola dell?obbligo.
Non la si pensa mai indirizzata ad un pubblico adulto.
C?è, infatti, una convinzione comune che, in quanto educazione, sia rivolta solo agli studenti o quanto meno ai giovani.
Sono prolificate, così, le più svariate iniziative di educazione ambientale confinate in un area che non coinvolge, se non nel corpo docenti, gli adulti.
Peraltro è più facile coinvolgere un bambino ed insegnargli qualcosa piuttosto che farlo con un adulto.
Semmai sarà lo stesso bambino ad educare a sua volta gli adulti stigmatizzando i comportamenti poco attenti all?ambiente.
Alla luce di quanto sopra è evidente come l?attuale ?educazione ambientale? sia più correttamente, ?educazione civica con buone norme di rispetto ambientale?.

Prima di educare bisogna avere creato cultura

A mio modesto avviso di formatore e comunicatore ambientale, manca però un presupposto fondamentale, l?esistenza di una cultura ambientale.
Direi che sta alla base del concetto educativo presupporre che esista un qualcosa di universalmente condiviso dalla popolazione adulta e che, proprio attraverso l?insegnamento, vada divulgato ai giovani.
Per ?cultura? s?intende, infatti: ?complesso di cognizioni, tradizioni, procedimenti tecnici, tipi di comportamento e simili, trasmessi e usati sistematicamente, caratteristico di un dato gruppo sociale, di un popolo, di un gruppo di popoli o dell?intera umanità?.
Mi permetto di dire ? senza tema di smentita ? che non si possa ancora parlare di cultura ambientale.
D?altronde senza una cultura come si può parlare di ?educazione? che, sempre secondo il vocabolario, è: ?la formazione intellettuale e morale sulla base di determinati principi??
Ne stiamo mettendo le basi, cerchiamo di definire norme e comportamenti attenti all?ambiente, ma siamo ancora molto lontani da quella che si potrebbe definire cultura ambientale.
La recente conferenza sull?ambiente di Johannesburg ha dimostrato come siano ancora aperte le fratture del mondo ricco da quello povero, anzi come siano forti i contrasti fra gli stessi paesi più industrializzati e come l?emergenza fame e acqua prevalgano sull?attenzione all?ambiente dei paesi più poveri.
Ad onor del vero possiamo concordare sul fatto che dedicarsi alla salvaguardia dell?ambiente sia sì un dovere, ma che se lo possano permettere e che lo debbano fare per primi i paesi più ricchi.

Ambiente fra buoni e cattivi

E poi l?educazione ambientale talvolta tende a dividere il mondo fra buoni e cattivi.
Dove sembra che i buoni non consumino energia elettrica, acqua, carburanti, non utilizzino prodotti di plastica o in fibre sintetiche, ma nemmeno provenienti da animali, non si cibino di cibi in scatola, surgelati macellati o prodotti da animali in cattività e non si vestano se non di vegetali meglio se foglie morte e rami secchi.
I cattivi invece fanno il bagno nel petrolio, fumano, inquinano a più non posso, producono rifiuti e maltrattano gli animali.
Una divisione così manichea del mondo idealizzata da molti è diversa dalla realtà dei fatti.
Creare cultura ambientale significa apprendere ed essere consapevoli di tutti gli aspetti che gli stili di vita occidentali hanno codificato.
A questo punto lo scenario si è arricchito di nuovi contenuti.
Al bambino a cui insegnare il rispetto dell?ambiente si è aggiunto l?adulto che deve essere consapevole della sua singola impronta ambientale e di come essa pesi nello scenario complessivo.
Potremmo accennare alla necessità di un ulteriore tassello, quello della consapevolezza ambientale.
Solo così, prendendo coscienza del nostro singolo contributo diretto ed indiretto sia allo sfruttamento delle risorse sia al progresso del benessere e della conoscenza, potremmo porre le basi della cultura ambientale.

Ambiente occasione di marketing, ma non troppo

Nel frattempo le leggi che impongono standard da rispettare sono sempre più numerose e, fortunatamente, severe.
Questo ha consentito alle aziende più attente di sviluppare e migliorare i prodotti riducendo costi e consumi, e di trasformare vincoli e imposizioni anche in strumenti di marketing.
La pubblicità ha scoperto le valenze ambiente e natura che ha iniziato ad inserire negli spot.
Però il mercato è fatto dai numeri.
Mancando una cultura ambientale manca anche un valore ambiente.
Il consumatore dice di rispettare l?ambiente, ma si comporta diversamente.
Nessun detersivo professa un basso impatto ambientale, tutti dicono di lavare più bianco.
Qualcuno annuncia di lavare più bianco a bassa temperatura, ma credo siano pochissimi i consumatori che sviluppano l?equazione: bassa temperatura, meno energia rispetto a quelli che pensano: bassa temperatura minor durata del lavaggio quindi risparmio di tempo.
Ricordiamo l?insuccesso del detersivo Atlas che si preoccupava più dei fiumi che del bianco insuperabile.
E anche nelle auto la cosa non cambia, si continuano a vantare i cavalli vapore rispetto ai kilowattora (solo la seconda misura è quella ammessa, ma il numero è più basso) e la velocità massima rispetto alle basse emissioni di CO2.

Comunicare l?ambiente

Mi occupo di comunicazione ambientale da più di dieci anni e, ancora oggi, mi accorgo che per comunicazione ambientale si pensa solo ai mulini bianchi, alle aziende di promozione turistica, agli alimenti da agricoltura biologica, non anche alle aziende chimiche, alle discariche, alla certificazione ISO 14000 o all?Agenda 21.
E, ancora una volta, si è giocato sull?equivoco.
Complice anche qualche mio collega, si è dato a credere che le certificazioni, sia quelle di qualità sia quelle ambientali siano dei premi conseguiti, dei punti di arrivo mentre, in realtà, sono dei rispettabilissimi e molto più concreti impegni, ma comunque punti di partenza.
Così oggi, se a conseguire la certificazione ISO 14000 ambientale è un?azienda chimica o un Comune prevalentemente industriale la reazione del consumatore o del cittadino e quella boomerang.
?Vedi, anche le certificazioni sono una fregatura, se hanno certificato anche questi che sono degli inquinatori, è la solita truffa all?italiana.?
Perché?
Perché nessuno si è preso la briga di comunicare cosa vuol dire davvero certificazione, cioè processo lungo e faticoso, ma con un nobile intento, il miglioramento continuo secondo regole severe e con periodici controlli e verifiche da parte di un ente super partes.
A questo punto si parla di formazione.
Formare degli adulti su un tema così complesso ed articolato come la comunicazione ambientale se non facile è certamente stimolante.
Nelle mie esperienze ho notato come sia necessario concordare, fra docente e discenti, una definizione ed una visione comune dell?ambiente per fugare dubbi e malintesi.
Inoltre, essendo l?ambiente un ottimo argomento ed un?interessante merce di scambio per i politici, è propedeutico far calare i discenti nei diversi ruoli di cittadino, politico, imprenditore ed ambientalista (non necessariamente in quest?ordine) per meglio comprendere tutti i punti di vista.
Altro aspetto non secondario è quello deontologico.
Se la pubblicità deve, per definizione del codice di autodiscipline, essere onesta, veritiera e corretta, a maggior ragione deve esserlo la comunicazione ambientale.
Intanto perché è veicolata da enti e aziende verso cittadini, clienti e fornitori ma anche verso altri interlocutori quali i gruppi di pressione.
Poi perché trasmette informazioni spesso aride o complesse espresse con termini tecnici o giuridici.
Infine perché le industrie in generale e le amministrazioni pubbliche debbono scontare i loro peccati originali.
Sono cioè considerate - almeno generalmente - poco credibili e interessate al proprio tornaconto.
Le mie esperienze di formatore sono state indirizzate sia a politici sia a tecnici affrontando la comunicazioni in stato di crisi, gestione di conflitti ambientali, certificazioni ISO 9000 e 14000, Agenda 21.
Ho avuto modo di notare come la comunicazione sia spesso vista, almeno nei primi momenti, come un aspetto del tutto marginale se non addirittura frivolo.
Via via se ne percepisce l?importanza e l?indispensabile supporto ad una corretta diffusione dei dati senza ingenerare falsi allarmi o speculazioni.
Così, attraverso simulazioni e confronti, anche soggetti che consideravano poco significativo il saper comunicare, apprendono metodologie di negoziazione, gestione della crisi, ridefinizione dei ruoli, condivisione e creazione del consenso.
Perché una cultura ambientale corretta presupporrebbe il passaggio dall?io al noi, dall?avere all?essere, dal singolare al plurale.

(*) Presidente Must
Agenzia di Comunicazione Ambientale
edimattioli  - Radiazioni di qui e di là   |03-03-2009 16:52
questa è l'estrema sintesi:
"Qualcuno di voi ha mai misurato la radioattivita' dei chiodi che ha comprato per la staccionata?"
e questo è l'articolo: "Radiazioni di qui e di là" di Uriel http://www.wolfstep.cc/586/radiazioni-di-qui-e-di-la/#more-586
DARIO.DEA  - Celani (sindaco di Ascoli) e i "termovalorizzator   |13-03-2009 22:38
Egregio Dott. Montanari
Posto una intervista video in cui Celani, sindaco di Ascoli Piceno dichiara le sue idee in merito a come trattare i rifiuti.
Ascoltate.


http://www.sambenedettoggi.it/2009/03/06/69273/rifiuti-celani-%C2%ABbasta-discariche-si-a-termovalorizzatori%C2%BB/

Questa storia della Finlandia è vera?

Distinti Saluti
Dario De angelis

RISPOSTA

Devo fare i complimenti al sig. Celani: riuscire a condensare tante enormità in soli due minuti richiede un tocco di genio, e quel tocco di genio gli aprirà di certo le porte ad una carriera politica brillantissima. Sarebbe interessante prendere per un orecchio questo signore e fargli ficcare il naso nei casi clinici che noi studiamo ogni giorno e, magari, confrontarlo con le vittime. Naturalmente altrettanto interessante sarebbe fargli leggere tutti i libri scientifici anche solo a livello liceale che il signore ignora bellamente. La mia speranza è che gli ascolani si sveglino e mettano alla porta un personaggio di quella portata.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 

Ricerca

Abbiamo 12 visitatori online

Il futuro bruciato

Copertina libro Il futuro bruciato

Per ordinare "Il futuro bruciato come ci stanno incenerendo la salute insieme al pianeta" di Stefano Montanari, Illustrazioni di Vilfred Moneta, Edizioni Creativa www.edizionicreativa.it, Collana dissensi, Saggistica Pagg.178, Inviare una mail a info@edizionicreativa.it

Il girone delle polveri sottili

Copertina libro Il girone delle polveri sottili

E' disponibile il libro "Il girone delle polveri sottili", clicca sull'immagine per vederlo e/o acquistarlo.

Maratona !

Copertina libro Il girone delle polveri sottili

E' disponibile il libro "Maratona! Come correre per la bellezza di 42 chilometri e vivere felice", clicca sull'immagine per leggere la descrizione. Per ordinarlo: andromeda@alinet.it.

Rifiuto riduco riciclo

Copertina libro Rifiuto riduco riciclo

E' disponibile il libro "Rifiuto riduco riciclo", clicca sull'immagine per vederlo e/o acquistarlo.

Lo stivale di Barabba

Copertina E-book

E' disponibile in versione E-book "Lo stivale di Barabba", clicca sull'immagine per vederlo e/o acquistarlo.

Nanopathology

Copertina libro Nanopathology

E' disponibile il libro "Nanopathology", clicca sull'immagine per vederlo e/o acquistarlo.

Contribuisci alla Ricerca

Copertina libro Il girone delle polveri sottili

Filmati

Filmati