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Il Pianeta Impolverato

Di 29 luglio 2014 7 commenti

 

È uscito il mio nuovo libro divulgativo Il Pianeta Impolverato edito da Arianna Editrice.

Si tratta del seguito logico de Il Girone delle Polveri Sottili e stavolta contiene anche parecchie fotografie di microscopia elettronica dei campioni che esaminiamo. Le fotografie sono state ovviamente eseguite dal laboratorio Nanodiagnostics che dirigo e sono opera di mia moglie, la dottoressa Antonietta Gatti, o del dottor Federico Capitani o del dottor Andrea Gambarelli.

Chi desidera leggere il libro può ordinarlo presso qualunque libreria oppure (con lo sconto) a http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-pianeta-impolverato-libro.php. A quel sito si trova pure una breve presentazione insieme con un paio di capitoli.

Giusto un avvertimento: la mascherina che compare in copertina serve a poco o, meglio, di fatto a nulla, per proteggersi dalle nanopolveri.

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  • Laurentius ha detto:

    Grazie
    Preso al volo, non vedo l’ora che arrivi. Ormai è una malattia: più ne so e più ne voglio sapere. Grazie

    RISPOSTA

    Non sum dignus.

  • Cassino ha detto:

    Mia personale recensione
    Letto a grande velocita’, ben scritto ed esauriente come testo divulgativo. Se devo esporre una critica l’unica cosa che mi sento di puntualizzare e’ la “densita’” dei contenuti.
    Se ho ben inteso le intenzioni dell’autore erano quelle di scrivere e “condensare” una materia complessa quale quella delle nanopatologie legate alle polveri in un numero di pagine non enorme. Questo ha giocoforza obbligato chi scriveva a “incastrare” concetti complessi in poche proposizioni, le quali dovevano essere rilette piu’ volte, almeno a mio avviso, per essere ben comprese. Da qui discende il concetto di densita’ dei contenuti.
    In realta’ non e’ nemmeno una critica, ma solo una constatazione. Comunque complimenti per la qualita’ testo.
    Ora vorrei leggere “Nanopathology: The Health Impact of Nanoparticles”, ho trovato una biblioteca che lo possiede! Non so se saro’ in grado di capire tutto, ma certamente ne sono incuriosito

    RISPOSTA

    Grazie per la critica che condivido in pieno. Stampare e vendere libri è “un mestiere come un altro” e chi fa quel mestiere si rivolge ad una potenziale clientela. Stando a quanto affermano invariabilmente tutti gli editori, la clientela ha fretta e non ha alcuna intenzione di dedicare più di qualche frazioncina della sua giornata alla lettura. Da qui la necessità di essere coincisi fino all’esasperazione, rinunciando sia al dettaglio, non di rado necessario, sia al piacere di scrivere sia, per il lettore, alla possibilità di accostarsi ad un testo meglio “digeribile”. Per quanto riguarda Il Pianeta Impolverato, dico seriamente che avrei avuto materia per qualche migliaio di pagine senza nemmeno avvicinarmi all’esaurimento di quanto ho da riferire. Penso, tuttavia, che il libro possa costituire un approccio alla materia adatto alla stragrande maggioranza del pubblico e, magari, anche a quei giornalisti e tuttologi imperversanti che non esitano ad esibirsi volteggiando in esercizi di cui nulla sanno e, peggio ancora, molto fraintendono. La lettura di Nanopathology è certo molto più impegnativa e altrettanto lo sarà quella del libro non divulgativo ma strettamente scientifico (in inglese) che sto scrivendo con mia moglie e che dovrebbe essere pubblicato nel 2015. Se non li ha letti, provi il Girone delle Polveri Sottili e Il Futuro Bruciato.

  • Cassino ha detto:

    Il girone delle polveri ? Già letto
    Il girone delle polveri sottili l’ho già letto e infatti riconosco lo stile della scrittura nel pianeta impolverato (una ovvietà: l’autore è lo stesso). Nell’ultimo testo ho trovato degli aggiornamenti rispetto ad alcune question solamente accennate nel primo libro, come ad esempio l’eliminazione dei nano-intrusi dall’organismo. La spiegazione riguardante i chelanti mi ha lasciato un po’ deluso, nel senso che avrei sperato di trovare una soluzione definitiva alla problematica, ma in effetti mi sono accorto che la ricerca in questo campo è enorme e le cose da esplorare sono di una vastità immane. Mi auguro che lei e sua moglie siate in grado di trasmettere la vostra conoscenza e la vostra esperienza anche ad altri: le problematiche da affrontare richiedono uno sforzo certamente poderoso.
    Saluti e buon ferragosto

    RISPOSTA

    Trasmettere ciò che ci è costato sangue, sudore e lacrime è impresa quasi impossibile. La spocchia dei nostri “accademici” insieme con il loro terrore di essere visti oggettivamente per quello che sono è tale e tanta da preferire e, anzi, da fare in modo che di noi non si sappia niente, per poi “scoprire” ciò che noi avevamo scoperto molti anni prima.

  • Enrica ha detto:

    Appena finito
    Ho appena finito di leggerlo e desidero ringraziarla, non solo per gli importanti contenuti, basilari per la salute di tutti noi, ma soprattutto per la sua onestà sia intellettuale che scientifica, qualità, al giorno d’oggi, assolutamente rare e preziose.

    RISPOSTA

    E’ bello sapere che ogni tanto qualcuno apprezza il mio lavoro. Grazie.

  • Cassino ha detto:

    Nanopathology
    Sto leggendo, molto lentamente, Nanopathology. Quello che mi sento di dire è che si tratta di un “tomo” interdisciplinare: fisica (non solo classica), biologia, chimica, medicina. Le mie basi culturali non mi consentono di comprendere appieno tutto, nonstante provenga da una (spero) solida mentalità scientifica. Non solo, i continui rimandi a lavori altrui non fanno altro che far emergere la complessità della materia. Dunque i miei complimenti per quanto da voi portato avanti in questi anni, quello che studiate è veramente interessante ed avvincente. Concludo, prima di augurarvi un buon anno con una domanda. Nel libro “Il pianeta impolverato” si fa un riferimento, e solo quello, all’utilizzo di zeoliti come possibile tecnica per espungere corpi estranei molto piccoli dal corpo umano. Potete dare qualche informazione in più per favore ? Anche un link…. Grazie ancora

    RISPOSTA

    Nanopathology è un libro per specialisti che hanno dimestichezza, se non con la materia, con i testi cui si fa riferimento. Scritto ormai diversi anni fa, a Nanopathology succederà un altro libro strettamente scientifico che abbiamo completato e che sarà pubblicato da Elsevier la prossima primavera. Mi aspetto che, come accaduto per il libro precedente, anche questo troverà ben pochi lettori tra i nostri accademici e che la sua diffusione sarà molto più modestamente limitata a quelle che, certo ingiustamente, figurano tra le università più prestigiose del mondo.
    Quanto alle zeoliti, noi fummo contattati da un gruppo che del loro sfruttamento sanitario si occupava. Non appena proponemmo qualche approfondimento, peraltro indispensabile perché gli atti di fede si fanno solo in chiesa, questi signori letteralmente scomparvero. Poiché atteggiamenti del tutto sovrapponibili io li sperimentai con invenzioni strepitose e alimenti miracolosi, preferisco sospendere ogni giudizio per non cadere nella tentazione di affermare che si tratta di bufale allestite a spese dei gonzi.

  • parideparis ha detto:

    Non leggetelo se…
    Se volete verità aggiustate, tranquillizzanti e ansiolitiche su come stanno le cose a proposito di inceneritori, cementifici e centrali a biomasse, allora NON leggete questo libro; accontentatevi dei vari “luminari” che la televisione e i mass media ci mettono davanti per ridurre la nostra ansia e indurci a fidarci di quello che ci raccontano e che fanno la maggior parte dei politici nazionali e locali.
    Se invece volete davvero capirci qualcosa e vedere le cose per quello che sono, non potete fare a meno di leggere questo libro, che in realtà parla di molti più argomenti di quelli a cui ho accennato, tutti però legati dal filo conduttore delle nanopolveri. I collegamenti sono davvero sorprendenti e riguardano anche cose con cui abbiamo a che fare nella vita quotidiana (es. la mortadella e i deodoranti). Nonostante la complessità della materia, lo stile del testo è molto chiaro e alla portata di tutti.
    Insomma è un libro da leggere assolutamente, scritto da uno scienziato veramente degno di questo nome.
    Un saluto a tutti coloro che seguono questo interessantissimo blog.
    Paride Calvi

    RISPOSTA

    Le sembrerà strano, ma pare che il libro non desti troppo interesse. In fondo, capisco i non-lettori. Perché informarsi quando, poi, le tasse si pagano lo stesso e alla fine dobbiamo tutti morire? Tra poco comincia il Festival di Sanremo, in TV impazzano i reality show e i concorsi per dilettanti di qualunque cosa e la Juventus è in fuga. Dunque, perché farsi il sangue amaro ficcando il naso qua e là?

  • parideparis ha detto:

    PENTOLE E DENTIERE
    Peccato per i non-lettori! Il libro ha la capacità di tenerti attaccato alle pagine come un giallo. In fondo è proprio una specie di giallo: c’è il morto, c’è l’assassino da scoprire e c’è il movente, che poi (questo lo voglio svelare) è sempre quello, cioè il denaro. Poi ci sono tante informazioni molto curiose e inaspettate su cose della nostra vita quotidiana (vaccini, pentole antiaderenti, deodoranti, tessuti idrorepellenti e antiodore, cioccolatini, mortadella, hamburger, dentiere, cibi biologici, etc.) che sono davvero di grande interesse. Sapere qualcosa in più su questi argomenti è davvero utile per fare delle scelte più critiche e consapevoli.
    Paride

    RISPOSTA

    Quanto siamo sicuri che la gente voglia sapere? Quando, raramente, mi capita di parlare ad una radio o ad una TV nazionale, ricevo sempre le raccomandazioni preventive di non raccontarla tutta e, soprattutto, di fare tutto in pochi secondi. Stamattina il giornale radio di RAI1 delle 7 ha dato la notizia che, nel corso di un concerto a Londra, la cantamte Madonna è caduta all’indietro, fortunatamente rialzandosi subito e continuando l’esibizione. E’ giusto che la gente abbia queste notizie.

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