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Il pescatore di perle

P.S.  delle 16 e 20:  Mi affretto a correggere: vengo ora informato che Mitraglietta, trionfante, ha esternato il suo NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM. Sì, Butac è stato riaperto e, con grande sollievo, Mitraglietta potrà tornare ad accrescere la sua già smisurata cultura. E, con lui, tutto il popolo festante e vaccinante.

 

Chiuso, speriamo per poco, Butac, ora dobbiamo accontentarci delle esternazioni di uno strepitoso scienziato di cui non faccio il nome.

Secondo quanto corre su Internet a sua illustre firma, chi intende vaccinarsi contro morbillo, parotite e rosolia usando, perciò, un fratellino del miracoloso vaccino trivalente che moltiplica la mortalità dei bambini della Guinea Bissau (1), ma certo solo la loro e non la nostra, chi è già immune nei riguardi di una delle tre malattie può tranquillamente vaccinarsi. Temo che quando, quasi una cinquantina di anni fa, io diedi l’esame di Farmacologia, se avessi detto un’enormità del genere il professor Luigi Molinengo mi avrebbe, con la sua cortesia piemontese, indicato gentilmente la porta. I medici napoleonici, poi, sapevano perfettamente che non potevano vaccinare chi già aveva superato il vaiolo (allora c’era solo quel vaccino), e lo sapevano nel lontano 1805. Ma, si sa, in mezzo secolo anche l’organismo umano fa progressi per il bene di chi campa producendo e vendendo vaccini. Manco a parlarne, poi, se si va a Napoleone nella notte dei tempi quando di Big Pharma nessuno avrebbe profetizzato l’esistenza e la Natura, ignara delle necessità di chi conta, funzionava secondo regole che non consideravano ciò che più importa al mondo: il denaro.

La seconda perla dell’innominato luminare è che chi si vaccina contro il morbillo (due iniezioni sono indispensabili) è immune per tutta la vita. Curiosamente le ultime epidemie di morbillo tra USA e Canada sono state solo a carico dei vaccinati e la Mongolia, dove la copertura vaccinale antimorbillo è vicina alla totalità della popolazione, non aveva mai sofferto di un’epidemia di gravità anche solo lontanamente assimilabile. Ma, si sa: quelli sono mongoli e non arrivano a capire quanto miracoloso sia il vaccino.

Fatta salva la libertà di chiunque di acquistare cremoni scioglipancia, terni al lotto e sali antimalocchio, e di credere al verbo del mago Do Nascimento di turno, io mi auguro solo che il prossimo governo, se mai ne avremo uno e se mai chi ha ottenuto più voti (non ho detto “chi ha vinto”) terrà fede a ciò che ha promesso, cancelli l’obbligo di sottoporsi al massacro di stato a scopo di lucro. L’ideale, probabilmente irraggiungibile, sarebbe quello di sottoporre finalmente i vaccini alle indagini del caso mettendo da parte chi fino ad ora, pur preposto a farlo, si è dedicato ad altro. Ma, per ora, vediamo di accontentarci semplicemente di lasciare i vaccini a chi vuole iniettarseli. Il resto verrà quando, finalmente, si apriranno gli occhi, sperando che non sia troppo tardi.

  1.                2017 Mar; 17: 192–198.

Pubblicato online 2017 Feb 1. doi:  10.1016/j.ebiom.2017.01.041

PMCID: PMC5360569

The Introduction of Diphtheria-Tetanus-Pertussis and Oral Polio Vaccine Among Young Infants in an Urban African Community: A Natural Experiment

Søren Wengel Mogensen, Andreas Andersen, Amabelia Rodrigues, Christine S Benn, and Peter Aaby

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