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Fanno undici e mi pento

Di 22 dicembre 2010 5 commenti

Quel che è giusto è giusto e io lo confesso senza pudori.

Quando, a sorpresa, a fine giugno del 2009 ricevetti la raccomandata firmata Marina Bortolani, avvocatessa e presidentessa della omonima onlus che mi annunciava di aver “donato” il nostro microscopio (nostro significa non solo mio ma di chiunque avesse donato un centesimo perché mia moglie ed io lo avessimo in dotazione) all’Università di Urbino, mi scappò qualche giudizio improprio sugli ascendenti della sullodata. Pensai – continuo con la confessione – che qualcuno l’avesse coinvolta in qualche squallido commercio, magari promettendole due spiccioli o un minimo avanzamento nei suoi onorevoli interessi nanopolitici, perché una porcata del genere è improponibile se non c’è contropartita. Sbagliavo.

Mi venne in mente che l’essere scomparsa per qualche anno, il non aver mai risposto alle nostre lettere e alle nostre e-mail, il sostenere una cosa palesemente idiota come che il microscopio fosse sottoutilizzato senza essersi mai presa la briga di controllare o altrettanto palesemente stravagante come che noi avessimo lavorato “a scopo di lucro” fossero mascalzonate che solo un farabutto patentato potesse commettere. L’ho detto: sbagliavo. Sbagliavo e ora faccio pubblica ammenda.

È vero: oggi fanno undici mesi che il microscopio è all’Università di Urbino (scientificamente prestigiosissima perché così certifica la signora Bortolani a dispetto di classifiche stilate da invidiosi) e mai è stato usato anche una sola volta. È vero, l’Università aveva sottoscritto l’impegno di farci usare l’apparecchio “almeno una volta la settimana” e si è ben guardata dal rispettare l’obbligo, tanto che noi non abbiamo nemmeno avuto il piacere di vedere lo strumento. Tutto vero, ma guardiamo un po’ i fatti.

I nostri studi sulla patogenicità delle polveri disturbano la tranquillità popolare e non solo quella. Pensiamo, infatti, a quanti affari miliardari si andavano a rovinare semplicemente informando la gente di certe conseguenze legate all’uso di tecnologie d’avanguardia come, tra le altre, la “termovalorizzazione” dei rifiuti.

Ecco, allora, che la verità comincia a spuntare. La signora Bortolani, filantropa com’è, non ha esitato a mettere in gioco perfino la sua cristallina reputazione personale facendo la figura che apparentemente, per chi è tanto superficiale da credere all’apparenza, ha rimediato e continua a rimediare. E in questo ha coinvolto, grazie alla forza della ragione e della carità, fior di galantuomini come il professor Stefano Papa, preside della premiata Facoltà di Scienze della gloriosa Università di Urbino, che ancora cinque mesi fa distraeva eroicamente i nostri fratelli italici raccontando di ricerche favolose che erano in partenza e che, in realtà, non si faranno mai, e che qualche settimane fa si faceva fotografare di fianco al microscopio come se davvero questo funzionasse e lui sapesse che roba è quel macchinario così bizzarro. E che dire del ragionier Giuseppe Grillo? Uomo la cui oceanica cultura gareggia con una moralità specchiata e con un coraggio leonino. Se è per il bene comune, il ragionier Grillo non si tira indietro davanti a nulla, fosse anche il caso di metterci un bigliettone da cinque Euro (restituibile in comode rate da dieci Euro). Se, poi, c’è da affrontare faccia a faccia la questione di quello che, nell’inganno dell’apparenza, si direbbe una truffa ai danni dei donatori, il ragioniere sa come si fa: si finge di scappare e lo si fa per una ventina d’anni.

E potrei continuare nella lista di coloro di cui, in cuor mio e sbagliando, ho pensato male, qui compresa la giornalista Valeria Rossi che ha offerto la sua penna sublime per raccontare di cose certo mai esistite ma funzionali al fine commendevole che un manipolo di eroi stava perseguendo.

Insomma, oggi fanno undici mesi e ancora tanto tempo passerà prima che la cosa sia dimenticata. Però i segnali dell’oblio ci sono: la gente sta cominciando a stancarsi di sentire le grida di chi sostiene, sbagliando, di aver subito un torto e con lui tutti coloro che sono stati aiutati da quell’ormai maledetto aggeggio. La gente vuole dei vincenti e, colta com’è, sa che il fine giustifica i mezzi. Uno scudetto può essere vinto a suon di goal o comprato a suon di quattrini, ma, guardando al sodo, resta sempre uno scudetto.

Così, finalmente illuminato, non mi resta che cospargermi il capo di cenere e chiedere umilmente scusa a tutti coloro che ho mancato di comprendere. E se arrivasse la querela che la signora Bortolani annunciò di avere sporto nei miei confronti ancora nel settembre del 2009, non potrei che dichiararmi colpevole. Come un delinquente comune, il microscopio deve restare in condizione di non nuocere e io, che ho parlato troppo, devo restare imbavagliato come sa fare con maestria il ragionier Grillo nell’entusiasmo dei suoi seguaci.

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5 Commenti on "Fanno undici e mi pento"

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DIMENTICARE?
No Egregio Dott. Montanari, io non dimenticherò mai. Il microscopio era un’arma contro l’ingiustizia, contro gli avvelenatori legalizzati. Non si cosparga il capo di cenere e non chieda scusa a nessuno di tutti quegli intrallazzatori e non si dichiari colpevole. La giustizia qualche volta trionfa.

i miracoli del fotoritocco !!!
… una cosa veramente esilarante è che il monitor di sinistra del microscopio in [urlcomment image]questa foto[/url] contiene la solita immagine di [urlcomment image]questa foto[/url] senza contare che il monitor di destra, nella seconda, è funzionante ma nella prima (con Papa driver) è spento … tanto da far pensare ad un abile lavoro di fotoritocco, ovvero una bella e sonora bufala (e non bufala campana!!!)

…che ne pensate?

Cosa fare da grandi ?Dott. Montanari , nemmeno io dimentico. Mi chiedo invece cosa avrei potuto fare per evitare ciò che ha descritto. [b]Di certo però possiamo fare ancora tanto , tutti insieme [/b] Oppure possiamo aspettare qualche settimana ancora e “festeggiare il compleanno” e quello dopo ancora, tutti contenti di essere presi per i fondelli . RISPOSTA Una battuta potrebbe essere rendere obbligatorio l’uso del Baygon per la disinfestazione dei grilli ma, natural;mente, e’ solo una battuta. Che fare? A questo punto stiamo a vedere che cosa inventeranno ancora personaggi come Rossi, Toni o i grillini che portano il… Leggi il resto »

nè ora nè mai
No, caro dottore, nessuno di noi dimentica e prima o poi sono sicura che vedremo riconosciuto ciò che Le spetta ma se anche in questa Italietta ingrata ciò non dovesse accadere sappia, per quel che vale, che ha la nostra immensa stima, il nostro rispetto e la nostra gratitudine per sempre

Qui nessuno dimentica,altrove invece…Stefano, nessuno di noi dimentica, persino io che non mi fido nemmeno della mia ombra e ho messo in discussione tutto e tutti posso nascondermi dietro l’evidenza.Tralasciando qulsiasi discorso,resta il fatto che un microscopio acquistato per un uso ben determinato ha preso il largo.Gia’ solo qui mi potrei fermare.Aggiungo che non viene comunque usato per la ricerca e per salvare vite umane.In fine, la desolante consapevolezza che ,pur di colpire LEI, si sono abbassati a tanto.Resta per me inconcepibile un fatto ben visibile:della sua storia,che e’ anche quella di centinaia di noi e del pianeta stesso,pare non… Leggi il resto »