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Dio si è sbagliato

 Dio si è sbagliato. Questa è la posizione della stragrande maggioranza degli uomini politici nazionali e pure vaticana.

Quando qualcuno, che chiameremo senza impegno e per comodità Dio, creò l’universo, fu giocoforza impartire delle regole, se non altro per non farne un’Italia all’infinito, e se non altro poiché in quel momento ci stava solo lui, le regole se le inventò in solitudine e non le discusse con nessuno. Fu così che saltò fuori una legge che prescrive all’energia di non poter essere né creata né distrutta, e da lì, ai nostri umani e quotidiani livelli ma sempre per volere non nostro, saltò fuori un’altra legge che ordina alla materia di conservarsi: nulla si crea e nulla si distrugge, insomma, come qualche filosofo greco aveva intuito già due millenni e mezzo or sono.

Vista l’esecrabile arroganza di Dio, i nostri uomini politici hanno deciso d’infischiarsi di quelle leggi così antidemocratiche. E, allora, ecco il pullulare d’inceneritori dove l’immondizia entra e svanisce nel nulla, lasciandoci in cambio tesori d’energia e un’aria che più balsamica non si può. Persino il Vaticano, per bocca del cardinale Martino (vedi il post “Asino presuntuoso”), si è dovuto inchinare alla superiorità dell’uomo su Dio.

Qualcuno che è ancora così antiquato da aver studiato e così ingenuotto da non essersi venduto, su questa storia di bruciare i rifiuti non è d’accordo. Non solo per quel maledetto principio di conservazione della massa, mai messo ai voti, ma perché quello che si brucia diventa più tossico di quanto non fosse in origine, e anche questa inadeguatezza del creato è qualcosa che grida vendetta.

Il ministro Di Pietro, sensibile alle antidemocratiche argomentazioni di chi ha studiato, il 25 aprile scorso scrisse sul suo blog parole di fuoco (appunto) contro la pratica piromane (http://www.antoniodipietro.com/2006/04/), salvo poi essere smentito qualche giorno fa dall’interno del suo stesso partito dall’on. Antonio Borghesi (un professore di economia) che, rispondendo ad una lettera della dottoressa Ellis Favotto, asseriva tranquillamente che Italia dei Valori è a favore degl’inceneritori. Dunque, si può dedurre che all’interno del partito che ha fondato, il ministro Di Pietro conta quanto il due di coppe a briscola quando comanda bastoni. Sollecitato a tal proposito da una lettera di richiesta di chiarimento dell’ing. Maurizio Pamio, l’on Di Pietro rispondeva che l’inceneritore, sì, magari, in momenti d’emergenza…..però Italia dei Valori è contraria e sull’argomento deve essere interpellato solo lui e non i membri del suo partito, con quanta considerazione per loro è inutile illustrare.

E allora, con tutto il rispetto, mi rivolgo direttamente all’on. Di Pietro e gli chiedo se,…

per fronteggiare l’emergenza, un’emergenza che ci siamo fortemente voluti, pensiamo di uscirne moltiplicando i rifiuti e rendendoli più tossici. Se l’Onorevole pensa che il gioco di prestigio da avanspettacolo di far sparire dalla vista i rifiuti sia intelligente e sia rispettoso verso quei cittadini che hanno riposto fiducia in lui e verso tutti coloro, suoi elettori o no, che gli pagano pane e companatico, ce lo dica chiaramente. Almeno, sapremo che anche lui è indegno di possedere le chiavi di casa nostra come tanti personaggi che fanno dell’occhiuta rapina il loro stile di vita. Ci dica poi, l’Onorevole, perché non mostra la porta all’on. Borghesi, in un disaccordo così stridente con lui e forte dell’asserzione (sua? del Partito?) che Italia dei Valori non la pensa come Di Pietro, il suo presidente. O è Di Pietro che deve darsi il benservito da solo? Insomma, Onorevole, vuole ragguagliare i Suoi datori di lavoro a proposito delle Sue intenzioni? O ci troveremo anche con Italia dei Valori nella situazione grottesca dei Verdi che dicono una cosa a Roma e fanno tutt’altro in periferia (vedi Ferrara, Bolzano, Campania, Toscana, ecc.)? Da un certo punto di vista, il Suo modo di agire è, se non scusabile, comprensibile: quello italiano è sempre stato trattato come un popolo bue che ha accettato di esserlo: disattento alla politica, distratto sulle mille follie dei politicanti da piccolo cabotaggio che non perdono occasione per pizzicarci il portafoglio, fatalista di fronte ai problemi della salute indotti da una scriteriata gestione dell’ambiente e della sanità pubblica, convinto che subire governanti inetti e rapinosi sia un male inevitabile. Dunque, non c’è italico scivolone dal quale non ci si possa rialzare né porcheria dalla quale non si possa uscire con la faccia di bronzo più lucida che mai. Del resto, il nostro parlamento non è avaro di pregiudicati che tengono le redini del Paese.

Però, Onorevole, da Lei ci aspettavamo di meglio, se non altro, visti i precedenti di quando ebbe il coraggio e la dignità di mettere in piedi Mani Pulite. Ci aspettavamo che il Suo partito raccogliesse persone oneste e, perché no?, anche colte. A quest’ultimo proposito, Le chiedo se ha avuto tempo e modo di leggere la lettera (vedi sotto) del Suo coordinatore provinciale di Pesaro, il sig. Luca Acacia Scarpetti, diretta all’ing. Pamio. Al di là di un “sà” con tanto di accento che in certi ambienti fa ancora un certo effetto e della pretesa che la Sua risposta sia chiara, vorrei far presente che la mia presunta incapacità di rispondere alla domanda circa il rapporto tra inceneritori e traffico in tema d’inquinamento è fondata su di un quesito di tenera ingenuità che mostra quanto poco il Suo fiduciario ricordi di ciò che la maestra gli avrà insegnato di certo alle scuole elementari. Con uno sforzo di memoria, forse il sig. Scarpetti ricorderà che un problema può essere risolto solo se esistono i dati necessari. Nel caso specifico, il sig. Scarpetti immagina il traffico come qualcosa di omogeneo, si figura che a Montenero di Bisaccia e a Palermo il traffico sia lo stesso e produca un inquinamento sovrapponibile. Così come presume che un inceneritore da 80.000 tonnellate/anno e uno da dieci volte tanto non facciano differenza. E l’orografia del luogo? E la meteorologia? E la viabilità? E che cosa si brucia nell’inceneritore?

Tralasciando queste inadeguatezze di base, trovo, poi, preoccupante che il sig. Scarpetti prenda sotto gamba il problema dell’incenerimento dei rifiuti, accusando addirittura d’intolleranza e di mancanza di buon senso l’ing. Pamio. Probabilmente lui, così come l’on. Borghesi, non ha gli strumenti culturali per rendersene conto e, dunque, diamo per scontata la buona fede dei due; ma questi sono gli argomenti importanti per la conduzione di un paese e non le mille sciocchezze su cui bizantineggia la nostra classe politica, dal colore dello sfondo nello studio TV negli scontri epocali Prodi-Berlusconi, ai gabinetti sessuati del parlamento.

Insomma, Onorevole Di Pietro, se non vuole anche Lei precipitare nello squallore e nel ridicolo di troppi Suoi colleghi che ci stanno costando più di una ballerina francese a testa e che vendono pure, alla stregua di qualsiasi truffatore che vende ciò che non possiede, la salute nostra e dei nostri figli, in tutta modestia e sottovoce mi permetto di consigliarLe di agire con ferma coerenza e per l’esclusivo bene delle persone cui ha fatto delle promesse e che Le hanno creduto. E, magari, una scelta più oculata dei collaboratori non guasterebbe.

 Egreg. Ing. Pamio,

spero la risposta del presidente sia ritenuta da lei chiara ed esaustiva. Certo che Lei non abbonda di tolleranza e di buon senso. Se anche su una sola questione, ci si trova in dissonanza da un partito con cui ha condiviso percorsi e traguardi, mi pare infantile reagire in tale misura. Per andare poi con chi? Ma li conosce gli altri partiti? Lei poi che è ingegnere, e grillino (cosa che depone fortemente a suo favore) non può non sapere alcuni aspetti. In Italia ci sono 26 inceneritori, e circa 40 milioni di autoveicoli e altri 40 milioni di impianti di riscaldamento! Ha capito di che cosa stiamo parlando? A quanti veicoli corrisponde un inceneritore? Neanche lo stimatissimo Dott. Montanari, sà rispondere a questa domanda! Allora la invito a ripensare la posizione politica, anche alla luce di una analisi tecnica, non liquidabile in un blog, ma certamente sostenitrice della posizione di IDV!

Sentite cordialità, Luca Acacia Scarpetti, coordiantore provinciale Pesaro – IDV

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