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Che afa fa

Sarà il caldo scoppiato all’improvviso, del resto come astronomia stagionale comanda, saranno le ricadute misteriose delle scie chimiche, sarà un certo contributo di Big Pharma che mostra un po’ di preoccupazione per qualche risveglio intempestivo della clientela. Non saprei dire il perché, ma da un paio di settimane la follia che ha sempre caratterizzato il più stupido tra tutti gli esseri viventi, vale a dire l’Homo sapiens, ha assunto connotati giganteschi.

Partiamo, del tutto a caso e senza fare classifiche, dall’articolo comparso su Il Resto del Carlino di Pesaro qualche giorno fa (http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2013/07/05/915097-vaccinarsi_uccide.shtml). Un tale professor Burioni comunica che le vaccinazioni non sono responsabili delle morti improvvise. A sostegno della tesi cita un lavoro prodotto da un istituto di stato tedesco pubblicato sulla rivista Vaccine. Al di là del fatto che i vaccini sono sospettati di ben altro, di questo siamo tutti contenti, ma io personalmente e, chissà, forse qualcuno che non sia accontenta dell’aria fritta, vorremmo saperne di più. Vorremmo sapere, per esempio, ma solo per cominciare, perché si sta facendo di tutto per censurare i nostri modestissimi rilevamenti a proposito dei 24 vaccini analizzati con una metodologia frutto di un progetto di ricerca europeo. In questi 24 vaccini, tutti diversi tra loro, abbiamo trovato inquinanti solidi, inorganici, non biodegradabili e non biocompatibili la cui presenza andrebbe spiegata. 24 su 24 è certo una statistica su piccoli numeri, ma qualcuno, magari qualcuno che paghiamo per farlo e che, se mente, dovrebbe essere castigato, ha il dovere di allertarsi. Invece si manda allo sbaraglio l’Istituto superiore di sanità che rimedia figure non propriamente brillanti e, recentissimo, questo professor Burioni che, nel suo conciso articoletto, dopo essersi esibito in qualche affermazione quanto meno contestabile scientificamente, dà dell’asino a chi si permette di pretendere chiarezza e si lancia in un finalino del tipo “L’unico vero problema è che contro alcune malattie non abbiamo ancora dei vaccini: tra queste rientrano (sic) purtroppo l’ignoranza.” Già. Poi non abbiamo il vaccino contro i furbetti, contro i corrotti, contro i tromboni…

Nel panorama estivo s’inserisce poi tale professor Oss, didatta di Fisica all’Università di Trento, che sul quotidiano locale L’Adige spara un inopinato pistolotto contro la medicina omeopatica e, a margine, contro la memoria dell’acqua. Che il professor Oss (chi è?) non abbia nozioni di medicina e abbia qualche problema d’informazione scientifica è fin troppo chiaro, ma in questo non c’è nulla di male: come si dice al Sud, nessuno nasce imparato. Il problema viene quando si esterna ex cathedra, naturalmente sparando a zero, come il suo “collega” Burioni, su tutti quanti non sono disposti a regalare incondizionatamente fede a lui e alle tesi di Big Pharma. Al proposito io ho inviato per due volte una risposta al quotidiano L’Adige ma, ahimè, non mi si è ritenuto degno di pubblicazione. Per non far perdere tempo al lettore frettoloso, aggiungo in calce il testo.

E non potevano che tornare le merendine. Qualche bizzarro esemplare di umanità, per motivi noti solo a lui, ha riesumato le fesserie che il comico Grillo (ora statista, domani chissà) sparò pastrocchiando con le nostre ricerche. Purtroppo quelle fesserie fecero credere a un sacco di gente che tutto ciò che noi avevamo trovato analizzando un solo esemplare di parecchi tipi di alimenti fosse estrapolabile ad infinitum. A nulla valgono da anni le mie smentite e l’invito a riferirsi a ciò che abbiamo riportato sul sito del laboratorio (http://www.nanodiagnostics.it/CiboPulito.aspx), e così ogni giorno ricevo telefonate o e-mail di persone preoccupatissime perché sei anni fa, vedi caso, hanno mangiato un sacchetto intero di Macine del Mulino Bianco. Ennesimo invito, ormai disperato: non credete a imbecilli che si spacciano per giornalisti o a blogger dementi: andate alla fonte e usate il cervello.

Last but not least, le scie chimiche. Qui siamo davvero all’ultimo stadio. Non voglio ripetermi perché non ne ho voglia e, soprattutto, perché l’esperienza di anni mi ha insegnato che non serve. Prego solo di prendere nota che, se non si va alla fonte, cioè se non si dispone di campioni presi all’interno della scia, altro non si fa che mantenere in vita una discussione a livello delle peggiori osterie e a tutto beneficio di patetici personaggi che si sentono realizzati solo se stanno al centro dell’attenzione non importa di che razza di zoo. Naturalmente il sospetto esiste che queste macchiette siano sponsorizzate proprio da chi quelle scie le produce, perché la loro cocciutaggine a percorrere una via non solo senza uscita ma ridicola fa il gioco di chi si finge di combattere.

 

Lettera inviata a L’Adige e non pubblicata:

 

Senza stupore ma con tristezza ho letto l’invettiva di tale prof. Oss sul tema della medicina omeopatica.

Non poco di ciò che questo didatta scrive è oggettivamente vero, a partire dall’incompetenza dei politici per finire al disastro delle nostre università, sempre più protagoniste di retrocessioni nelle classifiche mondiali. Temo che proprio il prof. Oss possa costituire un esempio eccellente di questa non certo brillante situazione: un docente di Fisica didattica di un’università difficilmente reperibile nelle classifiche che riportano università di ogni paese pontifica su argomenti di cui non ha evidentemente conoscenza. Il che è un peccato, perché la medicina omeopatica meriterebbe altri accusatori, quanto meno preparati e autori di ricerche sul campo.

Al di là di una spocchia che non ci fa onore, del funzionamento dell’organismo umano noi sappiamo ben poco e così di argomenti apparentemente molto più semplici come, ad esempio, la memoria dell’acqua citata come bestemmia dal prof. Oss. Tanto per informazione, dell’argomento si occupano da anni fisici ricercatori del CNR che conosco personalmente e i cui risultati, risultati ottenuti applicando il più rigoroso metodo scientifico, sono di grande interesse. [Aggiungo alla lettera che i ricercatori sono la dott.ssa Luciana Malferrari e il dott. Fabrizio Odorici.]

Tornando all’omeopatia, le sperimentazioni sui farmaci si fanno da che sperimentazione codificata esiste con un metodo, quello del doppio cieco, relativamente rozzo, ma di cui, al momento almeno, non esiste alternativa praticabile. La sua scientificità è, tutto sommato, modesta, ma tant’è. Comunque sia, in campo scientifico invale l’uso di condurre esperimenti e di presentarli ai colleghi i quali li discuteranno e, a loro volta, presenteranno i loro per un confronto. Chi di questo ha esperienza sa che i risultati non sono mai assoluti, e questo per l’estrema complessità dell’uomo. Per spiegarmi in modo semplice, un esperimento biologico eseguito con rigore scientifico su esseri unicellulari darà risultati sempre uguali ma, mano a mano che il soggetto dell’esperimento introduce elementi di complessità, da mono- a pluricellulare e via via su fino all’uomo, i risultati diventano sempre meno uguali a loro stessi. Basti pensare ai placebo citati dal prof. Oss e ai loro risultati benefici apparentemente stupefacenti e fare mente locale, tra le mille ed una variabile, sull’omeostasi, cioè la proprietà di tutti gli esseri viventi di tendere a riportarsi ad uno stato di salute a seguito di un attacco patogeno.

Comunque, sia, la medicina non è una scienza come è intesa dagli epistemologi rigorosi e, in fondo, in medicina è pragmaticamente buono ciò che porta al risultato desiderato. Godendo, grazie al cielo, di ottima salute, io non ho occasione di usare farmaci allopatici o omeopatici che siano, ma non esiterei a rivolgermi all’omeopatia se questa mi aiutasse a guarire da una malattia. Mi chiedo per quale ragione non dovrei farlo, se non altro considerando anche il fatto che i farmaci allopatici, tutti, nessuno escluso, comportano effetti collaterali non troppo raramente più gravi della patologia che sono chiamati a combattere. Le mie analisi sui vaccini, ad esempio, ne sono una testimonianza indiscutibile e indiscussa.

Per finire, lasciando ovviamente tutta la libertà del mondo a questo prof. Oss fino a trattare argomenti su cui non ha evidentemente conoscenza, invito i lettori a considerarne le esternazioni per quello che valgono le opinioni di un non addetto ai lavori.

 

Dott. Stefano Montanari

Direttore laboratorio Nanodiagnostics

Modena

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