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CARNEVALE ALLE POMPE FUNEBRI ovvero IL VANGELO SECONDO UN PECCATORE

Di 13 febbraio 2018 8 commenti

La scena di argomento religioso si svolge negli ultimi giorni di Carnevale.

Premessa in confessionale: Io ho passato tutta la mia vita, almeno da quando, a quattro anni, ho imparato a leggere e scrivere, a studiare. L’ho fatto persino girando il mondo e fino a ieri ho continuato a farlo. Ora, però, senza nemmeno cavalcare verso Damasco, sono stato disarcionato e mi sono avveduto dell’errore: studiare è un peccato mortale che conduce alla perdizione. E a svegliarmi dal sonno dell’anima non è stato il Padreterno ma qualcuno che, se non più in alto, gli siede certo alla destra: la signora Beatrice Lorenzin. Santa Beatrice Lorenzin.

Non solo Santa Beatrice, in tutta la sua luce, è discesa in terra a miracol mostrare ben più dell’omonima dantesca, ma si è materializzata a Modena, novella Betlemme, la città che, senza amarmi, mi ospita da una vita.

Nella sua infinita bontà e per l’amore generoso e senza contropartita che la Santa nutre verso di noi poveri peccatori accecati dall’ignoranza, eccola rivolgersi ai fanciulli modenesi (sinite parvulos venire ad me – Marco 10,14) ammonendoli: i cattivacci che vi sottraggono la grazia dell’essere vaccinati sono lo strumento di Satana e Satana quei cattivacci li compensa con il suo sterco: il denaro (http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/politica/lorenzin-vaccini-business-no-vax-1.3713471). Ora anche i pargoli sanno: le forze del male recapitano pecunia a chi la pecunia non la destina a quelli che sono i benefattori dell’umanità, cioè Big Pharma, e a tutta la loro gloriosa corte celeste e terrena. Chi si chiedesse da dove mai possa arrivare denaro per un piano dove, per diabolico che esso sia, di denaro non se ne vede ovviamente l’ombra ora sa: da Satanasso. E, se lo dice Beatrice, fìdati! Chiunque pensasse che solo un cerebroleso o, in alternativa, un etilista incallito avrebbe potuto partorire un’idiozia di quella obesa portata ora è servito: l’ha rivelato, tra un miracolo e l’altro (vedi il tetano che ora transita da nonno a nipote), Santa Beatrice. Insomma, ora siamo illuminati e non ci sono più scuse: i bonifici arrivano dal Tartaro (non quello del dentista), dalla Banca Infernale di Pluto (non il noto cane di Pippo): il Pluto del VII Canto dell’Inferno, quello di Pape Satàn Aleppe.

Ma, per la nostra redenzione, la Santa non si è fermata lì: ieri sera, penultimo giorno di Carnevale, è apparsa presso Terracielo (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/09/elezioni-lorenzin-fa-campagna-elettorale-alle-onoranze-funebri-sui-social-ditemi-che-e-un-fake/4148916/), la più grande agenzia di pompe funebri modenesi, un’eccellenza di cui noi, indigeni e modenesi d’adozione, andiamo fieri. Sì: e da noi, a Modena, cittadini colti che siamo, si schiatta persino in inglese: non le pedestri pompe funebri ma una “funeral home”. Lì  arriviamo con buon anticipo. Carabinieri a vigilare.

Tra corbeille di fiori magari appena appena lugubri, alle soglie dell’immortalità (parte la musica di Knockin’ on Heaven’s Door), godiamo di un intrattenimento musicale dal vivo (!) con tanto di flauto e pianoforte, come, seppure senza la stessa classe essendoci solo, in quell’occasione, un modesto menestrello con la chitarra, già fu per la predicazione ancora una volta modenese dell’uomo che sussurrava ai somari (vedi il suo ultimo libro sacro): il Beato Roberto Burioni (santo subito!).

Sono già le otto di sera e la Santa, attesa per quell’ora, non arriva. Il flauto e il pianoforte, esaurito il repertorio serio, intona un tangaccio: El Choclo.

La sala, tutt’altro che enorme, resta desolatamente semivuota. La fede è privilegio di pochi. Sullo schermo scorre la pubblicità della funeral home. Vista così è molto attraente e qualcuno decide che morire senza affanni e in quel lusso non è poi male.

I pochi fedeli e gli ancor meno peccatori, io fra loro, cominciano a fremere: sono le otto e venti e la Santa non appare. Solo un forte odore di bosco offerto dalla ditta, l’odore di santità, rassicura la fede. Si dice che la puntualità sia la cortesia dei re, ma la Santa è di rito repubblicano e, dunque, la norma non si applica.

Non arriva. Qualcuno si getta a terra gridando “Beatrice, fammi la grazia!” Qualcuno assicura che in una teca un vaccino si è liquefatto.

Ma ecco che, in uno sfolgorio di flash, l’apparizione promessa si avvera. Emozione. Applausi scroscianti da parte dei pochi presenti. Santa Beatrice scivola con grazia verso il podio. Il duo musicale intona la sensuale Seguidilla della Carmen. La Santa ballerà? No: si siede e a prendere la parola è  il proprietario del locale, affascinandoci tutti con il racconto di quanto difficile sia il suo mestiere e di come la politica non lo aiuti. A questo punto la Santa ci regala il Verbo e, novello Mastrota ma con l’aureola, inizia ad esternare la sua ammirazione per la funeral home. “Una marchetta,” sussurra maligno  un infedele, servo di Belzebù,  seduto di fianco a me, ricevendo in cambio la mia occhiataccia. Poi, la Venerabile racconta di quanto lei faccia e abbia fatto per i morti, del che nessuno aveva dubbi. Ma ecco che un attacco cavernoso di una tosse gorgogliante di catarro s’impadronisce della nostra Luce. “Acqua!” sussurra al confine del deliquio. Ecco, allora, che l’imprenditore funerario ne approfitta per riprendere la parola illustrandoci le ulteriori meraviglie di Terracielo. L’acqua arriva. Forse è un vaccino. La tosse si calma e Santa Beatrice racconta di come lei stia cercando di far sì che gli operatori delle pompe funebri siano protetti dalle malattie terribili che minacciano la loro missione. Siamo tutti in preda a una visione mistica: vaccineremo i morti. Qualcuno dei dottori del Tempio pensi a come fare per i richiami.

Dieci minuti in tutto e Beatrice se ne va (aleggia sottile Lucio Dalla “E a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane.”)

Ora, toccato dalla redenzione, mi farò puro e mi sottoporrò subito, entusiasta come è dei neofiti, alla vaccinazione contro il cimurro, una malattia che sta diventando un vero e proprio flagello per chi diabolicamente rifiuta il vaccino come il posseduto dal demonio fa con l’acqua santa. E domani prenderò appuntamento con il notaio per depositare il mio testamento: voglio che il mio cadavere, prima della cremazione, riceva tutti i vaccini che mi consentiranno di accedere, purgato, all’Aldilà. L’ultimo dei sacramenti.

Alla cena non sono rimasto: non ne ero degno. Vedi mai che la Santa istituisse un sacramento o anche solo si limitasse a trasformare l’acqua in vaccino. Ne sarei restato folgorato e non sarei sopravvissuto.

Nel frattempo, certa di essere depositata ancora in parlamento, mi si dice che la Santa stia pensando di aggiungere all’obbligatorietà la vaccinazione contro i peli superflui, una condizione invalidante che impedisce a tante giovinette di accasarsi e, per tragica conseguenza, spesso di figliare come la nostra Luce, invece, ha affermato di volere per disporre di tanti bei bambini da vaccinare.

Nel frattempo, doniamo tutti in sacrificio il fatidico neurone.

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8 Commenti on "CARNEVALE ALLE POMPE FUNEBRI ovvero IL VANGELO SECONDO UN PECCATORE"

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“in una teca un vaccino si è liquefatto.” Una domanda a chiarimento: La liquefazione si è estesa anche ai pezzi di metallo in sospensione nella magica mistura?

http://www.altoadigeinnovazione.it/vaccini-nessuna-multa-per-i-bimbi-senza-copertura/ La Divina Lorenzin potrebbe spiegarci come mai nella Provincia di Bolzano, una delle zone d’Italia con il livello di benessere e istruzione più alto, ci sono ben 30.000 bambini “fuori legge” con le vaccinazioni obbligatorie? Fatte le debite proporzioni tra la popolazione dell’Alto Adige e quella dell’intera Italia, è come se a livello nazionale ci fossero più di 3 milioni di bambini non in regola. Un ministro della salute che va a fare la campagna elettorale presso un’agenzia di pompe funebri dimostra di non avere il senso del ridicolo. Sembra una barzelletta, ma lei non se ne rende conto.… Leggi il resto »

Non capisco la sorpresa: la Lorenzin in un Agenzia di pompe funebri è perfettamente al suo posto…

Momenti di grande umorismo! Se così possiamo consolarci..