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Buon appetito, ItaGlia che raglia

Due bottarelle sulla schiena, il ruttino e… e si casca a terra con gli occhi strabuzzati.

Ma no, non c’è da preoccuparsi: a mangiare porcherie siamo stati abituati da chissà quanti anni e stiamo solo cercando di raggiungere il confine oltre il quale il nostro organismo ormai geneticamente modificato non ce la farà proprio. Nei fatti siamo tutti cavie di un esperimento scientifico.

La non notizia è che le frodi alimentari sono in aumento: parola dei Carabinieri del NAS. La notizia in termini quantitativi

è che da che è ufficialmente crisi i sequestri sono aumentati del 248% e gli elenchi per categoria dei cibi più o meno avvelenati, più o meno contraffatti, più o meno trattati esteticamente come qualche attrice in post-menopausa, insomma, più o meno schifosi si possono trovare su un sacco di siti Internet.

 

Nel nostro laboratorio ormai da anni analizziamo alimenti finiti e materie prime cercandovi e, ahimè, spesso trovandovi, inquinanti polverosi, cioè le particelle incompatibili con la vita, leggi patogene, di cui le leggi s’infischiano bellamente. Inutile dire che i vari enti di controllo non ci pensano nemmeno a fare quel tipo di ricerca, un po’ perché la legge non lo chiede e molto perché non ne sono capaci. Va aggiunto, per rigore d’informazione, che i controlli per quanto si è tecnicamente e legalmente in grado di controllare da parte dei laboratori istituzionali sono percentualmente pochissimi e la stragrande maggioranza dei furbetti la fa franca. Il gioco, insomma, vale abbondantemente la candela per chi froda e, forse, fa anche qualcosa di peggio perché le loro porcherie non sono sempre uno scherzo.

Nel tempo noi siamo stati contattati da diverse aziende alimentari e per loro abbiamo svolto le nostre analisi. Poi… Poi sono tutte scappate. Il motivo è banale: perché mai le ditte dovrebbero spendere soldi per scoprire che le loro materie prime sono inquinate da particelle se nessuna legge chiede quei controlli? Idem per i prodotti finiti. È roba cancerogena?  E chissene… La legge tace e i consumatori non ne sanno niente. Dunque, avanti a tutta!

Qualche episodio buffo o, almeno, qualche episodio su cui meditare.

Per conto di un grande produttore di mortadella analizziamo il prodotto suo e diversi prodotti della concorrenza. Il risultato appare splendido: tra tutte quelle analizzate la loro è la sola mortadella esente da un certo tipo d’inquinamento da piccolissimi frammenti metallici. A sorpresa, invece di sfruttare il vantaggio questi signori decidono di starsene zitti. Il motivo? Magari, se i consumatori sapessero la verità, non comprerebbero più mortadella e, in fin dei conti, anche loro, quelli virtuosi, rischierebbero di rimetterci. Ragionamento opinabile? Forse non troppo.

Vengono da noi i funzionari di una grande azienda di “prodotti biologici” per chiedermi una specie di benedizione per la loro roba. Io dico che per me non c’è problema a patto che, come ovvio, io possa analizzare i prodotti. Risultato? Sono spariti.

Passa un po’ e arrivano tre rappresentanti di una grande azienda straniera sempre di “biologico”. Identica la musica.

Nel corso delle nostre analisi non richiesteci da nessuno scopriamo che una certa farina è pulita. Lo comunichiamo al produttore. Silenzio.

Potrei continuare ma mi fermo.

Senza un intervento delle istituzioni (leggi, laboratori e competenze)e, soprattutto, senza una coscienza da parte di chi quella robaccia è costretto a mangiarsela, la situazione non potrà che peggiorare.

Buon appetito.

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ti svegli una mattina e scopri ……”Il nano titanio è stato trovato in prodotti fabbricati da Jello, Nestlé, M&M’s, Mother’s, Mentos, Albertson’s, Hostess e Kool Aid. Ricerche precedenti si sono ampiamente concentrate sui danni alle cellule del corpo umano, tuttavia, un nuovo studio attuato dal Massachusetts Institute of Technology e dalla Harvard School of Public Health indicano che particolari nano particelle ingegnerizzate possono direttamente danneggiare il DNA umano. Concetto che dovrebbe fermare immediatamente produttori ed erogatori nell’uso di nano particelle nei prodotti di consumo.” e poi, penso che in fondo queste notizie le sapevo già, da almeno 10 anni, visto… Leggi il resto »