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Sono un patologo di campagna (lavoro a Mantova) mi guadagno la pagnotta facendo autopsie, (sono a quota 3000) credo che con tutto lo sforzo che voi potete fare non riuscirete ad immaginare cosa vedo. Ho chiesto a Montanari di guardarci dentro in alcuni campioni ed mi ha fatto vedere cose, che a me che vedo di tutto, sono risultate pazzesche. Va sottolineato che non ho speso una lira!!!! Non entro in merito alle problematiche del microscopio, anche se le variazioni in corso d'opera mi lasciano sempre perplesso. Da medico che vive facendo diagnosi di cancro sul materiale biologico, vorrei dire a tutti coloro che cercano una prova "assoluta" nei numeri, nelle pubblicazioni di fermarsi un attimo a pensare.
Molti anni fa il farmaco più venduto in Italia era il "croniassal", chi ha i capelli bianchi come me se lo ricorderà, migliaia di pubblicazioni sulle riviste più prestigiose al mondo, bene era una bufala, nella migliore delle ipotesi non faceva niente od era dannoso.
Come si fa a pretendere di contare i tumori, quando alcuni (vedi mesotelioma) ci mettono 30 anni per comparire, in popolazione in continuo movimento, con classificazioni istologiche che in certi settori come i sarcomi, cambiano in continuazione.
Allora andate a vedere una lezione di Montanari, mi scuso con i non vedenti, rendetevi conto con i vostri occhi come c'è nel nostro corpo.
Alcune scuole mi hanno chiamato per fare lezioni contro il fumo di tabacco, non ci crederete ma la cosa che colpisce di più i ragazzi sono le foto di cancri di cani e gatti (che è notorio non tirano di "coca", non fumano, non trasgrediscono).
Caro Stefano, qualche mese fa ti scrissi manifestandoti la mia stanchezza, nel vedere tanti coglioni (o meglio analfabeti), ammiro la tua tenacia, la tua onestà, mi hai insegnato molto, ti auguro di trovare le risorse (psichiche, fisiche ed economiche) di continuare (i miei figli ti ringrazieranno).
gaetti luigi
mantova

Siamo sinceri: il dottor Gaetti non ha motivi di preoccupazione. E così non ne ha il dottor Gazzolo, primario pediatra di Alessandria

con il quale portiamo avanti una ricerca sulle malformazioni fetali e sul latte materno. Nemmeno si preoccupi la studentessa mandataci dall’Università di Parma che fa la tesi da noi sull’inquinamento nei vaccini o l’altra che fa una tesi di postdottorato sulle malattie da uranio impoverito. E che dire, poi, dell’Università di Modena? Il microscopio elettronico del suo Laboratorio dei Biomateriali non funziona e non ci sono soldi per ripararlo? Niente paura, sono nostri ospiti e, come in tutti gli altri casi di cui sopra, paghiamo tutto noi. Fino all’ultimo centesimo.
Nunc est bibendum, diceva il poeta latino: è ora di bere e di rallegrarsi. D’ora in poi sarà l’Università di Urbino a pensare a tutto. Più, meglio, e più generosamente di quanto non abbiamo potuto fare noi. E se laggiù nessuno ha la più pallida idea di che cosa mai siano queste bizzarre nanopatologie per le quali sono stati raccolti denari da un branco di coglioni, nessuno tema: una fiammellina pentecostale scenderà sulle teste dei geologi, dei botanici, dei biologi e di tutti i luminari che finora, ma solo per modestia, non hanno mai pubblicato una riga e non hanno mai immaginato nemmeno come si scelga, si raccolga e si prepari un campione né, tantomeno, che diavolo vogliano dire quelle curiose macchioline bianche che si vedono in quegli schermi che sembrano quelli della TV. In un fiat quello che noi abbiamo imparato da soli in anni di sangue, sudore e lacrime brillerà nelle loro menti e, finalmente, sapremo verità che noi umani…

P.S. Ho mandato una mail alla signora che si firma annaf e di cui conosco nome e cognome. Approfittando del fatto che abita nella mia città, le ho chiesto un appuntamento e l’ho anche invitata a far visita al laboratorio. Quale migliore occasione per colloquiare e discutere delle contestazioni che mi rivolge? Almeno potrei sapere quali queste contestazioni siano. Oltretutto, pare esistano pure istanze scientifiche e su questo la signora annaf è senza dubbio una grandissima esperta. Mi sarebbe anche piaciuto sapere quali delle persone che hanno firmato la lettera di cui la signora annaf scrive risulterebbe inesistente. Malauguratamente, ad ora, nessuna risposta è arrivata. (SM)

Cara sig.ra Z (annaf per noi del blog), sarà un piacere venirla a trovare a casa o sul lavoro. Magari le porteremo i saluti del comune amico Diego (Gazzolo)

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